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  • N.2 - Aprile-Giugno
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Libri

Alfio Caruso
In cerca di una Patria
Longanesi & C.2005, pagg. 292,euro 16,00

L’8 settembre del 1943 fu lagiornata dei drammi individualie collettivi, dellescelte assunte nella solitudinepiù cupa, dinanzi alloscenario penoso di undisfacimento istituzionaleche lasciò il paese nell’abbandono.Al momento incui la radio annunciò l’armistizio,le nostre ForzeArmate erano dislocate,oltre che entro i confini,soprattutto in Francia, neiBalcani, nelle isole delMediterraneo, in Grecia.L’assenza di ordini chiari,com’è noto, condusse moltiallo sbandamento e aidrammi che conosciamo.In molti casi i reparti scelserodi non cedere al nemicoe di continuare la guerra afianco degli alleati. Caruso,che si è rivelato un giornalistaassai versatile in cose distoria militare, descriveminuziosamente, con certezzadi fonti, quale fu ildramma di tanti giovaniufficiali e soldati che, dopoil tramonto tragico, deciserodi contribuire a disegnareuna nuova alba di riscatto.Montelungo, MonteMarrone, Filottrano,Poggio Rusco e tanti altriluoghi segnano il percorsoche il rinato Esercitoconobbe nel desiderio dicontribuire alla liberazionedel Paese ed alla realizzazionedella democrazia. Làmolti giovani di quellagenerazione sfortunatarimasero sui campi di battagliacadendo in nomedell’onore e della Patria,senza colori e senza faziosità.La storiografia del dopoguerraè stata quasi sempreingenerosa nei confronti diquesti nostri commilitoni,cercando, in nome di sperequazioniideologiche, direlegare ad un ruolo marginaleil loro contributo allaliberazione. Il libro diCaruso, che scrive con lapuntualità del cronista,disegna la grandezza diquesti nostri fratelli maggiori.

Ten.Col. CC LuigiCortellessa


Carmelo Giurdanella
Guida alla riforma del procedimento amministrativo
Edizioni Giuridiche Simone2005, pagg. 174,euro 12,00

Secondo la tradizione dellacasa napoletana, si tratta diun manuale di agevole edimmediata consultazione.Contiene e spiega le modifichee le integrazioniapportate alla l. 241/1990dalla l. 11 febbraio 2005, n.15, contenente normegenerali sull’attività amministrativa.Il volume tienealtresì conto della decretazionedel marzo 2005, cheha modificato l’istitutodella dichiarazione di inizioattività. La novella, nell’accoglierei più importantiorientamenti giurisprudenzialisviluppatisi in questiultimi tre lustri in materiadi procedimento amministrativo,intende ridisegnareil rapporto tra P.A. e privatiin un’ottica di effettivae tendenziale pariteticitàdelle rispettive posizionigiuridiche. La partecipazioneal procedimento non èpiù concepita come meraconcessione ai privati ditalune facoltà, ma come luogo e momento di valutazioneintelligente delleistanze.

Ten.Col. CC Luigi Cortellessa


Domenico Libertini Andrea Paris
La funzione di polizia militare nell’ordinamento delle Forze armate
Esperta Edizioni, 2006, pagg. 208,euro 24,00

Il diritto militare, nei suoidiversi ambiti di applicazione,si è guadagnatosignificativi spazi di trattazionedottrinale che riteniamoabbiano giovato nonpoco al mondo della Difesaoltre che a quello accademico.Lungo questa direttricesi inserisce la nuova operasulla polizia militare,rispondendo ad esigenze diapprofondimento e di riflessioneche si avvertivano datempo nel settore.In effetti, gli ultimi annihanno fatto registrare uncrescente interesse nei confrontidi questa funzioneaccompagnato dal progressivoriconoscimento dellasua importanza per l’efficienzadella compaginemilitare. Una riscopertasegnata, peraltro, dalla professionalizzazionedellostrumento militare e dalsuo impiego all’estero. Reparti stanziali costituitiper lo più da forze di levarichiedevano nel proprioambito un esercizio minimodi attività di polizia,essenzialmente riferibile aduna generica vigilanza ed alregolare procedere della coscrizione obbligatoria. Diversamente, l’importante ruolo assunto dal nostro Paese nel panorama internazionale,attraverso la partecipazionea numerosi interventi per il mantenimentoed il ristabilimentodella pace in aree destabilizzate,ha condotto ad unarapida trasformazione degliassetti della Difesa richiedendo, tra l’altro, specifici interventi normativi e ordinativiper adeguare anche lapolizia militare al progressivoinnalzamento dei livellidi operatività.Giunge, dunque, atteso, illavoro condotto dai dueUfficiali dell’Arma, Col. Domenico Libertini eTen.Col. Andrea Paris, i quali hanno sviluppato unapeculiare esperienza nel settore,avendo avuto modo dicollaborare direttamenteall’elaborazione di alcunisignificativi provvedimentiministeriali e pubblicazionidottrinali in materia.E, in effetti, al di là del solidofondamento teorico,crediamo di poter individuareil maggior pregio dell’operaproprio nell’aversaputo cogliere incertezze edifficoltà applicative, sciogliendomolti nodi conl’evidenza propria di chi,sulla base di una conoscenzaconcreta, ha maturatoun pensiero limpido e chiarificatore.Il percorso espositivo procedea partire da una ricognizionestorica e normativacui corrisponde, inappendice, la pubblicazionedei provvedimenti legislativi,regolamentari e dottrinalid’interesse. In questaparte trova collocazione, tral’altro, una breve rassegnadei contributi scientifici, laquale, sostenuta da un’ampiabibliografia di riferimento,rende meritoall’importanza degli studi edelle pubblicazioni accademichenon solo per la comprensione,ma per lo sviluppostesso degli istituti.Proseguendo, gli Autorientrano nel vivo della disciplina fornendo glistrumenti concettuali utiliad individuare la poliziamilitare come funzionespecializzata sia sotto ilprofilo tecnico-giuridicosia per quello tecnico-militare.Quanto al primo aspetto lafunzione di polizia esercitatain ambito militare vienedeclinata nelle sue tre specificazionicorrispondentiad altrettante categorie dell’ordinamentogiuridicogenerale: dalla polizia militarein senso stretto, orientataalla prevenzione, allapolizia giudiziaria militare,concernente la repressionedei reati militari, alla poliziaamministrativa militare,per la quale vienerichiamata l’esecuzione ditaluni provvedimenti autoritativitipici quali le requisizioni.Al riguardo, assume unospecifico rilievo lo sforzointerpretativo, del tuttooriginale, volto a definire learee funzionali della poliziamilitare attraverso l’individuazionedelle concreteattività di riferimento: dallasicurezza, alla ricerca informativa,al supporto allamobilità ed alla manovra, altrattamento dei prigionieridi guerra.Sul piano tecnico-militareviene affrontato il tema deiruoli e delle responsabilitàattribuiti ai diversi organidella Difesa nel settoredella polizia militare, mentredue capitoli specificisono dedicati, rispettivamente,ai reparti di poliziamilitare costituiti per le esigenzedi crisi e di guerra, eall’inquadramento dellafunzione in ambito NATO.Complessivamente nerisulta un ottimo testo diformazione professionale,potendosi auspicare che lamateria, per la sua specificaimportanza, possa trovareuno spazio maggiore diinsegnamento negli Istitutimilitari. Ma anche un validostrumento per gli operatoripratici del diritto: militaridell’Arma, chiamati adadempiere a delicati compitidi ordine e sicurezza nell’ambitodella compaginemilitare, e Comandantidelle Forze armate, per iquali l’esercizio della poliziamilitare rimane unaresponsabilità primaria ingrado di condizionare lasaldezza e, di conseguenza,l’efficienza dei reparti loro affidati.

