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Intervento del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri

Gen.C.A. Luciano Gottardo


Signor Ministro, desidero, in primo luogo dare a tutti i convenuti il benvenuto in questa Scuola che è il massimo Istituto di formazione dell’Arma ove si formano i quadri dirigenti dell’Arma dei Carabinieri e porgere un sentito ringraziamento per la presenza a questo seminario, a conferma della vicinanza dell’Arma dei Carabinieri e della particolare considerazione per l’impegno dell’Istituzione nel contrasto alla criminalità nel settore dell’agricoltura.
Un particolare saluto di benvenuto rivolgo, altresì, alle altre Autorità intervenute, ai qualificanti rappresentanti dell’OLAF, nonché ai 44 delegati dei Paesi dell’Unione Europea e di quelli per i quali sono in corso le procedure per l’ammissione.
Questo seminario costituisce una importante occasione di confronto e di dialogo sulle esperienze acquisite dai diversi organismi che in Europa operano nel settore del contrasto alle frodi in agricoltura.
Lo scambio di esperienze tra Organismi specializzati è il necessario presupposto per disporre di un chiaro quadro sul quale definire le strategie e le azioni operative, anche attraverso forme integrate ed efficaci di cooperazione: tale assunto proviene dall’esperienza del Comando Politiche Agricole dell’Arma dei Carabinieri, che ha riscontrato la necessità di modelli e procedimenti comuni da adottare a livello internazionale.
L’iniziativa che oggi prende avvio nasce nell’ambito del Programma europeo AGIS, attraverso l’organizzazione, in partenariato con la Guardia Civil spagnola e la Gendarmeria Nazionale francese, di un seminario internazionale volto alla individuazione delle migliori metodologie d’indagine per il contrasto nel settore.
In via preliminare desidero evidenziare che l’attività del Comando Carabinieri Politiche Agricole è inserita in un contesto operativo basato su un “modello binario” che l’Arma dei Carabinieri ha messo a frutto con l’esperienza dei suoi 191 anni di storia. In tale quadro, la scelta operata dall’Arma dei Carabinieri è stata quella di agire da un lato con l’attività investigativa condotta da reparti speciali quale quello del Comando Politiche Agricole, e dall’altro nell’ambito del territorio, mediante l’azione di concorso dei vari presidi dell’Arma. Il Comando Generale, da parte sua, provvede al monitoraggio e all’analisi dei risultati traendo un quadro di situazione chiaro, sulla cui base effettuare una valida attività di coordinamento ed una opportuna azione di indirizzo per orientare le strategie operative.
Il Comando Carabinieri Politiche Agricole, istituito il 5 dicembre 1994, in particolare, opera su tutto il territorio nazionale e, se necessario, anche all’estero, nel rispetto delle direttive del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali da cui dipende  funzionalmente.
Per esercitare i poteri ispettivi devoluti a quel dicastero, il Comando svolge controlli straordinari sulla erogazione e riscossione di aiuti comunitari nei settori agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, nonché sulle operazioni di ritiro e vendita dei prodotti agroalimentari , ivi compresi gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo. Esercita, inoltre, controlli specifici sulla regolare applicazione dei regolamenti comunitari e concorre, coordinandosi con l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero, nell’attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare. Intrattiene, inoltre, rapporti con l’OLAF che assicura il necessario coordinamento per l’attività anti-frode su tutto il territorio comunitario.
Per conseguire una maggiore aderenza e penetrazione nel territorio, il Comando Carabinieri Politiche Agricole, è stato poi integrato con articolazioni periferiche mediante la istituzione di tre Nuclei Antifrode (NAC) con sede a Roma, Parma e Salerno. I risultati conseguiti sono molto apprezzabili e possono essere sintetizzati dall’attività riferita all’anno 2004 che ha visto 537 tra arresti e segnalati all’AG, 253 violazioni accertate, di cui 167 penali e 86 amministrative, 258 imprese agricole controllate e 9 imprese proposte per la sospensione di aiuti. Particolare menzione merita l’operazione condotta nelle province di Treviso e Udine nel gennaio di quest’anno che ha portato all’arresto di 6 persone gravemente indiziate di aver indebitamente percepito circa 20 milioni di euro di contributi comunitari.
Tali risultati evidenziano come il settore agroalimentare rappresenti uno dei compiti in cui le forze di polizia e, in particolare, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza ed il Corpo Forestale dello Stato profondono il loro impegno allo scopo di salvaguardare i diritti e le libertà del cittadino. L’attività delle forze di polizia, che si sta muovendo nell’ottica di un più stretto coordinamento degli interventi, vedrà l’attenzione dell’Arma rivolgersi, per il futuro, nel settore agroalimentare alla repressione delle frodi in ambito nazionale ed al contrasto delle sofisticazioni alimentari e delle bevande.
In particolare, il Comando Carabinieri Politiche Agricole, visto l’interesse delle aziende di settore a immettere sul mercato prodotti biologici, ha incrementato la vigilanza anche in direzione di tale produzione.
