Approfondimenti


Il Signore dei Coriandoli

Lo vedemmo anche noi, in televisione, quel vecchio signore elegante e spiritoso che, nel denunciare le sua età, metteva la punta di civetteria di chi si aspetta come contropartita un: «Ma non li dimostra affatto!». E in effetti, nessuno gli avrebbe dato quei suoi 103 anni: tantissimi, ma senza dubbio molto ben vissuti. Perché l’ingegnere Ettore Fenderl, pur avendo superato il traguardo del secolo, quella sera fu in grado di offrire ai telespettatori una vivacissima carrellata del suo passato di inventore. Inventore di “cose serie”, ma anche dei “coriandoli”, ossia di quei minuscoli pezzetti di carta multicolori che nei giorni di carnevale ricoprono come un tappeto le strade di tantissimi paesi, conferendo loro un aspetto gioioso e spensierato. Fu appunto in un lieto pomeriggio di Carnevale del 1875 che l’ingegnere, allora ragazzino quattordicenne, si godeva a Trieste, dal balcone della sua casa, la sfilata delle maschere, divertendosi a bersagliarle con innocui proiettili, e cioè con quei confetti di gesso colorato che fin dal 1700 si usava gettare sui cortei carnevaleschi. Ad un tratto, però, le munizioni finirono e l’intraprendente giovanetto, non avendo il coraggio di chiedere ai suoi denaro per comprarne delle altre, fece di necessità virtù e, aguzzando l’ingegno, ricordò di avere in casa dei fogli di carta colorata che tagliuzzò in pezzi minutissimi, lasciando poi cadere sui passanti questa inconsueta pioggia variopinta. Allegri, economici, innocui, da quel momento nacquero i coriandoli (il nome deriva dal latino coriandum, pianta dai semi aromatici di forma tondeggiante), invenzione destinata a varcare i confini della patria e a sfidare il secolo. Ma questa non è che la più modesta delle invenzioni del centenario ingegnere. Laureatosi infatti nel 1888 al Politecnico di Milano, si trasferì a Vienna dove, una decina di anni dopo, presentò la sua prima invenzione nel campo dell’illuminazione, consistente nell’utilizzo dell’acetilene non solo per le singole lampadine, ma per la creazione di vere e proprie piccole centrali, le quali riuscirono ad illuminare alcune cittadine dell’Austria e varie stazioni ferroviarie russe. Poco dopo l’inizio del secolo, proseguendo nei suoi studi, progettò l’impiego del radio a scopi terapeutici, ottenendo di trasferire in Italia il radium-bario-clorato di cui si serviva per i suoi studi (era, allora, l’unica partita esistente in tutto il mondo) e che servirà in seguito a Enrico Fermi per le sue prime esperienze sulla disgregazione dell’atomo. Eppure, malgrado queste straordinarie scoperte, l’ingegnere Ettore Fenderl è destinato a passare alla storia come l’inventore dei “coriandoli”, variopinto e gioioso simbolo del Carnevale.

M.Z.




I Cantieri

I Cantieri del Carnevale di Foiano sono l’anima della manifestazione. In queste “officine della cartapesta” prendono forma le maschere e i movimenti idraulici che animano i carri durante le sfilate lungo le strade cittadine. All’interno di queste segrete mura, nascono, grazie alla passione di molti “sudditi” di re Giocondo, opere d’arte semoventi, che aspettano con trepidazione di essere giudicate nel campo di gara. Un anno di lavoro si consuma in quattro febbrili domeniche che incoroneranno un solo vincitore.




La Coppa del Carnevale

La sfida per la Coppa del Carnevale anima ogni anno le giornate e molte notti di tanti appassionati “cantieristi”, che con il loro impegno mantengono vive le nostre tradizioni. Fino a quella “maledetta” prima domenica che dà il via all’evento e in cui una giuria decide le «magnifiche sorti e progressive» di ogni Cantiere, stilando da subito la classifica per il carro più bello, classifica che però diventerà ufficiale solo dopo le sfilate delle domeniche successive.