Page 22 - Quaderno 5-2016.qxt
P. 22

urbani, abbia preteso il pizzo dalle imprese di autotrasporto impegnate nel settore
   e, talvolta, abbia impiegato in tale attività alcune imprese colluse. Essa ha tratto
   vantaggio specialmente dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani offrendo le aree
   di stoccaggio provvisorio o da adibire a discariche. A tal proposito, il “ciclo dei
   rifiuti” è sempre stato uno dei settori di maggiore interesse per i clan; infatti, nel
   contesto degli eventi legati alla cd. emergenza rifiuti, caratterizzata da
   cointeressenze tra amministratori locali ed imprese colluse, la camorra ha
   continuato a ostacolarne la raccolta e, contemporaneamente, si è insinuata con le
   proprie proiezioni imprenditoriali nei meccanismi istituzionali preposti alla
   risoluzione del problema. Appare sintomatica la vicenda della discarica di
   Chiaiano, la cui bonifica era stata contrattualmente prevista e presuntivamente
   eseguita nel 2008 da due imprese, poi risultate in rapporti d’affari col clan
   MALLARDO, di Giugliano in Campania, e col gruppo ZAGARIA, appartenente
   al clan dei casalesi. Il quartiere Chiaiano è compreso nell’ottava Municipalità di
   Napoli ed è situato nell’area settentrionale della città. Una delle due imprese era
   già stata oggetto di una interdittiva antimafia da parte del Prefetto di Napoli, per
   rapporti con “cosa nostra”, confermata in seguito dal TAR Campania. Gli stessi
   clan sono pure responsabili dell’inquinamento dell’acqua utilizzata per
   l’irrigazione dei terreni coltivati nelle zone ove questi operano. Lo smaltimento
   dei rifiuti tossici - attuato in dispregio della normativa a tutela dell’ambiente e
   della salute - è realizzato grazie alla collusione esistente tra camorra, settori deviati
   della politica locale e mala imprenditoria.
4. Produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti: Soprattutto in provincia di
   Napoli vi sono laboratori clandestini che producono e commercializzano una
   serie di articoli contraffatti tra cui vari accessori per abbigliamento e calzature,
   copie abusive di C.D. e D.V.D. ecc. Tuttavia, spesso, l’attività di contraffazione
   viene realizzata all’estero (in particolare, in Cina) e, solo in un momento
   successivo, questi articoli giungono nel napoletano in ingenti quantità; su questi
   prodotti si provvede poi all’applicazione di marchi contraffatti e alla
   commercializzazione su tutto il territorio nazionale.
5. Contrabbando di tabacchi lavorati esteri: fenomeno che, dopo un lungo periodo di
   assenza, si va riaffermando seppur in dimensioni contenute. Al momento, infatti,

                                                         - 20 -
   17   18   19   20   21   22   23   24   25   26   27