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Inaugurazione dell'Anno Accademico 2014-2015
Roma ,  11/02/2015
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Nella mattinata, presso l'Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Matteo Renzi, del Ministro della Difesa Sen. Roberta Pinotti e del Ministro dell'Interno On. Angelino Alfano, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico 2014 - 2015.

Numerose le Autorità politiche, civili, militari e religiose presenti, oltre al Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo Generale di C.A. Libero Lo Sardo, al Presidente dell’O.N.A.O.M.A.C. Generale di C.A. Cesare Vitale ed esponenti degli Organismi di Rappresentanza dell’Arma.

Il Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri, Generale di Divisione Luigi Robusto, ha preso per primo la parola e dopo aver indirizzato il proprio saluto alla numerosissima platea, ha sottolineato come “la formazione sia la pietra miliare su cui è fondata l’Istituzione”. Ha quindi illustrato le diverse ed articolate attività didattiche svolte dall'Istituto e le differenti tipologie di corsi formativi. Il Generale Robusto ha infine augurato agli Ufficiali frequentatori di conservare “l’entusiasmo del primo giorno”, necessario per affrontare “una realtà che ha bisogno di uomini e donne integerrimi, capaci di dialogare e affermare amore e rispetto per lo Stato”.

A seguire l'intervento del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, che nel rivolgersi ai gentili ospiti intervenuti, ha espresso il proprio saluto e ringraziamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente della Repubblica Emerito, Sen. Giorgio Napolitano, per il servizio reso all’Italia e per la sua vicinanza all’Arma, testimoniata in tante circostanze e in particolare, emblematicamente dalle parole con cui il 5 giugno 2014, ha definito l’Arma: “Simbolo, parte integrante e nutrimento continuo della nostra identità e coscienza nazionale”. L'intervento del Comandante Generale è stato anche, come da tradizione, l'occasione per un punto di situazione sullo stato dell'Istituzione, con un preliminare e grato pensiero al Generale Leonardo Gallitelli, “predecessore, amico e maestro". "Anche nel 2015, primo anno del terzo secolo di vita della Benemerita, l’Arma è sempre profondamente radicata nel Paese e tra gli Italiani. Ne sono prova gli innumerevoli eventi organizzati per le celebrazioni del Bicentenario dell’Arma, ad esemplificazione dei quali è stato citato il “Monumento al Carabiniere” di Roma, realizzato col contributo di 8.036 comuni, in analogia a quanto avvenuto il Secolo scorso con il Monumento al Carabiniere di Torino".

Il Generale Del Sette ha quindi ricordato che l’Arma si protende verso le sfide del futuro, salda nel “binomio inscindibile” che la caratterizza, ovvero di “Forza militare inserita nel Ministero della Difesa e funzionalmente dipendente dal Ministro dell’Interno per i compiti di polizia, oltre che da altri Ministri per i settori di specialità e dalla Magistratura nell’espletamento delle funzioni di polizia giudiziaria”. Essere un’Istituzione militare con compiti di polizia ha consentito all’Estero di poter far unanimemente apprezzare le funzioni del "Carabiniere", quale efficiente modello organizzativo, (ne sono un esempio il COESPU e il NATO SP COE), ed in Patria, ha portato positivi riflessi all’intero sistema della Sicurezza Pubblica. E proprio grazie alla “militarità” “che assicura tenuta e coesione a una struttura capillarmente diffusa in tanti piccoli presidi su tutto il territorio nazionale”.  

Il Comandante Generale ha inoltre sottolineato come la struttura organizzativa dell’Arma sia perfettamente inserita in “un modello di coordinamento consolidato ed efficiente” con le altre Forze di Polizia, “in via di continuo affinamento per sempre meglio corrispondere alle nuove esigenze istituzionali e di bilancio, unico per qualità e concreta efficacia a livello internazionale”, nonché “garanzia di piena affidabilità, di professionalità in un sistema pluralistico”.

Nel proseguire, il Generale Del Sette ha descritto l’attuale e complesso quadro della minaccia alla sicurezza interna ed esterna, caratterizzato – in linea di massima – “da nuove e più aggressive forme di estremismo e fanatismo” politico-religioso, e dalle organizzazioni criminali di tipo mafioso, capaci di operare anche fuori dai contesti territoriali di tradizionale provenienza. Nel complesso “una situazione assai difficile e problematica, che nella corruzione - un male endemico, da debellare - trova la sua “vasca di espansione”; che può e deve essere validamente contrastata dall’azione di Magistratura e delle Forze di polizia. Solo così si può andare incontro a un nuovo corso della vita pubblica del Paese con lo sforzo che le Istituzioni, il Governo, il Parlamento stanno compiendo e con il coinvolgimento della società civile e dei giovani soprattutto”.

