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L'europa della legalità contro l'internazionale della frode ai danni del bilancio comunitario: l'ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

Giovanna Ferrara

Giovanna Ferrara Laureata in Economia e Commercio e specializzata in Diritto ed Economia delle Comunità Europee presso l’Università degli Studi di Bari. Revisore contabile, è iscritta all’Albo professionale dei commercialisti.






1. Premessa

Affinché la Comunità Europea possa divenire uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, tutte le autorità degli Stati membri devono cooperare per tutelare gli interessi finanziari comunitari e combattere la grande delinquenza economica e finanziaria. A tal fine l’articolo 280 del trattato CE introduce la responsabilità condivisa dalla Comunità e dagli Stati membri di tutelare gli interessi finanziari comunitari, stimolando la Comunità alla realizzazione di questo obiettivo, mediante l’elaborazione delle norme fino alla loro attuazione pratica. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) è posto al centro di questo processo.
L’OLAF è quindi uno strumento di lotta contro la criminalità economica e finanziaria transfrontaliera, la frode(1) e la corruzione lesive degli interessi comunitari anche all’interno delle istituzioni europee.
L’Ufficio europeo per la lotta antifrode è nato il 10 giugno 1999, lo stesso giorno in cui sono entrati in vigore i regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio relativi alle indagini svolte dall’OLAF. L’Ufficio sostituisce la task force “Coordinamento della lotta antifrode” (UCLAF)(2) del Segretariato Generale della Commissione, istituita nel 1988.
La Commissione in carica nel marzo 1999, ha lanciato un chiaro messaggio di assoluta intolleranza in fatto di lotta contro la frode e la corruzione. Nell’ambito di questo quadro la missione dell’OLAF è quella di proteggere gli interessi finanziari ed economici della Comunità Europea e lottare efficacemente contro la criminalità organizzata, la frode e ogni altro illecito che arrechi danno agli interessi del contribuente europeo. La competenza dell’Ufficio riguarda il complesso delle attività connesse con la tutela degli interessi comunitari contro comportamenti irregolari e fatti illegali passibili di azioni amministrative o penali.
La sua attività comprende la prevenzione, l’individuazione e la repressione della frode, in collaborazione con gli Stati membri, nelle politiche commerciali, nei casi di sottrazione di fondi ed evasione fiscale, ogni qual volta sia colpito il bilancio comunitario. L’OLAF non è comunque un’autorità giudiziaria, non ha poteri assimilabili a quelli propri dei giudici, ma neppure dei pubblici ministeri. Esso non ha funzioni di giurisdizione o di esercizio dell’azione penale e non è un’autorità di polizia comunitaria. L’OLAF è un servizio amministrativo d’inchiesta. Ha poteri limitati, certamente inferiori a quelli riconosciuti normalmente nelle tradizioni nazionali a qualsiasi forza di polizia ma vi è un elemento di particolare importanza che costituisce un connotato determinante delle sue attribuzioni: la rilevanza comunitaria(3).
Nei limiti delle sue competenze, l’Ufficio ha preso anche numerose iniziative a tutela della moneta unica(4).
Nell’intento di garantire l’indipendenza dell’OLAF, nello svolgimento di missioni operative e di investigazioni interne ed esterne alle istituzioni comunitarie, il legislatore ha deciso di porre la sua attività investigativa al riparo da eventuali pressioni e influenze. Ha pertanto fatto obbligo al direttore generale dell’Ufficio di non sollecitare né accettare istruzioni da nessun governo e da nessuna istituzione, compresa la Commissione. Il direttore generale dell’OLAF, qualora ritenga che la sua indipendenza sia messa in discussione, può avvalersi di un diritto speciale d’azione dinanzi alla Corte di giustizia. A garanzia di tale indipendenza vi è la circostanza che le funzioni operative dell’OLAF sono svolte sotto il controllo del direttore generale il quale avvia le indagini di sua iniziativa o su richiesta di uno Stato membro interessato (investigazione esterna) o dell’istituzione, organo nel cui ambito si svolgeranno le indagini (investigazione interna). Il direttore generale è nominato dalla Commissione per un periodo di cinque anni (rinnovabili solo una volta), previo parere favorevole del Comitato di Vigilanza e di concerto con il Parlamento e il Consiglio.
L’OLAF dispone anche di autonomia nella gestione del personale (350 persone) e del bilancio. L’Ufficio è infine autonomo nella scelta della politica d’informazione da adottare sulle attività operative. L’obiettivo è informare i cittadini europei, sensibilizzandoli, circa le missioni e le azioni dell’OLAF in fatto di prevenzione e lotta contro la frode, nel rispetto della legalità, della segretezza delle indagini, dei procedimenti giudiziari e dei diritti individuali.
Il Comitato di vigilanza(5) è stato istituito nell’aprile del 1999 per consolidare e garantire la sua indipendenza. Esso provvede al controllo regolare della funzione investigativa dell’Ufficio e assiste il direttore generale nell’esecuzione delle sue mansioni.
Il Comitato è in attività dal 1° agosto 1999 e si compone di 5 personalità esterne con mandato triennale rinnovabile qualificate, nei settori di competenza dell’Ufficio. Nominati di concerto dalla Commissione, Parlamento e Consiglio, i suoi membri agiscono autonomamente e con imparzialità.
Su richiesta del Direttore generale o di sua iniziativa, il comitato di vigilanza esprime pareri sulle attività dell’Ufficio, senza interferire nello svolgimento delle indagini. Presenta ogni anno alle istituzioni una relazione sulle attività svolte.

2. Articolazione dell’Ufficio Europeo per la lotta antifrode

L’OLAF è articolato in tre direzioni, ciascuna delle quali ha una missione strettamente collegata con quella delle altre, il che permette una migliore trasparenza ed efficacia dell’attività antifrode, promuove una politica d’azione attiva sul posto e potenzia la legittimità e il rigore giuridico dell’attività operativa.
L’attività di «Intelligence» costituisce un nuovo punto centrale d’appoggio per l’Ufficio e i suoi partners esterni. Autentico osservatorio della frode e della corruzione, in essa confluiscono la raccolta e l’analisi delle informazioni strategiche e operative. Il servizio informativo e di «intelligence» è composto da esperti specializzati in diversi settori, in particolare nell’ambito delle nuove tecnologie. Suo compito è garantire che le tecniche di sostegno alle investigazioni siano perfettamente adeguate al settore operativo propriamente detto. Poiché i casi di frode o di altre irregolarità sono alquanto complessi, è importante avere una buona percezione della realtà delle transazioni e individuare tutti i legami possibili fra le persone o le imprese potenzialmente implicate in comportamenti fraudolenti. Solo una ricerca che muova da tutte le fonti di informazione accessibili permette di raccogliere elementi che rendano un dossier completo, in grado di stabilire una visione globale, soppesare le implicazioni di una data operazione e garantirne l’efficacia in tempo reale sulla totalità del territorio dell’Unione. Per ottenere questo obiettivo, l’attività di «intelligence» provvede a raccogliere e trattare i dati statistici forniti dagli Stati membri, quindi passa ad analizzare i rischi su scala comunitaria per definire le priorità dell’Ufficio. Si garantisce in questo modo anche una diffusione controllata dell’esito dei lavori portati a termine a favore degli uffici competenti delle istituzioni e degli Stati membri, che sono così in condizione di valutare meglio le possibili minacce e definire le loro priorità di lotta contro la frode. Compito dei servizi di «intelligence» è, da ultimo, concepire mezzi informatici adatti alla raccolta e al trattamento delle informative e metterli a disposizione dei servizi di sostegno tecnico, comunitari e nazionali.
La direzione «Investigazioni» ha il compito di proteggere l’integrità della funzione pubblica europea e promuovere una dinamica di cooperazione rafforzata con le autorità nazionali. Si compone di una squadra «Investigazioni interne», alle dirette dipendenze del direttore del polo «Investigazioni» assistito da un magistrato di alto livello(6), e di una squadra «Investigazioni esterne» diretta ad attuare il partenariato sul posto con i servizi investigativi nazionali.
L’OLAF(7) può pertanto avviare e condurre indagini amministrative, all’interno delle istituzioni, organi e organismi comunitari in cooperazione con i servizi rispettivi, in caso di frode a danno del bilancio dell’Unione. È altresì incaricato di individuare reati gravi commessi nell’esercizio di attività professionali, passibili di procedimenti disciplinari ed eventualmente penali.
Le indagini si svolgono secondo modalità equivalenti in tutte le istituzioni e organi comunitari, nel rispetto delle disposizioni dei trattati. L’osservanza dei diritti dell’uomo, delle libertà fondamentali e delle regole di riservatezza e protezione dei dati è, ben inteso, di rigore. Al riguardo, i magistrati in servizio presso l’OLAF svolgono un ruolo particolarmente importante.
Ai fini della sua funzione investigativa, l’Ufficio esegue i controlli, le verifiche e le azioni previste dal regolamento relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e da tutti i regolamenti settoriali(8).
