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  • N.1 - Gennaio-Marzo
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Libri

Mar. Ca. Alessio Rumori

AA.VV.
La tutela internazionale dei diritti umani

Edizioni giuridiche Simone, 2003, pagg. 216, euro 13,00

L’attenzione dell’opinione pubblica internazionale è sempre più protesa a focalizzare l’attenzione sull’esplicazione dei diritti, essendo oramai maturato il passaggio ad una visione complessiva incentrata sulla persona in senso generale anziché sull’individuo. La persona è considerata, dalle fonti di diritto internazionale, come il centro di ogni imputazione di diritti e di doveri. Ad essa, difatti, si richiamano le principali norme internazionali, anche datate. Il testo enuncia anzitutto una definizione dei diritti umani, individuandoli in quelli immediatamente connessi alla natura stessa della persona umana, sia nella loro manifestazione individuale che in quella riferibile all’individuo in quanto parte di un gruppo. La Carta delle Nazioni Unite come elemento fondante e propulsore della legislazione internazionale. Particolare accento viene giustamente posto sulla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, esaminandone la struttura ed approfondendone la parte di specifico interesse, quella cioè dedicata ai diritti ed alle libertà civili e politici. La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e le competenze della Corte Europea dei Diritti Umani, così come disegnata secondo il suo nuovo ordinamento. Il diritto umanitario ed il diritto internazionale penale, con particolare riferimento alla Convenzione di Ginevra ed ai suoi Protocolli aggiuntivi, specie per l’importanza assunta nel quadro della protezione delle vittime civili dei conflitti armati. Interessante la trattazione della Corte Penale internazionale, come organo di giustizia internazionale permanente, competente a giudicare i crimini più gravi, quali l’aggressione, i crimini di guerra, il genocidio, i crimini contro l’umanità. Viene infine approfondita una tematica tuttora assai dibattuta, quella cioè del rapporto tra la giurisdizione della Corte e le giurisdizioni nazionali.

Ten. Col. CC Luigi Cortellessa


Alberto Intini
Angelo R. Casto
Domenico A. Scala
Investigazione di Polizia Giudiziaria.

(Manuale delle tecniche investigative)
Laurus Robuffo, VI edizione, 2003, pagg. 383, euro 40,00

Si tratta di un manuale che scende nel pratico della complessa attività di polizia, offendo strumenti per una sicura navigazione nel settore. Gli autori, professionisti del settore, con esperienza ormai consolidata, esordiscono con il fornire una definizione dell’attività investigativa, delineandone i principi, in riferimento alla deduzione, induzione, abduzione. Oltre ad un necessario riferimento ai presupposti normativi contenuti nel codice di rito, gli AA. si soffermano sulle qualità proprie dell’investigatore, evidenziando come, al pari di ogni altra attività, per quanto supportata da innovazioni tecnologiche e teoriche, sia sempre la componente umana quella imprescindibile e più importante. I criteri generali dell’investigazione vengono delineati quali supporto metodologico irrinunciabile; essi, pur senza una rigida impostazione (quest’ultima da valutarsi in rapporto alle diverse connotazioni dei reati), passano attraverso la ricostruzione del fatto, la ponderazione degli elementi supposti, l’analisi accurata della storicizzazione del fatto considerato, l’esame delle persone e dei luoghi. Assai originale si presenta la carrellata sui tipi letterari dell’investigazione, con riferimento ai personaggi più noti creati dalla letteratura di settore. La specifica tematica viene tratteggiata nella parte dedicata ai mezzi ed alle tecniche d’indagine, con riferimento sia ai tradizionali sistemi di acquisizione della prova, quali l’attività informativa, sia ai moderni sistemi affinati dalla evoluzione tecnologica, quali intercettazioni, rilevamenti scientifici, etc. È proprio su talune indagini tecniche che l’opera presenta un interessante ed esaustivo spazio: indagini medico-legali, esami balistici, rilevamenti di impronte, identificazione genetica a mezzo di esame e confronto del DNA, esami grafici, vengono analiticamente esaminati e presentati come bagaglio assai utile di ferri del mestiere. Talune specifiche ipotesi criminose vengono prescelte dagli AA. per indicarne profili dell’evento, modalità di intervento, caratterizzazione degli autori, approcci investigativi. Buona impostazione storica e sociologica viene evidenziata nella parte dedicata all’esame delle più aggressive organizzazioni della criminalità organizzata. Il testo, per sua natura ed impostazione descrittiva, si attaglia ad un pubblico di neofiti, quale proficua premessa per successivi approfondimenti.

Ten. Col. CC Luigi Cortellessa


Giovanni Pascuzzi
Cyberdiritto
Zanichelli, 2003, pagg. 69 + cd-rom, euro 18,00

Agile manualetto per una guida pratica alle banche dati italiane e straniere, alla rete internet e all’apprendimento assistito da calcolatore. La finalità dell’opera è quella di rendere familiare a tutti coloro che si avvicinano al mondo del diritto gli strumenti attraverso i quali è possibile effettuare ricerche in rete di normative, pronunce giurisprudenziali e contributi dottrinali. I contenuti più significativi dell’opera sono stati affidati ad un cd-rom allegato, mentre il testo in poche e molto chiare pagine illustra le reti per la comunicazione dei dati, la navigazione sul web, la posta elettronica, le liste di discussione, le banche dati giuridiche, la strategia per la loro consultazione e fornisce utili consigli sulla documentaristica informatizzata. Una seconda parte del testo è completamente dedicata all’apprendimento del diritto assistito da calcolatore, dove si parla di software didattico, di ipertesti e di didattica a distanza.