Egli ha poi espresso un vivo apprezzamento ai Comandi territoriali, agli specialisti del RIS e del nuovo Reparto Crimini Violenti del ROS, nonché ai Carabinieri che lavorano sul territorio “per i risultati complessivamente conseguiti nel contrasto alle forme e alle manifestazioni sia della criminalità organizzata che comune”.

Il Comandante Generale ha illustrato anche le altre componenti dell’impegno istituzionale, caratterizzato dal servizio d’istituto, dalle attività dei Reparti Speciali e di quelli impiegati per il mantenimento dell’Ordine Pubblico (...con un pensiero rivolto al Maresciallo Giuseppe Giangrande), nonché dai militari impiegati nei Teatri operativi internazionali.

Dal quadro descritto e dalle attività svolte emergono le sfide che nel prossimo futuro l’Arma è chiamata ad affrontare. Essa è orientata a farlo, valorizzando ulteriormente le sue straordinarie risorse umane e proseguendo sulla strada dell’aggiornamento funzionale e tecnologico, del continuo adeguamento strutturale e organizzativo, in stretta aderenza al programma governativo di razionalizzazione degli assetti per l’ammodernamento, l’efficacia dell’azione e il contenimento della spesa”: così il Generale del Sette che ha ribadito il preciso intendimento di proseguire l’opera di contenimento della spesa “insieme alle altre Forze attraverso mirati interventi, con la consapevolezza di non dover intaccare e, anzi, di dover rendere ancor più aderenti i livelli di servizi e sicurezza assicurati alle Istituzioni e ai cittadini”.

Il Comandante Generale, infine, nell’invitare il Signor Ministro della Difesa a dichiarare ufficialmente aperto l'Anno Accademico, si è rivolto ai giovani Ufficiali Allievi, affinchè siano “esemplari ogni giorno”, per essere “Ufficiali in grado di sostenere l'Arma nel suo terzo secolo di storia al Servizio dello Stato e delle Istituzioni, al fianco e in difesa di tutti i cittadini italiani”, avendo inoltre “rispetto di Voi stessi e conservandovi sempre moralmente integri".

Il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, nel dichiarare, quindi, ufficialmente aperto l'Anno Accademico, rivolgendosi agli Ufficiali, ha sottolineato come il significato dell'essere “servitore delle Istituzioni e della Comunità nazionale” sia di fatto insito nelle meritorie attività svolte dall’Arma in Italia e all’Estero e che, sostanzialmente, siano riconducibili a tre fattori di successo: la capillarità sul territorio e nel tessuto sociale; la diversificazione e la specializzazione; l’unitarietà e lo spirito identitario, valori questi che l’Arma  - nel tempo - ha saputo trasmettere alle proprie giovani leve.

In conclusione, è intervenuto il Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Matteo Renzi, che, nel ringraziare l’Arma per aver svolto un lavoro di qualità all’altezza delle aspettative, ha ricordato agli Ufficiali Allievi il significato simbolico della quotidiana cerimonia dell’Alzabandiera "non mero rituale, ma costante monito ad essere all’altezza dell’Italia (faro di civiltà nel mondo) e dell’essere italiani (con giusta fierezza e propositiva ambizione)"In particolare, tratteggiando l’arte del Comando, il Premier ha sottolineato come esso non sia un termine negativo, ma al contrario si sostanzi nell’assunzione di responsabilità al servizio del Paese: “quante volte nella terminologia, anche semplicemente politica, si dice ‘attenzione all’uomo solo al comando’. In realtà ciò non ha niente di militare, né di politico. Voi siete educati per imparare a comandare, voi ‘usi obbedir tacendo’ avete l’obbligo di diventare capaci di comandare. E, nel comando, c’è una componente di solitudine. Ma lasciatevi dire che anche nella gestione della vostra solitudine sta un pezzo della formazione di oggi. C’è una frase di Dino Buzzati che io amo molto, e che ritengo una frase molto bella e che dice ‘poco più in là della tua solitudine c’è la persona che ami’. E poco più in là della vostra solitudine ci sarà sempre la persona, le persone che amate”. Il Premier così ha concluso: “L’Italia non è un catalogo di eroi, non è solo un catalogo di eroi. L’Italia ha delle storie bellissime del proprio passato, e quindi siamo anche un catalogo di eroi. Ma il tempo dell’Italia è il presente. Non è soltanto il passato. E allora io dal profondo del cuore, vorrei dirvi che, sogno per questo Paese che siamo capaci finalmente di essere non soltanto il Paese di quelli che ce l’hanno fatta, ma di essere tutti i giorni quotidianamente il Paese di quelli che ci provano. Solo così onoreremo la Bandiera. Solo così onoreremo la nostra Storia. Viva l’Arma dei Carabinieri, viva l’Italia.

L’intervento presso la Scuola Ufficiali Carabinieri del Presidente del Consiglio si è concluso con uno scambio simbolico di doni e la firma sul Registro d’Onore dell’Istituto.