L’OLAF può esercitare questa competenza anche nei paesi terzi con i quali siano stati firmati protocolli di cooperazione.
All’atto pratico, la scoperta di frodi e di altre irregolarità è quasi sempre frutto di una stretta cooperazione fra l’OLAF e i servizi investigativi nazionali.
Non va dimenticato, infatti, che la responsabilità maggiore sulla materia compete agli Stati membri, poiché sono loro che percepiscono le risorse proprie (ovvero le entrate del bilancio dell’Unione europea) per conto della Comunità e amministrano circa l’80 % delle spese del bilancio comunitario.
Il successo di task-groups specializzati in prodotti specifici come le sigarette(9), gli alcolici o l’olio d’oliva ha evidenziato la necessità di una stretta collaborazione fra gli Stati membri e di un coordinamento efficace sul piano comunitario per scoprire i traffici su ampia scala.
Lo stesso dicasi per gli sforzi prodotti a livello sia nazionale sia comunitario per introdurre misure di prevenzione in questi settori.
Gli investigatori dell’OLAF operano, al pari di tutti gli altri funzionari e agenti comunitari, nell’interesse esclusivo dell’Unione.
Nell’esercizio delle loro funzioni non accettano istruzioni da nessun governo, autorità, organizzazione o persona esterna all’istituzione.
Per svolgere la difficile missione assegnata, il personale dell’OLAF vanta una solida esperienza professionale acquisita nei servizi investigativi, amministrativi, di polizia e giudiziari nazionali, nei settori della criminalità economica e finanziaria, nell’analisi e valutazione delle informazioni, nelle attività di sostegno e sviluppo delle politiche antifrode.
La peculiarità della squadra investigativa dell’OLAF è la pluridisciplinarità, ovvero la capacità di affrontare i problemi in modo globale e intersettoriale (nei settori di polizia, giudiziario, finanziario, doganale, agricolo ecc…).
Che la maggior parte degli investigatori provenga da servizi investigativi nazionali è fatto prezioso per diversi motivi: la competenza, anzitutto, ma anche per gli stretti legami con gli investigatori nazionali.
Il partenariato è essenziale nella lotta contro i trasgressori e i delinquenti che attentano agli interessi comunitari.
Una politica globale di lotta antifrode deve dotarsi di strumenti giuridici di prevenzione, indagine, controllo e sanzione delle frodi e delle irregolarità.
Gli autori dei vari illeciti a danno degli interessi finanziari comunitari approfittano spesso delle debolezze della legislazione, ora eludendola, ora utilizzandola a proprio vantaggio.
La direzione «Politica, legislazione e questioni giuridiche» definisce la strategia globale antifrode, mette a punto gli strumenti giuridici necessari, elabora una cultura della prevenzione, rinforza i testi normativi rendendoli più impermeabili alla frode, provvede al seguito amministrativo, giudiziario e disciplinare dei casi operativi, in particolare per il recupero degli importi in gioco.
L’esperienza dell’Ufficio, integrata a monte dalla legislazione vigente, permetterà di disporre di un diritto comunitario più chiaro e facilmente applicabile nei settori più sensibili.
Forte dell’esperienza pratica e di una valutazione permanente delle difficoltà incontrate, la legislazione deve mostrarsi sufficientemente dissuasiva per scoraggiare al massimo i comportamenti irregolari.
L’efficacia delle attività investigative verrebbe parzialmente meno se a queste non seguissero sistematicamente le necessarie misure dirette a garantire il recupero finanziario e a irrogare sanzioni amministrative e pene. L’Ufficio ha messo a punto una struttura specifica per il seguito delle indagini, che opera in collaborazione con le autorità degli Stati membri e gli altri servizi della Commissione.

