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urbani, abbia preteso il pizzo dalle imprese di autotrasporto impegnate nel settore
e, talvolta, abbia impiegato in tale attività alcune imprese colluse. Essa ha tratto
vantaggio specialmente dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani offrendo le aree
di stoccaggio provvisorio o da adibire a discariche. A tal proposito, il “ciclo dei
rifiuti†è sempre stato uno dei settori di maggiore interesse per i clan; infatti, nel
contesto degli eventi legati alla cd. emergenza rifiuti, caratterizzata da
cointeressenze tra amministratori locali ed imprese colluse, la camorra ha
continuato a ostacolarne la raccolta e, contemporaneamente, si è insinuata con le
proprie proiezioni imprenditoriali nei meccanismi istituzionali preposti alla
risoluzione del problema. Appare sintomatica la vicenda della discarica di
Chiaiano, la cui bonifica era stata contrattualmente prevista e presuntivamente
eseguita nel 2008 da due imprese, poi risultate in rapporti d’affari col clan
MALLARDO, di Giugliano in Campania, e col gruppo ZAGARIA, appartenente
al clan dei casalesi. Il quartiere Chiaiano è compreso nell’ottava Municipalità di
Napoli ed è situato nell’area settentrionale della città . Una delle due imprese era
già stata oggetto di una interdittiva antimafia da parte del Prefetto di Napoli, per
rapporti con “cosa nostraâ€, confermata in seguito dal TAR Campania. Gli stessi
clan sono pure responsabili dell’inquinamento dell’acqua utilizzata per
l’irrigazione dei terreni coltivati nelle zone ove questi operano. Lo smaltimento
dei rifiuti tossici - attuato in dispregio della normativa a tutela dell’ambiente e
della salute - è realizzato grazie alla collusione esistente tra camorra, settori deviati
della politica locale e mala imprenditoria.
4. Produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti: Soprattutto in provincia di
Napoli vi sono laboratori clandestini che producono e commercializzano una
serie di articoli contraffatti tra cui vari accessori per abbigliamento e calzature,
copie abusive di C.D. e D.V.D. ecc. Tuttavia, spesso, l’attività di contraffazione
viene realizzata all’estero (in particolare, in Cina) e, solo in un momento
successivo, questi articoli giungono nel napoletano in ingenti quantità ; su questi
prodotti si provvede poi all’applicazione di marchi contraffatti e alla
commercializzazione su tutto il territorio nazionale.
5. Contrabbando di tabacchi lavorati esteri: fenomeno che, dopo un lungo periodo di
assenza, si va riaffermando seppur in dimensioni contenute. Al momento, infatti,
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