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INSERTO



             SOMMARIO: 1.  Evoluzione  storica  della  normativa  sulla  tutela  del  lavoro.  -  2.  Scenario
                       sociale e tutela del lavoro: le nuove frontiere. - 3. Gig economy e forme di tutela.
                       - 4. Il lavoro in agricoltura: minacce e forme di tutela. - 5. Il “modello operativo”
                       dell’Arma.  -  6.  L’efficacia  del  “modello  operativo”:  esperienze  operative  e
                       investigative. - 7. Conclusioni.


             1.  Evoluzione storica della normativa sulla tutela del lavoro
                  L’esigenza di verificare le modalità di svolgimento delle attività lavorative
             e le condizioni con le quali i lavoratori erano impiegati, si manifestò alla fine del
             XIX secolo, con l’affermazione di nuove forme di lavoro indotte dalla crescente
             industrializzazione.  La  comparsa  di  nuove  tecnologie  agevolò  la  nascita  di
             nuove figure nel mercato del lavoro per cui fu posta sempre più attenzione
             all’esigenza di salvaguardare la dignità del lavoro e i diritti dei lavoratori.
                  Con legge 30 marzo 1893, n. 184, fu così istituito il Corpo degli ispettori
             e ingegneri delle miniere, cave e torbiere, dopo che la legge 11 febbraio 1886,
             n. 3657 (legge Berti, dal nome del Ministro dell’istruzione che ne fu fautore),
             aveva delineato i profili di tutela del lavoro minorile, limitando l’età lavorativa a
             non meno di nove anni nelle cave e nelle miniere e a dodici anni per il lavoro
             notturno.
                  Si dovrà giungere gli inizi del XX secolo per l’istituzione, con legge 19
             luglio 1906, n. 380, del “Corpo degli ispettori del lavoro”, poi ulteriormente
             definito, anche sotto gli aspetti ordinativi, dalla legge 22 dicembre 1912, n. 1361,
             che ripartì il Corpo di ispettori dell’industria e del lavoro in Circoli regionali con
             il compito di accertare l’esecuzione delle leggi sul lavoro delle donne e dei fan-
             ciulli, sugli infortuni degli operai sul lavoro, sul riposo settimanale, sull’abolizio-
             ne del lavoro notturno dei panettieri e sulla cassa di maternità in tutti gli opifici,
             laboratori, cantieri, e lavori sottoposti alle leggi indicate (art. 1, comma 1); non-
             ché di raccogliere e trasmettere al Ministero di agricoltura, industria e commer-
             cio notizie ed informazioni su quanto riguarda le condizioni e lo svolgimento
             della  produzione  nazionale,  l’ordinamento  e  la  rimunerazione  del  lavoro,  il
             numero e le condizioni degli operai anche nei riguardi della disoccupazione; gli
             scioperi, le loro cause ed i loro risultati, il numero, le cause e le conseguenze
             degli infortuni degli operai (art. 1, comma 4).
                  La norma stabiliva altresì gli organici e l’ordinamento, suddiviso in Capi di
             Circolo,  Ispettori  e  aiutanti  ispettori  (art.  4;  agli  art.  3  e  13  del  successivo
             Regolamento d’attuazione approvato con legge 27 aprile 1913, n. 431, veniva
             aggiunta la figura degli ufficiali d’ordine, con compiti di archivio, di copia, di
             tenuta dei registri ad essi affidati) prevedendo altresì misure di coordinamento


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