Ten. Col. CC Giuseppe DeRiggi


Massimo Nunziata
Lezioni di diritto penale
Jovene editore, 2006, pagg. 102, euro 8,00

Agile ed aggiornato manualedi diritto penale generaleche nasce da una raccolta dilezioni tenute dall’Autore,sostituto procuratore dellaprocura militare dellaRepubblica presso il tribunalemilitare di Roma, nelcontesto di un corso intensivoorganizzatodall’Università di Roma“La Sapienza”. Il manualenon tratta esaustivamente ildiritto penale generale masi sofferma su selezionatiargomenti trattati duranteil corso: i presupposti storico–culturali del dirittopenale vigente, le cause digiustificazione, l’imputabilità,le circostanze del reato,il sistema sanzionatorio,l’applicazione e l’esecuzionedella pena. La prosa èspedita e gli argomentisono affrontati in manieradiretta ed incisiva, delineandonitidamente i contornicondivisi dalla giurisprudenzae dalla dottrina prevalente.Sono utilmenteinseriti nella trattazione sia la legge n. 59 del 2006 cheha novellato, modificandonel’ampiezza di applicazione, l’art. 52 del codicepenale in materia di legittimadifesa sia un capitolodedicato alla c.d. “legge Cirielli” (legge 251 del 2005) in materia di circostanzedel reato, recidiva eprescrizione del reato.Pur nell’incompletezza, peraltro dichiarata dall’A.nella Presentazione e legataalla particolare nascita dell’opera, si tratta, nel complesso,di uno strumento utileper chi si avvicina alla materiadel diritto penale o per chivoglia aggiornarsi mettendorapidamente a fuoco le problematichetrattate.

Ten.Col. CC Andrea Paris


Vito Cicale
I beni culturali della Chiesa.Contenuti fondamentali edelementi utili per la tutela ela messa in sicurezza dei beni ecclesistici
Edizioni Assosicurezza, 2006, pagg. 442,euro 100,00

Il patrimonio della Chiesa èsterminato e ricchissimo diopere d’arte di valore inestimabileche testimoniano lastoria della cristianità nelnostro Paese. L’opera diVito Cicale si divide in duevolumi. Il primo introducel’opera nel suo complessodescrivendo la natura e lafunzione dell’arte sacra ed isuoi elementi caratteristici;prosegue con gli archiviparrocchiali, raccolte didocumenti deputati allacustodia della memoria edell’identità: beni culturaliessenziali non solo per laChiesa ma per la comunitànazionale stessa, perché nedocumentano lo sviluppostorico sul territorio e conservanole radici cristianedella sua identità culturale;termina, infine, con ladescrizione degli organismipreposti alla tutela dei beniculturali ecclesiastici e allaloro valorizzazione, gestionee tutela. Il secondo volume,invece, contiene gli elementinormativi essenzialidi riferimento, sia canoniciche dello Stato italiano,preceduti da un interessantequadro sinottico dello svilupponormativo in materianell’Italia pre e post -unitaria.L’opera, nel complesso,ha un forte orientamentooperativo, come peraltrorimarcato dall’Autore nellaPremessa, e si rivolge aglioperatori del settore e, inparticolare, ai sacerdoti e aiparroci su cui incombeprincipalmente l’oneredella conservazione delpatrimonio culturale dellaChiesa. Al di fuori di taleimpostazione, tuttavia, èuna lettura utile per chivoglia documentarsi su unsettore della tutela dei beniculturali spesso non conosciutoapprofonditamente.

