SAPORI E TERRITORI a cura di Viviana Laudani
GIOIE DI SICILIA
18/08/2021

di Viviana Laudani


CAROTA NOVELLA DI ISPICA IGP ed ETNA DOC BIANCO, prodotti di pregio alle pendici del vulcano


FOTO AL’estrema punta sud-orientale della Sicilia è senza ombra di dubbio un luogo ricco di fascino, di storia e di natura. Dove le bellezze monumentali, dai suggestivi resti archeologici della Magna Grecia alle magnificenze del barocco siciliano, cedono il passo a un mare cristallino e a un ambiente generoso, baciato dal sole per gran parte dell’anno. Proprio le caratteristiche climatiche, insieme a quelle del terreno, fanno sì che questo territorio sia da sempre altamente vocato all’agricoltura.

FOTO B - da mettere piccolinaTra i tanti prodotti di pregio donati dalla terra si inserisce a pieno titolo la Carota Novella di Ispica IGP. La coltivazione di questo ortaggio è nota già dagli anni Cinquanta del secolo scorso e col tempo, dalla cittadina di Ispica, la sua zona di produzione si è allargata fino a comprendere diversi comuni delle province di Ragusa, Siracusa, Catania e Caltanissetta. Un aumento progressivo dovuto a un notevole successo commerciale sui mercati nazionali ed esteri. Ciò grazie alle peculiarità della carota in questione. Da sottolineare in primis la sua precocità, da cui “novella”. Giungendo infatti a maturazione già a fine febbraio, la Carota Novella di Ispica IGP gioca d’anticipo su tutte le altre varietà. A darle risalto sono poi le qualità chimiche e organolettiche: l’alto contenuto di carotene e glucosio, il colore arancione particolarmente intenso, il profumo deciso e la polpa molto croccante. Molteplici i suoi usi in cucina, dall’intramontabile pinzimonio alla confettura, passando per svariate ricette della tradizione, regionale e non. Rimanendo in terra sicula, la carota trova largo impiego nella cosiddetta “stimpirata”, condimento agrodolce a base di verdure e odori (sedano, cipolla, capperi e olive verdi su tutto) usato per accompagnare una carne bianca dal sapore tenue come quella del coniglio (ma si usa altresì con il pollo, il maiale e finanche con il pesce, come il tonno e il pesce spada).

FOTO C - Vigneti alle pendici dell_EtnaPer abbinare il giusto vino al coniglio alla stimpirata occorre fare qualche chilometro più a nord rispetto a Ispica, giungendo alle pendici dell’Etna e riempiendo il calice di Etna DOC Bianco. Quello etneo è un terroir che nell’ultimo ventennio ha compiuto passi da gigante, facendosi conoscere e apprezzare per la qualità dei suoi vini.

Nel caso dei bianchi, il vitigno principe della denominazione è l’autoctono Carricante, usato in purezza o in compagnia del Catarratto (max 40% con eventuali saldi di altre uve bianche). I vigneti possono raggiungere altitudini ragguardevoli, godendo così di un clima ideale, assolato ma fresco e con notevoli escursioni termiche. Il suolo vulcanico e la vicinanza del mare completano il quadro, donando un vino dal colore giallo paglierino con riflessi da verdi a dorati, i cui profumi sono intensi, con caratteristici sentori di agrumi, accompagnati da note floreali e di erbe aromatiche.

FOTO D

Al palato è fresco e piacevolmente sapido, dotato di un’ottima persistenza. Un profilo idoneo per trovare posto accanto a un secondo piatto saporito ma nel complesso delicato come il suddetto coniglio alla stimpirata.

 

In collaborazione con Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini italiani (FEDERDOC) e oriGIn Italia – Aicig – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche.