Menu
Mostra menu
  • >
  • Editoria
    >
  • La Rassegna
    >
  • Anno 2009
    >
  • N.4 - Ottobre-Dicembre
    >
  • Informazioni e Segnalazioni
    >

Libri

NOVITA' EDITORIALI


Maria Rosa Menocal


Principi, poeti e visir. un esempio di convivenza pacifica tra musulmani, ebrei e cristiani

Il Saggiatore editore,
2009, pagg. 286,
euro 11,00

Diciamo le cose come stanno: l’occidente non conosce l’Islam e l’Islam non conosce l’occidente cristiano. La colpa è dell’ignoranza storica che sta diventando sempre più profonda e i pochi studiosi danno fastidio alle masse che vogliono soltanto "feste e farina". Gli ignoranti ignorano che "in principio" musulmani, ebrei e cristiani vissero il periodo loro più bello senza il digrignar di denti ed ammazzamenti del mondo d’oggi. Non è una fiaba: nel 755 d.C. un principe fuggito da Damasco, unico superstite della sua famiglia degli Ommayydi, fondò un nuovo regno: al-Andalus in Spagna, capitale Cordoba, un nuovo califfato indipendente.
Il nuovo regno rappresentò la terra dell’assoluta tolleranza tra ebrei, musulmani e cristiani. Perchè un simile miracolo? Perchè erano popolazioni che pur nelle diversità religiose avevano in comune la voglia di comprendere (il perchè della storia), di continue ricerche in ogni settore umano alla ricerca del bello in ogni senso. Fiorirono le costruzioni di chiese ove in ciascuna esistevano settori per altre religioni. Fiorirono giardini meravigliosi dove i giochi delle acque esaltavano la bellezza dei fiori e delle donne. Musulmani, cristiani ed ebrei si confrontavano nella poesia, nella letteratura, nelle arti: traduzioni di Platone e Aristotele e di tanti pensatori greci. Pensate, uno dei temi più approfonditi fu quello della "ricerca della verità" e se fosse da ricercare nella fede oppure nella ragione (tema ancora sul tappeto). Grazie a tale clima, sono giunti a noi i grandi del pensiero greco che furono il naturale legame tra musulmani, ebrei e cristiani. Fu allora che, secondo chi scrive, nacque la geocultura. Quali le sedi di studio, traduzione e discussione? Le biblioteche e la vitalità dello studio: soltanto quella di Cordoba disponeva di ben quattrocentomila volumi, mentre l’insieme delle biblioteche della cristianità latina ne possedevano appena quattrocento peraltro di modesto livello. Si pensi che il primo Corano verrà tradotto in latino per il potente Abate di Cluny. A tanto era giunta primitiva volontà di Abd al Rahman, il principe che era riuscito a fuggire dai massacri di Damasco; il suo emirato, terminate le guerre di successione, fu centro di cultura interreligiosa come Cordoba. Se oggi l’occidente può custodire nella sua cultura il pensiero della filosofia greca, lo si deve allo stato di grazia, di amicizia e di tanti valori morali del mondo della tradizione scritta con la fede e realizzata con la ragione del Medioevo musulmano, ebraico, cristiano mirabilmente descritto da Maria Rosa Menocal.
Fu in quel periodo (finirà nel 1493) che nacque l’occidente, il pensiero "occidentale" fusione del pensiero greco, musulmano, ebraico e cristiano.
Nel fragore di officine atomiche, di città distrutte e di vite smarrite, queste stesse tre civiltà che seppero fondersi in una, sono tornate nelle caverne dell’ignoranza. Si vuole una prova? Non bastano i "dialoghi" per creare una civiltà. C’è già ed è quella riassunta. Se non fossimo tanto ignoranti basterebbe ricordarla, rileggerla, ristudiarla come allora, per ritrovare l’unità spirituale di quel periodo nel quale gli uomini, pur con fedi diverse, erano seduti insieme nelle silenziose biblioteche o nei magnifici giardini ove erano parte integrante gentili ed intelligenti nonché belle fanciulle.
Dove nacque la letteratura dell’amore. Da molto tempo distrutta dal progresso per il progresso, dall’individualismo e dall’ignoranza quale "stato di grazia".

Gen.C.A. Arnaldo Grilli





Italo Murru

Inerio Murru - Trent’anni di lotta al banditismo

Edizioni Grafica del Parteolla,
2009, 100 pagine,
euro 10,00

Italo Murru è un sottufficiale dei Carabinieri in congedo che ha svolto servizio nell’Arma sin dal 23 agosto 1949 prestando la sua opera in numerosi comandi tra i quali si possono ricordare Trecate (Novara) e in Sardegna Sanluri, Sardana, Burcei, Escalaplano terminando la sua esperienza in uniforme quale maresciallo maggiore aiutante carica speciale presso il Reparto Comando della Legione di Cagliari che resse anche interinalmente. Murru da alle stampe un testo che cerca di ripercorrere la vita del padre, Inerio Murru, carabiniere e sottufficiale dell’Arma per un lungo periodo della sua vita in servizio in Sardegna (ma non solo) costruendo un dialogo a distanza grazie all’uso diretto della seconda persona singolare che immerge il lettore nel rapporto tra padre e figlio.
L’autore ripercorre tutta la vita del genitore, in alcuni parti piuttosto velocemente, in altri con molta più calma e ciò consente di far rivivere la quotidianità del rapporto genitore-figlio, e lo scorrere degli eventi in una stazione carabinieri della Sardegna, ove la presenza di criminalità era una piaga fortemente sentita. Accanto all’esperienza sarda che impegna Inerio Murru per quasi tutta la sua vita "con le stellette", vi sono altre esperienze tra le quali si può ricordare l’aver prestato servizio presso la Stazione Carabinieri Reali di Agordat nel periodo 1936-1939. L’attività di questo militare dell’Arma fu particolarmente interessante. Nel corso della sua carriera militare conseguì ben quattro medaglie di bronzo al valor militare per la cattura di latitanti o pregiudicati che infestavano le campagne del territorio, ove prestava servizio con conseguenti conflitti a fuoco, contribuendo in modo certamente efficace al ripristino dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’unica medaglia al valore conseguita in Africa fu concessa con la seguente motivazione: "durante l’improvviso attacco alla sede di comando di banda da parte di forti nuclei ribelli, con calma e perizia dispose i propri uomini alla difesa. Fatto segno ad intenso fuoco di fucileria e due volte leggermente ferito, pur trovandosi in posizione scoperta, non desisteva dalla lotta, contribuendo validamente al conseguimento del successo". A tale operazione in Africa Orientale Italiana è legata anche la concessione di un premio in denaro concesso dalla Fondazione del Monumento al Carabiniere Reale.
La vita di Inerio Murru dovette essere sicuramente molto dura; la consapevolezza del servizio svolto dal sottufficiale nel contrasto della criminalità e nel sapere di essere temuto e rispettato da malviventi e latitanti è il risultato di un "abito mentale" che fa del carabiniere il vero "soldato della legge" disposto a far rispettare le norme della vita sociale anche sapendo che esiste un rischio concreto di perdere la propria vita.
Il pluridecorato sottufficiale sardo terminò la sua carriera dopo il Secondo Conflitto Mondiale per vivere con l’agio modesto che caratterizza la vita dei militari dell’Arma la pensione, dando pieno sfogo alla sua più grande passione: la caccia.





Ten. Col. Flavio Carbone
Gaetano De Simone
Gennaro Tafani

Società, diritto e istituzioni

Edizioni Lateran Universiy Press
2009, pagg. 331,
euro 25,00

Il testo fa parte della collana "Lineamenta Juris - I manuali" e nasce da una concreta analisi della società, del diritto e delle istituzioni nell’attuale contesto, ove i continui mutamenti ai vari livelli, sempre più rapidi, la compressione dello spazio e del tempo richiedono da una parte rigore metodologico e dall’altra modalità d’indagine innovative, sempre suscettibili di variazioni che considerino sia l’evoluzione e la frammentazione della società, sia l’adeguamento del diritto.
Gli autori, rispettivamente Pro Rettore e assistente alla Pontificia Università Lateranense ed esperti in sociologia e diritto, riescono a coniugare con inequiparabile autorevolezza una sicura base tecnico scientifica con ampi riferimenti dottrinali ad una specifica trattazione empirica, ottenendo un prodotto fornito da un rigoroso metodo, conforme ai principi generali della sociologia, un’analisi empirica, coerente alle finalità della stessa scienza. Offrono, così, al lettore un utile strumento di lavoro acquisito non soltanto dalla sociologia generale, ma anche dalle diverse e citate specializzazioni, adatto a leggere il dato sociale.
Il testo è diviso in quattro parti: una prima parte dedicata alla sociologia in generale; una seconda parte dedicata ad evidenziare l’inscindibile rapporto del dato sociale con la cultura, con la comunicazione, con l’economia e con la globalizzazione; una terza parte è dedicata esclusivamente alla sociologia del diritto e una quarta ed ultima parte dedicata alle istituzioni.
Globalizzazione, comunicazione, economia, diritto, istituzioni sono gli elementi fondamentali per una adeguata chiave di lettura al fine di agevolare la comprensione dei fenomeni sociali.

Cap. Giovanni Fàngani Nicastro