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Operazione "pi-greco" per traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. 5 arresti
Comando Provinciale di Caltanissetta - Gela (CL), 22/06/2026 11:23

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caltanissetta in Gela e del Reparto Territoriale di Gela, con il supporto in fase esecutiva dei Comandi territorialmente competenti e del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di cinque soggetti, indagati a vario titolo dei reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata.
Il provvedimento cautelare recepisce le risultanze dell’attività investigativa convenzionalmente denominata “PI-GRECO”, condotta dai Carabinieri del NOE e del Reparto Territoriale di Gela nel periodo agosto 2023 – aprile 2025, sviluppata mediante attività tecniche di intercettazione e videosorveglianza, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, verifiche amministrative, acquisizioni documentali e monitoraggio dei flussi di conferimento e trattamento dei rifiuti presso la “Piattaforma integrata per la gestione dei rifiuti non pericolosi” sita in contrada Timpazzo nel Comune di Gela.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta – Direzione Distrettuale Antimafia, ha consentito di far emergere – nel corso delle attività di monitoraggio del sito di contrada Timpazzo svolte, anche con il supporto di ARPA Sicilia, a seguito di iniziale provvedimento di sequestro delle vasche disposto tra il 2021 e il 2022 nell’ambito di altro procedimento – una presunta strutturata e continuativa attività illecita nella gestione dei rifiuti urbani, posta in essere, secondo l’ipotesi accusatoria, da amministratori, responsabili tecnici, capi squadra ed operatori della società “Impianti SRR ATO 4 Caltanissetta Provincia Sud s.r.l.”, con modalità vietate dalla legge e in violazione delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) rilasciata con D.D.S. n. 2523 del 23 dicembre 2013 dall’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti.
In particolare, sarebbe stato documentato come presso la vasca “E” della discarica di contrada Timpazzo siano stati conferiti, movimentati e successivamente interrati ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani indifferenziati in assenza dei cicli di trattamento previsti, per un totale di almeno 1.200 presunte operazioni illecite di trasporto e scarico di un quantitativo complessivo di rifiuti stimato tra le 10.000 e le 12.000 tonnellate.
Inoltre, si è accertato che i rifiuti organici provenienti dai comuni consorziati e che, in quanto tali, dovevano essere trattati all’interno dell’impianto, venivano spesso versati in discarica senza il previo trattamento di stabilizzazione che ne riducesse la temperatura, provocando frequentemente l’insorgenza di incendi.
Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, condividendo il quadro indiziario posto a fondamento della richiesta di misura cautelare formulata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di cinque indagati.
Nel provvedimento cautelare è stato disposto altresì il sequestro preventivo dell’azienda e delle quote sociali della “Impianti SRR ATO 4 Caltanissetta Provincia Sud s.r.l.”, nei cui confronti risulta contestata la responsabilità amministrativa-penale dell’ente ai sensi della L. 231/2001, poiché le ipotesi di reato risulterebbero commesse dagli organi di vertice della società nell’interesse della stessa e in assenza dell'adozione di modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli in contestazione, ottenendo vantaggi economici in termini di risparmio di spesa derivanti dall’abbattimento dei costi di gestione e smaltimento.
Il G.I.P. ha altresì nominato un commissario giudiziale per consentire la prosecuzione dell’attività di gestione dell’impianto.
Si precisa il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla Costituzione, per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva.