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Editoriale

Copertina del numero
Apre questo numero un interessante saggio sul Sistema d’Indagine “SDI”, il sistema interforze che consente di accedere a una massa considerevole di informazioni e permette di disporre di un’unica Banca Dati. SDI è tuttavia un sistema chiuso, alimentato da tutte le Forze di Polizia, accessibile solo a postazioni di lavoro certificate senza interazioni con la rete pubblica, consultabile solo da operatori debitamente autorizzati e previa abilitazione di un apposito profilo. L’articolo si propone di fornire quelle nozioni fondamentali utili a chiarire meglio le ipotesi di introduzione e di accessi illeciti nel Sistema d’Indagine, illustrando analiticamente l’argomento con un esaustivo riferimento alla legislazione attuale.
Segue lo studio sugli innovativi metodi di indagine in materia di criminalità informatica in Internet, con particolare attenzione al principale problema che ostacola l’attività di indagine, ovvero l’“aterritorialità”. L’assenza di confini geografici e la presenza in Rete di una pluralità eterogenea di operatori sparsi in tutto il mondo rendono assai difficoltosa l’emanazione di una normativa interna efficiente, capace di contrastare un fenomeno divenuto sopranazionale. L’autore ci fornisce una vasta gamma di informazioni, sconosciute ai più, che evidenziano la necessità di esaminare il problema ad ampio raggio e inducono a riflettere sugli stessi strumenti normativi e sulla loro reale efficacia.
Nella rubrica “Informazioni e Segnalazioni”, proponiamo un breve saggio sulla delicata tematica relativa al complesso rapporto tra Intelligence e Diritto e sul non facile bilanciamento di interessi sottesi ai due diversi settori. Non viene sottaciuta la difficoltà di trovare un punto di equilibrio tra esigenze poste dall’operato degli appartenenti ai Servizi d’Informazione e Sicurezza e l’imperatività delle norme che garantiscono i vari aspetti della società civile e della vita di un Paese democratico e di diritto.
Con questo fascicolo si conclude la mia avvincente esperienza di Direttore responsabile della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri. Un intenso periodo che mi ha consentito di conoscere, da un punto di vista evidentemente privilegiato, una realtà editoriale che mi ha sempre affascinato sin dall’inizio della mia carriera di ufficiale.
La Rassegna rappresenta il luogo elettivo del confronto dialettico all’interno dell’Istituzione, dove idee, studi, proposte e soprattutto i valori caratterizzanti, hanno trovato lo spazio congeniale alla loro trattazione e alla loro divulgazione.
Mi sento, quindi, particolarmente orgoglioso di aver diretto questa antica e prestigiosa Rivista, che ha saputo stare al passo con i tempi, convertendosi interamente al web e mantenendo inalterata la sua finalità di servizio informativo e di arricchimento professionale.
Un riconoscente saluto a tutti i collaboratori della Scuola Ufficiali, che mi hanno sostenuto in questo appassionante e impegnativo incarico, al Corpo docente, che ha costituito un’autentica fonte di conoscenza e di cultura, e agli ufficiali frequentatori che rappresentano il fine ultimo dell’attività dell’Istituto e sono la ragion d’essere della nostra missione.
Un sentito ringraziamento anche ai lettori e a tutti gli estimatori della rivista che ci sono stati costantemente vicini, anche con autorevoli apporti di pensiero.
Al Gen. Giovanni Nistri, che mi sostituirà nell’incarico, gli auguri più sinceri di ogni migliore successo.