Page 3 - Il Carabiniere 2023-5
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                            Editoriale

                                               IN


                                               PRIMO PIANO






                                               Il giuramento di fedeltà alla Repubblica è forse l’atto più solenne del
                                               percorso professionale di un giovane che entra a far parte di un’Istituzione
                                               militare. Nell’ultimo mese, molti sono stati gli Allievi che hanno vissuto
                                               questo momento che cambierà per sempre la loro vita: da quelli della
                                               Scuola Cernaia di Torino, dove il 141° Corso intitolato al Carabiniere
                                               Filippo Bonavitacola, MOVM, ha giurato davanti alla Bandiera d’Istituto,
                                               ai frequentatori delle Scuole di Iglesias, Campobasso, Reggio Calabria e
                                               Roma. Lo scorso 30 marzo, però, verrà ricordato come una giornata storica
                                               poiché a Taranto, alla presenza del Sottosegretario alla Difesa Matteo
                      Perego di Cremnago, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del
                      Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Enrico Credendino, e del Comandante Generale dell’Arma,
                      Generale C.A. Teo Luzi, hanno giurato congiuntamente gli Allievi del 25° Corso Normali Marescialli della
                      Scuola Sottufficiali della Marina Militare e gli Allievi della Scuola Carabinieri di Taranto.
                      Eccellenze nella formazione e nella professionalità per i nostri militari, ma a quanto risulta da una
                      recente ricerca di un’agenzia internazionale, l’Italia si posiziona ottimamente nelle classifiche mondiali
                      anche per quanto concerne le nostre Università. Secondo il Qs World Ranking per materia, infatti,
                      l’Italia è seconda nella top 10 dell’Unione Europea, con “La Sapienza” di Roma che risulta prima al
                      mondo per quanto concerne gli studi classici. In posizioni prestigiose troviamo anche il Politecnico di
                      Milano, l’Alma Mater Studiorum di Bologna e molti altri atenei del Paese. A questa bella notizia, che ci
                      fa ben sperare per l’eccellente preparazione delle nuove generazioni, abbiamo dedicato un approfondito
                      commento e la copertina di questo mese di maggio.
                      Certi risultati, d’altra parte, non ci sorprendono più di tanto, se la nostra Nazione ha partorito menti
                      altissime delle arti e della letteratura come, tanto per citarne uno, Alessandro Manzoni, di cui parliamo
                      in questo numero per ricordare i 150 anni dalla morte. Tra i massimi rappresentanti della cultura
                      ottocentesca, attraverso I promessi sposi, la sua opera più famosa (nell’articolo Alberto Angela ci racconta
                      che Umberto Eco suggeriva ai ragazzi di leggerlo sotto il banco per apprezzarne lo spirito rivoluzionario
                      e non solo la materia di studio), Manzoni realizzò, anche per l’uso di una lingua nazionale, un modello
                      fondamentale per la successiva letteratura che costituì la parabola iniziale del romanzo in Italia.
                      E parlando di rivoluzione, forse non ci fu nessuno più rivoluzionario di lui, anche se il suo fu uno
                      sconvolgimento sommesso, senza stridore d’armi. Parliamo dell’astronomo, matematico e religioso
                      polacco Niccolò Copernico, l’uomo che cambiò per sempre la posizione della Terra, rovesciando il
                      sistema geocentrico di Tolomeo e proponendo un modello eliocentrico. Questa scoperta cambiò
                      radicalmente la concezione che l’uomo aveva dell’Universo e, oltre a rappresentare una vera e propria
                      rivoluzione astronomica, provocò altrettanti cambiamenti anche in altre scienze, quali la matematica e
                      la fisica, che dovettero affrontare nuove problematiche e interrogativi. Nel mese in cui l’astronomo
                      moriva, 480 anni fa, veniva anche dato alle stampe il testo in cui dimostrava l’infondatezza della
                      precedente teoria geocentrica. Ricordiamo questo straordinario scienziato in un originale articolo.
                      Uomini che forse non fecero vere e proprie rivoluzioni, ma che dimostrarono un coraggio e uno sprezzo
                      del pericolo che li accomuna ai leader che in ogni tempo guidarono cambiamenti epocali, sono senz’altro
                      le Medaglie d’Oro al Valor Militare. Il 12 aprile scorso, il Gruppo che riunisce le MOVM d’Italia ha
                      compiuto il primo secolo di vita. Nella solenne cerimonia che ne ha ricordato l’esempio e il valore, non
                      è voluto mancare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
                                                                                    Gen. C.A. Mario Cinque





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