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di base di questa logica è trarre il massimo profitto nel minor tempo possibile per non
essere scoperti e poter passare facilmente a un altro mercato (questo fa parte del concetto
camorristico di “rischio d’impresaâ€).
Oltre a questo aspetto bisogna considerare inoltre che vi è una stretta connessione
tra le attività illecite di strada e quelle criminali che non sono nettamente separate o
separabili. Insomma i clan di Secondigliano non sono un élite criminale che lascia ad altri
le attività di basso rango, per dedicarsi a quelle più remunerative e dignitose; anzi essi,
oltre a svolgere in proprio alcune attività criminali, estorcono ad altri delinquenti una
percentuale sulle loro attività illegali (come successe in origine per i DI LAURO nei
confronti degli altri sodalizi, ma successivamente tale assetto viene mantenuto anche dagli
Scissionisti prima e dai girati poi). Quindi l’organizzazione dominante è quella che ha
conquistato un prestigio criminale tale da poter dirigere il mercato e controllare le altre
bande presenti sul territorio.
Il mercato di cui si parla è, ovviamente, quello illecito che non è di per sé
strettamente connesso all’esistenza di forme complesse di criminalità organizzata. L’ampia
gamma di mercati illeciti permette alle bande criminali di passare da un mercato all’altro
quando uno di essi si esaurisce o viene represso; in altre città , dove esistono tali mercati, la
loro soppressione provoca la chiusura di una fase criminale (es. a Marsiglia, finito il
contrabbando, finisce un’epoca criminale) mentre nel napoletano la repressione di un
mercato provoca solo lo spostamento dei suoi addetti verso un altro, ed essi ne accettano
i rischi per la propria incolumità nel caso in cui vengano inseriti in un mercato più
violento, in una mobilità permanente tra illecito e criminale (es. finito il contrabbando
non è finita una storia delinquenziale ma è cominciata quella della droga e non è detto che
il contrabbando non possa riprendere qualora la repressione nel mercato della droga
dovesse diventare più efficiente) . Questo circuito illecito - criminale diventa quindi
estremamente duttile e adattabile a esigenze contingenti.
La mancata specializzazione e separazione tra i due rami di attività (illecito e
criminale) portano anche alla presenza di bande frammentate e di manodopera criminale
scarsamente qualificata; questi frequenti passaggi da un mercato all’altro comportano
dunque un “dilettantismo criminale†che, a sua volta, provoca la “fragilità †degli addetti, i
quali fanno uso abituale di droghe e sono spesso responsabili di uccisioni di innocenti che
si trovano a passare nei luoghi di scontro o, addirittura, errori nell’individuazione degli
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