Ten.Col. CC Andrea Paris


Alessio Anceschi
Reati in famiglia e risarcimento del danno
Giuffrè editore, 2005, pag. 688, euro 50,00

La famiglia è il nucleo fondantedella società, tuttavia,il rapporto tra individuoe famiglia è certamentemolto complesso e, talora,l’ambito familiare divieneluogo non già di protezionedai mali della società ma diviolazione dei diritti e delladignità dell’individuo. Iltema dell’opera è quantomai complesso sia per i risvolti sociali e morali siaper quelli giuridici connessicon la difficoltà dell’accertamentodell’illecito e laconseguente incertezza delgiudice. Finalità dell’operaè fornire una visione giuridicad’insieme della problematicasia sotto il profilopenalistico sia sotto quellocivilistico. Il testo è articolatoin parte generale eparte speciale. La primaparte, dopo una introduzionegiuridica sulla famigliae sui profili generali didiritto penale nella famiglia,tratta dettagliatamentele conseguenze civili aldelitto in famiglia, l’illecitoin famiglia e il risarcimentodel danno patrimoniale,biologico, morale ed esistenziale.La parte speciale,invece, si sofferma nell’analisidelle singole fattispeciedelittuose e dei connessiprofili civilistici: omicidiodel familiare, infanticidio eprocurato aborto, lesioni,abbandono di personeminori o incapaci, sequestro,schiavitù, prostituzione,reati in materia di adozione,violenza sessuale,incesto, reati contro ilmatrimonio, violazionedegli obblighi di assistenza,abuso dei mezzi di correzionee maltrattamenti, reaticontro lo stato di famiglia,sottrazione di minori, reaticontro la riservatezza, reaticontro il patrimonio, illeciticontro l’amministrazionedella giustizia e contro lasocietà, illeciti contro lapubblica fede.Complessivamente, si trattadi un’opera completa eassai approfondita, ricca diriferimenti dottrinali e normativiper ogni singoloargomento, in un settoredel diritto poco agevole.Un manuale di facile consultazioneed utile sia perfinalità di studio sia comeguida operativa.

Ten.Col. CC Andrea Paris


Vito Tenore
L’incidenza della nuovalegge n. 241 del 1990 sulle pubbliche amministrazioni (e su quella militare inparticolare)
Cedam editore, 2006, pagg. 362, euro 39,00

L’Autore, magistrato dellaCorte dei Conti nonchéprofessore presso la ScuolaSuperiore di Economia eFinanze e la Scuola UfficialiCarabinieri di Roma, ottimoconoscitore sia del procedimentoamministrativosia dell’ordinamento militare,offre con questo volumeuna analisi attenta eparticolareggiata delleinnovazioni portate dallalegge n. 241 del 1990 a 15anni dalla sua entrata invigore. Lo studio, arricchitodalla valutazione dellediverse interpretazioni dottrinalie giurisprudenzialiche si sono succedute neltempo, è condotto con riferimentoalle leggi n. 15 del2005 e n. 80 del 2005, chenon si sono limitate adintrodurre nuovi principied istituti sul procedimentoamministrativo ma hannofissato definitivamenteregole sia sulla fisiologia siasulla patologia dell’attoamministrativo.Da ottimo conoscitore dell’ordinamentomilitare,l’Autore conduce l’analisicon particolare attenzioneai riflessi sulle Forze armate:dal silenziodell’Amministrazione, erelativa tutela del militare,all’inosservanza dei tempiprocedimentali, dalla casisticatipica sulla motivazionedegli atti nelle Forzearmate al responsabile edall’avvio del procedimento. Ampia trattazione è riservata,inoltre, al diritto diaccesso agli atti amministrativi,con specifico riferimentoall’interesse direttoad esercitarlo e al connessoprocedimento, nonché airapporti tra diritto di accessoe tutela della riservatezzanelle Forze armate.Sicuramente un ottimostrumento di studio eapprofondimento soprattuttonell’analisi dell’applicazionedella normativa adun ambito particolare comequello militare.

Avv. Emanuela Valdo


AA.VV.
Le Forze Armate e la finedella seconda guerra mondiale
Edizioni I.P.I., 2005, pagg. 92

Nel maggio del 1945 laseconda guerra mondialeera finita. Ma con la gioiaper la ritrovata pace si ponevanotantissimi interrogativi,tra i quali: che destinoavrebbero avuto le ForzeArmate italiane? Certo,tutto dipendeva dal trattamentoche le altre nazioniavrebbero riservato all’Italia.Sarebbe stata considerata unpaese perdente da punire?...o una nazione cobelligerante,seppur tardiva, da trattarecon un certo riguardo? Larisposta sarebbe venuta dalTrattato di Parigi del 1947.Nel periodo che va dal maggiodel 1945 al febbraio del 1947 gli eventi su uno scenariointernazionale si succedono,le dinamiche socio-politichesi evolvono, incidendoprofondamente sull’Italia esulle Forze Armate.Il testo, curato dagli esperticomponenti dellaCommissione Italiana di Storia Militare, dopo l’introduzione,descrive le speranzee i problemi degli italianialla fine della secondaguerra mondiale, quindi,esamina la nostra nazionein seno alle relazioni internazionalitra l’immediatodopoguerra e i prodromidella guerra fredda.In questa cornice avvennela ricostruzione delle Forze Armate italiane.Il testo è ricco di riferimentidocumentali e fotografici,sicuramente graditi agliappassionati di storia e distoria militare in particolare.

Cap. CC Giovanni Fàngani 


Nicastro Italo Balbo
La centuria alata
Le Balze editore,2005, pagg. 308,euro 16,00

“La doppia traversatadell’Atlantico settentrionaleda parte di 24 idrovolantiSiai Marchetti S.55X, nell’estatedel 1933 è tra leimprese aviatorie più famosedi ogni tempo” (GregoryAlegi).Con il convincimento profondodi contribuire ad“...abolire le distanze e renderepiù intima la convivenzadella famiglia umanadall’uno all’altro polo”, il 1°luglio 1933 parte laCrociera Atlantica:Orbetello - Chicago - NewYork - Roma.“La centuria alata” di ItaloBalbo, suo comandante, neè la storia.Il linguaggio aulico, che atratti sembra scivolare inpoesia, nulla toglie al rigoredella narrazione, fedele,tecnica, redatta in temporeale.È un diario che sa trasmettereemozioni, ansie, entusiasmidi chi sta per compierel’Impresa, al limite delpossibile. È cronaca nitida e avvincente,è il succedersi ordinatodi una procedurasenza precedenti, programmatanei minimi dettagli,narrata con tale lucidità epassione da coinvolgereanche il profano.Italo Balbo, quadrumvirodella marcia su Roma, siconcede altresì aspirazioniideali che, per certi versi,appaiono ancora moltoattuali. Sono pensieri chesembrano discostarsi dall’ideologiafascista e nereinterpretano le spinteimperialiste.“Nessuno strumento è piùefficace della macchinaalata per abolire tra popoloe popolo le distanze materialie quelle (spesso piùprofonde) dello spirito”. Eancora: “Collaboreremo alprogresso della civiltà e allerelazioni pacifiche tra ipopoli”.Tra storia, geografia, antropologiala trattazione si sviluppadall’attesa della partenzaalla minuziosa illustrazionedelle caratteristichedegli idrovolantidurante le avventure, ledisavventure, i fasti dellatrasvolata.Insieme a disquisizioni diordine meteorologico eingegneristico, si leggono,non meno determinantiper il successo dell’evento,gli stati d’animo dei centotrasvolatori, la paura, ilcoraggio, le dinamiche relazionalisottese all’efficienzadella squadra.Ed è tra questi uomini, eroidell’aria, che io ho cercatoil Sergente MaggioreMotorista GuglielmoOmetto, mio nonno.

