L'ANGOLO DELLA POSTA a cura di Nicolò Giordano
L’ANGOLO DELLA POSTA n° 124
20/10/2021


È bene o male usare il legno come fonte di energia?

(Bartolomeo, Collodi)

FOTO AL’utilizzo del legno per riscaldare, cucinare o far funzionare attrezzature e macchinari vari è uno dei più antichi nella storia e si affianca da sempre al suo uso come materia prima per costruzione e produzione di oggetti: tale tradizione è talmente diffusa e radicata che ancor oggi la maggior parte dei boschi italiani è governata a ceduo e trattata in modo da produrre legna da ardere. Pur essendo una utilissima sorgente di energia rinnovabile a basso costo, un uso massiccio in tal senso contribuisce all’emissione di anidride carbonica e di particolati che riducono la qualità dell’aria, senza contare possibili danni alla biodiversità registrati durante la “coltivazione” e raccolta del legname. Ferma restando la sua utilità, soprattutto se appaiato ad altre forme di energia più pulite, si fa sempre più strada l’uso energetico del legno “a cascata”: scarti legnosi o vegetali di varia natura non altrimenti valorizzabili, nonché delle filiere corte che non contribuiscono in maniera significativa ad incrementare l’inquinamento atmosferico.

 

Perché in autunno le foglie degli alberi cambiano colore e cadono?

(Marilina, Ferrara)

FOTO BVa premesso che in autunno vengono perdute in massa solo le foglie degli alberi delle specie cosiddette “caducifoglie” (rappresentate in larga parte da latifoglie delle zone temperate), mentre le cosiddette “sempreverdi”– aghifoglie o latifoglie – tendono a perderne piccole quantità di continuo, nel corso dell’anno, non restando mai completamente spoglie. Le specie caducifoglie si preparano al riposo autunnale smettendo di far funzionare la clorofilla, pigmento presente nei cloroplasti e responsabile del colore delle foglie in quanto riflette la luce verde, non utilizzata nel processo di fotosintesi. L’inattivazione della clorofilla fa apparire altri pigmenti quali carotenoidi ed antociani che hanno colori sul giallo, rosso o bruno, presenti nelle foglie anche in estate ma mascherati dal verde dovuto alla clorofilla. Le foglie, quindi, perdono di funzionalità, si degradano, avvizziscono e cadono mentre l’albero abbassa le sue attività al minimo, superando in sicurezza le asperità dell’inverno in attesa della ripresa primaverile.

 

Durante un viaggio ho visitato la Sagrada Familia e l’interno mi ha ricordato un bosco, è un caso?

(Iris, Genova)

FOTO CL’architetto spagnolo Antoni Gaudí (1852-1926) è considerato il massimo esponente del modernismo catalano e nella sua lunga carriera si è costantemente richiamato alle forme naturali per le sue opere architettoniche che rappresentano pezzi unici. Le foglie, le onde del mare, le meduse, i funghi, le nuvole o gli occhi degli insetti sono solo alcuni degli elementi rielaborati e trasformati in maniglie, finestre, tetti e comignoli di un’eleganza unica. La Sagrada Familia, sua opera principale ancora in corso di costruzione, nell’interno ha di proposito la forma e le decorazioni di un bosco. La cosa non è una completa novità visto che fin dall’antico Egitto le colonne dei templi assumevano forma di vegetali o alberi, dando alla costruzione nell’insieme la struttura di un bosco. Anche le chiese romaniche, gotiche o di epoche successive presentavano spesso l’aspetto di un bosco stilizzato ed ordinato. Nella cattedrale di Gaudí però l’idea viene sviluppata su dimensioni particolarmente grandi, con forme arboree meno stilizzate rispetto alle colonne classiche e decorate in maniera originale ed asimmetrica da rami, foglie, fiori, nonché dalla luce multicolore che ricade ad arcobaleno dalle vetrate, facendone una foresta di pietra di incommensurabile fascino che celebra la bellezza del Creato.