Direzione Operative dell'Olaf



3. Attività Operativa dell’Ufficio

L’importanza di questa attività va crescendo di anno in anno, dato il moltiplicarsi delle indagini e, quindi, del numero di casi a cui dare un seguito, sulla base della disponibilità di risorse umane da impiegare, distribuite come mostra la tabella tratta dalla relazione Olaf per l’esercizio chiusosi nel giugno 2003, disponibile sul sito internet: europa.eu.int/olaf.

Attività investigativa e risorse umane impiegate per settore



L’Ufficio cerca di determinare il danno finanziario a carico del bilancio comunitario durante la sua attività operativa. Gli ingenti importi finanziari coinvolti nelle sue operazioni danno un’idea dell’importanza che deve essere attribuita alla lotta contro la frode. Tali importi possono essere in seguito oggetto di recupero presso, da un lato, l’operatore economico implicato, per esempio il beneficiario o il debitore, e, dall’altro, lo Stato membro interessato, mediante correzioni finanziarie.
Quanto al seguito giudiziario, il numero di azioni intentate è in crescita esponenziale come mostrato dalla tabella di seguito rappresentata.

Casi in fase seguito, suddivisi per settore, all'inizio e alla fine del periodo di riferimento

L’Ufficio instaura una stretta collaborazione con le autorità giudiziarie nazionali, trasmettendo relazioni e prove ottenute nell’ambito di investigazioni esterne o interne, quando i casi possono essere oggetto di azione penale.
Gli agenti dell’OLAF partecipano inoltre all’indagine penale, fornendo assistenza tecnica per la preparazione e l’esecuzione di rogatorie internazionali. Possono altresì essere chiamati a testimoniare durante il dibattimento processuale. Le condanne civili o penali ottenute in alcuni dei casi indagati dall’OLAF illustrano l’importanza della sua attività operativa, sia sul piano repressivo che dissuasivo. Da ultimo, partendo dall’esperienza maturata sul campo dall’OLAF, le istituzioni europee lavorano a un progetto per la creazione di una procura europea che dovrebbe agevolare le indagini e l’azione penale contro i reati che ledono gli interessi comunitari su tutto il territorio dell’Unione e tentare in tal modo di ovviare al frazionamento dello spazio penale europeo.
Una strategia di lotta contro la frode deve fondarsi, per essere efficace, soprattutto sulla cooperazione totale e la stretta collaborazione fra gli Stati membri (servizi investigativi, autorità di polizia, autorità giudiziarie e amministrative, ecc.), le istituzioni comunitarie e i paesi candidati all’adesione e sulla loro mobilitazione. L’OLAF è la concretizzazione del concetto di piattaforma di servizi comunitari, in quanto mette a disposizione le proprie competenze ed esperienze per combattere la criminalità transfrontaliera e la frode.
L’Ufficio apporta infatti il contributo della Commissione agli Stati membri, alle loro autorità di polizia e giudiziarie e offre in particolare il proprio contributo tecnico alle altre istituzioni, organi e organismi e alle autorità nazionali competenti. L’OLAF, in collaborazione con i suoi partner nazionali, combatte i trasgressori e i criminali che non hanno aspettato l’apertura delle frontiere per organizzare liberamente le loro attività illegali su scala internazionale. L’OLAF vuole essere il motore dell’Europa della legalità contro l’internazionale del crimine.
