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Intervento del Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri

Signor Comandante Generale,
è per me un grande onore porgerLe, a nome anche degli Ufficiali allievi, del Corpo accademico e del Quadro permanente, il più sentito ringraziamento per la Sua presenza a questa solenne cerimonia.
La Sua ambita partecipazione a questa giornata densa di significato e quella del Signor Comandante delle Scuole dell’Arma costituiscono una chiara testimonianza dell’attenzione rivolta a questo Istituto di alta formazione e rappresenta per noi un privilegiato segno della vicinanza di tutti i Carabinieri, idealmente pronti ad accogliere nelle file dell’Istituzione i Sottotenenti del 189° corso di Applicazione che si apprestano a giurare fedeltà alla Repubblica.
Saluto altresì gli onorevoli Parlamentari, le Autorità, tutti i gentili ospiti e i familiari dei nostri giovani Ufficiali, oggi qui intervenuti in misura considerevole e anche da molto lontano.
Rivolgo un commosso pensiero ai nostri Caduti in servizio, per servizio, in tempo di guerra e di pace, e che poc’anzi abbiamo onorato con la deposizione della corona.Il Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri
Un particolare saluto ai colleghi dell’Associazione Nazionale Carabinieri e ai componenti della Rappresentanza Militare, nonché ai giovani dell’ONAOMAC.
La giornata odierna è un’occasione per riflettere sul nostro passato e sulle attività che presso questo Istituto poniamo quotidianamente in essere, rivolte in particolare - da oltre un secolo - alla preparazione di base degli Ufficiali destinati ad assumere importanti responsabilità di comando fin dalla loro prima destinazione nelle varie componenti dell’Istituzione.
La Scuola è costantemente protesa ad esaltare il "sapere" culturale e professionale dei suoi Ufficiali e a seguirne la maturazione morale e caratteriale nell’ambito di un chiaro quadro di riferimento etico, caratterizzato da fedeltà, coraggio, lealtà, senso dello Stato e assoluta dedizione al servizio.
Le metodologie d’insegnamento - pur in linea con la consolidata tradizione militare dell’Arma – sono sottoposte a continui aggiornamenti per consentire agli Ufficiali di prendere coscienza del proprio ruolo e della propria funzione in un mondo multiculturale, globale e complesso, in continua trasformazione.
La Scuola è da sempre protesa a offrire un "modello" - aderente alle molteplici realtà dell’Arma – per consentire a Voi, giovani Ufficiali, di interpretare il difficile ruolo del "Comandante" con responsabilità, equilibrio, autorevolezza, operosità e costante disponibilità tanto verso le comunità che verso il personale che vi saranno affidati.
Voi sarete chiamati a interpretare questo delicato incarico, straordinariamente impegnativo e gratificante, operando sempre "con elevato senso del dovere" e in talune circostanze dovrete farlo con "sprezzo del pericolo", anche nel ricordo del Cap. Mario D’Aleo, Medaglia d’Oro al Valor Civile, cui è intitolato il vostro corso, che - pur consapevole di esporsi a gravi rischi - quale Comandante di Compagnia operante in zona ad alto indice di criminalità organizzata, contrastò tenacemente le sempre più minacciose sfide e attività della mafia, sacrificando la sua giovane vita in difesa dello Stato e delle Istituzioni.
Oggi, giovani del 189° corso di Applicazione, giurerete fedeltà alla Repubblica dinanzi alla Bandiera della Scuola, insignita lo scorso anno - durante l’analoga cerimonia di giuramento dei vostri anziani - della "Croce d’Oro al Merito" per aver forgiato innumerevoli generazioni di Ufficiali capaci di esercitare un’accorta e vincente azione di comando contro la criminalità organizzata e comune, per il bene della collettività.
Il giuramento è la norma di base dell’organizzazione militare, l’atto più sacro che un militare possa compiere: è un momento solenne di totale, convinta, libera scelta di essere "fedele alla Repubblica italiana".
Oggi Voi assumete l’impegno solenne di "osservare fedelmente e lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato", le fondamentali regole della nostra democrazia, ma accettate anche il dovere di assicurarne - con "disciplina e onore" - il rispetto da parte di tutti i cittadini.
Da oggi sarete chiamati a "spendere" tutte le vostre risorse fisiche e mentali per garantire "la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni", con la consapevole partecipazione ai valori portanti della vita militare.
E sono proprio le norme deontologiche dell’ordinamento militare che disegnano un modo di pensare, di vivere, di agire, e rappresentano, quindi, la principale forza di coesione e di efficienza delle Forze Armate.
Vivete questo momento con "Orgoglio" – che mi piace sottolineare perché è il valore che contraddistingue fin dall’Accademia Militare il vostro corso; l’"Orgoglio" che costituisce il senso della propria dignità e deve cementare lo spirito di appartenenza a questa Istituzione, tesi ad esaltare la propria figura morale e l’immagine dell’Arma.
A voi giovani colleghi l’augurio di proseguire sempre sul percorso morale tracciato da questa Scuola, che consente di essere fieri ed entusiasti della scelta operata e di mantenere l’affetto e la considerazione per la nostra Istituzione a livello nazionale e internazionale.
Pertanto, con l’orgoglio di essere il vostro Comandante, vi invito - ora - a prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana dinanzi alla Bandiera dell’Istituto.


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