Dietologi non si diventa

Quello delle diete, si sa, è un business che fa gola a tanti. Lo sanno editori e librai, che nelle loro classifiche di vendita vedono primeggiare  le ricette di Benedetta Parodi, i ricordi culinari di Simonetta Agnello Hornby e della sua saporitissima Sicilia, e soprattutto i manuali sulla famosa dieta Dukan, ultima moda nutrizionale importata da Oltralpe e sponsorizzata da vip e starlette per illudere eserciti di irrimediabili sovrappeso. E lo sapevano certo anche le persone indagate dai Nas di Roma nell’ambito dell’operazione Easy diet, che ha portato i carabinieri del Comando per la Tutela della Salute a sventare un’organizzazione a delinquere dedita allo “spaccio” di falsi titoli di studio come quello di “Etologo alimentare” ed “Etologo nutrizionista”. Titoli del tutto privi di valore legale, che pure avrebbero dovuto servire ad elaborare e rilasciare trattamenti dimagranti e consulenze nutrizionali.

Pubblicità ingannevoli diffuse su Internet, brochure e dépliant illustrativi patrocinati da rispettabili docenti e consulenti, offrivano i salatissimi corsi a chiunque fosse interessato. Per iscriversi non era richiesto alcun requisito specifico – ai corsi erano ammessi anche frequentatori privi di laurea o in possesso di titoli inidonei –, salvo quello di un nutrito conto bancario. 3.500 euro il prezzo di ogni proposta formativa, per un totale di 90 ore di lezione. A circa 3 milioni di euro, secondo le stime dei carabinieri, ammontano i danni cagionati dalle truffe agli acquirenti dei corsi; 2 milioni di euro, invece, il valore delle strutture nelle quali si sarebbero tenute le lezioni. Quattordici le persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa: oltre a dodici medici, biologi e psicologi operanti in qualità di docenti e consulenti, un dirigente presso il Ministero dello Sviluppo Economico indagato per abuso d’ufficio, e un biologo che sarebbe responsabile di aver attivato un ambulatorio medico polispecialistico privo dei requisiti di legge. La struttura è stata sequestrata dai carabinieri del Nas, insieme alla sede della scuola, a 750 diplomi di master e ad un conto corrente postale sul quale erano depositati 234mila euro, provento delle attività delittuose.