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Editoriale

Copertina del numero
Copertina della Rassegna dell'Arma - N. 3 - Luglio - Settembre 2007


In apertura proponiamo uno studio sulla logica del ragionamento giuridico: un tema affascinante che coglie la complessità del procedimento processuale. Il saggio analizza i meccanismi fondamentali che compongono i ragionamenti nell’ambito della dinamica processuale. È un invito alla riflessione teorica su una materia dagli sviluppi eminentemente pratici, che aiuta l’operatore a comprendere le finalità del suo agire nel contesto del processo penale.
L’articolo successivo di geopolitica sulle dinamiche interne del mondo islamico, con particolare attenzione alla realtà e alle prospettive religiose e politiche connesse con la componente sciita, mette in risalto la pluralità dell’Islam e la sua complessità, difficilmente semplificabili in schemi precostituiti e di non facile interpretazione.
Segue un tema di estremo interesse professionale e di grande attualità: le indagini correlate alla commissione di un reato attraverso l’uso di Internet. Lo scritto, che privilegia un approccio tecnico scientifico, illustra le attività di reperimento, studio ed analisi delle tracce di natura telematica connesse, secondo diverse modalità, all’utilizzo della rete. Sono anche delineati alcuni scenari investigativi sul tracciamento ed analisi di rete e siti, senza trascurarne gli aspetti prettamente giuridici.
Altro tema di interesse investigativo è affrontato nell’articolo che si occupa degli aspetti psicopatologici e medico-legali nell’omicidio seriale. è evidenziato come la fenomenologia del serial killer sia piuttosto complessa e come sia difficile stabilire se la condotta omicidiaria sia riconducibile con certezza all’azione di un assassino seriale, organizzato o disorganizzato, o se, invece, debba essere diversamente valutata. L’articolo, quindi, evidenzia come sia fondamentale ai fini investigativi eseguire anche un’analisi approfondita della fenomenologia delittuosa in termini psicoesistenziali e motivazionali.
In chiusura della rubrica "Studi", presentiamo un articolo che illustra, con completezza ed attenzione al dato normativo, i recenti interventi legislativi in tema di sicurezza pubblica. In particolare, è esaminato il contenuto del decreto legge n. 92 del 2008, convertito dalla legge n. 125 del 2008, che costituisce un intervento di integrazione e di potenziamento degli strumenti di contrasto alle varie tipologie criminali. Inoltre, è illustrata la legge 15 luglio 2009, n. 94, recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica, con particolare riguardo agli aspetti connessi all’attività antimafia, come quelli relativi alle misure di prevenzione personali e patrimoniali.
Nella sezione "Giurisprudenza" segnaliamo lo studio sul delitto di abuso d’ufficio che prende spunto dalla sentenza 19 giugno 2008, n. 25162 della Suprema Corte di Cassazione. La fattispecie criminosa è illustrata nei suoi profili storici e in base all’interpretazione fornita nel tempo dalla giurisprudenza e dalla dottrina.
Per i "Materiali per una storia dell’Arma" pubblichiamo un articolo sugli aspetti dell’azione di comando, stampato sul numero 3, maggio-giugno 1959, del "Notiziario per l’Arma dei carabinieri". È interessante constatare come, anche a distanza di cinquant’anni, perduri quel sistema di valori e persista la validità di principi etici che costituiscono un patrimonio consolidato e condiviso da generazioni di comandanti. Al riguardo, riportiamo un breve passo dell’articolo per comprendere come la nobile e preziosa tradizione morale venga sempre custodita dalla nostra Istituzione:
"Un comandante deve necessariamente imporsi di essere:
- esplicito e leale con tutti, perché un comandante insincero perde, prima o poi, la stima dei superiori, dei colleghi e degli inferiori;
- animato da un profondo senso di giustizia, onde poter sempre giudicare con equanimità ed equilibrio, sfuggendo decisamente da antipatie, rancori, personalismi, che determinerebbero fazioni, invidie, sfiducia nel reparto;
- dotato di tratto calmo, ponderato, sereno, di modi fermi ma cortesi, alieno da eccessi di intransigenza e di asprezza, così come da manifestazioni di accentuata mitezza (…);
- sorretto da elevatezza di pensieri e di intenti in cui emergano una scrupolosa onestà. Il senso della dignità, il culto geloso dei costumi, delle Istituzioni, dell’Amor Patrio”.