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Gruppo Intervento Speciale (GIS)

G.I.S._08 G.I.S._07 G.I.S._04 G.I.S._03 G.I.S._06 G.I.S._02 G.I.S._01 G.I.S._05

Il Gruppo Intervento Speciale è stato istituito il 6 febbraio 1978, in piena emergenza terrorismo, per impulso dell’allora Ministro dell’Interno On. Francesco Cossiga, per garantire un strumento per la risposta all’incremento dei fenomeni terroristici e delle forme di disturbo dell’ordine pubblico e sicurezza pubblica,  per la condotta di operazioni antiterrorismo e antiguerriglia, con carabinieri tratti dall’allora 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, dal quale tutt’oggi provengono gli operatori del GIS.

Dal 1984, il Ministro dell’Interno decretò il GIS quale unica Unità Intervento Speciale (Un.I.S.) antiterrorismo della Difesa in favore del Ministero degli Interni. 

Stemma G.I.S.

La storia del Reparto continuò attraverso gli anni di piombo, caratterizzati dalla recrudescenza del terrorismo interno, durante i quali condusse operazioni risolutive come quella per la riacquisizione del controllo del supercarcere di Trani, battesimo del fuoco per il neocostituito Reparto (1980), alla quale seguirono ripetuti interventi per la liberazione ostaggi, condotti a seguito di sequestri di persona a scopo di lucro e dimostrativi. Ad essi sono succedute numerose operazioni per il contrasto alla criminalità organizzata con la cattura di pericolosi latitanti e boss di mafia, condotte a supporto delle componenti investigative e anticrimine dell’Arma, così come per la condotta di operazioni di polizia ad alto rischio, scenari ove il GIS ha continuato a confermare la sua versatilità e affidabilità.

Il GIS, sin dalla sua fondazione, ha inoltre continuato a condurre, in Italia e all’estero, servizi di scorta e protezione in favore delle più alte cariche dello Stato italiane e straniere in visita. Dal 1997, lo speciale reparto è stato impiegato, come punta di diamante dell’Arma, nei più complessi e delicati teatri operativi esteri in Albania, Bosnia, Kosovo e Iraq.

A partire dal 2004, con l’entrata nel comparto Operazioni Speciali della Difesa, il GIS ha quindi suggellato la sua doppia natura di Reparto paracadutisti ed Incursori affianco a quella storica di Unità di Intervento Speciale di polizia. Veniva così cristallizzata quella doppia anima che rimarrà la sua caratteristica distintiva, anche in ambito internazionale.

Da quel momento continueranno gli impieghi dello speciale reparto dell’Arma, sotto il Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), nei più impegnativi Teatri Esteri, a fianco delle altre forze speciali italiane ed in particolare, in Afghanistan, Iraq, Djibouti, Libano e Niger.

In data 22 maggio 2020, il Presidente della Repubblica ne suggellava l’identità di Unità combattente concedendogli la Bandiera di Guerra che, per la professionalità ed il valore dimostrati, il 20 ottobre 2020, veniva insignita della decorazione di Cavaliere dell’”Ordine Militare d’Italia”.

Il GIS è inquadrato amministrativamente nella 2° Brigata Mobile Carabinieri. Per l’impiego d’emergenza dipende direttamente dal Capo di SM del Comando Generale dell’Arma. In tale ambito, può essere attivato, sempre dal Comando Generale, per esigenze di supporto ai reparti territoriali e anticrimine dell’Arma per attività di PG ad alto rischio ovvero del Ministero degli Interni, quale Un.I.S. o del COFS, quale Reparto FS della Difesa.

Operatori GISIl Reparto mantiene una dimensione ed un’articolazione adeguate ad assicurare elevatissimi standard umani e professionali, nonché un impiego veloce, flessibile e coeso delle forze. Attualmente, oltre al Comandante, alla sua segreteria e ad articolazioni tecniche e di supporto, il Reparto è articolato in Sezioni dedicate alle operazioni e alle attività addestrative, tra le quali la formazione in tema di servizi di protezione e guida di sicurezza per tutto il personale dell’Arma e altri enti dello Stato.

In seno al GIS vi è inoltre un Nucleo Negoziatori costituito da operatori con spiccate capacità comunicative, particolare equilibrio psico-fisico e padronanza delle lingue straniere, che dopo un rigoroso iter selettivo interno, partecipano a corsi di negoziazione all’estero. Il Nucleo Negoziatori si occupa anche di selezionare e formare i Negoziatori di primo livello inquadrati presso i Comandi Provinciali dell’Arma territoriale.

