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Materiali per una storia dell'Arma

Gen. Giuseppe Boella

RIVISTA DEI CARABINIERI REALI
Anno II - n. 2 - marzo-aprile 1935

Pattuglie e perlustrazioni



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Il nostro regolamento generale, nel dettarele norme intese alla esecuzione delservizio avente per particolare finalità lasicurezza dei cittadini, la loro incolumitàe la tutela della proprietà, nonchél’osservanza delle leggi e dei regolamenti,mette in evidente rilievo i servizi dipattuglia e di perlustrazione dando adessi titolo di precedenza nel definire edescrivere il cosiddetto servizio “ordinario”cioè quello inerente all’istitutodell’Arma, e di cui le stazioni devonofare oggetto principale delle loro occupazionisenza che occorrano ordini orichieste speciali.Nei carabinieri, come è noto, assommanole funzioni di agenti della polizia giudiziariae agenti di pubblica sicurezza: inquesta seconda veste, in genere, vengonocompiute le pattuglie e le perlustrazioniin quanto si tratta di attività tipicadella polizia di sicurezza e cioè intesaessenzialmente a prevenire, più che areprimere ogni violazione alla legge.

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Il regolamento, come ho detto sopra, neindica lo scopo e ne fissa, nelle lineeprincipali, le modalità di esecuzione,ma non può certamente scendere a tuttii dettagli, troppo difformi essendo lecondizioni e circostanze d’ambiente, diluogo, di tempo in cui si devono effettuare.È pertanto precisamente compitodei sottufficiali comandanti, sotto laguida e direzione degli ufficiali diretti,di completare la norma del regolamento,curandone ogni particolare conpiena consapevolezza e senso pratico, sida raggiungere la massima efficacia.

