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Lo studio delle lingue estere nell'Arma dei Carabinieri Reali profili storici (1929-1941)

Flavio Carbone (*)

1. Premessa

Dal 2000, presso il Comando delle Scuole è stato istituito l’Ufficio Lingue Estere dell’Arma dei Carabinieri, con il compito di sovrintendere all’attività formativa nel campo delle lingue estere e di svolgere gli accertamenti finali, con il test unificato interforze (T.U.I.), per il conseguimento del livello di conoscenza di una lingua estera(1). Analogamente, dal settembre 2001, presso la Scuola Ufficiali Carabinieri, è stata istituita una Sezione Relazioni Internazionali e Lingue Estere(2) incardinata nello Stato Maggiore, con il compito di seguire anche l’apprendimento delle lingue straniere sia dei frequentatori della Scuola, sia di altri ufficiali all’interno della medesima. Sarebbe erroneo, tuttavia, ritenere che in tal modo si tratti di far fronte ad una esigenza nuova, poiché a volgere bene lo sguardo indietro nel tempo, è possibile scorgere già prima del II conflitto mondiale una certa attenzione verso lo studio delle lingue straniere.

Il saggio concentra l’analisi dello studio delle lingue estere nell’Arma, da parte dei sottufficiali, per il periodo 1929-1941, nel quale sembra cominciare l’attenzione verso l’apprendimento e il miglioramento delle lingue per il servizio che i sottufficiali dovevano svolgere. Questi, allora come oggi, avevano l’importante funzione di saldatura tra territorio e Istituzione: a questo scopo, la conoscenza della lingua era elemento indispensabile per comunicare con la popolazione locale(3).

2. Le disposizioni in merito ai corsi di lingua estera

Il Regolamento del 1932 per la Scuola Centrale Carabinieri Reali(4) dedicava tutta la parte quarta ai “Corsi di lingue estere per sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri Reali”. Lo scopo dei corsi consisteva nel “perfezionare la conoscenza della lingua francese e di insegnare quella tedesca e slovena onde poter disporre di sottufficiali buoni conoscitori” (Capo XXXV - Generalità). L’ammissione doveva essere limitata a non più di venti sottufficiali in possesso di una serie di requisiti(5) tra i quali, solamente per la lingua francese, era richiesta “una discreta conoscenza della lingua, da dimostrarsi mediante saggio uguale per tutti”, mentre per le rimanenti lingue “sarà titolo di preferenza il possederne almeno una elementare nozione”.

La responsabilità e la direzione dei corsi era stata affidata al “Comandante in 2^ (Direttore degli Studi) della Scuola Centrale sotto l’alta vigilanza del Comandante della Scuola stessa” (n. 472). Sulla base delle disposizioni contenute nel Regolamento, si può rilevare che lo studio delle lingue era molto impegnativo, poiché erano previste per la lingua francese “tre ore d’insegnamento per ogni settimana”, mentre per il tedesco e lo sloveno “quattro ore di lezioni settimanali”. Le lezioni, alle quali avrebbe partecipato un ufficiale subalterno(6) della Scuola, sarebbero state tenute da un insegnante civile. Lo stesso ufficiale avrebbe dovuto assistere i sottufficiali allievi durante le ore dedicate allo studio delle lingue, con il compito anche di condurre “opportune interrogazioni,[e] con la lettura o traduzioni verbali completerà e renderà più profittevole l’insegnamento impartito dagli insegnanti civili” (n. 473).

