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II Guerra d’Indipendenza-Annessione degli Stati Preunitari

LA II GUERRA D’INDIPENDENZA

Le glorie raccolte sui campi di battaglia non facevano però dimenticare ai Carabinieri i loro doveri di protezione dei cittadini dalla criminalità, talché i militari dell’Arma continuarono in silenzio la loro lotta in tutto il Regno, conseguendo importanti successi soprattutto in Sardegna (Capitani Berlinguer e Castelli, Medaglie d’Oro al V.M.), ove un feroce banditismo - favorito da gravi ingiustizie sociali - creava una situazione intollerabile: nel solo 1841 gli omicidi, su una popolazione di 500 mila abitanti, furono 405, mentre i latitanti erano quasi 500 e le loro bande erano in grado di attaccare interi villaggi.

Istanze di Carabinieri per partecipare volontari  alle Campagne del 1859 (1)Istanze di Carabinieri per partecipare volontari  alle Campagne del 1859 (2)Ma i venti di guerra soffiavano nuovamente: nel 1859, Cavour raccolse i meriti della partecipazione alla Campagna di Crimea, stipulando un’alleanza difensiva con i Francesi di Napoleone III, che intervennero in aiuto del Regno di Sardegna quando gli Austriaci decisero di aggredirlo.

Traendo insegnamento dalle sconfitte del 1848-1849, dovute alla scarsa conoscenza del nemico ed a gravi carenze dei collegamenti, lo Stato Maggiore Piemontese decise di liberare i Carabinieri dai compiti di guida e scorta, per concentrarne l’impiego nei delicati servizi di informazione e polizia militare: nei punti strategici del fronte furono dislocati Ufficiali responsabili della raccolta di informazioni, mentre i più capaci sottufficiali e carabinieri operavano in borghese.

A loro era affidata una missione importante quanto pericolosa: lasciarsi superare dalle colonne austriache e continuare trasmettere rapporti; in caso di cattura, sarebbero stati fucilati senza complimenti come spie.

Il flusso delle informazioni favorirà le belle vittorie franco-piemontesi (Montebello, Magenta, Solferino, S. Martino), interrotte dall’armistizio di Villafranca (luglio 1859) che, se da una parte lasciò solo il Piemonte, dall’altra gli consentirà, praticamente senza ulteriori violenze, l’annessione degli Stati dell’Italia centrale: sarà una complessa operazione di assistenza tecnica ed influenza politica che vedrà impegnati i Carabinieri, appena usciti da una guerra nella quale espressero ancora una volta il loro valore (20 Medaglie d’Argento e 25 di Bronzo al Valor Militare).


L’ANNESSIONE DEGLI STATI PREUNITARI

Si iniziò con la Lombardia, ceduta al Piemonte alla fine della guerra: a Milano venne inviato il Colonnello Trofimo Arnulfi che riuscirà ad incorporare, tramite selezione, la parte migliore della gendarmeria, consolidando il controllo sulla Regione.

Pistola revolver, 1861Più complessa fu la situazione negli altri Stati dell’Italia Centro-Settentrionale (Granducato di Toscana, Ducati di Parma e Modena, legazioni pontificie ….. ), ove governi provvisori dichiararono decaduti i Sovrani e dove il Regno Sabaudo non poteva formalmente intervenire per non causare incidenti internazionali.

In questo complicato e frenetico mosaico, i Carabinieri dovettero agire per riconvertire le gendarmerie locali in unità del Corpo, ancor prima che quegli Stati venissero ufficialmente annessi. Il ruolo dei CC.RR. non fu spettacolare, ma di estrema importanza per organizzare il nuovo potere Sabaudo; nei mesi in cui la sorte degli Stati italiani centrali non era affatto decisa, pochi ufficiali dei Carabinieri fissarono con discrezione ed energia gli avamposti del futuro Regno d’Italia.

Uniforme da Ufficiale, 1864La loro esperienza fu preziosa anche per affrontare un’impresa ancor più impegnativa: la conquista del Regno dei Borboni. La notte tra il 5 ed il 6 maggio 1860 cominciò avventurosamente l’impresa dei Mille; l’epica conquista comportò una successiva azione - meno esaltante ma altrettanto importante - per sottoporre quei territori al controllo sabaudo: il 14 luglio 1860 viene costituito il Corpo dei Carabinieri di Sicilia, in una situazione ancora ambigua, talché il primo Comandante, il Maggiore Massiera, e gli specialisti che lo seguirono, presentarono le dimissioni temporanee dal Corpo, per non creare problemi politici.

Analogamente, il 23 ottobre 1860, poco prima dello storico incontro di Teano – giunse a Napoli il Colonnello Arnulfi che provvide ad articolare il Corpo dei Carabinieri in Campania, anche attraverso una selezione particolarmente severa dei componenti della gendarmeria borbonica.

All’inizio del 1861, l’Arma presentava un organico di 500 Ufficiali e 20.000 sottufficiali e truppa.

Il 18 febbraio 1861 vide la prima convocazione del Parlamento Italiano ed il 17 marzo successivo venne proclamato il Regno d’Italia.