Ten.Col. CC Fausto Bassetta


Rosalba Alessi,
Alfredo Galasso,
Salvatore Mazzamuto
Manuale ipertestuale del diritto privato
Zanichelli, 2003, pagg. 362 + cd-rom, euro 48,50

Un manuale per la prima volta concepito e realizzato in forma ipertestuale per utilizzare le potenzialità didattiche offerte dallo strumento informatico. Il testo si presenta in modo molto schematico per un apprendimento essenziale dei principali istituti del diritto privato, mentre il cd-rom allegato, le cui informazioni non coincidono con quelle contenute nel supporto cartaceo, offre percorsi differenziati per diversi livelli di apprendimento, mirati alla conoscenza della normativa, al riscontro pratico con la giurisprudenza e alla riflessione dell’elaborazione dottrinale. Diversi testi normativi sono direttamente consultabili tramite il cdrom, in un continuo di rimandi tra leggi, pronunce giurisdizionali e commenti critici. Un diritto privato diverso, presentato in forma più moderna, slegato dagli stereotipi della trattatistica tradizionale e immerso in una visione europea dei valori di riferimento, secondo itinerari che guidano il lettore a scoprire (o riscoprire) le radici e i temi di fondo della vicenda giuridica espressione dell’autonomia privata.

Ten.Col. CC Fausto Bassetta


Massimo Nunziata
Lo speciale statuto penale della Guardia di finanza
Quaderni della “Critica Penale”, 2003, pagg. 67, euro 7,00

Un argomento poco conosciuto, se non agli addetti ai lavori, è quello esposto con particolare efficacia critica dall’autore, magistrato militare, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale Militare di Napoli. Lo speciale statuto penale che riguarda gli appartenenti alla Guardia di finanza è tutto racchiuso nella legge 9 dicembre 1941, n. 1383, che individua ulteriori responsabilità penali per i militari di questa forza di polizia ad ordinamento militare. Si tratta delle fattispecie di peculato, di violazione di leggi tributarie e di collusione, la cui peculiarità è quella di essere reati militari. In sostanza un particolare regime penale speciale, complementare alla stessa legge penale militare, finalizzato alla tutela del particolare servizio istituzionale disimpegnato dal Corpo della Guardia di finanza. L’autore non solo descrive le fattispecie penali in questione, anche attraverso un’efficace comparazione con analoghe fattispecie contenute nella legge penale “comune” e in quella penale militare, ma propone un percorso critico che dalla ratio delle norme si spinge a proporre particolari soluzioni organizzative degli assetti amministrativi in questione.

Ten.Col. CC Fausto Bassetta


Guido Scorza
Elementi di diritto dell’informatica
Edizioni Simone, 2004, pagg. 352, euro 20,00

Il volume, con la prefazione di Giuseppe Scandurra, Procuratore Generale Militare della repubblica presso la Corte Suprema di Cassazione, propone al lettore un quadro esauriente e sintetico del diritto dell’informatica. Questo rigoglioso ramo del diritto offre continuamente spunti di estremo interesse sia per la modernità delle sue prospettive, sia per l’incessante sviluppo tecnologico che sollecita soluzione giuridiche adeguate. Il diritto dell’informatica è intrinsecamente connotato da un’ottica interdisciplinare che l’autore riesce con molta efficacia a rendere agevole e compendiare nelle sue linee essenziali. Il legislatore, nel pur difficile compito di coniugare le ragioni del diritto con quelle tumultuose dell’informatica, ha apprestato tutele e normative di garanzie talvolta complesse e di non facile comprensione. Pregio di quest’opera è di rendere il tutto molto più semplice ed accessibile, senza tralasciare il gusto per l’approfondimento critico e le necessarie correlazioni tra diversi ambiti dell’ordinamento. In pochi capitoli vengono illustrati la tutela giuridica del software, i computer crimes, la delicata materia della privacy e della riservatezza, i profili giuridici ed applicativi delle firme elettroniche e seppur per cenni, i profili tributari e fiscali del commercio elettronico. Completa il testo una ricca appendice dei principali provvedimenti normativi di interesse. Insomma, un’opera estremamente utile sia per lo studioso che vuole approfondire gli istituti di questa particolare branca del diritto, sia per il pratico che deve quotidianamente confrontarsi con le problematiche applicative.

