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Picchiato selvaggiamente per un debito di droga
Comando Provinciale di Benevento - Dugenta (BN), 16/10/2026 16:44
Nell’ambito di un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Dugenta, è stata data esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Benevento nei confronti di tre soggetti. Per due di essi è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per il terzo è stato applicato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Gli indagati risultano gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di lesioni personali gravissime, tentata estorsione e cessione di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno preso avvio a seguito della denuncia presentata da un uomo di 41 anni, vittima, la sera del 19 aprile 2026, di un’aggressiva condotta violenta consumata all’interno di una sala giochi di Limatola. Gli accertamenti hanno consentito di ricondurre l'episodio non a una lite occasionale, bensì a una precisa sequenza punitiva inserita in un contesto estorsivo, scaturito dal mancato pagamento di un debito di soli 30 euro derivante da una precedente compravendita di sostanza stupefacente. Nello specifico, la persona offesa è stata dapprima contattata tramite l'applicazione WhatsApp per essere indotta a trattenersi nel locale e, successivamente, raggiunta da alcuni degli indagati. A fronte del suo rifiuto di uscire dall'esercizio pubblico, l'uomo è stato violentemente percosso al capo, al volto e al tronco, anche mediante l’impiego di un oggetto atto ad offendere. Il quarantunenne è stato quindi trasportato d'urgenza presso l’ospedale “G. Rummo” di Benevento, ove i sanitari hanno riscontrato gravissime lesioni all’occhio sinistro, sfociate nella perdita irreversibile della funzionalità visiva. Il quadro indiziario a carico dei soggetti coinvolti è stato ricostruito grazie alla tempestiva e capillare attività d'indagine dell'Arma dei Carabinieri, che ha compreso l'acquisizione e l'analisi degli snodi di videosorveglianza del locale, l'esame dei tabulati e delle chat telematiche intercorse nell'immediatezza dei fatti, le testimonianze rese da persone informate e la documentazione medica relativa ai soccorsi. Condividendo pienamente le valutazioni espresse da questo Ufficio in ordine alla gravità dei fatti e alle esigenze cautelari, il G.I.P. ha adottato i provvedimenti restrittivi richiesti. Si evidenzia che le misure sono state disposte nell’ambito della fase delle indagini preliminari e che il provvedimento resta impugnabile nei modi previsti dal codice di procedura penale. In ossequio ai principi costituzionali e alla normativa vigente, le persone sottoposte ad indagine devono presumersi innocenti fino all'eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile.