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Libri

NOVITA' EDITORIALI

Dimitry Queloz

De la manouvre napoléonienne à l’offensive à outrance

Edizioni Economica,
2009, pagg. 561,
euro 49,00

Il dottor Dimistry Queloz è un ufficiale della milizia svizzera in servizio presso gli Archivi dell’Esercito svizzero che, al termine del proprio percorso di studi dottorali presso l’Università di Neuchâtel, ha conseguito il dottorato di ricerca in lettere, dando alle stampe una versione rivista e corretta della sua tesi di dottorato.
Queloz ha condotto uno studio su una delle grandi questioni della storia militare, ovvero le modalità con le quali l’esercito francese entrò nel Primo Conflitto Mondiale impiegando una dottrina tattica delle grandi unità assolutamente offensiva e manovriera sebbene, alla fine del "Secondo Impero", fosse stata marcata fortemente la tattica delle c.d. "buone posizioni".
In effetti, il titolo "Dalla manovra napoleonica all’offensiva ad oltranza" è corredato da un sottotitolo forse più eloquente "la tattica generale dell’esercito francese 1871-1914".
La ricerca ha spaziato su numerose fonti d’archivio; in particolare, le attività sono state condotte presso la biblioteca militare svizzera, la biblioteca e gli archivi del servizio storico della difesa francese, la biblioteca della Scuola militare di Parigi e la biblioteca nazionale di Francia.
Il lavoro si snoda su diciassette capitoli che analizzano vari aspetti quali ad esempio la Scuola superiore di guerra, l’elaborazione della dottrina attraverso le varie generazioni di pensatori militari che si sono succeduti in Francia, l’evoluzione della dottrina militare, nonché le applicazioni delle nuove armi, l’influsso della guerra russo-giapponese e delle guerre balcaniche sulla dottrina tattica generale dell’Esercito francese.
È particolarmente significativa nella nascita di una dottrina unica per tutto l’Esercito l’analisi del ruolo assolto dalla Scuola Superiore di Guerra, istituita all’indomani della guerra del 1870.
Una precisazione che emerge immediatamente è la definizione di tattica generale; durante il corso degli anni sono state utilizzate differenti definizioni e spesso sinonimi in funzione utilitaristica, senza poter definirne compiutamente il significato. Queloz puntualizza che per tattica generale si deve intendere l’azione combinata di differenti armi e specialità: fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e, infine, aviazione. In tal modo, l’autore non ha effettuato, se non in modo sfuggente, l’analisi delle unità minori sino a livello brigata, che utilizzavano la tattica propria ovvero la tattica d’arma, tenendo conto che sino alla Prima Guerra Mondiale, generalmente, la brigata non rappresentava un’unità autonoma, ma era rigidamente inquadrata e dipendeva dai livelli ordinativi superiori per molti supporti.
In definitiva, si può affermare che l’autore approfondisce l’analisi di un settore di studi storico-militari di sicuro interesse per la comprensione dello svolgimento delle operazioni militari terrestri durante il Primo Conflitto Mondiale.

Ten. Col. Flavio Carbone