Ten.Col. CC Fausto Bassetta


Michele Zampelli
L’agente sottocopertura
Edizioni SEAM, 2003, pagg. 160, euro 11,50

È con molto piacere che portiamo all’attenzione dei nostri lettori questo pregevole lavoro di Michele Zampelli, giovane ufficiale dell’Arma dei carabinieri che si è cimentato nel non facile tema dell’agente sottocopertura. Figura sino a qualche anno fa estremamente ambigua nel nostro ordinamento, è stata recentemente più volte visitata dal legislatore che, anche sulla base degli orientamenti giurisprudenziali in materia, ha introdotto apposite norme in diversi ambiti di contrasto alla criminalità. La complessa problematica viene trattata, inizialmente, incentrando l’attenzione sulla figura dell’agente sottocopertura, di cui viene proposto un breve profilo storico e note di comparazione con la contigua figura dell’agente provocatore. Successivamente l’autore analizza gli aspetti di diritto penale sostanziale sottesi all’attività istituzionale dell’agente sottocopertura, per poi esaminare le diverse normative di settore. L’esposizione parte dall’ipotesi di acquisto simulato di droga, per poi occuparsi dell’agente sottocopertura nella normativa antimafia, delle consegne controllate, in materia di sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione, usura e riciclaggio, di pedofilia, di disposizioni urgenti di contrasto al terrorismo internazionale e di garanzie funzionali per gli appartenenti ai servizi di informazione e sicurezza. In questo quadro, così variegato e ricco di spunti di approfondimento teorico e di applicazione concreta, non possiamo non condividere il giudizio positivo espresso nella presentazione al volume dal dott. Alberto Cisterna, sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia, circa il meritorio lavoro svolto: se il compito primario, soprattutto da parte dell’operatore pratico, è preliminarmente quello di conoscere e comprendere “… Zampelli ci aiuta in ciò con precisione e pazienza”.

Ten.Col. CC Fausto Bassetta


Giovanni Manunta
Sicurezza Emmekappa
Edizioni, 2003, pagg. 207, euro 15

È un libro che ben dispone sin dalla copertina, raffinata per ricercatezza ed incisiva per i significati che trasmette. L’allegoria del buon governo, di Lorenzetti, artista assai espressivo di quell’autonomismo municipale dell’alba rinascimentale, che attraverso l’arte enunciava il suo messaggio politico autonomista ed espansionista, contiene già in sé tutte le componenti del concetto di sicurezza: qui vale la pena di prendere ad emblema, sopra tutte, la giustizia e la prudenza, accorgimenti essenziali ed irrinunciabili per assicurare un quotidiano supporto di sicurezza tanto per la grande quanto per la piccola comunità È il loro convinto esercizio, corroborato dalla fortezza, a condurre verso la concordia, quella sola a mezzo della quale le nazioni democratiche e moderne possono, nel riconoscimento dei valori diversi, assicurarsi una cornice di solidità, coesione, tensione ideale sui valori comuni, tutti fattori in assenza dei quali la sicurezza stessa assume l’inconsistenza del concetto effimero e non già il valore della pratica, o meglio di abitudine quotidiana. Manunta, con questa scelta elegantemente efficace cui affidare la trasmissione visiva della sua elaborazione concettuale, sin dall’inizio consacra la sicurezza come elemento al servizio e non già come fine: strumento quindi di garanzia nella crescita, presidio nella libertà, viatico verso il benessere totale, che gli antichi indicavano, senza equivoci, come buona vita della moltitudine. Ben consapevole delle confusioni ingenerate sull’argomento dalla imprudente e generalizzata abitudine di parlare attorno ad argomenti non conosciuti, assai opportunamente viene offerto, ad inizio d’opera, un glossario breve ed esauriente, che chiarifica significati ed intendimenti. La parte iniziale dell’opera affronta il significato terminologico attraverso una esaltante esplorazione storica, che non tralascia di citare le antiche codificazioni nelle quali il termine veniva associato a specifiche prescrizioni da adottarsi all’interno delle comunità, fino a giungere all’epoca attuale, che inserisce la securitas nel più ampio catalogo dei doveri dello Stato moderno, illuminato e liberale. Ecco quindi l’approccio alle diverse tipologie di contenimento della sicurezza, che a seconda dell’obiettivo e della minaccia presuppongono ed impongono diverse metodologie operative; da qui il passaggio dalla teorizzazione ad un approccio operativo che richiede strumenti e protagonisti: le persone, le strutture, i sistemi, le procedure, il controllo. Il rapporto bene-minaccia occupa una parte significativa della trattazione, poiché da tale relazione scaturiscono soggetti protagonisti, modalità, comportamenti individuali e collettivi. Dinanzi ad una sconfinata ed a tratti impercettibile minaccia alla sicurezza, che non tralascia di adeguare le sue forme in maniera sempre più esponenziale, l’A. accentua la sua posizione a favore di un metodo, imprescindibile per attuare una risposta efficace ed efficiente. La vocazione del testo è certamente ed evidentemente di natura operativa, se non altro per i dati che emergono dalla biografia dell’estensore, che nella sua vita professionale ha ben armonizzato ricerca teorica e verifica pratica. Si avvertiva, peraltro, il bisogno di una sistemazione della materia, tanto vasta quanto suscettibile di alterazioni per l’intervento, talvolta non in buona fede, di orecchianti travestiti da esperti. Ed allora ecco che emerge la intellegibilità del testo: efficace, diretto, agevole, privo di assunzione di verità assolute. Queste caratteristiche ne fanno uno strumento di immediata consultazione e di miglioramento nella condotta per quanti sono chiamati ad agire nel settore, di entusiasmante iniziazione per i neofiti.