S. Ten. CC Sara Beccegato



Antonio Gagliardo
La sicurezza minacciata.Criminalità transnazionalee terrorismo nell’Europa dioggi
Editori Riuniti, 2006, pagg. 256,euro 20,00

È oramai ben noto a tutticome una rilevante porzionedelle fenomenologie criminali,e segnatamente diquelle a connotazione eversiva,abbia assunto unadimensione transnazionale.Si tratta, volendo ricorreread un termine spesso abusato,di un portato dellaglobalizzazione, che hamoltiplicato in misuraesponenziale le modalità diaggressione al bene sicurezza.Ciò impone che i soggettiistituzionali deputati acontrastare tali dinamichecriminali si muovanoanch’essi sullo stesso piano,superando gli ostacoli frappostidalle disomogeneitàlegislative. A tal proposito, non èmolto confortante riscontrarecome la conoscenzadelle potenzialità e delleregole proprie della cooperazioneinternazionale dipolizia, il cui strumentariodovrebbe costituire patrimoniocomune di tutti glioperatori del settore, restiinvece, in molti casi, confinataad un numero limitatodi addetti ai lavori. D’altrocanto, accanto alle diversitàdi ordine normativo, residuanoancora diffuse resistenzementali ed una generaletendenza a privilegiarel’approccio bilaterale a scapitodegli assetti multilaterali,di cui si fa fatica a percepireil valore aggiunto.Ciò di fatto impedisce, operlomeno limita fortemente,la piena condivisionedei patrimoni informativi,imprescindibile nell’attualecontesto, caratterizzatodalla centralità del ruolodell’analisi criminale, sia strategica sia operativa, nell’ambitodelle tecnicheinvestigative.Il saggio del GeneraleGagliardo ha il pregio ditracciare un’immagine nitidadelle questioni sopra evidenziate,vista da un puntodi osservazione privilegiatoquale quello di chi, nelcorso della carriera, si è trovatoa più riprese a fare da“pioniere” nei vari settoridella cooperazione internazionaledi polizia, dapprimacome Ufficiale di Collegamento Antidroga inThailandia e quindi comeDirettore dell’UnitàNazionale Europol.Il testo fornisce difatti la“bussola” per orientarsi inun mondo articolato ecomplesso, nonché caratterizzato,soprattutto negliultimi anni, dalla proliferazionedi una serie di organizzazioni,istituti e consessitra i quali non è agevoledistricarsi, anche perché lerelative competenze presentanotalvolta ampie aree disovrapposizione.La prospettiva più stimolante,per il prossimo futuro, èprobabilmente quella dellesquadre investigative comuni(JIT-Joint InvestigationTeams), già prefigurate nelTrattato di Amsterdam esuccessivamente disciplinatenel dettaglio dallaConvenzione europea relativaall’assistenza giudiziariain materia penale (nonancora entrata in vigore),ma uguale interesse destanole problematiche inerenti lagestione integrata dellefrontiere dell’U.E., lapaventata costituzione diuna rete comune degli ufficialidi collegamento ed ilruolo della Task Force deiCapi delle Polizie.

Cap. CC Piero Vinci


Josef Bystrick Miroslav CaplovicImrich Purdek Jan Staigl
The armed forces of theSlovak Republic - Past andpresent - 1918-2005
Magnet Press,2005, pagg. 206, s.p.

Il volume è stato realizzatocon lo scopo di presentarele forze armate della giovanerepubblica slovacca. Gliautori, tutti storici militari,hanno organizzato l’esposizionein sei capitoli secondoun percorso temporale:“In uno Stato comune(1918-1939)” a cura di M.Caplovic, “La lotta controil Nazismo (1939-1945)”di J. Bystricky, “I primianni del dopoguerra (1945-1948)”, “Dietro la Cortinadi Ferro (1948-1989)” e“Sotto lo stendardo dellaDemocrazia (1989-1992)”scritti da J. Staigl e l’ultimocapitolo “Verso le struttureEuro-atlantiche (1993-2005)” da I. Purdek.L’obiettivo, secondo quantoindicato dal tenentegenerale L’ubomír Bulík, èdi offrire una visione completadelle Forze Armatedella Repubblica Slovaccache, se da un lato appaionoestremamente recenti, dall’altromostrano di avere unpercorso complesso chetrova le radici a partire dallaPrima Guerra Mondiale.Come le forze armate dialtri Stati, anche quelledella Slovacchia hannoposto fine al servizio dellacoscrizione obbligatoria peristituire delle Forze Armatecompletamente professionalie riorganizzare al contempotutta la struttura delMinistero della Difesa.Per quanto riguarda i rapportitra Italia eCecoslovacchia è da ricordarel’importante esperienzacondotta durante il Primo Conflitto Mondiale,quando numerosi prigionieridi guerra cecoslovacchifurono riorganizzati edaddestrati da ufficiali italianiper combattere controgli austro-ungarici lungo ilfronte italiano, inquadraticome legione cecoslovacca(circa 57000 uomini allafine del conflitto).Analogamente, sia pure inmisura numericamenteinferiore, in Francia lungoil fronte occidentale fucostituita una divisionececoslovacca di circa 10000uomini e in Russia, lungola fronte orientale, l’Imperozarista costituì un corpod’armata composto da oltre70000 unità.Il volume ripercorre tutta lastoria militare dellaCecoslovacchia ricordando,ad esempio, le drammatichefasi dell’insurrezionedel Paese contro l’occupazionenemica nel 1944,l’epurazione delle forzearmate da parte del regimecomunista, la scissionedella Repubblica federale indue distinte entità: quellaceca e quella slovacca nel1993.Un altro aspetto d’interesseben delineato nel libro consistenell’ingresso dellaSlovacchia all’interno dellaNATO a partire dal 2004.In sintesi, il volume tracciala storia dello Stato mitteleuropeoricordando anchetutte le traversie che visserole forze armate di quelPaese.


