GAIA di Fulco Pratesi
ROSPI SMERALDINI IN CITTÀ
18/08/2021


Da ragazzo frequentavo il Parco dei Daini di Villa Borghese.

IMG_1267All’interno di esso esiste una vasca non grande dove in primavera si riproducono numerosi esemplari di rospo smeraldino, un parente stretto del rospo comune. Diversamente da questo, lo smeraldino, considerato raro, è più piccolo ed elegante, soprattutto grazie alla livrea in cui su un fondo grigio chiaro spiccano le maculature verde smeraldo che ne giustificano il nome scientifico di Bufo viridis.

Di costumi notturni (quando non si esibisce in primavera in frenetici amplessi) vive rintanato in anfratti diversi. Io ne ho trovato uno spostando il pesante basamento di peperino non lontano dal laghetto in cui si riproduce. Al crepuscolo esce dal rifugio e si dedica alla ricerca del cibo costituito - come quello degli altri rospi, grandi alleati di agricoltori e giardinieri - da insetti, lumache e altri parassiti dei vegetali. Sempre in primavera ed estate, periodo di amori, lo smeraldino maschio si produce in trilli melodiosi, simili a quelli dei grilli, che ne denunciano la presenza.

Dopo la fecondazione le femmine depongono in lunghi cordoni gelatinosi fino a 13.000 uova, dalle quali escono i piccoli girini che diventano simili agli adulti a circa due mesi dalla schiusa. La salvaguardia dei girini dello smeraldino mi ha tenuto occupato per diverse stagioni, anche perché la svolgevo non lontano da casa e potevo andarci in bicicletta, mio veicolo preferito. La storia di questa operazione può spiegare le difficoltà che si incontrano per difendere una sia pur trascurabile espressione di biodiversità. Succedeva che i bambini che frequentavano il Parco si divertivano a prendere qualche girino da ospitare nei loro secchielli o in barattoli di vetro portati da casa. Della sorte di questi neonati si preoccupava una gentile signora animalista, che passava il tempo a redarguire i piccoli e a tentar di salvare le loro vittime.

Per evitare queste minime stragi la signora aveva trovato il sistema di togliere il tappo della vasca, vuotandola e condannando così tutta la progenie dei rospi a una definitiva scomparsa nelle fogne. Dovetti a lungo - anche con lettere sui giornali e al Servizio Giardini del Comune - cercar di salvare questa riproduzione. E collocai un pesante blocco di tufo per chiudere l’uscita dell’acqua che ospitava i girini. Blocco che fu subito naturalmente rimosso.

Alla fine il Comune decise di prosciugare e ripulire il laghetto dalle alghe, zanzare e altri ospiti non graditi, eliminando pure i girini, grandi distruttori di larve di zanzara. Per fortuna, grazie ai problemi causati dal Covid-19, l’estate scorsa la vasca non è stata ripulita e le famiglie degli smeraldini si sono riprodotte in massa, ripopolando così l’habitat degli eleganti rospetti