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Chiusura dell'Anno Accademico 2006-2007

Il 27 luglio 2007, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, del Comandante delle Scuole, del Corpo Docente dell’Istituto e degli Ufficiali frequentatori, si è svolta la cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico 2006-2007. Hanno preso la parola il Comandante della Scuola Ufficiali, Gen. D. Massimo Iadanza, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Gianfrancesco Siazzu.

Un'immagine della cerimonia

Relazione del Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri
Signor Comandante Generale, Signor Vice Comandante Generale, Signor Comandante delle Scuole, Autorità, gentili signore e signori.
è un onore per me porgere loro il benvenuto alla cerimonia odierna e ringraziare per la loro presenza che testimonia l’attenzione e l’attaccamento verso quest’Istituto. Un particolare e caloroso saluto rivolgo anche ai professori universitari, al corpo insegnanti, civili e militari, e a tutti i colleghi che si sono dedicati a trasfondere nei giovani ufficiali frequentatori cognizioni tecnico-professionali ed esperienze di vita vissuta. Il loro contributo ha permesso di vivificare questo polo culturale di livello universitario, che coniuga la necessità di una qualificata preparazione accademica  con l’esigenza di affinare l’educazione militare e professionale per la formazione dei Comandanti del futuro. Al mio ringraziamento si associa quello del quadro permanente, dei dipendenti civili e, soprattutto, quello dei frequentatori, fulcro vivo intorno a cui gravita tutta la vita dell’Istituto.
Il termine di un anno accademico stimola sensazioni, emozioni, consuntivi ed auspici.
In questo giorno tutti i frequentatori hanno motivo per gioire, perché ognuno ha tagliato il suo traguardo, finale od intermedio, condividendo con i diretti comandanti, con gli insegnanti, con i colleghi, l’atmosfera irripetibile della propria crescita professionale e personale.
Gli ufficiali del 13° Corso di Perfezionamento, del 12° Corso Formativo e del 46° e 47° Corso Applicativo raggiungeranno a breve i reparti d’impiego e, da quel momento, affronteranno le delicate ma avvincenti sfide professionali.
Formulo, quindi, loro i più fervidi auguri ed un sentito “in bocca al lupo” per i traguardi che senz’altro raggiungeranno nella esaltante esperienza dell’Arma Operativa.Immagine del Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri
I Sottotenenti del 185° e del 186° Corso d’Applicazione, che hanno ricevuto il testimone dai loro “Anziani”, dal prossimo settembre continueranno il loro impegnativo percorso formativo. La Scuola, oltre ai corsi di base, durante quest’anno accademico ha svolto, in attuazione del principio della “formazione permanente”, il Seminario per Comandanti di Regione, il Corso per Comandanti Provinciali, il 5° Seminario per Capi Uffici Personale, nonché il 24° Corso d’Istituto per Capitani, l’8° Corso per Comandanti di compagnia territoriale ed il 5° Corso di Formazione per Formatori. Quest’ultimo, su indicazione del Signor Comandante delle Scuole, è stato accuratamente rivisitato nella sua architettura, per consentire agli istruttori di trasferire quei valori etici e morali che costituiscono la struttura spirituale portante dell’essere carabiniere e rafforzare il raccordo tra gli Istituti basici e la Scuola Ufficiali.