Per quanto riguardava gli accertamenti da svolgere durante il corso e quello finale era previsto che l’insegnante civile dovesse provvedere a verificare il grado di conoscenza della lingua attraverso interrogazioni ed esercitazioni scritte “con l’assistenza dell’ufficiale designato al corso di lingua e con l’aiuto o meno del dizionario”. Di ogni prova l’insegnante avrebbe dato un “punto di merito con graduatoria da zero a venti” (n. 474). Vi erano poi degli accertamenti al termine del primo e del secondo trimestre (per i corsi della durata di nove mesi) che dovevano servire per valutare “il necessario rendimento e […] eliminare, se del caso, coloro che se ne dimostrassero non idonei” (n. 477). Infine, al termine del corso, ogni sottufficiale veniva sottoposto all’esame finale dinanzi alla commissione esaminatrice composta dall’insegnante, “dall’ufficiale designato al corso di ciascuna lingua, se riconosciuto idoneo, oppure da altro ufficiale da prescegliersi, possibilmente, fra quelli dell’Arma in luogo o, nella impossibilità, da richiedersi al Comando del Corpo d’Armata di Firenze” (n. 476). L’esame aveva lo scopo di “permettere la constatazione sintetica del grado di conoscenza acquistato da ciascun allievo” con l’attribuzione di una classifica compresa tra ottimo, buono e sufficiente.

3. I corsi per lo studio delle lingue estere presso la Scuola Centrale Carabinieri Reali: dati statistici(7)

La prima traccia dell’avvio delle attività rivolte allo studio delle lingue straniere si rinviene nel 1929, quando si svolse il primo corso di lingua straniera. Le attività di studio delle lingue estere possono essere raggruppate per anni scolastici come indicato nella tabella 1.(8):

Corsi svolti dai Sottufficiali presso la Scuola Centrale CC.RR.Dalla tabella 1. appare evidente che la durata influisce in qualche modo sul rendimento dei sottufficiali frequentatori dei corsi. In definitiva, attraverso i grafici sottostanti e la tabella 2. si può osservare che (grafico 1) l’esito dei non idonei al termine dell’attività didattica oscilla tra lo zero (1933) e l’8 % (1934), passando attraverso il 3% del 1932, il 4% del 1930 e del 1931. Nel periodo 1935/1938 (grafico 2), la durata del corso viene contenuta a sei mesi, con i non idonei passano dal 4% negli anni 1936 e 1938 all’8% del 1935 per finire al 9% del 1937. Appare interessante invece sottolineare che, nel corso degli anni è stato modificato il sistema di valutazione: esso prevedeva inizialmente un’idoneità con l’attribuzione di un livello (ottimo, buono o sufficiente). Nel 1934 fu adottato un nuovo metodo che attribuiva un livello di conoscenza molto più definito. Con questa modifica i valori dei non idonei sono compresi tra il 4 e il 9%.

Idoneità dei Sottuficiali al termine del corso.Idoneità ed esoneri dei Sottufficiali frequentatori dei corsi di lingue (francese,tedesco e sloveno).Dalla tabella 2. (e dal grafico 3.) è possibile considerare, attraverso la continuità dei dati reperiti e riferiti ai militari esonerati nell’arco di dieci anni che i motivi principali risiedono nelle condizioni di salute dei militari e nell’insufficiente rendimento. La voce “per motivi vari” non consente di poter approfondire ulteriormente l’analisi della casistica degli esoneri.

Valori percentuali dell'idoneità.

I grafici seguenti rappresentano la suddivisione dei sottufficiali frequentatori dei corsi dal 1934 al 1938 (nei quali è stato espresso un giudizio sull’idoneità con una gamma di valori da ottimo a traduttore con vocabolario) suddivisi per il tipo di livello conseguito (grafico 4.) e risultati espressi graficamente anno per anno (grafico 5.).

Rendimento dei Sottufficiali idonei.

Con ordine del giorno n. 303 del 30 ottobre 1937, veniva costituito sotto la stessa data il Reparto sottufficiali lingue estere al comando di un ufficiale subalterno(9). Lo studio della documentazione bibliografica consultata, allo stato attuale, non ha fatto emergere un analogo reparto per la formazione dei sottufficiali dell’esercito. Anche in opere più recenti, la stessa Scuola Lingue Estere dell’Esercito (S.L.E.E.) viene fatta risalire nella sua istituzione al 1963, anche se “l’esigenza dell’insegnamento della lingua inglese è stata particolarmente sentita fino dagli anni ’50 quando fu necessario inviare Ufficiali e Sottufficiali negli Stati Uniti per la frequenza di corsi su materiali di nuova acquisizione. I primi corsi furono tenuti presso la Scuola Elettronici di artiglieria c.a. (SEMACA)”(10).

