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Considerazioni statistiche relative ai dati raccolti sulla quantità di sostanze stupefacenti presso il R.I.S. di Messina

Giuseppe Delfinis (*) - Guglielmo Mondio (**) - Giuseppe Peluso (***)

1. Introduzione

Fra i compiti istituzionali del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche rientra l’analisi di sostanze stupefacenti e/o psicotrope, cioè di quelle sostanze incluse nelle sei tabelle di cui all’art.13 del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309. Tale attività, svolta su richiesta delle Forze di Polizia o, direttamente, su delega dell’Autorità Giudiziaria, consiste, in sintesi, nel riconoscimento e nel dosaggio dei principi attivi, vale a dire delle molecole chimiche responsabili dell’attività stupefacente, nonché delle principali, cosiddette, sostanze da taglio. Attualmente, la fonte normativa in materia di stupefacenti è il D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, modificato, sostanzialmente, dal D.P.R. 5 giugno 1993 n. 171, emanato in seguito al Referendum abrogativo del 18 - 19 aprile 1993. La precedente normativa - Legge 22 dicembre 1975 n. 22 - aveva introdotto il concetto di “modica quantità” quale parametro quantitativo fondamentale per distinguere tra le diverse condotte ai fini della non punibilità, con conseguente attribuzione all’Autorità Giudiziaria di una notevole discrezionalità nell’ambito del trattamento sanzionatorio.

Il D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, invece, proprio per evitare gli eccessi di discrezionalità e le conseguenti incertezze applicative che ne erano scaturite, aveva sostituito tale concetto con quello di “dose media giornaliera”, quale limite ponderale ben definito per ciascun principio attivo stupefacente, determinato con apposito Decreto del Ministro della Sanità. Il Referendum del 18 - 19 aprile 1993 ha, però, determinato l’abrogazione dell’espressione “in dose non superiore a quella media giornaliera…” dal comma 1 dell’art. 75 del predetto Decreto, per cui, allo stato attuale, è stata, di fatto, ripristinata quella discrezionalità che il Legislatore del 1990 aveva limitato, onerando l’accusa di provare la detenzione ai fini di spaccio nei casi in cui manchi la flagranza del reato. Ciò ha comportato che, tuttora, a più di dieci anni dall’entrata in vigore del D.P.R. 5 giugno 1993 n. 171, molte Procure della Repubblica continuano a chiedere che nelle relazioni tecniche venga fatto esplicito riferimento al numero di dosi medie giornaliere e, sovente, che venga anche indicato il numero di “dosi commerciali” ricavabili da un quantitativo di sostanza stupefacente in sequestro.

Se, però, per la dose media giornaliera è stato fornito un preciso valore ponderale per ciascun principio attivo e/o preparazione stupefacente - Ministero della Sanità, D.M. 12 luglio 1990 n. 186 -, non altrettanto è stato mai fatto per la “dose commerciale”. In pratica, può essere considerata una “dose commerciale” il peso netto della singola aliquota di preparazione stupefacente, o presunta tale, ceduta dallo spacciatore direttamente al consumatore, indipendentemente dal suo contenuto effettivo di principio attivo. Ciò trae fondamento dal fatto che anche lo spacciatore “al dettaglio”, solitamente, non è a conoscenza della purezza della sostanza che si appresta a smerciare e, semplicemente, suddivide la stessa in dosi da spaccio avvalendosi di bilancini, spesso rudimentali e, raramente, di precisione.

Pertanto, mentre la dose media giornaliera è, rigorosamente, riferita al principio attivo puro - ovvero, preparazione stupefacente a titolo noto di principio attivo -, la dose media commerciale è, secondo la nostra interpretazione, un semplice dato ponderale, riferito alla preparazione stupefacente così come si presenta. Per quanto sopra, è pleonastico il computo del numero di dosi medie giornaliere non può, assolutamente, prescindere dall’esame chimico quantitativo della sostanza in sequestro, cosa non necessaria per il mero computo del numero di dosi commerciali, per il quale potrebbe essere sufficiente il solo esame qualitativo. Lo scopo di questo lavoro è, dunque, quello di fornire un approccio statistico per fornire una stima del valore ponderale della dose commerciale, relativamente alle preparazioni stupefacenti più comuni, vale a dire marijuana, hashish, eroina e cocaina.

