Sui passi del rapinatore

«Ho semplicemente fatto il mio dovere». Così l’appuntato scelto Francesco Spinelli, effettivo alla Stazione di Taranto Salinella, ha commentato il gesto che gli è valso il vivo apprezzamento da parte del Comando Generale dell’Arma, oltre ad un premio in denaro del valore di 250 euro. Somma che l’appuntato ha per altro donato all’Onaomac, confermando così quanto quelle lodi – e quel premio – fossero pienamente meritati.

Era libero dal servizio e in abiti civili, l’appuntato Spinelli, la sera di febbraio in cui, mentre si trovava a passare nella tarantina via Sibari, nei pressi di un supermercato, un insolito personaggio attirava la sua attenzione. Cosa ci faceva quel giovane proveniente dall’adiacente via Zara, in una serata particolarmente mite come quella, con il cappuccio della felpa calcato sugli occhi e una grossa sciarpa di lana a coprirgli completamente il viso? E perché era entrato nel supermercato con quell’atteggiamento furtivo, come se si preoccupasse di non essere notato da nessuno? Il carabiniere non ci mette molto a darsi una risposta: gli basta seguire il giovane per vederlo dirigersi risoluto verso le casse, puntare una pistola contro la commessa e intimarle di consegnargli l’incasso della giornata. È una decisione azzardata, quella del militare libero dal servizio e privo della sua pistola d’ordinanza. Ma è anche una scelta dettata dalla sua dedizione all’uniforme, dalla consapevolezza che un carabiniere è tale in ogni circostanza, anche quando ha indosso i jeans e una maglietta e in mente solo la lista della spesa da fare per la cena: in un attimo Spinelli si lancia contro il rapinatore, lo immobilizza, lo disarma, lo arresta. A breve scoprirà che quello che ha fermato è un pregiudicato accusato di numerose altre rapine, perpetrate sempre con lo stesso modus operandi. Per sua sfortuna, però, per una volta il destino ha voluto mettere sulla sua strada un carabiniere che non sa cosa significhi essere in vacanza.