Quest’anno è stata incrementata su tutta la linea la connotazione “di taglio pratico” per sviluppare abilità che, oltre ad accrescere il bagaglio culturale, potranno essere di reale e concreta applicazione pratica nella vita professionale. Come sottolineato all’atto dell’inaugurazione di quest’anno accademico, ci si è voluti ispirare al principio guida “sapere, saper fare, saper essere”. Quest’approccio ha comportato una sostanziale rivisitazione dei programmi prevedendo un maggior numero di esercitazioni e di attività pratiche per tutti i corsi. In tale visione, sono state organizzate le esercitazioni titolate “Minerva”, “Aurelia” e “Crim 2007”, che hanno coinvolto i Capitani del 24° Corso d’Istituto e prevalentemente tutti i corsi in uscita, esercitando i frequentatori a risolvere problematiche complesse relative alla gestione di grandi eventi nell’ambito di un Comando Provinciale sulla base del metodo del processo decisionale di pianificazione. Si è raggiunto così un approccio multidisciplinare per la gestione di eventi e l’applicazione concreta delle tecniche criminalistiche sul luogo di un delitto e l’impiego in operazioni di polizia.
Tra i tanti seminari svolti, segnalo quelli di particolare valenza professionale. Il primo incentrato sulla comunicazione per migliorare le capacità di relazionarsi con i cittadini e contribuire alla diffusione dell’immagine positiva dell’Arma; il secondo sulla emergente criminalità informatica che rappresenta la nuova frontiera d’indagine per la repressione di reati soprattutto a connotazione transfrontaliera.
L’Istituto è stato anche teatro di importanti eventi internazionali per l’Arma dei Carabinieri. Oltre a numerose visite da parte di delegazioni straniere, in questa sede è stata siglata la dichiarazione comune - a chiusura del semestre di presidenza italiana della FIEP - da parte del Signor Comandante Generale dell’Arma, con la partecipazione dei Comandanti e Direttori Generali delle forze di polizia a statuto militare dei 10 Paesi aderenti all’accordo.
Il respiro internazionale dell’attività addestrativa si è materializzato anche attraverso la presenza di 11 frequentatori stranieri: 6 provenienti dall’Albania, 3 dall’Afghanistan, uno dalla Turchia e uno dal Niger, ai quali rinnovo il mio plauso per l’impegno profuso in ogni attività teorica e pratica.
La Scuola è anche sede della Rassegna dell’Arma che è uno degli strumenti per trasmettere in modo qualificato all’esterno i risultati delle attività di studio e di ricerca svolte dall’Istituzione. Per tale rivista scientifica, più volte segnalata e citata a livello internazionale, sono state intraprese iniziative per migliorarne la veste grafica, al fine di renderla più accattivante e velocizzarne la distribuzione fra un numero sempre maggiore di lettori.
Dal punto di vista organizzativo, sono stati compiuti notevoli sforzi per il costante ammodernamento delle infrastrutture.
Tra i lavori effettuati voglio menzionare la ristrutturazione di alcune ali dell’edificio per incrementare il numero delle camere destinate ai frequentatori. Attualmente, la Scuola dispone di circa 300 stanze, ammobiliate e dotate di collegamenti informatici, ove è possibile alloggiare tutti gli ufficiali frequentatori, compresi quelli dei corsi di aggiornamento.
Dall’addestramento al sostegno logistico, dal teorico al pratico tutto è finalizzato a compiere la missione della Scuola Ufficiali: formare i futuri comandanti dell’Arma! Ma svolgere questa missione nei tempi moderni, caratterizzati dal fenomeno della globalizzazione dei costumi sempre più marcato, richiede ora come mai grande attenzione ai valori etico-morali che si devono trasmettere ai giovani ufficiali. In una realtà troppo spesso contraddistinta da rapidi mutamenti culturali, sociali ed economici, l’ufficiale dei carabinieri è chiamato a svolgere il suo ruolo tradizionale di “equilibrio e serenità” per i propri uomini e icona di sicurezza per i cittadini.
Siamo tutti convinti che solo con questo sentire il comandante potrà essere percepito dai propri uomini e dai cittadini come figura adamantina e affidabile, secondo l’etica che caratterizza storicamente il carabiniere; il mio plauso, quindi, a tutta la linea di comando degli ufficiali frequentatori.
Signor Comandante Generale, con il convincimento di aver perseguito gli obiettivi prefissati dalle Sue direttive, La prego voler dichiarare chiuso l’anno accademico 2006/2007 della Scuola Ufficiali Carabinieri.


Intervento del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri
Gentili ospiti,
rivolgo a tutti un cordiale e sincero saluto, lieto di constatare che, con la vostra presenza, avete voluto rinnovare la stima e l’affetto all’Arma e alla nostra Scuola Ufficiali.
Cari Ufficiali frequentatori, idealmente in occasione della solenne inaugurazione dell’Anno Accademico che oggi si conclude, vi ho indicato alcune delle “pietre miliari” del percorso formativo: la cultura dell’etica, la motivazione e il senso di responsabilità.
Vi ho suggerito di non finalizzare l’impegno scolastico al solo accrescimento del “sapere”, né alla sola capacità del “saper fare”, ma di spingervi decisamente oltre, fino a cogliere il valore pieno del “saper essere”.
Ero certo che avreste saputo essere all’altezza dell’impegno morale e professionale che vi attendeva.
I positivi risultati conseguiti in questi ultimi giorni di esami confortano quella certezza.
I meriti della vostra crescita debbono essere in buona parte riconosciuti anche ai docenti civili e militari che, sostenendovi in questo anno accademico, hanno completato la vostra formazione professionale e, soprattutto, hanno affinato in voi quell’insieme di autentici valori, che da quasi due secoli rappresentano il patrimonio morale degli Ufficiali dei Carabinieri.
A loro va la mia sentita gratitudine. E un vivo ringraziamento rivolgo altresì al Comandante delle Scuole dell’Arma, Generale Corrado Borruso e al Comandante della Scuola Ufficiali, Generale Massimo Iadanza, nonché al personale militare e civile e del quadro permanente, per la premurosa attenzione che vi hanno dedicato per agevolare le attività addestrative e per risolvere i numerosi problemi quotidiani.
Un particolare saluto a voi, giovani Cadetti dell’Accademia Militare di Modena, che vi accingete a varcare, tra non molto, la soglia di questo prestigioso Istituto. Immagino l’ansia di poter indossare gli Alamari e sono certo che saprete onorare il loro simbolico significato con l’orgoglio e la passione di  chi vi ha preceduto. E mi riferisco anche ai giovani ufficiali del 185° e 186° Corso di Applicazione che stanno gradualmente componendo il complesso mosaico della loro formazione.

