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Intervento del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

"Ho assistito, naturalmente con emozione, a questa meravigliosa cerimonia. La liturgia solenne degli atti e delle parole che abbiamo appena ascoltato, la rispettosa posizione d’attenti che tutti abbiamo assunto, e poi questo trepidante silenzio, hanno certamente suscitato in ciascuno dei presenti profonde emozioni, profondissime emozioni. E ben comprendo quali più forti emozioni abbiano vissuto e vivono tuttora gli Ufficiali che hanno appena compiuto l’atto più solenne, l’atto più impegnativo degli uomini e delle donne con le stellette: "il giuramento".
Atto solenne perché prestato innanzi alla solenne presenza della bandiera: la bandiera che è memoria dei nostri caduti, è memoria del sacrificio, dell’abnegazione, della fedeltà alla Patria. è questa l’essenza liturgica e sostanziale di questo atto.
Ma ben comprendo che ancora ulteriori emozioni hanno suscitato in Voi tutti gli elementi presenti in questa splendida cornice della Scuola Ufficiali Carabinieri. Voglio ricordare per primo la figura del Comandante, il Comandante della Scuola.
Il Comandante è il custode delle vostre coscienze, le alimenta, le sostiene, le coltiva, le prepara per poi consegnarle all’attività operativa dell’Istituzione. E per Voi, sono certo, incarna anche la proiezione del vostro futuro, la proiezione della vostra vita, perché l’atto che ora Voi avete prestato è certamente impegno per la vita. Avete compiuto un primo passo di un lungo, lunghissimo cammino che sin d’ora, di tutto cuore, da vecchio carabiniere, auguro radioso e fecondo, perché sarà il cammino che segnerà anche il cammino della nostra Istituzione.
Accanto al Comandante voglio ricordare anche le famiglie: le famiglie d’origine, i tanti familiari che sono qui e la famiglia dell’Arma. Alla famiglia d’origine, oltre al caloroso e affettuoso saluto, va anche la nostra e la vostra riconoscenza, carissimi ragazzi. Se siete qui è perché la vostra famiglia vi ha preparato a questa vita, che incarna i migliori valori della nostra società. Grazie, quindi, grazie a tutti voi anche della vostra presenza.
Parlavo della famiglia dell’Arma. Per noi Carabinieri è certamente la più bella famiglia. E’ qui rappresentata dai miei predecessori, che saluto con rispetto.
E' rappresentata dal Comandante delle Scuole, il Generale Gasparri, l’amico Clemente, uomo di grandi passioni, tenace, fermo, preparato. Grazie Clemente, stai trasferendo a questi giovani la giusta tensione morale. Il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri
Saluto i colleghi Generale Borruso e Generale Borghini, che rappresentano oggi con me l’unità dell’Istituzione, grazie anche a Voi della vostra presenza.
Salutiamo i nostri Carabinieri non più in servizio, rappresentati dal Presidente dell’Associazione, il Generale Libero Lo Sardo, cui rivolgo un affettuoso saluto. Saluto grato e riconoscente cui associo il Signor Generale Vitale, che presiede autorevolmente e con straordinario amore l’Opera degli orfani dell’Arma: la chiave interpretativa dell’amore che tra i Carabinieri regna da sempre. La cura per gli orfani dei nostri Carabinieri è, forse, il momento più alto dell’interpretazione della solidarietà tra commilitoni.
E un saluto al Corpo docenti, al Corpo Accademico. Anche il Corpo Accademico è parte dell’Arma. E non solo per i Carabinieri che ne fanno parte. Tutti vivono con noi questo straordinario momento formativo dei nostri Ufficiali, della nostra futura dirigenza, e la vivono trasferendo non solo il sapere, ma anche i valori, ben consapevoli che il sapere e i valori non possono essere interpretati come collocati in due cesti diversi. Perché i valori si arricchiscono del sapere e perché il sapere è guidato dai valori. E quando una società dimentica questo processo di unificazione allora smarrisce le sue certezze. Noi nell’Arma, certamente, non smarriamo queste certezze: abbiamo cura del sapere, abbiamo cura dei valori, e per questo rivolgo il mio plauso riconoscente all’intero Corpo Accademico della Scuola Ufficiali.
Naturalmente non posso dimenticare il quadro permanente della Scuola, che ho anche personalmente conosciuto, quando ho avuto il privilegio di essere in questo Istituto quale Comandante. So quanta parte ha nell’attività quotidiana di questo Istituto: ogni minimo atto di questa Scuola trova nel quadro permanente il motore invisibile. Bravi e grazie.
Un grazie che estendo anche agli Organismi di Rappresentanza che sono qui rappresentati a tutti i livelli, dal CoCeR al CoBaR della Scuola.
