Smantellato un redditizio giro di prostituzione
Comando Provinciale di Palermo - Palermo, 29/05/2026 14:18
I Carabinieri della Compagnia Palermo Piazza Verdi, supportati nelle fasi esecutive dai militai del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento “Sicilia” e del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, personali e reali, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di quattro uomini, già noti alle forze dell’ordine, accusati a vario titolo e in concorso tra loro di associazione a delinquere per lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione. Nello specifico la richiesta di misura, formulata dalla Procura di Palermo, (dipartimento violenza di genere, violenza domestica e tutela delle vittime vulnerabili), ha colpito tre palermitani di 30, 34 e 58 anni (i primi due destinatari della misura degli arresti domiciliari e il terzo destinatario della misura della custodia cautelare) e un colombiano di 39 anni, denunciato in stato di libertà per il medesimo reato. L'operazione è il risultato di un'articolata attività investigativa condotta tra settembre 2024 e febbraio 2025 dai militari della Stazione Palermo Centro che, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, ha consentito di far luce su un sistematico e redditizio giro di “squillo”, gestito dai quattro indagati nel cuore cittadino. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo di uomini, ai quali, al momento è stato contestato il reato associativo, avrebbe avuto la piena diponibilità di diversi immobili, dislocati in vari punti del centro storico e destinati unicamente al meretricio. All’interno di queste “case di appuntamento”, a diverse donne venivano imposti posti letto e prezzi d’affitto superiori al valore di mercato, configurandosi una vera e propria condotta finalizzata a trattenere la parte più consistente dei loro guadagni, che venivano riscossi sempre in contanti. Secondo gli inquirenti, la figura al vertice dell’organizzazione sarebbe stato il 58enne, che avrebbe agito quale promotore e mente strategica del sodalizio. Sarebbe stato lui, infatti, a pianificare la logistica degli alloggi e le prenotazioni, a tenere la contabilità dei profitti e ad impartire le direttive operative ai complici. Tra i sodali, un ruolo attivo sarebbe stato ricoperto anche dal 30enne, che avrebbe agito alle dipendenze del primo, mettendo a disposizione gli appartamenti e una carta prepagata, sulla quale venivano incanalati i proventi illeciti delle attività. Per quanto concerne la riscossione del denaro e il controllo sul campo delle donne, le attività sarebbero state seguite dal 34enne, indicato secondo fonti investigative quale “factotum” del gruppo, il quale non avrebbe esitato a ricorrere a toni intimidatori per garantire la disciplina interna e il pagamento delle quote. Il ruolo del 39enne colombiano sarebbe stato quello di occuparsi, dietro compenso, della logistica e dello spostamento sistematico delle donne tra i vari appartamenti, del procacciamento di nuove ragazze e della riscossione dei fondi necessari alla pubblicazione degli annunci pubblicitari online necessari ad attirare i clienti. Durante le attività di polizia giudiziaria, è stato eseguito il sequestro preventivo di sei immobili risultati nella disponibilità degli indagati, nonché il rinvenimento e sequestro della somma in contanti di oltre 120 mila euro, ritenuta provento dell’attività illecita. Le indagini condotte dai militari, anche attraverso attività tecniche e pedinamenti, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli odierni indagati e definire un quadro probatorio ampiamente condiviso dall’Autorità Giudiziaria, che ha consentito l’emissione delle odierne misure cautelari. Inoltre, nell’ambito del medesimo contesto investigativo, il 34enne è stato anche denunciato in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e il 58enne e il 30enne già indicati, insieme ad un 57enne e a due donne di 31 e 58anni loro familiari, sono stati deferiti per il reato di riciclaggio. L’attività odierna conferma l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri e della Procura della Repubblica nel contrasto ai reati contro la persona che ledono la dignità delle donne alimentando i circuiti dell’illegalità diffusa sul territorio. È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.