Page 7 - Il Carabiniere 2023-5
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                          n secolo e mezzo, tanto è passato dalla morte
                          di uno dei più grandi scrittori e poeti italiani,
                  UAlessandro Manzoni. In tutti questi anni il
                  valore delle sue opere è rimasto incolume al graffio del
                  tempo, ma la vulgata che dipinge Manzoni come l’autore
                  che a scuola studiavamo tutti “controvoglia” è rimasta
                  viva. Un’incrostatura posticcia, falsa, che possiamo ri-
                  muovere semplicemente riaprendo adesso, da adulti, i
                  romanzi, le poesie, le tragedie che ci ha lasciato. Risco-
                  prendoli nella loro lucentezza.
                  La storia della letteratura contemporanea italiana, quella
                  in cui ancora ci troviamo, comincia proprio con lui e
                  con Giacomo Leopardi. E se il poeta de  L’Infinito è
                  l’alfiere della cultura di provincia più appartata, Manzoni
                  è il rappresentante della cultura cittadina più avanzata di
                  quel periodo. Un grandissimo narratore che pratica la
                  letteratura non tanto per bisogni personali, come capita
                  a gran parte degli esponenti letterari della borghesia di    Si ispira al personaggio di Lucia, protagonista
                  quel tempo, ma per passione e vocazione. Questa im -      de I promessi sposi, il dipinto di Giuseppe Molteni,
                        pronta da grandissimo dilettante lascerà un segno   La figlia del guardiano del castello (1844). A fronte,
                         nella cultura del tempo e nei modelli letterari   dello stesso artista, un ritratto dello scrittore milanese
                          che venivano affermandosi. Ed è ancora il
                          punto focale della storia del romanzo italiano.    per esempio nel ritratto fattogli dall’amico Hayez,
                           Un romanzo sembrano anche tutte le vicissi-  quindici sedute e una tabacchiera in mano, che allo
                            tudini che lo hanno visto protagonista.   scrittore non piacque nemmeno tanto. Forse proprio
                            Prima ancora di perdersi infatti nelle pagine   perché non si riconosceva in quell’aria devota fino alla
                             di Manzoni, è sufficiente dare uno sguardo   noia. Alessandro vive gran parte dell’infanzia e dell’ado-
                             alla sua vita – la vita lunga di un uomo   lescenza nelle stanze silenziose dei collegi religiosi: «Mi
                              che ha attraversato l’età napoleonica, la   chiudevo in una camera e componevo versi», racconterà
                               Restaurazione e il Risorgimento – per   lo scrittore, quasi a dirci che la letteratura fu fin da
                               capire che il Gran Lombardo era tutt’altro   subito una forma di consolazione.
                                che il Gran Bacchettone impresso nelle   Mentre la madre se ne sta a Parigi con il suo amante
                                 pagine dei nostri libri.        Carlo Imbonati, don Pietro Manzoni non lo va mai a
                                 Figlio adulterino, ufficialmente di   trovare, ma paga la retta del collegio, tiene i rapporti
                                  Don Pietro Manzoni (ma molto   con gli insegnanti e nel testamento lo nominerà suo
                                  probabilmente di Giovanni Verri)   erede universale. Da parte sua, il ragazzo solitario e
                                   e della ventenne Giulia Beccaria,   ricurvo sulla scrivania non pare toccato dalla prematura
                                    figlia di Cesare, autore del trattato   morte del suo padre anagrafico, tanto da disertare il fu-
                                    Dei Delitti e delle Pene, compone   nerale e raggiungere la madre a Parigi dopo aver ricevuto
                                     una “novellaccia pessima in ogni   la propria parte di eredità. Di sicuro chi lo conosceva,
                                      verso, pentita sempre e non   all’interno di una società dove pur di tenere immacolato
                                      cangiata mai” – scurrile, di-  il perbenismo borghese si era disposti a soffocare ogni
                                       remmo noi che non siamo   desiderio, ne era rimasto scandalizzato. Senza sapere
                                       poeti – quando è ancora un   che Manzoni, sì proprio lui, lo scrittore devoto al
                                    giovinetto. Non proprio l’opera   mestiere fino allo sfinimento, stava preparando un altro
                             che ti aspetti dall’uomo che scorgiamo   scandalo.




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