E un grazie, infine, ai nostri Carabinieri che sono impegnati all’estero. Con il loro sacrificio, con la loro competenza, con la loro professionalità, stanno accrescendo, giorno dopo giorno, il prestigio della nostra Istituzione. In tutti i fori internazionali sono unanimemente riconosciute la compostezza, la preparazione, la professionalità e l’efficienza dell’Arma dei Carabinieri, rappresentata dai nostri 700 ragazzi attualmente nei Teatri operativi all’estero. Anche loro contribuiscono in modo determinante a creare quell’affidabilità dell’Istituzione, a generare quel consenso che la popolazione ci riserva affettuosamente da sempre, da oltre 195 anni.
Consenso e affidabilità che oggi idealmente sono consegnati a Voi, affinché nel futuro, il futuro che vi appartiene, sappiate preservarli, sappiate coltivarli, per essere pronti, a vostra volta, a consegnare questo immenso patrimonio alle future generazioni.
Ci affidiamo per questo alle vostre azioni, alle vostre azioni di Comandanti e di Carabinieri. Le vostre parole, i vostri atti, devono essere improntati a sapere e a valori. Solo in questo modo potrete alimentare le certezze negli uomini e nelle donne che vi saranno affidati. Solo in questo modo riuscirete a sollecitarne la condivisione e quindi la motivazione ad agire.
A questo siete qui preparati. Il vostro Comandante, come vi dicevo, custodisce le vostre coscienze e le forma. Vi prepara a fare perno sui valori che l’Arma porta con sé gelosamente da quasi due secoli. Li avete anche ricordati nella vostra formula di giuramento. Tra essi il senso della disciplina, che è rigore interiore, un rigore sul quale poi poter fondare l’intima consapevolezza dei doveri che dovrete assolvere e il puntuale discernimento di ciò che è giusto fare in ogni circostanza.
Noi stiamo parlando di tanti valori. Utilizziamo tanti termini che esprimono valori. Spesso, forse troppo spesso, si teme di ricordarli e si teme di parlarne per non collocarsi sul difficile crinale della retorica. Più probabilmente si teme di ricordare i valori per non innescare una tempesta conflittuale interna, per non aggredire la nostra e le altrui coscienze. E spesso si indulge a un’acquiescenza colpevole, anche se tante volte non espressa, verso comportamenti omogenei, anonimi e lontani dai valori ai quali pure si sente di doversi ispirare. E se questo è deprecabile in genere, lo è certamente ancor di più per un Comandante, per un Carabiniere.
Quando si privilegiano i diritti rispetto ai doveri, quando ai diritti non si sovrappongono i doveri, allora si cade nell’arbitrio e l’arbitrio genera, credetemi, solo solitudine, una solitudine che mortifica, perché non ci fa accedere alla solidarietà di chi ci sta accanto, quella solidarietà che invece è viva e pulsante nell’Arma dei Carabinieri, nell’appartenenza all’Arma dei Carabinieri. In quell’appartenenza che fa accendere rabbia e amarezza, quando si smarrisce il credo nei nostri valori e quando ci si allontana in modo irrimediabile, irreversibile dall’Istituzione.
Io so, ho la certezza che voi sarete all’altezza del compito, all’altezza di un’Istituzione che si è affermata e che si afferma quotidianamente quale Istituzione di riferimento per tutti gli italiani e non solo, in Italia e fuori dai confini nazionali.
Sarete chiamati a un compito non facile, e per questo ancora più esaltante. Vi saranno affidate delle comunità, vi saranno affidati uomini e donne con i quali poter garantire sicurezza a quelle comunità. Affrontate con determinazione tutti i problemi, non indugiate innanzi alle difficoltà, vi soccorrerà il giuramento che oggi avete prestato.
Preparatevi a conoscere tutto ciò che accade sul territorio. Preparatevi a conoscere i vostri uomini e i loro problemi, sosteneteli, incoraggiateli, siate sempre alla loro testa. è il vostro dovere, ma è anche il senso, unico, della scelta che oggi avete compiuto.
Io sono sicuro, ripeto, che sarete all’altezza del compito, che saprete tenere fede all’impegno solenne che oggi avete assunto, che saprete orientare ogni vostra azione al bene comune, dimenticando di guardare agli interessi personali, che non possono e non debbono prevalere sul bene comune.
La nostra è una sola missione: "servire!". Orientatevi a servire, orientatevi all’abnegazione, orientatevi ad amare il prossimo, perché il prossimo sarà affidato alle vostre cure. E ricercate, per tutto questo, solo una gratificazione, quella morale. Questo vi aiuterà a non scegliere vie alternative, anonime o di comodo.
Siate costruttori di sicurezza, siate costruttori di legalità, siate costruttori di autentica libertà nella nostra amata Italia.
Da oggi, l’Arma è anche ciascuno di Voi e di questo siamo fieri.
Buona fortuna ragazzi!

Un'immagine della cerimonia