Tale cooperazione, stretta e regolare, è la chiave dell’efficace mobilitazione delle forze in campo: ogni giorno, le squadre dell’OLAF e i loro partner nazionali partecipano all’attuazione di metodi innovativi di cooperazione per una repressione efficace della frode. Da ultimo, la Commissione fruisce dell’esperienza degli Stati membri nell’azione di rafforzamento della tutela delle finanze comunitarie. Questi scambi avvengono in seno al comitato consultivo per il coordinamento nel settore della lotta contro le frodi (CoCoLAF) che riunisce i responsabili di alto livello delle amministrazioni finanziarie degli Stati membri. Il comitato ha vocazione orizzontale e offre una visione globale della problematica della lotta antifrode.
Frode e criminalità non sono appannaggio esclusivo del territorio comunitario. L’Unione europea deve aiutare i paesi candidati a raggiungere un livello comune di tutela degli interessi comunitari. I paesi candidati all’adesione, oltre a integrare l’acquis legislativo comunitario in materia di lotta antifrode, devono prendere, in ossequio al contenuto sostanziale dell’articolo 280 del trattato CE, tutte le misure. Le politiche comunitarie di aiuto allo sviluppo o la politica commerciale sono tendenzialmente esposte al rischio di abusi, specie quando i fondi gestiti sono ingenti.
Per agevolare lo scambio di informazioni e i necessari controlli, la Commissione ha concluso con oltre 40 paesi terzi (Andorra, Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Canada, Cile, Egitto, Marocco, Norvegia, Polonia, ecc.) protocolli di cooperazione amministrativa inclusivi di disposizioni sull’assistenza reciproca in materia doganale. Le disposizioni specifiche di questi accordi e protocolli costituiscono la base giuridica per chiedere e prestare assistenza amministrativa nelle indagini dirette a garantire la corretta esecuzione della normativa doganale, sia comunitaria sia del paese partner. Condizione necessaria per una tutela efficace degli interessi finanziari comunitari è una stretta cooperazione fra tutte le autorità giudiziarie e inquirenti nei paesi candidati e fra queste, l’OLAF e gli Stati membri. L’Ufficio è associato alla gestione del programma Phare per i dieci paesi candidati, il cui fine è assisterli nel processo di consolidamento delle loro strutture e dei loro servizi antifrode. Sono previsti investimenti sostanziali per azioni di formazione e per la costituzione di una rete di cooperazione fra le diverse istituzioni coinvolte nella lotta antifrode.
L’OLAF mette in atto una politica di stretta collaborazione con tutte le istanze competenti e con i cittadini. Gli unici limiti alla sua politica di assoluta trasparenza sono dettati dalla normativa vigente, le leggi sul segreto giudiziario e la tutela dei diritti della persona. In un’Unione europea che ha attraversato profondi cambiamenti, le aspettative e gli interrogativi dei cittadini obbligano le istituzioni a rifondare letteralmente le politiche dell’informazione e della comunicazione.
L’aspirazione crescente dei cittadini ad accedere con facilità a un’informazione esaustiva sulle questioni europee, la governance europea e lo sviluppo dell’Unione esige una politica dell’informazione moderna e affidabile. È stata istituita una Rete di comunicatori nel campo della lotta contro la frode (OAFCN) che raggruppa i portavoce e i responsabili della comunicazione e informazione dei vari servizi nazionali con cui l’OLAF solitamente opera. L’obiettivo è creare sinergie e stabilire contatti costruttivi e permanenti fra il servizio stampa e comunicazione dell’OLAF e gli omologhi nazionali. L’Ufficio auspica peraltro che ogni singolo cittadino europeo o altra persona venuta a conoscenza di fatti di frode a danno del bilancio comunitario possa segnalarli all’OLAF.