4. Le esigenze straordinarie per l’Africa Orientale

Le operazioni di conquista dell’Etiopia si svolsero a partire dal 3 ottobre 1935, con l’ingresso di Badoglio il 5 maggio 1936 ad Addis Abeba. La proclamazione dell’effimero “Impero” non poté portare con sé la sospensione delle operazioni di controllo del territorio in cui un nemico nascosto e pericoloso ostacolava gli Italiani(11). La necessità di avere personale in grado di saper parlare almeno a livello elementare la lingua locale ebbe per la Scuola Centrale, come effetto, l’organizzazione di una serie di corsi di lingua amharica.

“Per esigenze straordinarie A.[frica] O.[rientale], il 1° settembre 1936 ebbe inizio un corso di lingua amharica per vicebrigadieri e brigadieri dell’Arma, della durata di mesi 4”(12), della durata di 4 mesi, con 30 frequentatori. Al termine del corso 12 furono riconosciuti “ottimi conoscitori”, 16 “buoni conoscitori” e 2 furono “esonerati durante il corso per motivi di salute”. Nel 1937 si svolsero il 2° e il “3° corso di lingua amharica”(13), sempre della durata di 4 mesi.

Della stessa durata dei precedenti fu anche l’ultimo, il “4° corso di lingua amharica”, con 30 sottufficiali frequentatori(14). L’esigenza straordinaria venne meno, probabilmente, a seguito dell’impiego dei 102 sottufficiali che avevano superato il corso di lingua. La necessità sarebbe comunque cessata di lì a poco per la perdita dei territori d’oltremare in seguito alle successive vicende belliche.

Corsi di lingua Amharica dai Sottufficiali presso la Scuola Centrale CC.RR.

Andrebbero analizzate le cause che diedero luogo all’insuccesso del 4° corso di lingua amharica svolto presso la Scuola Centrale. Non si è al riguardo in possesso di elementi sufficienti a dare un giudizio conclusivo sul punto. Come 1^ ipotesi di lavoro, si può presumere che i militari frequentatori dei corsi tenuti nel 1936 e 1937 fossero in possesso di una conoscenza più approfondita della lingua, che aveva consentito loro di poter seguire il corso e superare in maniera più agevole la prova finale; ovvero, vi potrebbe essere stato nel 1938 un insegnante di lingua diverso rispetto a quello che aveva seguito i primi tre corsi, con ripercussioni sul risultato finale. Dalla tabella 4. è evidente che l’ultimo corso fu comunque il meno riuscito in comparazione con gli altri; anche sotto il profilo del risultato finale non fu certo un successo.

Idoneità al termine dei corsi di lingua Amharica svolti dai Sottufficiali presso la Scuola Centrale CC.RR.

La tabella 5. mette in evidenza le differenze tra i singoli corsi in merito al rendimento dei frequentatori. In effetti, mentre i primi tre corsi hanno fornito dei buoni risultati sotto il profilo didattico, l’ultimo è terminato con una vera e propria debacle, visto che tutti gli idonei hanno conseguito il livello più basso dei quattro previsti.

Tabella 5

5. I corsi facoltativi di lingua straniera per gli allievi sottufficiali

Accanto allo studio delle lingue estere rivolto al personale che già era in servizio e ricopriva incarichi nell’organizzazione, a partire dal 1937, si affiancò anche un’attività di carattere formativo a base volontaria rivolta agli allievi sottufficiali della Scuola Centrale. La ripresa delle attività scolastiche regolari, con il termine dei corsi accelerati a causa delle esigenze connesse con le operazioni in Africa Orientale, consentirono l’avvio del 22° corso normale allievi sottufficiali( 15). Questo ebbe luogo dal 1° settembre 1936 al 31 maggio 1937, con l’ammissione di 708 frequentatori(16).

