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Editoriale

Copertina del numero

Copertina della Rassegna dell'Arma - N. 1 - Gennaio - Marzo 2006

Apre questo fascicolo un’ampia riflessione sul ruolo della Corte costituzionale nel nostro ordinamento giuridico. A cavallo tra due secoli, lo studio illustra il bilancio dell’attività del massimo organo giurisdizionale di garanzia e della sua opera d’interpretazione vivificante del nostro Testo costituzionale. La Corte costituzionale ha rappresentato non solo il momento più elevato del controllo di legittimità della nostra produzione giuridica, rispetto ai principi espressi dalla Costituzione, ma - anche e soprattutto - il più geloso ed infaticabile custode dei valori di libertà, uguaglianza e democrazia,  faticosamente conquistati e mirabilmente codificati nella nostra Legge fondamentale. Segue un saggio in un certo qual modo complementare al precedente. Siano sempre nel campo del diritto costituzionale, ma in una proiezione europea.
Il lento e laborioso percorso di costruzione di un’Europa finalmente unita, passa inevitabilmente attraverso l’elaborazione di una propria Costituzione. Solo un momento realmente fondante e giuridicamente alto, come la codificazione di un testo fondamentale, condiviso e voluto da tutti gli Stati europei, spalancherà le porte ad un’integrazione politica forte che appare l’unica via per affrontare le sfide globali del futuro. A seguire, un interessante ed originale articolo su una funzione parlamentare particolarmente delicata ed incisiva: il potere d’inchiesta. Tra gli strumenti extralegislativi a disposizione del nostro Parlamento per l’efficace esercizio dell’indirizzo politico e delle connesse attività di controllo, il potere d’inchiesta rappresenta la massima espressione di garanzia democratica e conferma il ruolo chiave e la posizione di supremazia di questo organo costituzionale nell’ambito della forma di governo in Italia. Lo studio, in particolare, analizza i poteri e i limiti istruttori delle commissioni d’inchiesta, quindi, il loro concreto operare come organi collegiali costituiti ad hoc. Con il successivo studio cambiamo decisamente campo di interessi e ci occupiamo delle tematiche penalistiche relative all’imputabilità. Quello della capacità d’intendere e di volere è un argomento centrale per un moderno diritto penale che fonda la garanzia di tutela della persona umana sul principio della colpevolezza. La consapevolezza del  proprio agire è un requisito indefettibile dell’imputabilità e, in tal senso, vengono analizzati, come elementi negativi, i disturbi di personalità. Gli sviluppi della psicologia e delle scienze criminologiche consentono di prefigurare in questo settore nuove prospettive applicative e di studio e sperimentazione. Chiude la rubrica “Studi” un argomento strategico nel moderno scenario comunicativo in cui il principio di prossimità al cittadino rappresenta una vera e propria filosofia organizzativa ed un concreto approccio operativo. La comunicazione, soprattutto nei suoi profili istituzionali, costituisce una sfida ed un’opportunità d’importanza fondamentale per ogni tipo di organizzazione. Il perfezionamento delle tecniche relazionali e la realizzazione di un assetto organizzativo, calibrato alle specifiche esigenze, sono i punti fermi per l’adeguamento e l’innovazione in un settore che, per tradizione ultrasecolare, l’Arma dei carabinieri ha costantemente perseguito, come dimostra la sua stessa distribuzione capillare sul territorio. Per la rubrica “Attualità e Commenti” viene proposto un articolo sul terrorismo internazionale e sui modelli funzionali di contrasto adottati nell’ambito delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. Per la rubrica “Materiali per una storia dell’Arma” si segnala l’articolo dell’allora Ten. Col. Pizzitola sul carattere del comandante, edito nel 1956 dal Notiziario dell’Arma dei Carabinieri. Chiudo la presentazione di questo fascicolo con un commosso e riverente pensiero per un nostro caro ed affezionato collaboratore che purtroppo ci ha lasciati. La perdita del Ten. Gen. Capo Renato Maggiore, già Procuratore Generale Militare presso la Corte di Cassazione e docente universitario, lascia un vivido e profondo ricordo in chi lo ha conosciuto ed apprezzato come uomo, come magistrato e come studioso.