SALUTE
API ALLEATE DELLA SALUTE
21/10/2021

di Aristide Colonna [Associazione Italiana Apiterapia]
e Beti Piotto [Accademia Italiana Scienze Forestali S.C.]


Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato l’utilità del miele nel trattamento di ferite e ulcere della pelle, evidenziandone le capacità riparatrici

FOTO AIl miele è probabilmente il prodotto terapeutico più antico usato dall’uomo per la cura delle ferite. Il Papiro Edwin Smith, il più antico trattato di medicina (1500 a.C.), elenca numerose ricette per la cura di ferite basate sull’azione del miele. Anche Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C.) cita l’impiego terapeutico della sostanza nella sua Naturalis historia. Il suo utilizzo diffuso ma empirico nel passato ha avuto conferme scientifiche definitive in tempi recenti.

IN GUERRA

Nell’ambito della Guerra d’Indipendenza dalla Spagna, nel 1817 il generale argentino José de San Martín guidò 5.000 soldati nell’attraversamento delle Ande a 4.000 metri s.l.m.. Tra le forniture che accompagnavano l’esercito argentino si contavano assenzio, corteccia di china, chiodi di garofano, cannella, zenzero, rabarbaro, zafferano, semi di lino e, naturalmente, miele destinato a curare le ferite. Arrivando a tempi più recenti, durante la Prima Guerra Mondiale i soldati russi e tedeschi impiegavano il miele per lenire ulcere, ferite e bruciature.

EVIDENZE SCIENTIFICHE

Alla fine del secolo scorso la ricerca ha dimostrato le proprietà curative del miele nel trattamento di ferite e ulcere della pelle. Nei primi anni Novanta si mise in relazione l’efficacia del miele con le specie vegetali da cui proviene e si evidenziò l’azione benefica di quello di Leptospermum scoparium, conosciuto come Manuka, nel controllo di Streptococcus pyogenes (batterio Gram+). Gli studi condotti da allora dimostrano in modo inequivocabile l’utilità del miele nella cura di ferite, bruciature, ulcere della pelle, ulcere croniche e infezioni di ferite chirurgiche, tutto ciò in virtù delle sue proprietà antimicrobiche e della sua capacità di alterare alcune funzioni fisiologiche ed immunologiche dei patogeni.

Simona Martinotti ed Elia Ranzato del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale, hanno condotto ricerche che evidenziano gli effetti modulatori di diversi tipi di miele in un modello in vitro di cheratinociti (tipo cellulare più abbondante nell'epidermide) e fibroblasti (cellule tipiche del tessuto connettivo). Le osservazioni di laboratorio hanno documentato che i trattamenti con il miele possono essere impiegati in modo sicuro nelle medicazioni delle ferite, essendo la sostanza generalmente attiva nella chiusura delle stesse.

È evidente il riavvicinamento dei lembi di una ferita quando questa è stata trattata per 24 ore con miele di Manuka, mentre ciò non accade alle cellule non trattate. Martinotti e Ranzato concordano sul fatto che l’alta viscosità ed il basso pH contribuiscano alla funzione antibatterica del miele. La viscosità permette di costituire una barriera protettiva che evita le infezioni sulle ferite. Le alte concentrazioni di zuccheri (circa l'80%) del miele, combinate con una scarsa presenza d’acqua, provocano uno stress osmotico che impedisce la crescita di microrganismi. Il miele produce anche perossido d’idrogeno (H2O2) che è, infatti, un potente antibatterico. In sintesi, i lavori dei ricercatori hanno dimostrato che il miele induce un marcato aumento delle capacità di riparazione della ferita da parte dei cheratinociti che portano quindi alla riepitelizzazione.

SUONI E AROMI DELL’ALVEARE

Dall’aria e dai suoni dell’alveare derivano benefici importanti, ma poco noti, per la salute. L’Apiario del Benessere® è una struttura semplice, generalmente una piccola casetta di legno, che consente l’installazione di alveari al suo esterno, a ridosso delle pareti. Le arnie sono collegate all’interno della struttura, ma nello stesso tempo separate da reti che impediscono il passaggio delle api. In questo modo le persone che si trovano all’interno delle casette possono beneficiare dei suoni e degli aromi dell’alveare. Generalmente vi è una grande vetrata che dà sull’esterno e da dove, nel caso di dimostrazioni pratiche, i visitatori possono seguire le spiegazioni in totale sicurezza. I profumi dell’alveare sono ricchi di resine e oli essenziali utili all’apparato respiratorio. Favorite dalle loro piccole dimensioni, queste sostanze volatili vengono rapidamente assorbite dalle mucose ed entrano nel torrente ematico senza subire trasformazioni. L’aria dell’alveare è balsamica, fluidificante, spasmolitica, antibatterica, decongestionante ed adatta perciò a coadiuvare la cura di malattie dell’apparato respiratorio. Chi segue un trattamento di respiro dell’aria dell’alveare in un Apiario del Benessere® si arricchisce simultaneamente dell’ascolto del ronzio delle api che, in virtù della sua frequenza, favorisce uno stato di rilassamento.

L’APIPETDIDATTICA PER I RAGAZZI

L’Apipetdidattica parte dal mondo delle api per far conoscere e rispettare la Natura. La peculiare organizzazione sociale dell’alveare, l’azione benefica dei prodotti delle api e il ruolo indispensabile di questi insetti nell’impollinazione, fanno di questa realtà un’occasione ideale per la sensibilizzazione e per l’accesso ai saperi ambientali e agro-alimentari. L’apipetdidattica è destinata soprattutto a bambini e ragazzi, scolaresche e portatori di disabilità, ma sono adulti preparati adeguatamente, generalmente apicoltori, le persone che veicolano le conoscenze e le emozioni. Superare la paura degli insetti e delle punture è, per i più giovani, una valida strada verso l’autostima. Un messaggio importante dell’apipetdidattica è quello di considerare amici questi insetti e di avvicinarsi a loro superando i timori e in completa sicurezza. In questo senso sono validi strumenti di lavoro gli Apiari del Benessere®, perché consentono la massima percezione delle attività dell’alveare. Ci sono, comunque, molte alternative come le piccole arnie didattiche o le sessioni educative in scuole o biblioteche, senza la presenza di api. I gestori di fattorie didattiche, di aziende agricole e di agriturismi sono potenziali operatori nell’apipetdidattica purché bene informati sui contenuti, sulla sicurezza e sugli obblighi di legge.