Pattuglie: - hanno per scopo la sorveglianzadell’abitato e il mantenimentodell’ordine e della sicurezza pubblica (n.75 del reg.). Corretti nella uniforme,regolare il passo, vigile l’occhio e l’orecchioteso, apparentemente indifferenti,ma con la mente aperta a che nullasfugga, calmi, ma pronti e decisiall’eventuale necessario intervento,sicuri di sé stessi, consci del loro compito, urbani nei modi, naturalmenteausteri, ma senza ostentazione, insensibilialle intemperie e ai rigori del clima,profondamente animati dal più altosenso del dovere e dai più umani sensid’altruismo, buoni soldati fedeli allaconsegna, così ognora piace vedere icarabinieri in pattuglia, vigili scoltedella altrui tranquillità. Ho detto corretti nella uniforme. È questionedi prestigio. Carabiniere cheneglige la sua uniforme dimostra di essere ben poco sensibile all’onore diindossarla, e non può che malamenteimpressionare; d’altra parte ben pocafiducia può ispirare chi non si perita dipresentarsi in disordine in funzione diagente dell’ordine.
Andatura regolare. È esplicitamenteindicata dal regolamento (n. 76), e laragione della norma appare assai ovvia.Il passo affrettato mal si concilia con laestesa sorveglianza che è nella finalitàdel servizio; una andatura stanca,dinoccolata non può essere propria dichi non muove per andare a zonzo, adiporto, ma per un fine prestabilito. Non è certo possibile fissare in materiala misura giusta che deriva da fattoritanto differenti e apparentemente contrastanti(calma quasi solenne in armoniaalla maestà della legge rappresentata,decisione, prontezza, soldatescadisinvoltura, etc. etc.) e la miglioreguida pei carabinieri non può essere chela intima comprensione dei loro atti e,soprattutto, l’esempio del sottufficialeche a sua volta trae insegnamento dallapropria e altrui esperienza.
Vigile l’occhio, l’orecchio teso, la mente aperta. Tutto vedere, tutto percepire erendersi prontamente conto della portatadi ogni particolare che esca dalritmo abituale di quelle attività nell’ambitodelle quali la loro azione si svolge,e giudicare immediatamente se anche ilpiù piccolo incidente abbia semplicementevalore di trascurabile episodio, ocostituisca invece, o preluda, ad inconvenientemaggiore che possa richiederel’intervento, a tutela di persone o dibeni, a garanzia del buon ordine, a difesadel buon costume, della moralità e dellapietà, a protezione della incolumità: questal’essenza del compito affidato, dellaconsegna di cui i carabinieri in pattugliasi devono sentire investiti. Compito che assume aspetti differentie che si presenta più o meno facile aseconda delle varie circostanze. Una differenziazionesensibile, ad esempio, sussistetra il servizio di pattuglia nel piccolocomune, nel villaggio, nella borgata,nella frazione, in determinata zonadi suburbio, e quello da compiersi nelcentro delle grandi città. Nel primocaso il carabiniere vive sempre, e intensamente,la vita della zona dove agisce,conosce uomini e cose, e con una rapidascorsa può subito rendersi ragione sealcunché di anormale sussista. Ivi spessoè quasi superflua la pattuglia diurnaperché più rara una nota perturbatricenelle ore del lavoro, in genere ordinatoe svolto in una comunanza che è di perse stessa garanzia di mutua assistenza;maggiormente utile invece la sorveglianzanotturna, quando ogni attivitàè spenta in una quiete che trae precisamentela fiducia nella certezza dellatutelatrice vigilanza del carabiniere.Nel secondo caso invece, anche la pattugliadiurna in vie animate da intensitàdi traffico, ove nella folla circolantepuò facilmente nascondersi l’insidia, ècostantemente richiesta ed ha particolari esigenze. Ed in ogni modo, sia digiorno che di notte il servizio di vigilanzanella grande città richiede più profondaabilità e competenza.Certo che se agli stessi carabinieri potesseessere quasi in permanenza affidata lasorveglianza sulla medesima strada otratto di strada, o piazza, così comeavviene per i policemen in Inghilterra,collegati l’un l’altro quasi alla voce, ilservizio sarebbe assai facilitato e il rendimentoveramente inestimabile. Occorrerebbe però un numero di carabinieritroppo ingente superiore allapossibilità degli organici dell’Arma:basti ricordare che per il servizio di poliziaper la sola città di Londra il RegnoUnito dispone, senza contare la numerosaclasse dei detectives privati, e glialtri organi non dipendenti dallo stato,di circa 25.000 policemen, oltre 2000dei quali nella sola City, (poco più didue chilometri quadrati di superficie) e il rimanente nel resto dell’area metropolitana. Se maggiore