Per i frequentatori di questo corso fu possibile svolgere anche “il corso facoltativo di lingue estere (francese - tedesca - slovena)” che fu condotto dal 1° ottobre 1936 all’11 maggio 1937. Degli 84 allievi(17) che vi presero parte, 18 ottennero la qualifica di “ottimi conoscitori”, 22 di “buoni conoscitori”, 24 di “traduttori senza vocabolario”, 22 di “traduttori con vocabolario”(18). Gli allievi sottufficiali, a partire dal 1937, potevano comunque scegliere di svolgere in alternativa a quello di lingua un corso facoltativo di “stenografia” della durata di 5 mesi poiché ritenuto di una certa importanza “ai fini della preparazione tecnico professionale degli allievi sottufficiali”(19).

Rapporti dei volontari per la frequenza dei corsi di lingua (francese, tedesco e sloveno) rispetto al totale degli allievi Sottufficiali.

Dall’analisi delle tabelle 6. e 7. fu piuttosto scarso dato che la percentuale degli allievi sottufficiali che volontariamente aderirono al corso oscillò tra il 12,14 ed il 24,61%. Ciò è presumibilmente dovuto al fatto che si trattava di attività che andavano ad incidere sul poco tempo libero, non dovevano aver costituito un’attività di grande interesse. Anche i corsi per gli allievi sottufficiali (24° e 25°) mostrano che i risultati finali di idoneità evidenziarono dei limiti legati probabilmente alla difficoltà delle lingue estere studiate se, come le tabelle 7. e 8. evidenziano le percentuali di non idonei (analizzati complessivamente) si stabilizzano per i due corsi rispettivamente al 25 e al 19% del totale.

Idoneità al termine dei corsi facoltativi per allievi Sottufficiali (1936-1939).

Dalla tabella 9. e dal grafico 6. è possibile, invece, considerare che vi fu uno sforzo considerevole per i frequentatori del corso tanto che soprattutto nel primo anno (1936-37) i risultati furono di tutto rilievo. Al contrario, l’ultimo anno della serie analizzata mette in evidenza la minore riuscita del corso, dove il 50% degli idonei consegue la più bassa qualifica.

rendimento degli allievi sottufficiali idonei.

6. Le conseguenze del Secondo conflitto mondiale

Le conseguenze dell’evoluzione del momento, legate all’inizio delle operazioni tedesche contro la Polonia, ebbero pesanti ripercussioni anche all’interno del massimo istituto d’istruzione dei Carabinieri Reali. Infatti, il successivo corso (rispetto quelli analizzati sinora) allievi sottufficiali (il 26°) divenne “accelerato” e si svolse dal 20 settembre al 20 dicembre 1939. Le cause furono indicate così: “per necessità di organico il corso allievi sottufficiali 1939-1940 è stato trasformato in corso accelerato 1939 per la durata di mesi tre. Per il motivo suddetto sono stati sospesi: - i corsi di lingue estere per sottufficiali; - i corsi facoltativi di lingue estere per allievi sottufficiali; - il corso facoltativo di stenografia per allievi sottufficiali; - e non è stato attuato il corso di dattilografia per allievi sottufficiali già in programma”(20).

La situazione internazionale aveva preso oramai la strada delle operazioni belliche, e conseguentemente anche la Scuola Centrale si trovò costretta a imporre alcune modifiche. Il “27° corso accelerato allievi sottufficiali” si svolse dal 3 gennaio al 24 aprile 1940, il “28° accelerato” dal 6 maggio al 20 agosto. Si dovette attendere il 15 settembre 1940, a guerra da tempo iniziata, per vedere l’inizio del “29° corso allievi sottufficiali - 1° dell’anno scolastico 1940 - 1941” alle cui attività furono ammessi 458 militari. Le spiegazioni venivano fornite poco dopo. “A causa poi dello stato di guerra il corso ha avuto la durata di tre mesi, anziché nove. Sempre a motivo dello stato di guerra, sono stati sospesi: - i corsi di lingue estere per sottufficiali; - i corsi facoltativi di lingue estere per allievi sottufficiali; - il corso facoltativo di stenografia per allievi sottufficiali”(21).