A tal fine, sono stati presi in considerazione i dati inerenti al peso netto delle singole dosi, estrapolati dagli accertamenti tecnici su stupefacenti svolti dalla Sezione di Chimica, Esplosivi ed Infiammabili del Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina nell’anno 2002 ed in parte del 2003, relativamente al territorio di Messina e provincia, per quel che concerne sia i sequestri a carattere amministrativo - operati ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 -, sia quelli a carattere penale - operati ai sensi dell’art. 73 del citato Decreto - purché questi ultimi presentassero le preparazioni stupefacenti già suddivise in piccole aliquote, pronte per lo spaccio. Inoltre, al fine di fornire una stima del valore medio della concentrazione dei principi attivi nelle suddette preparazioni stupefacenti, l’analisi è stata condotta anche sui dati, estrapolati dagli stessi accertamenti tecnici, inerenti alle percentuali in peso di principio attivo riscontrato.

2. Elaborazione dei dati

Per ciascuna preparazione stupefacente in esame, i dati inerenti ai pesi netti delle singole dosi in sequestro - sui quali vi è un’incertezza sperimentale nell’ordine del decimo di milligrammo, che può essere, ragionevolmente, trascurata - sono stati raccolti in tabelle, riportate in Appendice. Successivamente, avvalendosi della funzione statistica “frequenza” del programma Microsoft Excel 2002, i suddetti dati sono stati opportunamente ripartiti in intervalli di peso di ampiezza costante; ciò ha consentito di elaborare degli istogrammi, riportando in ascisse l’intervallo di peso ed in ordinate il numero di dosi il cui peso netto è compreso in detto intervallo.

Tali istogrammi, riportati per ciascuna preparazione stupefacente esaminata, nella pagina seguente, consentono di farsi un’idea dell’andamento delle distribuzioni discrete del peso netto delle singole dosi, evidenziando i valori più ricorrenti. Per lavorare in maniera più efficace dal punto di vista del calcolo probabilistico si è passati da distribuzioni di tipo discreto a distribuzioni continue: approssimazione tanto più valida quanto maggiore è il numero dei dati sperimentali a disposizione. Grazie all’utilizzo di programmi di analisi statistica (PeakFit versione 4.05 - SPSS Inc., Origin versione 7.5 Pro) si è proceduto ad eseguire un “best fit”, con il metodo dei minimi quadrati, dei punti sperimentali mediante la distribuzione ipotizzata. Analogamente, si è operato per quel che concerne la distribuzione dei valori delle percentuali in peso di ciascun principio attivo. Per avere una misura della bontà dell’analisi in esecuzione si è fatto riferimento al cosiddetto “r2” - o COD (Coefficient of Determination) -: se tale parametro si approssima all’unità vi è piena correlazione tra i punti sperimentali e la curva ipotizzata. Una volta costruita la distribuzione abbiamo ricercato, attraverso un procedimento di deconvoluzione, le componenti - supposte gaussiane - di tale distribuzione.

L’ipotesi base della seguente discussione consiste nell’attribuire un peso abbastanza costante al contenuto di bustine confezionate da ciascun punto di produzione, peso che quindi differisce da punto a punto. Si rimanda all’Appendice per i particolari (Valor medio, FWHM, asimmetria, ecc.) relativi all’analisi eseguita.

Immagini raffiguranti le analisi eseguite sulle varie sostanze stupefacenti.

3. Risultati circa la Marijuana

I dati relativi alla Marijuana, circa 310, sono riportati in tabella A.1.