Magg. CC Flavio Carbone


Le Forze Armate e la Nazione Italiana (1915-1943)
Commissione Italiana di Storia Militare,2005, pagg. 449, s.p.

La Commissione Italiana diStoria Militare ha dato allestampe gli atti del convegnodi Studi tenutosi aRoma nei giorni 22, 23 e24 ottobre 2003 dal titolo“Le Forze Armate e lanazione italiana (1915-1943)”.Il convegno ha focalizzatol’attenzione sui rapportiintercorsi tra le ForzeArmate italiane, comprendendoanche il Corpo dellaGuardia di Finanza, e gliItaliani.Le giornate di studio sonostate suddivise in tre areetematiche: Dalla GrandeGuerra al Fascismo, Leguerre del Fascismo e laNazione e le Forze Armatee la Seconda GuerraMondiale.La scelta di seguire un percorsotemporale ha consentitoai diversi e numerosirelatori di presentare diversiaspetti e differenti chiavi diletture che incentravanol’attenzione sia sulle singoleForze Armate o Corpiarmati dello Stato, sia sull’atteggiamentotenutodalla popolazione italianain occasione dei diversimomenti storici e politiciche hanno caratterizzato iquasi trent’anni analizzati.I contributi delle tre giornatedel convegno hannoofferto un ampio e diversificatoquadro di particolariaspetti tra i quali si ritieneopportuno ricordare inquesta sede, tra gli altri,oltre alla prolusione inizialedel preside della Facoltà diScienze Politichedell’Università degli Studidi Roma “La Sapienza” (Ilriscatto della Patria), gliinterventi del prof. EmilioGentile (Nazione e ForzeArmate: dalla vittoria alladisfatta”, del C.A. RenatoBattista La Racine (LaMarina di fronte alle agitazionisociali dal PrimoDopoguerra all’avvento delFascismo), del col. Vincenzo Pezzolet (ICarabinieri tra Corona eRegime), del prof. LucioCeva (L’opinione pubblicain Italia sulla Guerra Civiledi Spagna (1936-1939)),del gen. Vittorio Alvino(Attività di polizia economicadella Guardia diFinanza a tutela dell’economiadi guerra).In sintesi, gli atti del convegnocostituiscono un validoriferimento per coloro iquali intendono approfondirele tematiche connesseai rapporti tra le ForzeArmate e la società italianain uno dei periodi più difficilidella Storia nazionale.

Magg. CC Flavio Carbone


Sergio Coccia
Le uniformi metropolitane del Regio Esercito dalla riforma Baistrocchi all’inizio della Seconda Guerra Mondiale 1933-1940
Stato Maggiore dell’Esercito -Ufficio Storico,2005, pagg. 534,euro 22,00

Federico Baistrocchi(1871-1947) fuSottosegretario di Statopresso il Ministero dellaGuerra negli anni 1933-1936, provvedendo allariorganizzazione dell’esercitosecondo l’ordinamentoche portò il suo nome.Nel volume di SergioCoccia si analizza la trasformazionedelle uniformi delRegio Esercito sino alloscoppio del SecondoConflitto Mondiale ripercorrendoil passaggio dalleuniformi e dalle buffetterieadottate a partire dal 1909sino a quelle volute proprioda Baistrocchi attraversotutte le trasformazioni e levarianti provvisorie delleuniformi utilizzate dagliufficiali e dalla truppa.Attraverso le numeroseimmagini fotografiche utilizzatedall’autore, è possibilein primo luogo prenderevisione delle molteplicidifformità, nonostante ledisposizioni impartite,rispetto al modello di riferimento,segno di una tolleranzadella gerarchia militareverso la modifica delleuniformi e delle buffetterie.Inoltre, sempre grazie alleriproduzioni fotografiche si èin grado di ricostruire alcuniaspetti dell’equipaggiamentomilitare come, ad esempio, ilpiastrino di riconoscimentoadottato a partire dal 1892 oil “medaglioncino di riconoscimento”usato per riportare,durante il PrimoConflitto Mondiale, numeroseinformazioni di caratteresanitario.Una parte (la terza) è dedicatacompletamente all’Armadei Carabinieri Reali.Integra il lavoro di Coccial’ampia introduzione storicadi Nicola Pignato arricchitada alcuni documenti chepercorre brevemente la vitadel Sottosegretario e sintetizzale trasformazioni che ilRegio Esercito visse durantegli anni di Baistrocchi.In definitiva, attraverso ilcontributo di Coccia siricostruiscono le trasformazioniuniformologiche chetutto l’esercito visse durantei sette anni che precedetterolo scoppio dellaSeconda Guerra Mondiale.