Ten. Col. CC Luigi Cortellessa


Ercole Aprile,
Francesco Nuzzo,
Luigi Maria Sanguinetti
La pratica penale
Edizioni Giuffrè, 2003, pag.966, euro 64.00

Nell’ambito della collana esami e pratica forense, gli autori, dopo aver affrontato in generale le tematiche della procedura penale, compiono un’approfondita analisi di alcuni aspetti salienti di parte degli istituti, del processo nella sua dinamicità e, infine, delle formule processuali. In particolare, la disamina si apre con i soggetti del processo: il giudice, le parti il difensore; continua con gli atti, le prove, le misure cautelari, le indagini e l’udienza preliminare; si conclude con i procedimenti speciali, il giudizio, le impugnazioni, l’esecuzione e i rapporti con le Autorità straniere. Gli approfondimenti procedurali, indicati dagli autori come “letture”, fanno riferimento non solo all’azione penale e alla costituzione di parte civile, alle prove e alle tecniche d’interrogatorio, ma anche al riesame dei provvedimenti cautelari, ai procedimenti speciali e al valore di cosa giudicata. Il testo, che può senz’altro definirsi un necessario strumento per gli addetti ai lavori, si conclude con alcune indicazioni/considerazioni fondate su dati empirici relativi all’esperienza procedurale e processuale.

Cap. CC Giovanni Fàngani Nicastro


Diana Urania Galetta
Violazione di norme sul procedimento amministrativo e annullabilità del provvedimento
Edizioni Giuffrè, 2003, pag.302, euro 23.00

Il testo rientra nella collana del Dipartimento Giuridico - Politico di Diritto Pubblico dell’Università degli Studi di Milano e affronta le questioni processuali amministrative collocabili tra diritto e politica giuridica, non trascurando l’ormai necessario esame comparativo tra il diritto nazionale e quello comunitario. L’A. si occupa, poi, delle proposte normative e delle connesse problematiche applicative con le posizioni e l’atteggiamento della dottrina e di parte dei giudici amministrativi. In conclusione, svolge delle considerazioni sui vizi del procedimento amministrativo, con riferimento alla sintomatica violazione di legge e sulla conseguente annullabilità dell’atto amministrativo, nel più generale contesto europeo del raffronto tra diritto interno e diritto comunitario. Il volume si presenta non solo come necessario strumento per gli operatori del settore, ma anche come utile approfondimento per gli appassionati della disciplina, specie nella prospettiva della dinamica giuridica europea.

Cap. CC Giovanni Fàngani Nicastro


Anna Bioley, Maurizio Castelli, Antonio Cerruti,
Antonio Colotto, Domenico Cuzzola, Elettra Crocetti,
Gianluca Livi, Liliana Pomi, Roberto Rosset, Raffaella Sanguineti
Insieme per il minore. Approccio multiprofessionale nei confronti dell’abuso al minore.
Edizione SEE (Società Editrice Europea) 2003, pagg. 168, euro 36,00

