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Editoriale
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Nell’assumere l’incarico di Direttore responsabile della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, rivolgo il mio primo pensiero a tutti i nostri appassionati lettori ed esprimo un particolare ringraziamento a chi, con la propria preziosa collaborazione, contribuisce alla crescita e alla diffusione di questo riconosciuto patrimonio dell’Arma.

Con orgoglio inizio un percorso dall’interessante prospettiva culturale, quale è, nel proprio settore editoriale, la nostra rivista. Ampiamente motivata è, quindi, la mia soddisfazione nel constatare come gli eccellenti obiettivi finora raggiunti costituiscano tutt’oggi un sicuro e indispensabile strumento professionale per l’intera Istituzione e un insostituibile punto di riferimento per tutti coloro che, a vario titolo, scelgono la Rassegna come valido metodo di approfondimento.

La cultura, infatti, dovrebbe essere un valore di tutti, un’occasione di crescita che non deve fornire solo risposte, ma deve suscitare domande. Un mezzo mediante il quale offrire motivi di studio e spunti di riflessione particolarmente qualificati, di attualità e di estremo interesse professionale.

In apertura di fascicolo presentiamo un interessante studio sulle Agromafie e Agropirateria. La criminalità organizzata è riuscita ormai, soprattutto in ambito nazionale, attraverso attività fraudolente e mediante l’attuazione di pratiche estorsive, a consolidare la propria holding finanziaria nello specifico settore. Queste forme di “aggressione” al sistema imprenditoriale, dimostrano una particolare capacità di adattamento alla trasformazione e modernizzazione delle varie tecnologie impiegate nel comparto, riuscendo a estendere la propria strategia di penetrazione oltre confini. La lotta alle frodi agroalimentari è, quindi, una nuova sfida dai connotati sempre più attuali; un fenomeno, quello delle ecomafie, legato al contrabbando, alla contraffazione e alla sofisticazione di prodotti alimentari che mina costantemente il tessuto economico globale e la salute pubblica. L’accurato punto della situazione e le proposte di intervento delineate dall’Autore, descrivono un fenomeno inscindibilmente connesso al sistema economico-sociale del nostro Paese, che necessita di urgenti azioni di tutela della legalità e dell’applicazione di nuovi modelli di analisi e contrasto.

Ancora in tema di mafie, l’articolo che segue affronta il fenomeno della ‘ndrangheta, già ampiamente dibattuto, ma con un diverso orientamento. In questo caso, infatti, l’Autore, professore di psichiatria, “costringe” il lettore ad una attenta riflessione, ad un momento di verifica attraverso il quale opera una sorta di introspezione nell’intima natura di una delle organizzazioni criminali più potenti. Il saggio costituisce un sicuro stimolo a ripensare, sotto il profilo psicologico, alle dinamiche che regolano gli aspetti socio-culturali del problema e la loro proiezione nella sfera della vita quotidiana di chi, soprattutto, la percepisce come una realtà ordinata.

In occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, nella rubrica “Materiali per una storia dell’Arma”, riproponiamo un articolo apparso sul primo numero della “Rivista dei Carabinieri Reali” del 1934 sull’attività svolta dall’Arma in campo informativo-militare nel periodo antecedente lo scoppio del conflitto.

Buona lettura.

Gen. D. Luigi Robusto