www.carabinieri.it

Eventi

Celebrazione della "Virgo Fidelis", Patrona di tutti i Carabinieri, e commemorazione del 65° anniversario della "Battaglia di Culqualber" e della "Giornata dell'Orfano".
Roma ,  21/11/2006
Questa mattina, nella prestigiosa Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma, si è celebrata la Santa Messa in onore della "Virgo Fidelis", Patrona dell'Arma dei Carabinieri, officiata dall'ordinario militare, S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, alla presenza del Ministro della Difesa, On. Arturo Parisi, del Sottosegretario all'Interno, Cons. Alessandro Pajno, del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu, e di rappresentanti del Parlamento, dell'Arma in servizio ed in congedo, del Co.Ce.R., di alte Autorità civili, religiose e militari della Capitale, nonché di una numerosa rappresentanza di militari dei vari gradi, dell'Associazione Nazionale Carabinieri e dell'Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell'Arma dei Carabinieri (O.N.A.O.M.A.C.).

Deposizione della corona d'alloro presso il Storico dell'Arma

La deposizione di una corona d'alloro al Sacrario dei Caduti dell'Arma, all'interno del Museo Storico, ha preceduto il rito religioso. Alla presenza della Bandiera di Guerra, del Medagliere dell'Arma, nonché di una folta rappresentanza di militari dell'Associazione Nazionale Carabinieri, della O.N.A.O.M.A.C. e di un reduce della battaglia di Culquaber, l'App. Pietro Galante, sono stati resi gli onori al Comandante Generale Gianfrancesco Siazzu. Successivamente, il Capo Corso del 186° Corso di Applicazione ha dato lettura di una breve commemorazione della battaglia di Culqualber e della motivazione della M.O.V.M. conferita alla Bandiera dell'Arma per il fatto d'arme che di seguito si ricorda:

Battaglia di Culqualber "Il 18 maggio 1941, con l'onore delle armi, capitolavano le truppe che, agli ordini del duca Amedeo D'Aosta, avevano presidiato l'Amba Alagi. Rimanevano però ancora in armi presidi a Gondar. Tutt'intorno al capoluogo, infatti, erano stati realizzati 4 efficienti baluardi difensivi tra i quali, a sud est, quello di Culqualber. Culqualber, parola composita che in amarico vuol dire "passo delle euforbie", è una sperduta località montana, per la quale passava, in ripidi tornanti, l'unica rotabile che dalla lontana Addis-Abeba portava a Gondar, lontana una cinquantina di chilometri. I Carabinieri vi giunsero il 6 agosto 1941 e si schierarono con le altre unità presenti: in tutto circa 2.000 uomini tra nazionali e coloniali. Il Battaglione, agli ordini del maggiore Alfredo Serranti, era formato da due compagnie miste, comandate rispettivamente dal capitano Giovanni Celi e dall'allora tenente Dagoberto Azzari, oggi Generale di Corpo d'Armata. La consegna era di resistere, a oltranza, impedendo al nemico di oltrepassare la Sella stradale. Inizialmente gli attacchi al caposaldo furono portati da grosse bande abissine appoggiate dall'aviazione, che martellava le posizioni difensive ancora in allestimento. In più occasioni venne offerta al presidio italiano la resa, con l'onore delle armi, sempre rifiutata. Poi, a metà ottobre, il nemico ricevette cospicui rinforzi in uomini e mezzi. Il 13 novembre 1941, ebbe inizio la battaglia finale. Gli attacchi si protrassero per ben 9 giorni, finché, il 21 novembre, la resistenza dei leoni di Culqualber fu sopraffatta. Cadde il Magg. Serranti, caddero altri Eroi del Battaglione Carabinieri che meritò alla Bandiera dell'Arma la seconda Medaglia d'Oro al valor Militare, con la seguente motivazione: "Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamento a difesa d'impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti agguerrite forze, che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell'intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l'ultima volta in terra d'Africa, la vittoria delle nostre armi. Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa, impari lotta corpo a corpo, nella quale comandante e carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell'Arma. Culqualber Africa Orientale agosto - novembre 1941".


Virgo FidelisLa resa degli Onori ai Caduti ha portato un momento di particolare commozione quando il trombettiere, subito dopo la deposizione della corona sulle note del Piave, ha suonato il silenzio d'ordinanza.

Il rito religioso della commemorazione, seguito subito dopo nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, lega la "Virgo Fidelis" all'evento bellico del 21 novembre 1941. La celebrazione della Virgo Fidelis risale all'11 novembre 1949, quando Sua Santità Pio XII proclamava ufficialmente Maria "Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri", fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della sua presentazione al Tempio.

Celebrazione della Virgo Fidelis
Ma oggi si celebra anche la "Giornata dell'Orfano", istituita nel 1996, che rappresenta per l'Istituzione e per l'Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell'Arma dei Carabinieri l'occasione per fornire alle famiglie dei colleghi caduti nell'adempimento del dovere un forte sostegno morale, volto ad attenuare il dolore di un vuoto che resterà per sempre incolmabile.