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Editoriale

Copertina del numero


Con vivo piacere e avvertito senso di responsabilità, assumo - a partire dal presente numero - l’incarico di Direttore responsabile della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, riconosciuto collettore del patrimonio culturale e dottrinale della nostra Istituzione e punto di riferimento per tutti i suoi appartenenti. Luogo elettivo di dialogo professionale e privilegiata porta di comunicazione con l’esterno, la rivista si qualifica anche per la tradizionale apertura a quanti siano interessati ai temi militari, giuridici, scientifici e storici, che costituiscono - da sempre - nostra consolidata linea editoriale.
Desidero anzitutto rivolgere un cordialissimo saluto ai nostri affezionati lettori e un sentito ringraziamento a chi mi ha preceduto in questo prestigioso compito e a quanti collaborano nella crescita e nella divulgazione della rivista, con l’auspicio che un numero sempre maggiore di nostri militari facciano pervenire il loro contributo di pensiero.
Il mio impegno e il mio entusiasmo saranno dedicati a favorire la pubblicazione di studi, saggi e articoli utili a sostenere momenti di riflessione e di approfondimento riguardanti molteplici argomenti professionali, la cui migliore conoscenza agevola l’adempimento dei compiti istituzionali.
La crescita culturale e professionale del personale continuerà dunque ad essere l’obiettivo precipuo dell’attività redazionale della Rassegna, che difatti, non per caso, vive in stretta simbiosi proprio con un Istituto di alta formazione quale la Scuola Ufficiali, da cui trae alimento e stimoli, nel contempo costituendone privilegiata fonte di approfondimento intellettuale.
Apre questo numero un interessante studio nel quale l’autore, Ufficiale superiore dell’Arma in servizio presso l’Ambasciata d’Italia in Washington (DC), esamina le nuove priorità, di sicurezza e difesa, che l’Amministrazione americana sta valutando per il dopo Afghanistan, con l’obiettivo strategico primario di mantenere la propria leadership nel mondo ponendo speciale attenzione alle relazioni di complementarietà con i principali Alleati, soprattutto europei.
Dall’excursus sull’evoluzione delle maggiori campagne americane, in particolare quelle condotte in territorio iracheno e afgano, emerge la necessità per gli Stati Uniti di un cambio di mentalità che, considerati i limiti della forza militare, peraltro imposti dalla riduzione delle risorse economiche, ponga attenzione anche alle dimensioni psicologica, umana, politica e culturale dei conflitti e delle fasi successive al termine delle ostilità.
In tale mutato approccio concettuale, la conduzione di operazioni di stabilizzazione, condotte a molteplici livelli e supportate da adeguate capacità diplomatiche, soprattutto nell’area mediorientale e asiatica, costituirà il presupposto per una più stabile sicurezza globale, pur nella complessità delle future minacce multidimensionali.
Segue un articolo di carattere storico, redatto da Ufficiale Superiore in servizio all’Ufficio Storico del Comando Generale, che ripercorre le vicende dei “Carabinieri dell’aria” dall’inizio del secondo conflitto mondiale ai primi anni del dopoguerra, con la costituzione del Reparto Carabinieri Paracadutisti. In questo saggio, attraverso un’attenta e puntuale esplorazione del passato, lo scrittore ricostruisce alcuni interessanti passaggi, dall’impegno dei Carabinieri in terra d’Africa sino alla costituzione - nel 1951 - del predetto Reparto.
I Carabinieri paracadutisti meritarono ampia ammirazione per l’opera condotta sul campo: le loro virtù militari vennero riconosciute anche dai nemici del tempo. Gli episodi che li videro protagonisti, parte integrante della storia ormai quasi bicentenaria della nostra Istituzione, costituiscono ancora oggi indelebile testimonianza di esempio e coraggio. E, in quanto tali, vanno doverosamente ricordati.
Buona lettura