4. Il Contributo dell’Arma dei Carabinieri al sistema di trasparenza europeo

In tale contesto si inserisce l’attività svolta dal Comando Carabinieri Tutela Norme Comunitarie e Agroalimentari(10), attivo presso il Ministero Politiche Agricole e Forestali, che svolge controlli volti a reprimere violazioni di norme comunitarie particolarmente nel settore agricolo. Da ottobre 2000, per agevolare i rapporti tra il Comando e l’Olaf, si è disposto che un ufficiale superiore dei Carabinieri, effettivo al Comando, sia distaccato presso l’Olaf come esperto esterno(11).
Un numero verde permette di mettersi gratuitamente in contatto con l’OLAF da tutti gli Stati membri, per fornire informazioni utili alla lotta contro la frode.

Numeri verdi attivi negli stati membri



5. Conclusioni

La lotta contro la criminalità finanziaria internazionale e la corruzione, lesive degli interessi finanziari comunitari, richiede un lavoro di ampio respiro. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode è un organismo di recente istituzione che non ha pari al mondo né precedenti nella storia della costruzione europea.
 Per mantenersi efficace dovrà continuare ad adattarsi, nell’organizzazione e nel metodo di lavoro, all’insorgere di nuove situazioni. Questa evoluzione dovrà proseguire, specie con l’allargamento dell’Unione e la sfida che questo rappresenta, nel rispetto dei principi che hanno ispirato il legislatore quando ha creato l’Ufficio: legalità, difesa degli interessi comunitari e rispetto del cittadino.
Obiettivo della strategia antifrode globale attuata quotidianamente dall’Ufficio è migliorare la trasparenza del suo operato, promuovere in loco una politica d’azione attiva e rafforzare la legittimità e il rigore giuridico della sua attività operativa. Tuttavia, malgrado gli sforzi che nella pratica potranno produrre i circa 350 agenti dell’Ufficio ai fini dell’attività di «intelligence», del seguito giudiziario e amministrativo dell’attività operativa e del potenziamento della legislazione antifrode, non va dimenticato che la responsabilità principale della tutela effettiva degli interessi finanziari comunitari appartiene agli Stati membri.
Eppure, solo sviluppando una stretta e regolare cooperazione fra i loro servizi, l’OLAF e gli Stati membri dell’Unione potranno insieme erigersi a baluardo contro la frode e servire il cittadino europeo.