Magg. CC Flavio Carbone


Marco Patricelli
I banditi della libertà
Utet Libreria,2005, pagg. 322,euro 19,90

Il giornalista MarcoPatricelli ha già pubblicato altri libri di storia contemporaneae, in questa occasione,racconta dell’Abruzzosotto il giogo tedesco durantela Seconda GuerraMondiale. Tale narrazione èbasata sulla storia particolaredella Brigata Maiella.Per questo lavoro, l’autoreha ricevuto una menzionespeciale nel corso dellaquarta edizione (2005) delpremio nazionale giornalisticoPolidoro.La vicenda è dovuta all’iniziativadell’avvocato EttoreTroilo, che riuscì lentamentea raccogliere corregionaligiovani e meno giovani, chesi batterono, prima a fiancodegli inglesi e poi dei polacchidel II Corpo, per laliberazione dell’Abruzzo esuccessivamente continuaronoa combattere il nemicofino alla liberazioned’Italia (la bandiera dellaBrigata è l’unica di una formazionepartigiana decoratadi medaglia d’oro al valormilitare e conservata nelVittoriano).È interessante sottolinearecome questa particolareunità composta da Italiani,per la quasi totalità abruzzesi,non abbia avuto unacolorazione politica.Deve essere anche riconosciutoche questa piccolaunità fu la prima organizzazionepartigiana che ottennel’approvazione e la fiduciadegli Alleati (e particolarmentedei britannici) el’inserimento (solamenteamministrativo e logistico)tra i reparti del rinato RegioEsercito.Con l’inserimento nel combattimentoal fianco di polacchi,inglesi e americani vi èl’accettazione della Maiellacome reparto militare a tuttigli effetti, lentamente fornitodelle uniformi e degli equipaggiamenti(anche se le armifurono prevalentemente dipreda bellica).Le vicende della BrigataMaiella sono intrecciate,per buona parte della suaesistenza, con quelle deicombattenti polacchi, chegià sul fronte italiano avevanoversato un pesante tributodi sangue con le operazioniper la conquista diMontecassino.Colpisce anche la pienaautonomia interna sotto ilprofilo disciplinare e direclutamento (come dicongedamento) attribuitadagli Alleati e dai verticimilitari italiani, che nondarà luogo ad alcuna diserzionedurante i tre ciclioperativi nei quali fuimpiegato il reparto.Dispiace, però, che la mancanzadelle note a pié dipagina non consenta diattribuire un vero e propriovalore scientifico al libro diPatricelli proprio per l’impossibilitàdi individuare lefonti utilizzate che trovanospazio, purtroppo, solamentenella bibliografia altermine del volume.In sintesi, il volume, scrittocon avvincente stile giornalistico,aiuta a mantenere vivanella memoria una delle piùbelle esperienze resistenzialie militari italiane.

Magg. CC Flavio Carbone


Florence Samson Jean-Yves Fontaine
Malaise dans la gendarmerie
Presses Universitaires de France,2005, pagg. 168,euro 23,00

Gli autori, rispettivamentemoglie di un gendarme eun ufficiale in congedodella gendarmeria, sociologoe ricercatore pressol’Università di Caen, hannoassegnato un titolo particolarmentesignificativo alvolume: malessere nellagendarmeria. La ricerca è stata condottacon l’aiuto e l’appoggio diufficiali e sottufficiali inservizio, in ausiliaria ed inpensione, dei loro congiunti,oltre che da ricercatoridell’Università di Caen.Il libro è articolato su seicapitoli nel corso dei quali èdescritta l’evoluzione delfenomeno che si è radicatoprincipalmente, ma nonsolo, alla base dell’Armafrancese e che ha avutomomenti di elevata tensionenel corso degli ultimianni.La questione della “grogne”(letteralmente mugugno)ha preso piede a partire dal1989 quando, a seguito dialcune modifiche dellastruttura ordinativa e dialtre vicende che videroprotagonisti alcuni militaridella gendarmeria, si verificòuna situazione di gravemalessere in tuttal’Organizzazione che fu, inparte, attenuata con la creazionedi una tavola rotondapoi divenuta Consigliodella gendarmeria in seguitoriorganizzato inConsiglio della FunzioneMilitare della Gendarmeria(CFMG). In questo modo,fu possibile fornire unsostegno alla politica socialedell’Istituzione.Con la stabilizzazione dellasituazione interna, alcuniaspetti furono trascurati,tanto che si arrivò ad unsecondo momento particolarmentedifficile per i militaridella gendarmeria neldicembre 2001 quandoalcuni gendarmi condusseroforme di protesta eclatanticome ad esempio convergeredalla regione pariginasulla Capitale per cercaredi presentare i propriproblemi finanche dinanzial Ministero della Difesa.Tale tentativo, come altricondotti in altre città dellaFrancia, furono fronteggiatidalle CRS (CompagnieRepubblicane di Sicurezza)del Ministero dell’Internoche ricevette l’appoggio delComandante Militare diParigi con la disponibilitàdi compagnie dell’esercitoaddestrate per la gestionedelle folle.Il testo affronta numerosiproblemi che emergonodall’analisi degli ultimi vent’annivissutidall’Istituzione in una corsaverso la modernizzazionepiù subita che vissuta daisuoi appartenenti.A tale proposito è da segnalarecome, anche Oltralpe,non tutti siano stati convintida alcune interpretazioniproposte dagli autori (inparticolare, si veda FrançoisDieu, Gendarmerie et sécuritéintérieure in “Défensenationale”, n.7 – luglio2005, pp. 175-7).Il volume intende fornireuno studio sociologico suun’organizzazione militareche negli ultimi anni ha vissutoalcune traversie legatea numerosi aspetti, nonultimo la trasformazionedella società e di tutta lastruttura militare francese.

Magg. CC Flavio Carbone


American Military History (2 volumi)
Washington, D.C., Center of Military History United States Army,2005, pagg. 409 e 524, s.p..

