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Editoriale

Copertina del numero

Copertina del Supplemento alla rassegna nr. 3/2004 - Serie "Atti" - nr. 1



Inauguriamo, con questo supplemento della Rassegna, una nuova serie di pubblicazioni, significativamente denominate “Atti”. Il legame sempre più stretto tra attività didattica e culturale della Scuola Ufficiali Carabinieri e attività editoriale della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri trova concreta realizzazione nella pubblicazione della intensa attività congressuale e convegnistica che ha interessato l’anno accademico 2003-2004. E siamo ben lieti di iniziare questa nuova produzione editoriale con la pubblicazione degli atti del Convegno organizzato dal Gruppo italiano della Società internazionale di diritto militare e diritto della guerra sul tema “La regolamentazione disciplinare nella prospettiva del modello professionale delle Forze Armate”.

Il Convegno si è svolto presso l’Aula Magna dell’Istituto il 21 aprile scorso ed ha visto la partecipazione di appartenenti a tutte le Forze Armate, di alti funzionari del Ministero della difesa, di magistrati militari ed amministrativi, di esponenti del mondo accademico ed universitario. Un felice e proficuo confronto tra differenti posizioni istituzionali e molteplici approcci culturali e metodologici. Un sinergico sforzo per integrare diverse prospettive, nel condiviso obiettivo di recare contributi costruttivi e realizzabili. Un afflato comune per coloro cui sta a cuore un’Istituzione posta a salvaguardia dei valori fondanti della nostra Patria. Un impegno, quindi, non solo intellettuale, ma soprattutto morale cui non poteva sottrarsi chi basa la formazione e la preparazione dei futuri quadri dirigenti sull’intima e consapevole acquisizione dell’etica militare e professionale. Un sincero ringraziamento, pertanto, al Presidente del gruppo italiano, il Dott. Antonio Intelisano, Procuratore Militare della Repubblica di Roma, per aver nuovamente scelto questa Scuola come testimone di un evento importante e significativo.

La disciplina militare costituisce il tessuto connettivo delle Forze Armate, in quanto fattore determinante della loro coesione ed efficienza. È un sistema normativo fonte dei principali doveri dei militari e strumento di regolamentazione di comportamenti formali e sostanziali, irrinunciabile per un’organizzazione cui sono demandati i più alti e delicati compiti di tutela della sovranità e dell’indipendenza dello Stato. È un sistema normativo che evolve con la moderna sensibilità politica e sociale, anch’esso espressione del grado di civiltà giuridica raggiunto da una società, consapevole della propria identità e del proprio patrimonio storico e morale. La disciplina militare è anche e soprattutto un valore (non tutti - purtroppo - condividono l’assunto o più spesso se ne dimenticano), un modello di riferimento certo, per tanti aspetti insuperato e insuperabile. Tutto ciò sottolinea con forza la delicatezza e l’estemo interesse per un tema che tocca alle radici l’essenza della militarità e dell’organizzazione amministrativa che ne è tangibile ed oggettiva espressione.

Tutto ciò è ben presente nei diversi e articolati interventi dei relatori che, con equilibrio e sapiente dosaggio di temi e spunti argomentativi, sono riusciti a conciliare la tradizione, cui tutti sono in qualche modo legati e l’ansia di rinnovamento, che sottende ogni grande progettualità e l’dealismo di chi vuole costruire o ricostruire. L’alto livello tecnico degli interventi e le discussioni di carattere squisitamente giuridico lasciano trasparire questo profondo rispetto per il valore della disciplina militare (che, come ricorda un relatore, si pone esattamente tra etica e diritto) e allo stesso tempo tradiscono questa positiva ansia di guardare avanti e di apprestare adeguati e moderni strumenti per perseverare nell’antica missione di difesa della Patria. Sul piano prettamente tecnico, appare notevole e ben ripagato lo sforzo critico di ciascun partecipante, teso ad un’attenta analisi del dato normativo vigente, di cui spesso vengono messe a nudo vetustà, inadeguatezza, se non proprio sopravvenuta inefficacia.

La normativa disciplinare e, in generale, quella attinente alla condizione giuridica del militare, compreso lo speciale statuto penale, compendiato nei codici penali militari, risentono talvolta di un’impostazione non più aderente alle esigenze di uno strumento militare in transizione e, comunque, completamente diverso da quello di alcuni decenni fa. La sfida connessa con la realizzazione di uno strumento completamente professionale pone, con insistenza, alcune questioni attinenti soprattutto all’adeguamento della normativa di stato giuridico, alla verifica dell’armonizzazione dei profili giuridici del servizio militare volontario femminile, alla validità ed efficacia delle vigenti sanzioni disciplinari di corpo e di stato, con le relative proposte di modifica, al rinnovamento della legislazione penale militare, con particolare riguardo sia all’eventuale riordinamento della giustizia militare, sia alla modifica della parte sostanziale, dove è possibile formulare ipotesi di deflazione penale e di nuova sistemazione organica delle fattispecie criminose.

Questo ed altro, che non è possibile e conveniente riportare in una presentazione, sono motivi più che sufficienti per un caloroso invito alla lettura ed allo studio degli atti di questo convegno; un invito rivolto non solo ai diretti interessati alle problematiche trattate, ma a tutti coloro che, indistintamente, vogliono conoscere ed apprezzare un’importante articolazione organizzativa del nostro Stato; un settore amministrativo tutt’affatto peculiare e denso di soluzioni singolari ed originali; un mondo particolare che esprime una propria cultura e un proprio modo di essere; un universo costantemente aperto all’esterno e al futuro. Il presente supplemento riporta, in appendice, anche gli atti di un convegno tenutosi presso il Centro Alti Studi della Difesa il 23 gennaio 2003 sul tema “Corte penale internazionale e problematiche di diritto interno”, organizzato sempre dal Gruppo italiano della Società internazionale di diritto militare e diritto della guerra.

La Rassegna vuole essere protagonista e fedele testimone di questo continuo dibattito culturale che anima l’istituzione militare e dei positivi fermenti che si agitano al suo interno. L’aggiornamento della preparazione dei Quadri dell’Arma, che costituisce la vocazione di questa Rivista, non deve essere soltanto un delimitato e sporadico episodio di approfondimento didattico, ma deve coinvolgere ogni componente dell’Istituzione in uno stimolante e consapevole momento di crescita culturale ed intellettuale.