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Gli amici si mobilitano su Facebook.
      «Vado al mare con mia cugina». Scomparsa quindicenne da quattro giorni.
      L’articolo dà la prima informazione sulla scomparsa della quindicenne. Descrive le
circostanze della sparizione attraverso le parole dalla cugina Sabrina, definisce la
condizione familiare della ragazza. Poi il giornalista si concentra sulle attività di ricerca che
sono già state avviate e sulle prime ipotesi proposte dai Carabinieri di Manduria, che
stanno facendo il possibile per ritrovare la ragazza. Si avverte la vicinanza dei ragazzi, che
hanno avviato un tam tam su internet, mentre le foto della bambina vengono ampiamente
divulgate per estendere le ricerche.
      Nel frattempo gli investigatori avviano le loro attività di indagine. Nei giorni
successivi alla scomparsa vengono sentiti i parenti più stretti della ragazza, in particolare il
padre, Giacomo Scazzi, la madre, Concetta Serrano, la badante rumena in servizio presso
l’abitazione dei coniugi Scazzi. Dall’ascolto di queste persone sembra accertato che la
piccola Sarah quel giorno avesse un appuntamento con la cugina, Sabrina Misseri, per
recarsi al mare insieme anche all’amica Mariangela Spagnoletti. Per questo motivo, dopo
un fugace pranzo, si era recata a casa della cugina, dove doveva giungere l’amica che le
avrebbe accompagnate alla guida della propria auto. A conferma di questa ipotesi
vengono sentite dai carabinieri proprio le due ragazze, Sabrina e Mariangela, le quali, oltre
a descrivere le attività svolte nella mattinata del 26 agosto, raccontano come hanno svolto
le prime ricerche di Sarah nel pomeriggio. A supportare l’ipotesi dello spostamento verso
casa Misseri si aggiunge nei primi giorni di Settembre la dichiarazione fornita da
Giangrande Fedele, persona esterna alla famiglia, che afferma di aver notato una ragazza
molto somigliante a Sarah, ma vista solo di spalle, che con uno zainetto nero stava
percorrendo a piedi via Kennedy, all’altezza dell’istituto comprensivo “Briganti”, in
direzione del mare, nella giornata del 26 agosto.
      Le successive attività di indagine svolte dagli inquirenti sono numerose, perché
aperte a varie possibili piste investigative. Vengono acquisiti i tabulati dei familiari e dopo
qualche tempo vengono avviate delle attività di intercettazione sulle utenze telefoniche di
alcuni di essi. Vengono analizzati i diari segreti tenuti dalla ragazza, in cui scriveva
quotidianamente eventi, pensieri ed emozioni di una certa importanza. Da questi scritti si
evincono varie informazioni utili: il rapporto conflittuale con la madre, alcune recenti
vicende giudiziarie del padre, e, non meno importante, la possibilità di progettare un
allontanamento.

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