La pratica del maltrattamento all’infanzia affonda le sue radici nel passato: basti pensare che solo nel 374 d.C. uccidere un bambino fu legalmente perseguito. Successivamente, non scomparvero comunque fenomeni come l’abbandono, le punizioni corporali come stile educativo, lo sfruttamento dei bambini nei campi e nelle fabbriche. Superato l’anno duemila, in un’epoca nella quale gli episodi di violenza nei confronti dei bambini sono diventati una triste realtà, quasi quotidiana, affrontare il problema dell’abuso è senza dubbio una necessità avvertita da più parti, soprattutto per prevenire e gestire un fenomeno che dovrebbe interessare tutti gli appartenenti ad una comunità civile: genitori, insegnanti, medici, operatori sociali, magistrati, forze dell’ordine, politici. Con il libro in esame, un’iniziativa tutta valdostana, dieci professionisti di tre differenti settori della Pubblica Amministrazione (scuola, sanità e giustizia) forniscono punti di vista diversi - multiprofessionali, appunto - sul triste fenomeno degli abusi sul minore. Anna Bioley ed Elettra Crocetti (docenti rispettivamente di lettere e lingua francese presso istituti scolastici valdostani) forniscono il loro contributo con riferimento al settore scolastico: la Prof.ssa Bioley - che ha coordinato efficacemente il lavoro dei dieci coautori e ha scritto la premessa del volume - analizza la delicata posizione dell’insegnante di fronte ad un eventuale caso di abuso. La docente, nel sottolineare il delicato compito spettante ad ogni docente in tali casi (delicato perché prodromico di interventi di altri enti pubblici, come le FFPP, le strutture psichiatriche, la magistratura, ecc), fornisce una serie di indicatori che dovrebbero contribuire a far raggiungere un adeguato grado di sospetto, necessario per procedere alla segnalazione e/o alla denuncia del caso. La Prof.ssa Crocetti fornisce un quadro esaustivo della violenza tra coetanei, nel contesto - sempre più deviante e preoccupante, e purtroppo in forte aumento - del c.d. “branco”. Domenico Cuzzola e Gianluca Livi analizzano lo specifico tema nell’attuale contesto normativo ed investigativo. Il Giudice Cuzzola, ex presidente del Tribunale di Aosta, commenta vari disposti normativi a tutela del minore: l’impiego dei minori nell’accattonaggio (art. 671 c.p.), l’abbandono dei minori (art. 591 c.p.), il venire meno al dovere di istruire il minore (art. 731 c.p.), la sottrazione dei minori (573 c.p.), nonché tutte le norme afferenti alla prostituzione, la pornografia infantile (artt. 600 bis c.p. e seguenti) e la violenza sessuale (artt. 609 bis c.p. e seguenti). Il Cap. Livi, attuale comandante della Compagnia Carabinieri di Aosta, oltre ad analizzare il fenomeno dell’abuso nel contesto internazionale commentando “La Dichiarazione dei diritti del fanciullo” del 1924 e la “Convenzione Internazionale sui Diritti dell’infanzia” del 1989, analizza - contemperando esperienze dirette e numerosi studi di operatori del settore giudiziario - le tecniche da utilizzare per indurre il minore ad esternare l’abuso subito, nel pieno rispetto dell’integrità psichica di quest’ultimo. Antonio Cerruti, Maurizio Castelli, Antonio Colotto, (rispettivamente primari del Pronto Soccorso, di Medicina Legale e di Psichiatria presso l’ospedale di Aosta), Liliana Pomi, Roberto Rosset e Raffaella Sanguineti (pediatri e psicologi presso la USL Valle d’Aosta) affrontano il problema dell’abuso con riferimento al settore sanitario. Il Dott. Cerruti chiarisce alcuni aspetti prettamente tecnici, prevalentemente concernenti le lesioni riportate dal bambino abusato nei casi di ricovero presso il Pronto Soccorso. Il Dott. Castelli si pronuncia sugli aspetti medicolegali dell’abuso sotto un triplice aspetto: la diagnostica, gli obblighi della legge penale, gli obblighi derivanti dal codice deontologico. Il Dott. Colotto affronta il dramma vissuto dall’abusante, analizzando i prodromi che possano determinare un comportamento abusante nei confronti del minore, generalmente legati a malattie (come la schizofrenia e la depressione, ad esempio) o a dipendenze (da alcol o da sostanze stupefacenti). Il Dott. Rosset e la Dott.ssa Pomi analizzano l’abuso in ogni sua forma, classificandone le singole tipologie (fisica, psicologica e sessuale) riconosciute dalla medicina moderna. Quest’ultima, inoltre, dedica due interessanti paragrafi all’abuso derivante rispettivamente da “violenza psicologica”, i cui effetti sono largamente sottovalutati, e da “patologie delle cure” analizzando tanto il caso della carenza di cura, quanto quello, peraltro molto comune, del ricorso alle cure eccessive o distorte. La Dott.ssa Sanguineti, infine, si pronuncia sull’esperienza fisica vissuta dal bambino abusato: un argomento molto complesso che l’autrice cerca con successo di rendere meno ostico e più accessibile al lettore proponendo un approccio di analisi di 9 interessanti casi clinici. Colpiscono, tra questi, i casi di due bambini abusati: nel corso della crescita, il primo manifesterà atteggiamenti violenti e minacciosi che lo porteranno ad intraprendere un cammino verso la delinquenza difficile da contenere; il secondo diverrà egli stesso autore di violenza, agita sempre nei confronti di minori che, impotenti e succubi, riproducono la sua storia. Il libro si segnala per una curiosità riguardante l’Arma: perfettamente integrata nel contesto generale dell’opera tutta, infatti, è stata inserita la trascrizione del cortometraggio “Piccole cose di valore non quantificabile”, scritto e diretto da Paolo Genovese e Luca Miniero, già distribuito nel 2001 dal Comando Generale a ciascuna delle Stazioni presenti sul territorio nazionale. In sintesi, un simpatico brigadiere dell’Arma, interpretato dall’attore partenopeo Gianni Ferreri, fingendo ingenuità e talvolta minore acume (dando vita ad una serie di malintesi divertentissimi, degni del miglior Totò), riesce con abilità a far sì che una donna riveli la sua esperienza di abusata. Il cortometraggio rivela le capacità del “modesto” verbalizzante che, senza alcuna ingerenza traumatizzante o comportamento invasivo, è capace di portare gradualmente l’abusata ad un’esternazione genuina e serena dei suoi trascorsi.

Cap. CC Gianluca Livi


Augusto Balloni
Il Vigile di quartiere a Milano. Percorsi formativi e operativi: un approccio criminologico
Franco Angeli editore, 2003, pagg.160, euro 11,00

La città di Milano è stata teatro, nel 1998, della prima sperimentazione relativa alla istituzione della figura del vigile di quartiere, uno tra gli elementi chiave della cosiddetta “filosofia della prossimità” in ambito urbano. Proprio partendo da questa esperienza, il volume, nato dall’incontro tra l’amministrazione locale milanese e l’Università di Bologna, intende focalizzare l’attenzione sulle varie tappe che hanno condotto alla redazione di un programma finalizzato ad un corso di formazione e di aggiornamento per i vigili urbani di quartiere del comune di Milano. Nel libro sono presenti tre sezioni. La prima si riferisce all’incontro avvenuto con i vigili, caratterizzato dalla somministrazione di un test e di un questionario al fine di ottenere elementi utili alla preparazione dei corsi per i vigili di quartiere, per meglio individuare le esigenze di formazione e di aggiornamento. La seconda offre una approfondita introduzione alla criminologia, all’interno della quale vengono ripercorse le principali teorie criminologiche con attento riferimento alle linee di intervento in tema di criminalità urbana. La terza indica infine, nel contesto della sicurezza urbana, l’esigenza di nuovi percorsi operativi che costituiscono i presupposti per la realizzazione di un osservatorio in tema di criminalità urbana e di rischio di vittimizzazione. Questo volume, oltre a descrivere dettagliatamente il progetto “vigile di quartiere”, pone in primo piano l’importanza assunta dalla formazione professionale di queste nuove figure di prossimità indispensabile per meglio approcciarsi alle nuove frontiere della sicurezza urbana, intesa nella sua complessità e multidimensionalità. È un ambizioso tentativo di individuare i principi teoricometodologici ed operativi che guidano gli operatori del settore nella loro quotidianità.

Dott. Andrea Antonilli


Gianni Flamini
Brennero connection
Editori Riuniti, 2003, pagg. 189, euro 14,00

Flamini, giornalista e autore di altri libri “inchiesta”, fornisce con Brennero connection la sua chiave di lettura sugli aspetti di lotta terroristica e sulla risposta che lo Stato diede alla questione altoatesina, utilizzando anche stralci degli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi (nota più comunemente come Commissione Stragi). Il percorso dell’autore è organizzato su sette capitoli e un appendice (La periferia apparente; Nel nome della guerra fredda; L’esordio della dinamite; Il sole, il cielo, le viti, le donne; La guerra sporca; Dalla periferia al centro; La verità sigillata; Appendice: qualche tecnico di laboratorio) attraverso i quali tenta di fornire una interpretazione delle vicende che colpirono l’Alto Adige (ma non solo) orientando la propria attenzione sulle risposte fornite da Roma. La limitata esecuzione dell’accordo De Gasperi- Gruber da parte della giovane Repubblica italiana sulla concessione di garanzie autonomistiche a favore degli Altoatesini di lingua tedesca e ladina all’indomani del secondo conflitto mondiale rappresentò la causa scatenante dell’azione violenta che fu condotta, colpendo sia edifici civili (pubblici o privati), sia militari (caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza), sia ancora causando la morte e il ferimento di civili innocenti e appartenenti alle Forze dell’Ordine e Armate, questi ultimi tutti impegnati nel difficile controllo del territorio della provincia di Bolzano. Inoltre, accanto agli attentati dinamitardi compiuti da appartenenti a gruppi di lingua tedesca si sviluppò un analogo movimento terroristico di matrice italiana, poi misteriosamente scomparso. Ciò che si può ritenere certo è che la contrapposizione dei due blocchi attribuì una maggiore importanza all’Alto Adige divenuto un baluardo per la difesa dei Paesi occidentali e che, grazie alla sua posizione strategica, poteva garantire una prima iniziale azione di contenimento di eventuali aggressori che avrebbero potuto utilizzare una direttrice di attacco proveniente dal territorio austriaco. Il lungo dibattito politico, durato 32 anni, fu definitivamente concluso nel 1992, quando gli ultimi quattro decreti legislativi vennero emanati dal Governo italiano; essi, accettati dal SVP in un suo congresso straordinario, vennero successivamente comunicati al Governo austriaco. Quest’ultimo, con l’accettazione da parte del Parlamento degli ultimi atti legislativi italiani in materia, inviò all’ambasciatore italiano a Vienna la “famosa” dichiarazione liberatoria, che consentiva di porre definitivamente termine alla lunga controversia tra i due Stati vicini.

Magg. CC Flavio Carbone


Alfonso Conte
Stili di vita e modelli di consumo nel Mezzogiorno tra Otto e Novecento
Plectica Editrice, 2003, pagg. 142, euro 10,00

Alfonso Conte con il suo “Stili di vita e modelli di consumo nel Mezzogiorno tra Otto e Novecento” si propone di analizzare, sulla scia di una corrente storica più recente, gli stili di vita che insieme ai modelli di consumo risultano predominanti nella borghesia meridionale in due secoli di Storia nazionale. L’autore utilizza, seguendo gli insegnamenti di Giovanni Aliberti, i libri della contabilità familiare come elementi indispensabili per l’analisi della classe emersa con l’età napoleonica. Questi preziosi documenti, ancorché di difficile reperibilità, da carte di minore importanza si trasformano in pregiatissimi strumenti di lavoro e di comprensione di un periodo storico e di un determinato territorio. Anche per la difficile reperibilità, recentemente è nata l’Associazione “Oikos” (centro.oikos@jumpy.it) della quale proprio Conte è il segretario generale, tra i cui scopi sono precipue soprattutto la raccolta e la valorizzazione di queste importanti forme scritte di testimonianza privata. I tre snelli capitoli (1° - Dall’Italia contadina alla società dei consumi; 2° - Borghesi di provincia nel Mezzogiorno dell’Ottocento; 3° - Da formiche a cicale: verso la società dei consumi) individuano il passaggio della società meridionale italiana da un modello chiaramente contadino ad un “American style of life” attraversando il periodo liberale e quello fascista. Completano il testo alcune utili e importanti tabelle. In definitiva il libro, che utilizza la tesi di dottorato dell’autore rielaborata e integrata da articoli su temi analoghi e nuove ricerche inedite, aiuta a comprendere la quotidianità della classe borghese vissuta tra consumi di lusso e risparmi minuti, presentando un interessante spaccato di una delle tante italie che compongono la nostra Nazione.