La continuazione delle operazioni belliche costrinse, per necessità di organico, a rivedere tutte le attività di carattere didattico. In questo modo vennero rivisti, “durante l’anno scolastico 1940-1941, per disposizione del comando generale, […] i programmi d’insegnamento”. Tra i programmi invariati vi fu il “n. 18 (già 20) Lingue estere (facoltative) - sospese durante i corsi accelerati”(22). Inoltre, sempre “A causa poi dello stato di guerra il corso ha avuto la durata di tre mesi, anziché nove. Sempre a motivo dello stato di guerra, sono stati sospesi: - i corsi di lingue estere per sottufficiali; - i corsi facoltativi di lingue estere per allievi sottufficiali; - il corso facoltativo di dattilografia e automobilismo per allievi sottufficiali”. Nel frattempo, il 15 febbraio 1941 terminò il 29° corso allievi sottufficiali, 1° dell’anno scolastico 1940-1941.

7. Conclusioni

Le operazioni belliche ed il conseguente stato di necessità ridussero all’essenziale gli insegnamenti da impartire agli allievi sottufficiali, per metterli nelle condizioni di poter svolgere le attività minime previste per il grado ricoperto. L’eliminazione dello studio delle lingue si mosse in questa direzione. L’importanza della conoscenza delle lingue estere emerse nuovamente qualche anno più tardi, quando nel 1951, in occasione della sistemazione dell’organizzazione addestrativa con la quale la Scuola Centrale veniva divisa in Scuola Ufficiali a Roma e Scuola Sottufficiali Carabinieri a Firenze, si provvedeva a rivedere e emanare il nuovo Regolamento interno per la Scuola Sottufficiali Carabinieri (n. 5042) nel 1953, che subentrava a quello della Scuola Centrale Carabinieri Reali del 1938. Il nuovo Regolamento del 1953 prevedeva (al numero 378) che “presso la scuola vengono effettuati corsi per sottufficiali, delle lingue francese, inglese, tedesca e di altre che, di volta in volta, possono essere stabilite dal Comando Generale. Inizio e durata, nonché modalità per l’ammissione, vengono stabiliti dal Comando Generale stesso”.

Continuava, in questo modo, l’esperienza acquisita negli anni Trenta e rivolta alla formazione linguistica dei sottufficiali, che idealmente si può ricollegare all’istituzione dell’Ufficio Lingue Estere nel 2000, potenziale erede delle tradizioni del “Reparto sottufficiali lingue estere” del lontano 1937.