In Italia, il GIS rappresenta, sotto la direzione del Comando Generale dell'Arma, il fulcro del dispositivo d’intervento antiterrorismo dell’Arma dei Carabinieri, in grado di dispiegare, in poche ore, sull'intero territorio nazionale, una Unità di Intervento Speciale fino a livello di Gruppo Tattico Antiterrorismo, implementabile in formato interforze e interagenzia, a composizione variabile, dalle decine alle centinaia di militari, composto dal GIS e dalle forze in suo supporto tattico, rappresentate dal Reggimento CC par Tuscania, dalle API e dalle SOS, dalle unità di polizia robusta dell’organizzazione mobile, delle altre organizzazioni dell’Arma.

Il Reparto, grazie alla sua doppia anima di Forza Speciale e Unità Speciale di polizia, continua ad adeguare le sue capacità per poter al meglio fronteggiare le minacce non convenzionali ed ibride poste dall’attuale contesto nazionale e internazionale e, come recita il suo motto, “In Singuli Virtute Aciei Vis”, nelle capacità del singolo trae la forza il gruppo, continua a individuare il suo fattore di successo nelle virtù di ogni singolo suo uomo.



Principali operazioni

  • 29.12.1980, Trani: intervento all'interno del Supercarcere con liberazione di ostaggi;
  • 25.8.1987, Porto Azzurro: intervento per sedare la rivolta nel Carcere di massima sicurezza;
  • 24.12.1989, LOCRI: cattura dello 'ndranghetista Strangio, nell'ambito delle attività di indagine sul sequestro Casella;
  • 17.4.1990, Verona - Santa Margherita Ligure: liberazione della piccola Patrizia Tacchella, sequestrata da una banda di criminali;
  • 16.1.1995, Segrate: liberazione di Raffaele Alessi, tenuto in ostaggio da una coppia di albanesi;
  • 18.12.1999, al largo dell'Isola di Alicudi: operazione antidroga con cattura di una nave in movimento;
  • 7.6.2000, Torino: liberazione della giovane Rosa Laura Spadafora, sequestrata da una banda italo-albanese;
  • 10.6.2000, Torre Annunziata: cattura del camorrista latitante Ferdinando Cesarano;
  • 2.11.2000, Crotone: cattura della nave “Tiride”, che trasportava tre tonnellate di hascisc, e arresto dell’equipaggio;
  • 9-10.12.2001, Platì: cattura del latitante Barbaro Giuseppe, capo dell’omonima cosca di Platì;
  • 25.3.2002, Kabul (Afghanistan): operazione "Corona". Scorta all'ex re afgano che rientra in patria;
  • 27.03.2002,Strangoli Marina: arresto del latitante Iona Guirino e di due fiancheggiatori;
  • 30.11.2002, Ostia: cattura del pericoloso latitante tunisino Faid Isa Kamalfa, asserragliato in una villetta;
  • 13/14.11.2003. Platì: cattura, nell’ambito dell’operazione “Marine”, di due pluripregiudicati, elementi di spicco delle famiglie mafiose dominanti di Platì;
  • 17.11.2003. Rosarno: cattura, nell’ambito dell’operazione “Bosco Selvaggio” di un pericoloso affiliato alla ‘ndrangheta;
  • agosto 2003, Nassirya (Iraq): l’aliquota del GIS inquadrata nel Reggimento MSU ha compiuto numerose operazioni antiterrorismo, che hanno portato finora alla cattura di due criminali di guerra, al fermo di numerosi sospettati di atti terroristici ed al sequestro di ingenti quantitativi di armi, munizioni ed esplosivi.

Operazione Trani

Fulminea operazione compiuta il 29 dicembre 1980 da un reparto del Gruppo Intervento Speciale (GIS) dell'Arma per domare la rivolta scoppiata nel carcere di Trani e liberare i 18 agenti di custodia presi in ostaggio dai detenuti.

OpTrani02Fra le innumerevoli attestazioni di simpatia solidarietà ed apprezzamento suscitate, sia in Italia che all'estero, dal tempestivo intervento dell'Arma, conclusosi positivamente e senza spargimento di sangue, riportiamo qui di seguito il solo messaggio indirizzato al Comandante Generale dell'Arma, Umberto Cappuzzo, dal Capo dello Stato che, riteniamo, interpreta e condensa in poche righe il sentimento di tutto il popolo italiano:"Caro Generale, il mio plauso a Lei ed ai suoi Carabinieri che, senza scendere a patti con i terroristi di Trani, hanno saputo domare la rivolta con abilità, coraggio e saggezza. Sandro Pertini".