Magg. CC Flavio Carbone


Antonello Bigini
Storia della Turchia contemporanea
Bompiani editore, 2002, pagg. 178, euro 8,50

“Storia della Turchia contemporanea” si inserisce nella ricca produzione bibliografica di Antonello Biagini, professore ordinario di Storia dell’Europa orientale presso l’Università di Roma “La Sapienza” e presso la Libera Università degli Studi “S. Pio V”. Il percorso dell’autore parte da una sintetica ma efficace narrazione degli eventi che consentirono la nascita dell’Impero Ottomano e che condussero all’instaurazione della Repubblica (Cap. I - Dall’Impero alla Repubblica) per attraversare la storia di un - ancora oggi - importante partner strategico dell’Alleanza Atlantica e continuare con “La Repubblica e l’età kemalista” (Cap. II), “La politica estera turca fino alla seconda guerra mondiale” (Cap. III), “La guerra fredda e il bipolarismo” (Cap. IV), chiudendo “Verso l’Unione Europea” (Cap. V). Biagini, già apprezzato per i suoi interessanti lavori pubblicati con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, utilizza sapientemente le efficacissime relazioni degli addetti militari (e non solo) succedutisi nell’Impero ottomano e poi presso la Repubblica turca, riuscendo a condensare in meno di 200 pagine l’evoluzione storico-politicasociale e militare dei Turchi. Non poteva, ovviamente, non essere trattata la “rivoluzione” voluta da Kemal Atatürk (letteralmente Atatürk corrisponde a “Padre dei Turchi”) che consentì, ad un Paese fortemente arretrato di giungere ad una veloce modernizzazione, sia pure non senza contraddizioni. L’autore, grazie alla sua consolidata analisi dei documenti dell’Archivio dell’USSME, analizza attentamente anche una delle componenti più importanti della società turca: le Forze Armate. “Il ruolo dei militari nella vita politica” turca e il loro intervento con l’esercizio della funzione di “supplenza” dopo la scomparsa di Atatürk sono da inquadrare nella tutela dei principi guida indicati da Mustafa Kemal, con particolare riferimento alla laicità, all’unità ed al prestigio dello stato nazionale turco. In conclusione il lavoro di Biagini si rivela un utile strumento per la conoscenza della storia del popolo turco e per la migliore comprensione di un membro della NATO che, in questo periodo, ha assunto - se possibile - un’importanza ancora maggiore specialmente per il Teatro d’operazioni medio-orientale.

Magg. CC Flavio Carbone


Giulio Bedeschi
Il natale degli alpini
Mursia, 2003, pagg. 157, euro 16,00

La prestigiosa Casa Milanese ha inteso onorare il suo Autore più noto raccogliendo scritti vari e di epoche diverse che, abilmente integrati, ripropongono la vena sentimentale di Bedeschi, che, nella sua intensa ed utile vita, mai abbandonò il desiderio - che egli visse come dovere morale - di tributare il giusto onore a quanti rimasero nelle steppe innevate. La sofferenza costituisce il filo conduttore dei racconti, con tutto il bagaglio di pene e di solidarietà umana che furono sempre nello zaino dell’alpino Bedeschi, valori assurti ad emblema anche della sua vita di medico affermato ed innovatore. É la sua compagna di vita, la signora Luisa Vecchiato Bedeschi, ad introdurre il lettore, con la tenera passione e la prosa sicura di chi conosceva a fondo l’animo schivo dell’uomo: è Lei a vergare la presentazione della raccolta di questi Racconti scritti con le mani da falegname, intrise del sangue degli alpini. Si tratta di pagine per lo più inedite o di articoli apparsi su varie riviste ed in epoche diverse, che, sapientemente armonizzati dall’editore, offrono il risultato di un continuum rispetto alla grande narrativa di Centomila gavette di ghiaccio o de Il peso dello zaino. Cosa di nuovo allora rispetto ai precedenti lavori? Senza dubbio il disincanto dinanzi alla storia sempre ripropositiva nelle tragedie, ma con accanto la fiducia mai sopita nei confronti dell’uomo e della sua capacità di esprimere e vivere la solidarietà: è in sostanza il grande retaggio che i suoi alpini della 13 del Gruppo Conegliano gli donarono perché essa, attraverso i suoi scritti, mai pomposi e sempre delicatamente efficaci, fosse trasmesso alle giovani generazioni. Ed infine, anche per legittima soddisfazione di questa nostra Rassegna, è doveroso citare l’articolo pubblicato sul Il Carabiniere del 29 agosto 1982: in questo scritto, che diviene certamente una delle più calde ed emozionanti pagine della storia dell’Arma, Bedeschi coglie, fissa e sublima la figura del Carabiniere nella infausta campagna di Russia, tracciandone imprese e raffigurandone gesta, tutte compiute con spirito di dovere, come egli ama sottolineare, citando, peraltro, nomi a noi assai cari: Giuseppe Plado Mosca, Salvatore Pennisi, Dante Jovino. Bedeschi - come dicono gli Alpini - è andato avanti. Ma quest’opera ne perpetua il messaggio poiché, in sintesi, è il regalo più bello che Bedeschi ha offerto - incidendolo pure nel titolo assai emblematico - per un Natale certamente segnato da un desiderio di rivitalizzazione per l’amore alla Patria.