__________________
(1) - Per la nozione di frode comunitaria v.: art.1 Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, adottata il 26 luglio 1995, ratificata con la legge n. 330/2000.
(2) - Per oltre dieci anni, gli Stati membri hanno scambiato le informazioni relative alle frodi tra di loro e con l’UCLAF attraverso la rete di comunicazione AFIS (Sistema informatico antifrode) nel quadro dell’assistenza reciproca (regolamento n. 515/97).
(3) - Dal sito www. carabinieri.it, si vedano a riguardo, gli atti del convegno tenutosi a Roma il 11-12/05/2005 presso la Scuola Ufficiali Carabinieri: “L’Ufficio Europeo per la Lotta Anti Frode: una risposta comunitaria al problema della frode ai danni del bilancio dell’Unione”. Inoltre: J. Napoletano, Ufficio Europeo per la lotta antifrode (OLAF), in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, n. 4, ottobre-dicembre 2001, pagg. 103 ss.
(4) - Tra cui la raccomandazione della Commissione, del 19 agosto 2002, relativa a medaglie e gettoni simili alle monete metalliche in euro (GU L 225 del 22.8.2002, pag. 34) e la preparazione della seconda relazione della Commissione a norma dell’articolo 11 della decisione quadro del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativa al rafforzamento della tutela, per mezzo di sanzioni penali e altre sanzioni, contro la falsificazione di monete in relazione all’introduzione dell’euro, adottata il 3 settembre 2003.
(5) - Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode, articolo 11: “Il comitato di vigilanza, controllando regolarmente l’esecuzione della funzione di indagine, garantisce l’indipendenza dell’Ufficio”.
(6) - L’Unità “Magistrati” dell’OLAF riunisce procuratori di quasi tutti gli Stati membri. Le sue funzioni principali sono mantenere i contatti con le autorità giudiziarie nazionali negli Stati membri, formulare pareri legali interni in materia di diritto penale nazionale e di procedure investigative giudiziarie e rafforzare altri settori dell’OLAF ove necessario, in particolare, ma non esclusivamente, nella conduzione delle indagini.
(7) - Poteri investigativi dell’OLAF: Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996.
(8) - Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità.
(9) - Roma, 8 novembre 2005, Comunicato stampa dell’operazione doganale congiunta “FAKE”: nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno illecito della contraffazione, le amministrazioni doganali degli Stati membri, con il supporto della Commissione Europea - Ufficio europeo per la lotta antifrode - OLAF - e Direzione Generale Fiscalità e Unione Doganale -, realizzano la prima operazione doganale congiunta scoprendo un ingente traffico di sigarette, batterie e prodotti contraffatti, focalizzata, in particolare, sul controllo dei prodotti provenienti dalla Cina, trasportati a mezzo aereo e via nave.
Bari, 30 aprile 2003, Comunicato Stampa sulla testimonianza dell’OLAF al processo contro la “Montenegro Connection” del traffico internazionale di sigarette. Si è svolta, innanzi alla Corte d’Assise di Bari, una importante udienza pubblica del processo a carico di componenti della cupola internazionale del contrabbando di sigarette che, nella seconda metà degli anni 90, transitavano dal Montenegro verso l’Unione Europea. In tale quadro è stato sentito, quale testimone, l’Ufficio Europeo per la Lotta Anti-Frode (OLAF), organismo che ha contribuito in maniera molto rilevante alle indagini che hanno permesso il rinvio a giudizio di diverse decine di imputati italiani e svizzeri, tra i quali Francesco Prudentino, Costantino Sarno e Sandro Cuomo, quest’ultimo nipote del più noto Gerardo Cuomo.
(10) - Cfr.: relazioni di L.Curatoli, Attività del Comando Carabinieri politiche agricole in ambito antifrode.
(11) - L’11 ed 12 maggio 2005, presso la Scuola Ufficiali Carabinieri nella “Sala Caduti di Nassirya”, ha avuto luogo il Seminario internazionale “Criminalità in agricoltura: metodologie di indagine per il contrasto alle frodi”, organizzato dal Comando Carabinieri Politiche Agricole, in partenariato con la Gendarmeria Nazionale francese e la Guardia Civile spagnola, nel quadro del Programma Comunitario “AGIS 2004” dell’Unione Europea. Il Seminario è stato inaugurato dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, On. Gianni Alemanno, ed ha visto la partecipazione di 44 delegati in rappresentanza di 22 Paesi dell’U.E., di Romania e Bulgaria, nonché l’intervento di alti esponenti del mondo istituzionale. Il Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Luciano Gottardo, nell’introdurre i lavori, ha auspicato una fattiva cooperazione tra gli Stati europei nel contrasto alla criminalità in agricoltura, attraverso lo scambio di esperienze operative, evidenziando, altresì, l’impegno dell’Arma nel contrasto allo specifico settore. Al termine dei lavori è stato discusso un documento finale, quale base per una futura metodologia comune d’indagine ed una più stretta sinergia per il contrasto alla criminalità in agricoltura.