Un intenso odore conduce ad una serra di marijuana
Comando Provinciale di Palermo - Palermo, 12/03/2026 10:48
Un odore nell’aria, un dettaglio che non passa inosservato e la decisione di andare a fondo. È da qui che prende avvio l’operazione dei motociclisti del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Palermo che, nel quartiere Noce, hanno scoperto una serra clandestina destinata alla coltivazione di marijuana, arrestando in flagranza un palermitano, di 63 anni, già noto alle forze dell’ordine per detenzione e produzione di sostanza stupefacente e furto aggravato di energia elettrica. L’intervento si inserisce nell’ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio. Durante un ordinario giro perlustrativo finalizzato anche alla verifica del rispetto delle misure degli arresti domiciliari, l’equipaggio ha avvertito un intenso odore riconducibile alla marijuana. Un elemento che avrebbe potuto facilmente passare inosservato, ma che l’esperienza e l’attenzione dei militari hanno trasformato in un sospetto concreto. Proprio lo spirito d’iniziativa e la conoscenza del territorio hanno spinto i Carabinieri a non limitarsi al controllo programmato, ma a seguire quella traccia fino a individuare una palazzina apparentemente in stato di abbandono. A tradire la reale attività che si svolgeva all’interno sono stati alcuni particolari: da un’apertura nel muro sporgeva un tubo flessibile argentato, mentre dall’interno si percepivano il rumore costante di ventole e la luce accesa. Una volta entrati nel locale, i militari si sono trovati davanti a una vera e propria serra “indoor”, organizzata con cura per la coltivazione della marijuana. All’interno sono state rinvenute oltre 80 piante alte circa un metro e mezzo, coltivate mediante un sistema composto da lampade alogene, ventilatori e impianti di aerazione con filtraggio dell’aria. Nel locale erano inoltre presenti fertilizzanti, bidoni d’acqua e una bilancia di precisione. Durante le operazioni sono state sequestrate anche tre buste contenenti marijuana già essiccata per un peso complessivo superiore al chilogrammo. Una coltivazione di tali dimensioni, una volta immessa sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe potuto generare un guadagno illecito stimato in diverse decine di migliaia di euro. Nel corso degli accertamenti i Carabinieri hanno richiesto anche l’intervento dei tecnici dell’Enel, che hanno verificato come l’intera serra fosse alimentata tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il furto di energia elettrica è stato stimato in oltre 100 mila euro. Al termine delle operazioni, l’uomo è stato arrestato e la piantagione e tutta l’attrezzatura utilizzata per la coltivazione sono state poste sotto sequestro. È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.