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MONTANINO Fulvio e SALERNO Claudio - come da lui promesso ai suoi accoliti
assetati di sangue e vogliosi di vendetta - iniziava la serie di omicidi della faida. Solo un
esponente di massimo rilievo aveva il potere di decidere di entrare in guerra con una
fazione di fuoriusciti, andando incontro ad una battaglia senza quartiere dall’esito incerto
e dalle conseguenze nefaste anche in termini economici, essendo prevedibile che la scia di
morti avrebbe provocato una fortissima pressione delle Forze dell’Ordine nel quartiere di
Secondigliano, ove sino a qualche tempo prima agivano quasi indisturbati numerosissimi
spacciatori di droga66. Successivamente (conversazione n. 323), il PETRONE e il
TABORRINO tornavano sull’argomento e il secondo, dopo alcune frasi incomprensibili,
diceva: “Cosimino mi manda addosso”, intendendo che era Cosimo colui il quale gli
impartiva gli ordini67. Ancora, nel corso di altra conversazione (n. 370), i conversanti,
PETRONE Gennaro e DE LUCIA Ugo, parlavano delle capacità decisionali di DI
LAURO Cosimo e dello scarso carisma che era riconosciuto a DI LAURO Marco68.
Altro riferimento alla sua persona è stato fatto da MAISTO Stefano e CICALA Alfredo,
esponenti del sottogruppo camorristico operante in Melito e successivamente vicino alla
posizioni degli Scissionisti, i quali in data 18 novembre 2004 all’interno del carcere di
Poggioreale parlavano di Cosimo DI LAURO e del ruolo verticistico da lui ricoperto
all’interno del clan, aggiungendo che la faida in atto era stata voluta da lui e da suo padre
Paolo69.

      Resta da dire che importantissimi riscontri agli elementi acquisti attraverso le
intercettazioni riportate sono dati dalle dichiarazioni rese dall’ex collaboratore
MIGLIACCIO Giovanni e dal neo collaboratore ESPOSITO Pietro.

      Il primo in data 22 luglio 2002, parlando dei capi del clan, affermava: “… È stato
Totore Di Girolamo a dirmi che Cosimo ed Erricuccio hanno preso in mano le redini
dell’organizzazione; del resto, a Mugnano mi è capitato di vedere entrambi e ‘o Lello.
Sempre secondo il Di Girolamo, Ciruzzo si sarebbe praticamente allontanato dalle attività
illecite da almeno un anno, anche se nei momenti di crisi interviene per dire l’ultima
parola. Secondo il Di Girolamo, Cosimino, è molto più duro di suo padre ….”. Il
secondo in data 26 novembre 2004, facendo riferimento alle circostanze riferitegli da DE

66 Cfr. conversazione ambientale n. 321, pag. 57/59 dell’inf. finale del Reparto Operativo CC di Napoli.
67 Cfr. conversazione ambientale n. 323, pag. 59 dell’inf. finale del R.O. CC di Napoli.
68 Cfr. conversazione ambientale n. 370, pag. 61 e ss. dell’inf. finale del R.O. CC di Napoli).
69 Cfr. conversazione ambientale cit. pag. 472 dell’inf. Finale della Squadra Mobile di Napoli.

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