La tutela del consumatore e degli operatori onesti nel comparto agroalimentare rappresentano, dunque, il principale scopo perseguito da Reparto  Speciale dell’Arma dei carabinieri che, al fine di ricercare quel legame di collaborazione con i cittadini volto a migliorare il livello qualitativo della vita di ognuno, ha istituito un servizio di informazione per soddisfare le richieste di settore attraverso un numero verde gratuito, in funzione 24 ore su 24 e su tutto il territorio nazionale.
Il controllo sulla assegnazione di contributi all’agricoltura, che costituisce una importante componente dell’economia dei Paesi comunitari e di cui l’UE ha sempre sostenuto lo sviluppo con una Politica Agricola Comune, rappresenta una attività alla quale è necessario conferire un adeguato rilievo. Va ricordato, infatti, che dal 1° gennaio 2005 ha preso le mosse la nuova Politica Agricola Comune che ha mutato le regole che presiedono alle elargizione dei contributi in agricoltura, contributi che saranno condizionati al rispetto delle norme in materia di salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare, sanità animale e vegetale. Sostenibilità ambientale e sociale, insieme alla competitività rappresentano, quindi, gli obiettivi ricercati dalla nuova Politica Agricola Comune, in piena armonia con il contenuto della strategia di Lisbona.
Il lavoro delle forze di polizia europee nel settore, pertanto, deve essere ancor più attento affinché, anche con queste innovazioni, non si verifichino illegalità e possano essere conseguiti senza illecite interferenze gli scopi prefissati, vale a dire mercato stabile, reddito adeguato per l’imprenditore agricolo e prodotto di qualità per il consumatore. In tale contesto, l’interazione delle attività tra i diversi Reparti Speciali dell’Arma con i Reparti Territoriali potrà realizzare un ruolo rilevante nel controllo di tutte le fasi delle filiera alimentare.
L’esperienza, infatti, ha dimostrato come la criminalità che agisce in agricoltura possa commettere un largo ventaglio di illeciti, che coinvolgono tutte le attività che vanno dalla coltivazione, alla trasformazione ed alla commercializzazione dei prodotti. L’intervento, allora, deve essere condotto non solo sui singoli segmenti interessati, ma anche in un contesto globale, utilizzando elevate professionalità specifiche, per assicurare l’osservanza delle norme sull’impiego dei lavoratori, la sicurezza dei prodotti, il rispetto della normativa ambientale e la liceità della ricezione dei contributi comunitari.
Sono convinto, infatti, che una attenzione trasversale a tutte le fasi dei processi produttivi in agricoltura, ne rilancia la competitività e ne aumenta la qualità dei prodotti, rispettando il delicato equilibrio con l’ambiente.
Il Signor Ministro Alemanno, in più occasioni, ha sottolineato, infatti, come la qualità sia posta tra i capisaldi della Politica Agricola Nazionale.
Non va sottovalutato, infine, il fenomeno crescente della criminalità organizzata nel settore della illecita riscossione dei contributi: tale interesse è motivato dai consistenti utili che si possono conseguire ed  è legato alla capacità di controllo del territorio che le famiglie mafiose sono in grado di esercitare, anche alla possibilità di riciclaggio di denaro, offerta da tale mercato, ove è ancora diffuso l’utilizzo di pagamenti in contanti anche per prestazioni di notevole valore.
Tali condotte illecite possono, in alcuni casi, determinare la fuoriuscita dell’agricoltore onesto dal mercato. Ed è in questo contesto che diventa rilevante il concorso dell’Arma territoriale, capillarmente diffusa sul territorio e perfettamente integrata nel tessuto sociale, nell’attività di contrasto agli illeciti in agricoltura, soprattutto nelle regioni del sud Italia. E’ fondamentale, infatti, la fiducia che il cittadino agricoltore e le organizzazioni di categoria possono riporre in una forza di polizia con un dispositivo di prossimità esteso anche nelle aree rurali, ed a cui poter indicare per tempo i segnali dell’attività criminosa.
La necessità di procedere all’analisi di tutta la criminalità in agricoltura, e non solo delle frodi, è stata avvertita dalla Direzione Nazionale Antimafia, che su precise indicazioni del Procuratore Nazionale, ha istituito un apposito servizio per stimolare il contrasto alla criminalità mafiosa nel particolare settore.
Il quadro delineato fa emergere la necessità di procedere un confronto a livello europeo per giungere ad una sempre maggiore cooperazione tra organismi preposti all’attività di contrasto.
Questa è la ragion d’essere dell’incontro odierno, al termine del quale ciascuno potrà acquisire una maggiore consapevolezza degli strumenti a disposizione per la tutela di una fondamentale interesse comune.
In uno scenario nel quale la criminalità opera sempre più in chiave transnazionale, la strada della cooperazione diventa strumento indispensabile. Alle forze di polizia tocca inevitabilmente il compito di adeguare i propri metodi e i propri meccanismi operativi a tale dimensione, investendo in uomini qualificati, tecnologie moderne e tecniche di gestione adeguate.
Concludo, pertanto, rivolgendo ai partecipanti l’augurio di buon lavoro, nella convinzione che soltanto con un impegno sinergico è possibile contrastare efficacemente un fenomeno che ha dimensioni trans-nazionali e che oltre a costituire una opportunità per la criminalità organizzata di realizzare illeciti profitti, può incidere pesantemente sulla qualità della vita di milioni di persone.