Grafico raffigurante il rapporto Marijuana-Peso delle dosi sequestrate.

Nella parte superiore del grafico 1 sono mostrati 60 punti sperimentali e la curva che trova il migliore accordo con l’andamento di tali punti. Nella parte inferiore si riporta la deconvoluzione dello spettro relativo alla parte superiore mediante l’utilizzo di curve gaussiane simmetriche. Il risultato porta ad un COD eccellente e mostra l’esistenza di 8 picchi, corrispondenti a valori che possono, ciascuno, fornire una stima della “dose commerciale”. Considerazioni analoghe portano allo studio del grafico 2 dove si analizza la distribuzione del principio attivo: anche in questo caso ritroviamo 8 picchi e un COD ottimo.

Grafico raffigurante la percentuale di principio attivo-marijuana riscontrato nelle dosi.

4. Risultati circa l’ Hashish, l’Eroina e la Cocaina

Per quanto riguarda l’hashish - dati riferiti alla tabella A.2 dell’Appendice - si ha:

Grafico raffigurante haschish-peso delle dosi sequestrate.

Grafico raffigurante la percentuale di principio attivo-hashish.

Grafico raffigurante: eroina-peso delle dosi sequestrate.

Sono stati considerati circa 100 campioni. Il COD non è particolarmente elevato come si può osservare dalle frecce del grafico precedente che mostrano come la curva non passi per tutti i punti sperimentali. Ciò è essenzialmente dovuto al fatto che, al contrario della Marijuana, i campioni considerati sono in numero minore e i punti sperimentali non sono 60 ma 30. Per quanto riguarda il principio attivo - il cui andamento è riportato nel grafico 4 - il COD peggiora: ciò è riscontrabile osservando la dispersione dei dati indicata dalle frecce riportate nel grafico. Nonostante quanto premesso, sia nel grafico 3 che nel 4 sono presenti 8 picchi corrispondenti a valori che possono, ciascuno, fornire una stima della “dose commerciale”.

Nel grafico 5 vengono riportati i risultati in relazione all’eroina (tabella A.3). Anche in quest’ultimo caso il COD è identico a quello relativo alla distribuzione dei pesi delle dosi di hashish e valgono le stesse considerazioni. Il grafico 6 mostra la percentuale di principio attivo relativo all’eroina.

Grafico raffigurante la percentiale di principio attivo-eroina.

Grafico raffigurante: cocaina-peso delle dosi sequestrate.

Grafico raffigurante la percentuale di principio attivo-cocaina.

In fine i grafici 7 e 8 sono relativi allo studio eseguito sulla cocaina (tabella A.4): sono stati considerati 230 campioni e in entrambi i grafici sono presenti 4 massimi relativi. In entrambi i casi si ha un ottimo COD.

5. Riepilogo e conclusioni

Per gli autori del presente articolo i dati analizzati su base sperimentale relativi allo studio delle sostanze stupefacenti portano alla seguente conclusione:

Tabella raffigurante il numero di campioni analizzati, numero di picchi relativi al peso, numero di picchi relativi alla percentuale di principio attivo.

Quest’ultimo valore è riportato sul picco più alto e la sua deviazione standard è ricavabile dalle tabelle in Appendice. Si auspica che il presente lavoro sia di supporto a quanti si cimentano nel contrasto, nello studio e nell’analisi del fenomeno droga. Coscienti del basso numero di dati considerati ma convinti che l’approccio statistico sia giusto, gli Autori sperano in futuro, in collaborazione con gli altri R.I.S. ed i L.A.S.S., di poter analizzare tutti i dati relativi alle preparazioni stupefacenti a livello nazionale.


(*) - Ufficiale addetto, RIS Messina.
(**) - Professore ordinario di Fisica Generale, Dipartimento di Fisica della Materia e Tecnologie Fisiche Avanzate, Università degli Studi di Messina.
(***) - Comandante della Sezione di Chimica, Esplosivi ed Infiammabili, RIS Messina.