(*) - Maggiore dei Carabinieri.
(1) - Inizialmente istituito in via sperimentale come “Sezione Lingue” presso l’Ispettorato delle Scuole (successivamente Comando delle Scuole dell’Arma) ed elevato poi a Ufficio Lingue Estere, a partire dal 1° ottobre 2000, ha consentito all’Arma di “somministrare autonomamente il TUI (Test Unificato Interforze), per l’accertamento della conoscenza linguistica”, cfr. circ. 460/2-2 Add. e Reg. del 28 agosto 2000 del Comando Generale - I Reparto - SM - Ufficio Addestramento e Regolamenti. A partire dal 1° maggio 2004 l’Ufficio Lingue Estere è stato riconfigurato in Centro Lingue Estere dell’Arma dei Carabinieri, transitando alle dirette dipendenze del Comandante delle Scuole.
(2) - All’interno dell’Ufficio Addestramento e Studi della Scuola.
(3) - Analogamente a quanto previsto per sottufficiali e allievi sottufficiali, erano stati attivati alcuni insegnamenti di lingua straniera anche per gli allievi ufficiali e ufficiali allievi che formeranno oggetto di un successivo lavoro e che, pertanto, non sono stati analizzati in questa sede.
(4) - MINISTERO DELLA GUERRA, Regolamento di servizio interno per la Scuola Centrale Carabinieri Reali, Firenze, Stabilimento tipografico G. Ramella & C., 1932. Il regolamento era stato approvato il 20 giugno 1930 dal Ministro della Guerra.
(5) - I frequentatori sarebbero stati prescelti tra coloro che dovevano avere almeno la licenza elementare e dimostrare sufficiente padronanza della lingua italiana, dando l’affidamento di “poter frequentare il corso con profitto”; dovevano anche avere almeno due anni di servizio da svolgere, di buona condotta con una classifica di almeno “Buoni” con punti “Due”. Cfr. n. 471 del Regolamento cit.
(6) - Era scelto “tra quelli che già abbiano qualche nozione della lingua insegnata o che gradiscano, comunque, iniziarne lo studio” per cui “non dovrà essere mai cambiato e in tal modo, oltre a seguire il profitto degli allievi - ed intervenire con adeguati richiami ed esortazioni verso i meno diligenti - potrà, dalla frequenza del corso, trarre personale vantaggio”.
(7) - Per una ricostruzione generale delle attività condotte presso la Scuola Allievi Sottufficiali Carabinieri Reali (poi Scuola Centrale e quindi Scuola Sottufficiali) e delle sue vicende, cfr.: V. CHIRIELEISON, La Scuola Sottufficiali Carabinieri nel Convento di Santa Maria Novella, in L. NOBILI, Il Convento di Santa Maria Novella in Firenze - Sede della Scuola Sottufficiali Carabinieri, Milano, Electa, 1994, pp. 55-70.
(8) - I dati riportati dalle tabelle e dai grafici che seguono sono stati tratti da AUSSME, Memorie storiche per gli anni 1929-1938.
(9) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1937.
(10) - G. GASPERINI, A. SCOTTI (a cura di), L’Esercito e le sue Scuole, Stato Maggiore Esercito, Roma, 1995, pagg. 128.
(11) - P. PIERI, G. ROCHAT, P. BADOGLIO. Maresciallo d’Italia, Mondadori, Milano, 2002, pagg. 464-8.
(12) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1936.
(13) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1937.
(14) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1938.
(15) - Durante il successivo corso allievi sottufficiali (il 23°) non fu condotto alcun corso di lingua straniera perché si trattava di un corso accelerato che iniziò il 1° gennaio 1937 e durò complessivamente 4 mesi e mezzo. AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1937.
(16) - Di questi, 192 riportarono l’idoneità senza esami nella 1° sessione (se il punteggio era particolarmente alto, non dovevano svolgere esami ed erano immediatamente idonei), 512 riportarono l’idoneità negli esami di 1° sessione, e 1 in quelli di 2° sessione. I rimanenti 3 furono esonerati dagli esami per motivi di salute. AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1937.
(17) - In realtà dal calcolo degli allievi in base ai risultati il numero complessivo dei partecipanti è 86 e non 84; è evidente l’errore nella stesura del documento.
(18) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1937.
(19) - Come fu stabilito a seguito della lettera della 1° divisione Carabinieri Reali “Pastrengo” n. 530/13 di prot. del 30 settembre 1936.
(20) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1939.
(21) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1940. Il “poi” testimoniava un’altra questione, quella del 27° e 28° corso che costituivano, in realtà, il “corso allievi sottufficiali 1940, […] diviso in 1° e 2° tempo […] per deficienza di locali a causa della demolizione e ricostruzione di parte della caserma”.
(22) - AUSSME, Memorie storiche per l’anno 1941. Continuava, in questo modo, l’esperienza acquisita negli anni Trenta e rivolta alla formazione linguistica dei sottufficiali, che idealmente si può ricollegare all’istituzione dell’Ufficio Lingue Estere nel 2000, potenziale erede delle tradizioni del “Reparto sottufficiali lingue estere” del lontano 1937.