perciò necessariamenteviene ad essere il raggio d’osservazionedei nostri carabinieri nei grandi centri,tanto più grande deve essere l’abilità, epiù accurati gli accorgimenti per maggiormentepotenziare l’azione stessa. Tutti i carabinieri delle stazioni urbanedovrebbero quindi conoscere senza esitazionila topografia della zona dovedevono operare, il ritmo di vita che ivisi svolge, la ubicazione dei principaliedifici, le abitazioni delle più importantipersonalità, gli istituti vari, i negozicontenenti maggiori valori, il sistema dichiamata dei vigili del fuoco, gli ospedaliin cui ricoverare prontamenteinfortunati, i mezzi di trasporto su cuipossono più prontamente fase affidamento,etc. etc.Inoltre, nei grandi centri specialmente,i carabinieri possono essere chiamati acompiere un servizio di pattuglia concaratteristiche speciali. Alludo al caso incui o nella presunzione di qualchedisordine, o nella circostanza di concentramentodi folla per festività, cerimonieo funzioni importanti, o allo scopodi vigilar, sul percorso di cortei, di altepersonalità, interi reparti vengonomessi a disposizione dei funzionari dellapubblica sicurezza preposti alle variezone della città.In tali casi, quasi sempre, i carabinierivengono in parte distaccati in pattuglieper vigilare un breve tratto delle zone inparola, ed è di somma importanza cheessi - spesso nuovi alla località dovedevono agire - conoscano con estremaprecisione la loro consegna e rapidamentesi orientino per poterla far rispettarenel miglior modo. Giova assai, intali contingenze l’attivo, intelligenteintervento dei sottufficiali e - là dovepuò essere più utile - anche degli ufficiali- ai quali spetta dirigere e guidare -in pieno accordo e secondo le direttivee richieste di competenza degli anzidettifunzionari i loro dipendenti, perchépossano corrispondere pienamente allo scopo del loro impiego, cosicché l’autoritàtrovi in essi non degli automi operantisolo in forza di atto di presenza,ma dei veri collaboratori, intelligenti ecoscienziosi.
Calmi, ma pronti e decisi al necessario intervento, sicuri di se stessi, consci del lorocompito, urbani nei modi, austeri senza ostentazione. Questa necessita di comportamentoe contegno nel servizio dipattuglia esprime, in sintesi, quantomediante una sana educazione e unarazionale istruzione deve essere innaturatonel nostro carabiniere e che in questocaso, di azione per lo più isolata, consenso di responsabilità individuale, ècondizione essenziale di fattività e rendimento.Esiziale in sommo gradosarebbe in questi servizi ogni minimatrascuranza di esteriorità e pernicioso lostato di inerzia mentale, la preoccupazionedi far trascorrere rapidamente iltempo pensando alla ancor tepida coltre,e del pari incompatibile ogni nervosità,ogni titubanza, ogni distrazione perquanto può essere per altri gioia degliocchi e attrazione di sola curiosità. Edanche in ciò deve sopratutto soccorrerel’esempio. Nessun ammaestramentopuò essere superiore a quello del sottufficialeche può con tutta sicurezza dire aldipendente: “così, come io mi regolo,così come io mi comporto, voi doveteregolarvi e comportarvi, io presente odio assente, io vicino ad io lontano”.Insensibili alle intemperie, incuranti deirigori del clima, profondamente animatidal più alto senso del dovere, dai piùumani sensi d’altruismo, bravi soldati,fedeli alla consegna. Soldato tra i soldati,il carabiniere deve portare ognora in sélo spirito eroico dell’esercito cui appartiene.Superfluo però sarebbe ogni mioindugio in questo argomento. La serenità,ardimento, indifferenza al disagioanche più pernicioso dai carabinierisempre dimostrati sono ormai tradizionalie costituiscono uno dei più altititoli di nobiltà della Istituzione.Governanti e paese lo hanno ben riconosciutose han voluto designarla e tuttorala designano, quale “benemerita”.Doveroso omaggio non solo a tutti ivalorosi che hanno valorosamenteaffrontato ogni pericolo con l’olocaustodi se stessi, ma altresì a tutti quei braviche hanno saputo anche in questi servizitenere il loro posto di dovere in condizioniestremamente avverse, senzapreoccuparsi della talora irrimediabileinsidia (le statistiche dei tubercolosinell’Arma insegnino) alla vigoria fisicadella loro fiorente giovinezza. Vere vittime,oscure e grandi.Perlustrazioni (1): Hanno per scopo principalela sicurezza delle comunicazioni edelle campagne (n. 8 del regolamento).Se le pattuglie negli abitati possonoconsiderarsi strumenti di quell’attivitàdi polizia di sicurezza che considera e protegge il cittadino nell’interno dellasua famiglia, e nella