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Torna a casa la "pisside policroma centuripina"
Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale  - Enna, 07/10/2026 16:03

Un capolavoro dell’arte ellenistica ritrova la sua naturale collocazione. Grazie a una complessa operazione di polizia giudiziaria e diplomazia culturale, la celebre “pisside policroma centuripina” è rientrata definitivamente in Italia per essere restituita al Museo Archeologico di Centuripe. Il risultato è il frutto della sinergia tra il Reparto Operativo – Cooperazione Internazionale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il Nucleo Carabinieri TPC di Palermo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, uniti alla fondamentale collaborazione delle autorità olandesi.
La pisside, una rara ed eccezionale ceramica dipinta dotata di coperchio, riccamente decorata e risalente al III secolo a.C., rappresenta una delle testimonianze più preziose della produzione manifatturiera dell’antica Centuripe. Dal 1997 il manufatto figurava tra i pezzi pregiati dell’Allard Pierson, il museo delle collezioni patrimoniali dell’Università di Amsterdam, che l’aveva acquistata da un commerciante d’arte a Maastricht. All’epoca, il venditore aveva dichiarato che il reperto proveniva da una collezione privata svizzera antecedente al 1970 (anno della Convenzione UNESCO contro il traffico illecito di beni culturali).
Tuttavia, l’acquisto non era accompagnato da alcuna documentazione sulla tracciabilità né da una licenza d’esportazione. Sebbene all’epoca il diritto olandese non vietasse l’acquisizione di beni privi di provenienza documentata, la normativa italiana ne proibiva già da allora rigorosamente lo scavo archeologico e l’esportazione in assenza di autorizzazione statale.
L’indagine ha avuto origine nell’ottobre 2016, a seguito di una segnalazione dell’associazione culturale SiciliAntica. Nell’acquisire l’archivio di un fotografo locale scomparso, l’associazione ha ritrovato un dettaglio decisivo, ossia lo stesso rullino conteneva sia gli scatti della pisside sia le immagini di un matrimonio celebrato a Centuripe nel 1976.
Questa scoperta scientifica e probatoria ha dimostrato in modo inconfutabile che il reperto si trovava ancora in territorio siciliano ben oltre il 1970, confermando l’ipotesi di uno scavo e di un’esportazione clandestini. Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri del Nucleo TPC di Palermo hanno accertato la perfetta corrispondenza tra l’opera fotografata in passato e quella esposta ad Amsterdam, verificando al contempo la totale assenza di licenze di esportazione. Su queste basi, la Procura della Repubblica di Enna ha emesso una richiesta di rogatoria internazionale rivolta all’Autorità Giudiziaria olandese.
Posta di fronte all’evidenza storica e scientifica, la Direzione dell’Allard Pierson e le autorità olandesi hanno rinunciato ad avvalersi di difese giuridiche o far valere l'intervenuta prescrizione. Con una straordinaria sensibilità etica, l’istituzione olandese ha scelto la via del dialogo e della restituzione spontanea.
Il procedimento giudiziario si è così trasformato in un virtuoso percorso diplomatico e scientifico. Dopo un primo accordo preliminare siglato nell’autunno del 2021 tra la direzione del museo olandese e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, si giunge oggi alla fase conclusiva con l’effettivo rimpatrio della pisside. L’operazione segna non solo il recupero di un tesoro trafugato, ma anche l’avvio di un’intensa collaborazione di ricerca internazionale tra la Sicilia e l’Università di Amsterdam.