SAPORI E TERRITORI a cura di Viviana Laudani
COLPI DI TACCO ENOGASTRONOMICI
02/07/2020
di Stefano Carboni

Locorotondo DOP Bianco e Burrata di Andria IGP

 


FOTO A LOCOROTONDOSono circa 400 i chilometri di distanza tra i confini nord della Puglia (in provincia di Foggia) e Punta Ristola, presso il capo di Santa Maria di Leuca, estremo lembo meridionale della regione (in provincia di Lecce). Tanto basti per rendere l’idea della grande biodiversità di cui è ricco il “tacco d’Italia”, attraversato da territori, climi, storie e tradizioni assai differenti tra loro.

Dal punto di vista ampelografico la Puglia è la madre patria di alcuni dei vitigni a bacca rossa più celebri dello Stivale: Uva di Troia, Primitivo, Negroamaro su tutti. Negli ultimi anni però la riscoperta, da parte degli enoappassionati, dei vitigni autoctoni meno noti ai più, ha concorso ad accendere i riflettori anche sulle uve pugliesi a bacca bianca. Tra le varietà più interessanti c’è sicuramente la Verdeca, tipica in particolare dellaFOTO B Valle d’Itria, zona della Puglia centrale compresa tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, che dall’Altopiano delle Murge si protrae verso le coste adriatiche. Una meta turistica sempre più ambita grazie alla bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi borghi, con gli iconografici trulli ad alternarsi tra distese di ulivi e vigneti. Un successo internazionale dovuto anche ai tanti gioielli enogastronomici figli di questo fortunato territorio. L’uva Verdeca, che come facile immaginare deve il suo nome al colore verdolino delle bacche, è la protagonista, in concomitanza con un altro autoctono, il Bianco d’Alessano, della DOP Locorotondo, denominazione che si estende sul territorio dell’omonimo comune e su quelli di Cisternino e Fasano. Dal giallo paglierino tendente al verdolino, i vini bianchi Locorotondo DOP esprimono all’olfatto sentori nitidi di agrumi e fiori bianchi, accompagnati spesso da note erbacee e ammandorlate. A emergere al palato sono una grande freschezza e una buona sapidità che rendono il sorso “lungo” e il vino estremamente piacevole da bere.

FOTO COttimo in abbinamento con piatti di mare, il Locorotondo DOP Bianco risulta essere l’ideale sparring partner anche per uno dei totem gastronomici della Puglia: la Burrata di Andria IGP. Un gioioso sacchetto, dalla tipica forma apicale, composto da un involucro di pasta filata (prodotta con latte vaccino) che racchiude all'interno la stessa pasta sfilacciata a mano (gli sfilacci) e poi immersa nella panna che affiora dal latte, ovvero la cosiddetta stracciatella. Uno scrigno di gusto capace di ingolosire il mondo intero, come testimonia la sua presenza sui menu di tantissimi ristoranti e pizzerie dentro e fuori dai confini nazionali.

Un abbinamento, quello con il Locorotondo DOP, da provare anche con la versione Spumante di quest’ultimo, con le bollicine capaci di “sgrassare” il palato a dovere, preparandolo per un nuovo goloso boccone.

 

In collaborazione con Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini italiani (FEDERDOC) e oriGIn Italia – Aicig – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche.