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Intervento del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali

ON. Giovanni Alemanno
Vorrei, in primo luogo, complimentarmi con l’Arma dei Carabinieri, attraverso il suo Comandante Generale, Luciano Gottardo, per aver preso l’iniziativa di organizzare questo importante evento internazionale che vuole porre l’accento, come il tema sottolinea, non solo sul contrasto alle frodi, ma anche e soprattutto su ogni forma di illegalità di cui l’operatore agricolo può essere vittima, con le ripercussioni negative, facilmente intuibili, su di un comparto sano che costituisce uno degli elementi trainanti dell’economia nazionale.
Vorrei anche ringraziare l’autorevole compagine di relatori che si alterneranno durante questa mattinata inaugurale e nelle sessioni tecniche che ne seguiranno. La loro presenza è il segno concreto dell’attenzione che si vuole riporre nella protezione degli imprenditori agricoli onesti attraverso un’attenta analisi di tutte le illegalità che possono turbare l’equilibrato svolgersi delle attività nel settore agricolo.
Rivolgo altresì sentimenti di sincera gratitudine e di benvenuto in Italia ai delegati che rappresentano sia l’attuale conformazione dell’Unione Europea sia quella futura, so, infatti, che sono presenti 45 inviati in rappresentanza venticinque Stati, compresi Bulgaria e Romania, in previsione dell’imminente ingresso nella grande famiglia europea. Una così nutrita adesione al seminario è sintomatica dell’interesse di tutti i cittadini europei alla lotta contro le illegalità e la consapevolezza che solo un’azione corale può concretamente arginare l’odioso fenomeno. Anche la presenza di rappresentanti di livello dell’Ufficio Europeo Antifrode (OLAF), previsti come relatori, ritengo sia importante per il punto di riferimento che esso costituisce nella attività di competenza.
L’intraprendenza dei truffatori, e della criminalità organizzata, molto interessata alle ingenti disponibilità economiche rappresentate dagli aiuti comunitari, impone professionalità all’altezza dei tempi, e sempre vigile attenzione, per questo è importante aver riunito oggi, in questa prestigiosa cornice, operatori nazionali e dei Paesi dell’Unione per discutere dell’importante problema ed individuare linee comuni di intervento.
L’attenzione dei convenuti si rivolgerà, dunque, non solo, e non tanto, ad esaminare le metodologie di indagine per far risaltare le percezioni illegali di contribuzioni dell’Unione in ambito agricolo, quanto, e soprattutto, quegli inquietanti fenomeni delinquenziali, anche riconducibili alla criminalità organizzata, di cui sono vittime gli imprenditori agricoli e che, specie in alcune aree sensibili, possono alterare gli equilibri del comparto agricolo e dell’economia locale. Ritengo, dunque, che questo seminario possa essere un costruttivo momento di confronto fra le forze in campo, nazionali ed europee, per poter sviluppare nuove strategie di contrasto e, dunque, una rinnovata sinergia sia interna che internazionale per affrontare con sempre maggiore attenzione la lotta ad ogni forma di illegalità nell’ambito dell’agricoltura. 
La nuova Politica Agricola Comune ha, tra l’altro, introdotto un nuovo modello produttivo che punta verso aspetti di grande interesse per i consumatori quali la sicurezza alimentare e l’ecocondizionalità, ossia il rispetto dell’ambiente nel ciclo produttivo. Si tratta di importanti elementi che vogliono dare una nuova valenza all’agricoltura che non deve rivolgersi solo all’incremento della produzione, ma porre, altresì, grande attenzione alla qualità. In questa direzione muovono anche altri provvedimenti, quali la valorizzazione delle specificità locali, alludo ai marchi D.O.P., I.G.P., S.T.G., etc.
Competitività, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e multifunzionalità, come è ormai all’attenzione di tutti, sono, dunque, gli obiettivi ricercati da tutti gli Stati dell’Unione e trasfusi nella nuova Politica Agricola Comune. Un simile orientamento deriva anche da una sempre maggiore sensibilità dei cittadini verso la qualità e genuinità dei prodotti tradottasi in una crescente interesse verso il comportamento dell’impresa agroalimentare, alla quale si richiede l’attivazione di processi produttivi che portino all’ottenimento di alimenti “sicuri” e che riducano al minimo l’impatto negativo sulle risorse naturali. Si deve, dunque, impedire che comportamenti truffaldini o, ancor peggio, criminali possano alterare i delicati equilibri esistenti tra domanda e offerta con conseguenze negative nei confronti degli imprenditori e diminuzione del profitto delle loro aziende. Tali fenomeni sono possibili in tutte le filiere dell’agroalimentare la cui politica dei prezzi e dei mercati è stata resa operativa stabilendo sistemi di regolamentazione, che, come tutti sanno, sono le Organizzazioni Comuni di Mercato.
Per sostenere uno sviluppo così importante dell’impresa agroalimentare è necessario il massimo impegno da parte delle Forze dell’Ordine e di tutti gli enti ed agenzie deputate ai controlli.
Tuttavia, i tentativi di inquinamento della struttura provengono non solo da imprenditori con pochi scrupoli che tentano di accedere ad un maggior volume di aiuti rispetto a quelli spettanti, o, addirittura, senza averne titolo, ma, come ha appena accennato, da vere e proprie organizzazioni criminali. Queste ultime, infatti, nel tentativo di permeare ogni settore dell’economia per conseguire cospicui ed illeciti guadagni, non trascurano neppure l’agricoltura. Esse operano non solo per percepire illegalmente contribuzioni da destinare ad altre attività delinquenziali o per riciclare denaro da queste proveniente, ma, ancor peggio, possono commettere più gravi illegalità che vedono l’imprenditore vittima di ogni sorta di sopruso. Anche il Dottor Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia, che prenderà la parola a conclusione di questa mattinata inaugurale, ha avvertito la problematica ed ha, pertanto, istituito un servizio “Criminalità in Agricoltura” proprio per stimolare le indagini nel particolare settore.
Tutte le Istituzioni, nazionali e comunitarie, ed ogni singolo cittadino, dunque, devono sentirsi coinvolti concretamente per fiaccare l’intraprendenza sia dei truffatori comuni che di quelli legati alla criminalità organizzata per consentire agli imprenditori agricoli di operare con la serenità di chi avverte di essere protetto da quanti vogliono infrangere le leggi per conseguire più rapidi guadagni a loro discapito ed è, di contro, consapevole di agire nella più stretta legalità.
Tutela del consumatore e degli operatori onesti del comparto agroalimentare sono, infatti, gli scopi principali da perseguire e, in questo quadro, è necessario anche incentivare quel legame di collaborazione con i cittadini per consentire lo sviluppo di ogni sforzo costruttivo, volto a migliorare il livello qualitativo della vita di ognuno. Se alla politica spetta il compito di varare buone leggi per raggiungere con maggiore rapidità e facilità questi importanti traguardi, le Forze dell’Ordine hanno il dovere di garantire l’osservanza delle norme e di segnalare all’Autorità Giudiziaria chi, invece, decide di infrangerle.
La capillare presenza sul territorio dell’Arma dei Carabinieri è sicuramente una garanzia in questo senso, in quanto i presidi più piccoli, come le Stazioni, hanno, tradizionalmente, permeato completamente il tessuto sociale nel quale operano e, pertanto, costituiscono un eccellente punto di riferimento per tutti i cittadini e, quindi, anche per gli imprenditori agricoli che vogliono segnalare i reati di cui sono vittime.
Il Comando Carabinieri Politiche Agricole, cui va il merito di aver organizzato questo incontro, dunque, collaborando fattivamente con gli altri organismi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole e con tutte le organizzazioni dell’Arma cui appartiene, si prefigge di garantire il corretto svolgersi delle attività agricole, al fine di tutelare il cittadino – consumatore e l’imprenditore agricolo e, conseguentemente, vuole contribuire a contrapporre un solido argine a tutti quei comportamenti illeciti che possano inquinare il settore agricolo.
Ho già sottolineato all’inizio del mio intervento come la struttura economica agricola, a mio avviso, sia sana, ma proprio per questo l’attenzione nella vigilanza deve essere alta ed ininterrotta.
Tutti gli sforzi normativi per garantire al consumatore alimenti sempre migliori sul piano qualitativo ad un prezzo accessibile, sarebbero frustrati senza un idoneo sistema di controlli. Ritengo, per questo lodevole l’iniziativa del Comando Carabinieri Politiche Agricole che ha voluto questo primo confronto tra gli addetti ai controlli sia italiani che degli altri Paesi unitari per ricercare insieme, durante i due giorni di lavori, una strategia comune di contrasto alle illegalità in un ambito, quale quello agricolo, che richiede interesse e preparazione specifica per permeare una legislazione unitaria necessariamente articolata per la specificità di ciascun comparto ed assolutamente viva perché in continua crescita sulla base delle esigenze dei consumatori, da un lato, e dei produttori dall’altro.
Auguro, quindi, a tutti buon lavoro, sicuro che da questo incontro nasceranno le basi per una migliore sinergia sia tra gli organi nazionali che tra gli enti europei cui è devoluto l’oneroso compito di proteggere l’ordinato sviluppo del settore agricolo.