I due volumi ripercorronola storia dell’Esercito statunitensea partire dalla suaistituzione nel 1775 e sinoagli eventi più recenti aiquali ha preso parte; il capitolo14 del II vol. è intitolato“The Global War onTerrorism” (La guerra globaleal terrorismo), in cui sianalizzano la Sicurezza delterritorio nazionale, laguerra contro i Talebani e Al Qaida, Le operazioniglobali e la Seconda Guerrain Iraq, nonché le trasformazionidell’Esercitodurante la guerra.I tomi, curati da Richard W.Stewart fanno parte dellaserie storica dell’Esercitodegli Stati Uniti il cui comitatoè composto da 14membri (di cui 7 universitari,5 militari, 1 appartenenteal National ArchivesAdministration ed 1 giornalista)ed è stato realizzato dalCentro di Storia Militaredell’Esercito, il cui Capo è ilbrigadier generale John S.Brown, mentre il curatoredel volume è il Capo dellaDivisione Storie.Come indica nella sua premessail generale Brown ilprimo volume fu pubblicatoinizialmente nel 1956 comelibro di testo per alcuni corsiinterni all’esercito. Neglianni, esso ha subito numerosiaggiornamenti, modifichee integrazioni (si vedano,ad esempio, la ristampadel 1969 e del 1989) tantoche si è scelto di stampareuna nuova edizione organizzatain due volumi: il primo“L’Esercito degli Stati Unitie il forgiare di una Nazione,1775-1917” ed il secondo“L’Esercito degli Stati Unitiin un’era globale, 1917-2003”.Il lavoro è “principalmenteindirizzato ai giovani ufficialie sottufficiali, ma conl’adozione di un formatopiù ricco di illustrazioni noisperiamo anche di promuovereuna più grande consapevolezzadella storiadell’Esercito tra il pubblicoamericano”, nell’intento disuperare così la “semplice”missione principale del centro:“supportare l’educazionedella storia militare”.Come ricorda l’autore, allavoro apparso nel 2005 si ègiunti attraverso il contributodi numerosi ricercatoriche, a vario titolo, hannocollaborato per la riuscitadel progetto. Anche il Capodel Centro di Storia Militareha contribuito con la stesuradegli ultimi due capitoli delsecondo volume “Beyondthe Wall: Operations in aPost-Cold War World,1990-2001” e “The GlobalWar on Terrorism” (Oltre ilmuro: operazioni nelMondo post “Guerra fredda”,1990-2001 e La guerraglobale al terrorismo) “perportare la storia dell’Esercitoamericano così vicino aigiorni nostri”.Il primo volume è organizzatoin 16 capitoli, che partonoda un primo capitolointroduttivo su cosa è laStoria Militare ed il secondo“The Beginnings” (Gliinizi) e terminano con“Transition, Change, andthe Road to War, 1902-1917” (Transizione, cambiamentoe la strada versola guerra, 1902-1917) corredatida 37 mappe che fornisconoun ausilio preziosoalla comprensione delleoperazioni militari.Il secondo volume è organizzatoin 14 capitoli, chepartono dalla partecipazionedell’Esercito statunitensealla Prima GuerraMondiale, 1917-1918 eterminano con il già ricordatocapitolo sulla guerraglobale al terrorismo. 34mappe e 2 grafici completanoe agevolano la lettura diquesto volume.I due tomi consentono diapprezzare “la sfida di crearedei grandi eserciti di cittadiniin armi e quindi trasportandoliattraverso ilGlobo durante la Prima e laSeconda Guerra Mondiale,la Corea ed il Vietnam […]attraverso tutto il XX secoloe l’inizio del XXI secolo,l’Esercito degli Stati Unitiha continuato ad essere unostrumento del potere americanonella difesa dellalibertà e degli interessi americani in tutto il mondo”(gen. J.Brown dalla prefazioneal secondo volume).In sintesi, il lavoro costituisceun evidente ausilio allacomprensione della studiodella storia militare dalpunto di vista statunitensee del suo esercito in particolare,fornendo una visionealternativa degli avvenimentiin cui direttamente oindirettamente le ForzeArmate statunitensi hannopreso parte.

Magg. CC Flavio Carbone


Mankell Henning
Io muoio, ma il ricordo vive
Marsilio Editore,2005, pagg. 126,euro 10,00

“Di fronte all’enormitàdell’Aids, abbiamo bisognodi azioni concrete. IMemory Books sono losplendido esempio di comesia possibile realizzare qualcosache contribuisca aquesta lotta. Combattonola distruzione della memoria,danno voce a chi scomparee un contatto vitalecon i genitori uccisidall’Aids a quei bambiniche, altrimenti, nonpotrebbero più avere ricordi,parole, identità”. Leparole del sindaco di RomaWalter Veltroni riassumonoefficacemente l’obiettivo diun progetto nato con lasperanza di salvare lamemoria di un continenteche rischia l’annientamento.La già drammaticasituazione dei bambini resiorfani dall’Aids è in costantepeggioramento, dalmomento che sempre piùadulti con figli a caricomuoiono in dipendenzadella malattia, maggiormentenella regionedell’Africa sub-sahariana.Un’emergenza che, per lasua gravità, appare senzaprecedenti e dalle conseguenzedevastanti. L’Africapresenta la più alta percentualedi bambini orfani: undato destinato ad aumentaredrasticamente entro il 2010. Si prevede infatti chei bambini orfani sarannooltre 42 milioni, ventimilioni dei quali - ossiaquasi il sei per cento - acausa dell’Aids. “Io muoio,ma il ricordo vive” raccontadel destino di milioni dibambini che, a causa dellaprematura morte per Aidsdei genitori, devono occuparsidei loro fratelli piùpiccoli ed assumersi moltopresto la responsabilità diun’intera famiglia; raccontadi genitori malati, senzasperanza che scrivono odettano a terzi, piccoli quadernicui affidano ricordied auspici per il futuro deifigli, consapevoli che nonvivranno a lungo per vederlicrescere. Il progetto diquesto Memory Booknasce per salvare la memoriadi una civiltà destinata ascomparire, per evitare cheil sapere e l’esperienza diintere generazioni vadanoirrimediabilmente perduti,e le radici di un intero continentevengano cancellateper sempre poiché non piùtrasmesse dalle generazioniintermedie, decimate dalvirus dell’HIV. Ancoraoggi, in alcune zonedell’Africa, la tradizione ètramandata principalmenteper via orale, attraverso storiee canzoni; i Libri dellamemoria offrono ai genitorimalati di Aids la possibilitàdi lasciare un’eredità dimemoria ai loro figli, percontinuare ad istruire eproteggere i propri bambinianche dopo la loro morte.L’Uganda è stato il primopaese ad utilizzare questisingolari testamenti e, adoggi, centinaia di Libri della memoria sono statitramandati di genitore infiglio in tutto il continenteafricano. Un progetto cheHenning Mankell, da sempreattivo in Africa, hapreso a cuore, impegnandosia diffonderlo. Il suoracconto, la storia di Aidache esorcizza la morteintorno a sé prendendosicura di una pianta dimango, nasce da un suoviaggio in Uganda e testimonial’urgenza di un efficacee drastico interventoin quel continente che anoi può insegnare molto alivello di rispetto, di tolleranza,di condivisione dellavita e dei problemi deglialtri.“I racconti sono parole: machi resterà per raccontare secosì tanti anelli della catenadi narratori spariscono?”.Trattenendo la vita tra leloro pagine, i Libri dellamemoria sono una rispostaconcreta a questo interrogativo.Henning Mankell vive trala Svezia e il Mozambico,ed è l’autore dei romanziafricani Comédia infantil(Marsilio 2002) e Il figliodel vento (Marsilio 2003).L’Autore devolve il ricavatodelle vendite del libro alprogetto Aids di PlanInternational. Con l’acquistodell’opera si sostiene lalotta contro l’Aids in Africa.