città in cui vive, leperlustrazioni sono da ritenersi gli strumentidell’attività stessa che considera eprotegge il cittadino nei viaggi cheintraprende. Per di più esse costituisconol’unico mezzo di sorveglianza intutte le vaste zone di territorio oltre learee dei concentrici abitati.Le modalità di esecuzione hanno certamentestrettissima affinità con quantoho messo in evidenza per le pattuglie,né vorrei al riguardo ripetermi.Tuttavia esse rivestono qualche caratteristicaspeciale. Anzitutto, mentre il serviziodi pattuglia viene quasi sempreeseguito da carabinieri smontati, rarevolte in bicicletta, rarissime a cavallo,frequente è nelle perlustrazioni l’impiegodelle biciclette, del cavallo, e talvoltadella motocicletta.In questo secondo caso si ha il vantaggiodi poter, a parità di tempo disponibile,estendere l’osservazione sopra unazona assai più estesa; ma perché questovantaggio sia reale, occorre che allavelocità del mezzo di trasporto non siasacrificata la intensità della vigilanza:quindi frequenti rallentamenti, e ancorpiù frequenti soste nei punti d’incrocio,presso i casolari, e nei tratti più frequentati,e anche maggiore acutezza a percepirequanto di anormale e men regolarepossa rilevarsi.Ora più che mai, dato l’intenso trafficosugli stradali, è indispensabile una perfettaconoscenza del regolamento dipolizia stradale, ed altresì, in conseguenzadel rapido spostarsi consentitodai veloci autoveicoli, è maggiormentenecessaria una grande prontezza diosservazione per la identificazione dipersone e veicoli.Da parecchi anni invero in tutto ilRegno - tranne casi sporadici di talunemanifestazioni delittuose, quasi sempreoccasionali e comunque localizzate inqualche regione e immediatamente,esemplarmente perseguite - le vie dicomunicazione presentano condizionidi sicurezza invidiabili. Se al raggiungimentodi questo stato di cose, di cuil’Italia può menare giusto vanto, speciese si ricorda la situazione ai primordi delnuovo Regno, hanno giovato varieprovvidenze sociali, anche i carabinieri,nella loro attività istituzionale, hanno,come è ben noto, contribuito in assainotevoli prove: e ai carabinieri essenzialmenteè ora principalmente affidatoil compito di mantenere a tutti i costiquesta soddisfacente condizione difatto, inesorabilmente perseguendo estroncando ogni benché minimo affioraredi criminosi tentativi.Non è solo però la lotta contro la delinquenzache deve dare anima a questiservizi. Nello sperduto casolare, nellacapanna di pastore, nel rifugio dell’umilelavoratore, nelle campagne, suimonti, nelle foreste, l’apparizione delcarabiniere, che incarna la volontà e ilpotere dello Stato, rappresenta lo Statostesso che va incontro agli umili che vivono così tagliati dall’umano consorzio,ed egli costituisce l’autorità pereccellenza, e, si può dire, l’istituzioneche i rurali meglio conoscono e allaquale volentieri si piegano, e, occorrendo,si affidano. La coscienza di ciò deveessere innaturata nello spirito del nostrocarabiniere, e guidarlo nell’assolvere inquesto campo le sue attribuzioni, facoltàe prerogative.Ho premesso sopra che il regolamentonon può scendere alla norma particolareggiatae dettagliata, né la mia rapidascorsa presume di volerla completare. Se mi sono indugiato nel considerarealcuni aspetti di questo specifico ramodel nostro servizio, è perché sono profondamentecompreso della altissimaimportanza che ha per l’Arma l’eserciziodi questa attività esteriore e tangibile,in cui quotidianamente l’Arma stessasi afferma in una potenza reale emorale che le assicura prestigio, fiduciae simpatia da parte della popolazione.In terra d’America, a Chicago, inLincoln Park, di fronte al monumentodel generale Grant, di colui che trasse,nella sua crisi più terribile, lo stato federalea salvamento, sta una statua raffiguranteun modesto ignoto agente dell’ordinee della legge con la inscrizione:“Nel mezzo del popolo dell’Illinois iocomando pace”. Le stesse parole, non intese come orgogliosaaffermazione d’imperio, macome sintesi di alta finalità sociale ilpopolo italiano che sa e che vede comeil carabiniere vigila alla sua riposantetranquillità e sicurezza vuole leggereiure sotto la statua anonima del carabiniere.che a Torino, nella stessa veste enel medesimo atteggiamento di serenacompostezza con cui, tra il popolo stesso,assolve la sua missione, domina ilmonumento che la riconoscenza nazionaleha eretto alla nostra Arma.




(1) - Il termine con cui il regolamento in vigore definiscequesti servizi appare più proprio dellalocuzione “girate e perlustrazioni” usata dairegolamento precedente.