Immagine del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri

L’odierna cerimonia segna la conclusione del periodo formativo, sia pure con programmi e obiettivi diversi anche per i frequentatori, del 13° Corso di Perfezionamento (3° anno), del 46° e 47° Corso Applicativo (Sottotenenti del Ruolo Speciale) e del 12° Corso Formativo per Ufficiali del Ruolo Tecnico Logistico.
Uno sforzo formativo che ha impegnato fortemente l’Istituto e che ora vede la gran parte di voi finalmente pronti ad essere immessi nei reparti di impiego, nelle diverse Organizzazioni dell’Arma.
Molti di voi saranno assegnati a Reparti territoriali, ove, oggi più che mai, la presenza dell’Istituzione si qualifica come una vera e propria “funzione sociale” di vicinanza e assistenza al cittadino, che va oltre le primarie funzioni di polizia, per rispondere a tutti i bisogni della collettività e per costituire un saldo presidio dello Stato a tutela dell’ordinata convivenza civile delle nostre genti.
Si tratta di una delicata e complessa funzione che impegna da quasi due secoli la nostra Istituzione. La vostra preparazione professionale, la vostra dedizione e l’esperienza che presto acquisirete “sul campo”, vi sosterranno certamente nella non facile comprensione dei mutamenti sociali e dei loro riflessi sulle condizioni dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Dovrete conoscere la popolazione, la sua indole e i suoi problemi, le espressioni artistiche e le manifestazioni culturali, i fenomeni sociali e i motivi di disagio.
Solo così voi e l’istituzione che rappresentate potrete essere parte integrante della comunità che vi ospiterà; solo così andrà a saldarsi quel vincolo di appartenenza dei Carabinieri alla popolazione, vincolo che costituisce l’essenza stessa dei nostri presidi sul territorio e che qualifica l’aggiornato concetto di “polizia della comunità”, che supera il più semplice principio di “prossimità”.
Rendetevi pienamente partecipi della vita sociale dei luoghi ove sarete destinati, ponetevi veramente “al servizio” dei cittadini, prodigandovi con tutte le vostre energie per assicurare loro in ogni circostanza ed evento la serenità e la sicurezza cui hanno diritto.
Se riuscirete in ciò, e non ho dubbi al riguardo, avrete anche dato prova di “saper essere” dei veri Carabinieri. Lo avrete fatto nei confronti del cittadino e, soprattutto, l’avrete dimostrato al personale, che ascolterà il vostro indirizzo e osserverà il vostro comportamento, per seguirvi nel quotidiano impegno al servizio del bene comune.
Impegnatevi subito senza riserve nel “governo del personale”. Educate e coinvolgete i vostri militari nel pieno e rigoroso rispetto dei valori istituzionali, tenendo sempre ben presente la forza trainante dell’esempio. Solo in questo modo sarete veri Comandanti e otterrete la corale adesione alla missione che ci è affidata.
A breve conoscerete la vostra destinazione: qualunque essa sia, sappiate che i vostri compiti avranno tutti la stessa dignità e la stessa importanza.
Presso i reparti territoriali, ove da quest’anno saranno destinati anche alcuni Ufficiali del Corso di Perfezionamento, vi confronterete subito, come accennavo, con le istanze di sicurezza della cittadinanza e sarete chiamati a contrastare le diverse forme di illegalità presenti sul territorio.
Tra i ranghi dell’organizzazione mobile disimpegnerete i non meno delicati servizi di ordine pubblico. Anch’essi vi porteranno ogni giorno a stretto contatto con la gente, spesso in situazioni che richiedono grandi doti di equilibrio e autocontrollo che dovete trasmettere in ogni circostanza ai vostri uomini.
A coloro i quali saranno destinati alle Scuole, il fondamentale compito di formare i Carabinieri, i Brigadieri, i Marescialli e gli Ufficiali di domani e la responsabilità di consegnare al futuro un’istituzione moderna, efficiente e solidamente ancorata ai propri valori fondanti e alla propria Storia.
Un compito particolare attende i Tenenti del Ruolo Tecnico-Logistico. In un mondo sempre più complesso e tecnologicamente avanzato, la vostra opera costituirà l’indispensabile supporto del servizio quotidiano, ove l’insostituibile centralità dell’uomo è sempre più significativamente potenziata dai mezzi di cui può disporre.
Il comune denominatore resta, naturalmente, il personale che sarà affidato alle vostre cure. Prestate attenzione alle esigenze degli uomini e delle donne dei vostri reparti. Siate sempre alla loro testa e offritevi quali esempi di operosità e dedizione. Apprezzate e valorizzate il loro impegno, occupatevi dei loro problemi e ponete ogni possibile sforzo per risolverli. Vi ricambieranno con la loro straordinaria dedizione ed una convinta risposta alle molteplici esigenze della quotidianità.
A voi tutti, giovani Ufficiali, che oggi lasciate la Scuola rivolgo pertanto l’augurio di ogni fortuna.
Ai Sottotenenti del 185° e 186° Corso di Applicazione, l’invito ad utilizzare la pausa estiva per ritemprare le energie e poter affrontare l’impegno del nuovo anno accademico.
Con questi auspici dichiaro chiuso l’anno accademico 2006 2007.