Mar.Ca. CC Alessio Rumori


Francesco Grignetti
Il caso Montesi
Marsilio Editori,2006, pagg. 269,euro 16,00

“11 aprile 1953, sabato. Ilcorpo di una ragazza annegataviene scoperto al mattinopresto sulla spiaggia diTor Vajanica, quaranta chilometria sud di Roma. Sichiama Wilma Montesi”. Ilgiallo irrisolto della ragazzaventenne scomparsa da casanel centro di Roma e ritrovatacadavere su una spiaggia,allora incontaminata,del litorale romano tre giornidopo, quel Sabato Santodel 1953, è un caso cheancora oggi va molto al dilà del mistero. Non solonon si ferma alla cronaca,ma va anche oltre, investela morale, travolge la politicae arriva fino alla storia.C’entra la politica, che siimpadronì dell’episodio perutilizzarlo come armaimpropria in vista delleconvulse elezioni politichedi quell’anno. “Non solo lagente comune, ma anche ipolitici si appassionaronoalla morte di quella ragazza.Un po’ perché era impossibileignorarla, un po’ perchéci volevano speculare.Così capitò sempre piùspesso che gli articoli digiornali si trasformassero ininterrogazioni parlamentari”.Wilma Montesi avevaventuno anni quando morì,e in Italia intanto incombevauna durissima campagnaelettorale. De Gasperiperde il governo e la guerrafredda da noi si sovrapponevaalle beghe tra democristiani,al confronto traTogliatti e Secchia, a Matteiche inseguiva il sogno delpetrolio, ai primi dubbi diNenni, alle paturnie diSaragat. Era questa l’Italiadel 1953: provinciale,ancora arretrata, “sottomessaall’asfissiante morale cattolicae a quella altrettantopesante dei comunisti”.Roma contava un milione emezzo di abitanti, ma lacittà era ancora piccola. Ilfascismo era alle spalle,archiviato in fretta come unbrutto sogno, e c’era unagran voglia di vivere.L’estetica, l’atmosfera e lostile del caso Montesi, sono l’estetica, l’atmosfera e lostile degli anni Cinquanta,così vicini da poterli ricordare- anche se alcuni di noinon li hanno vissuti direttamente- e allo stesso tempoabbastanza lontani dadiventare storici.Il caso Montesi è un capitoloimportante nella storiadel giornalismo: dopo ventianni di regime fascista, gliitaliani scoprono la forzadel “quarto potere”. Segnal’irrompere sulla scena pubblicadi nuovi protagonisti,figure destinate a durare:un giudice ambizioso chemette in crisi il governo; untestimone incontrollabileche fa tremare i potenti; ungesuita che intesse tramecon mezza Dc. Eppurenello scandalo Montesi c’è,forse, anche di più: morte,sesso, droga, gioco d’azzardo,servizi deviati, rivalitàtra organi dello Stato. Tuttoquesto, unitamente ai vizidell’alta borghesia e alledebolezze dell’aristocrazia,diventa ghiotto materialeper la stampa. Cade uncapo della polizia; il ministrodegli Esteri, AttilioPiccioni (padre di Piero,principale imputato, poiassolto), è costretto alledimissioni; l’allora presidentedel Consiglio, MarioScelba, al duro scontropolitico con l’opposizionedi sinistra, ne esce irrimediabilmente“azzoppato”;trionfa Fanfani e nasce laprima Repubblica. In piùoccasioni, nel corso dellanostra storia, abbiamoimparato che alla base deipiù radicali cambiamentidella politica italiana c’èspesso un omicidio o peggiouna strage.Il caso Montesi determinail cambio degli equilibriinterni della Dc e del paesecome e più di una crisi digoverno. FrancescoGrignetti, giornalista dal1985, alla redazione romanadella “Stampa” dal1989, si occupa di grandicasi di cronaca. Scrive dipolitica, giustizia, questionimilitari, terrorismo.Dopo “Professione spia”,pubblicato nel 2002, con il“Caso Montesi” l’Autorenon manifesta l’intento ditrovare il colpevole dell’omicidio,ma quello diraccontare l’Italia dell’epoca;molto simile (nei personaggi,nei retroscena, nell’intrecciotra pubblico eprivato) ad un’altra stagionedrammatica:“Tangentopoli”, benchélontana dai grandi misteridella prima Repubblica.Inoltre per Grignetti,Wilma Montesi, a soli ottoanni dalla morte terribile diClaretta Petacci finita appesaai ganci di PiazzaleLoreto, risvegliò negli italianiquel passato che avevanovoluto dimenticare infretta e il profondo convincimentoche “il Potere nonè mai innocente”.

Mar.Ca. CC Alessio Rumori