Ten. Col. CC Luigi Cortellessa


Alberto Bucci
Giovanni Ariolli
Manuale pratico del giudice di pace nel processo penale - Seconda edizione
Edizione Cedam, 2003, pagg. 371, euro 29,00

A distanza di circa due anni dall’entrata in vigore della normativa istitutiva della competenza penale del giudice di pace, avvenuta il 2 gennaio 2002 a seguito dell’approvazione del D.Lgs. 274/2000, gli Autori hanno avvertito la necessità di dare alla luce la seconda edizione di un’opera dedicata al particolare procedimento in materia penale attribuito ad un nuovo organismo giudicante, introdotto nel nostro ordinamento giuridico, originariamente, con la legge 21 novembre 1991 n. 374. Il Manuale in questione costituisce una attenta lettura dei contenuti del Decreto Legislativo istitutivo della competenza penale del giudice di pace, ampliata ed aggiornata alla luce del Regolamento di esecuzione, del T.U. sulle spese di giustizia, delle disposizioni sul patrocinio gratuito dei non abbienti a spese dello Stato e della difesa d’ufficio. L’opera, strutturata su dodici capitoli, prende le mosse dalla nomina del magistrato onorario per poi trattare degli organi giudiziari nello speciale procedimento, della competenza del giudice, delle indagini preliminari, dei meccanismi processuali regolanti gli atti di citazione, dell’udienza di comparizione, delle impugnazioni, sino ad esaminare le tipologie di sanzioni irrogabili dal giudice di pace e la loro relativa esecuzione; l’ultimo capitolo è stato poi dedicato all’esame della disciplina transitoria. La comprensione in profondità dei contenuti del testo, di per se elevata ed improntata a criteri di fluidità e praticità derivanti dalla netta impostazione manualistica, risulta ulteriormente agevolata dall’inserimento di numerosi estratti della relazione governativa al decreto legislativo recante “Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace”. Il saggio nella sua ultima parte, oltre a riportare una utile appendice normativa costituita dal D.Lgs. n.274/2000 e dal relativo Regolamento di esecuzione (D.M. 6 aprile 2001), contiene un esame analitico dei singoli reati attribuiti alla competenza del giudice di pace, aggiornati alla luce delle modifiche legislative intervenute nel 2003 che hanno spostato nella competenza del tribunale in composizione monocratica i reati di omissione di soccorso non aggravata, di guida sotto l’influenza dell’alcool e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti (L. 9 aprile 2003 n.72 e L. 1 agosto 2003 n.214) In conclusione, il manuale di Bucci ed Ariolli rappresenta un utile strumento di lavoro per gli operatori del diritto che si confrontano con il procedimento penale di competenza del giudice di pace, procedimento in cui il ruolo della polizia giudiziaria in genere, e dell’ufficiale di p.g. in particolare, ha acquisito specificità e funzioni di primaria importanza.

Ten.Col. CC Gianni Cuneo


Gianfranco Fini
L’Europa che verrà Il destino del continente e il ruolo dell’Italia
(A cura di Carlo Fusi Prefazione di Giuliano Amato)
Fazi Editore, 2003, pagg. 107, euro 13,00

In questo libro - intervista, curato Carlo Fusi, giornalista politico parlamentare ed editorialista del Messaggero, l’Autore racconta in modo discorsivo ed immediato la sua esperienza in seno alla Convenzione Europea per la definizione della bozza della Costituzione europea. L’Unione Europea, sostiene l’Autore, non nasce come Super Stato ma come un’unione di Stati sovrani che liberamente decidono di mettere in comune quote di sovranità attraver- 198 INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI so un assetto istituzionale originale, diverso dalla struttura degli stati nazionali e dalle federazioni di Stati nati nell’Ottocento, per poter meglio sostenere le sfide che il nuovo secolo reca con sé: sfide economiche, di sicurezza, sociali e culturali. E questo nuovo assetto istituzionale, nei lavori della convenzione, non può mancare di due figure fondamentali, quella del ministro degli esteri europeo e quella del Presidente del Consiglio Europeo, “Mister Europa”, con mandato di due anni e mezzo. Successivamente, l’Autore, esprime con chiarezza e decisione le sue opinioni su molti argomenti di cruciale importanza ed attualità, fra cui: - i rapporti tra la nuova Europa e gli Stati Uniti, visti nel segno di un nuovo “multilateralismo cooperativo”, nella considerazione che Europa e USA rappresentano due facce della stessa medaglia che si chiama Occidente in cui i valori sono i medesimi; - il significato e la portata del recente allargamento ai Paesi dell’Est; anzi della “riunificazione” perché l’allargamento presuppone l’espansione verso aree precedentemente non europee. L’Europa, a tal proposito, è raffigurata come un “mosaico in cui ci sono tante tessere armonicamente collegate ma ciascuna con una propria identità definita”; - le relazioni tra UE e NATO, che in prospettiva non sarà altro che una organizzazione basata su due pilastri, uno nord americano e l’altro europeo ma di un’Europa politicamente e militarmente forte, oltre che economicamente; - la dibattuta questione del riconoscimento costituzionale delle radici cristiane dell’Europa; - la regolamentazione dell’immigrazione a livello nazionale e comunitario; - la necessità che l’UE giunga presto a parlare con voce unica in politica estera e di difesa. Nelle duecentocinquanta pagine che compongono la bozza della Carta costituzionale sono ordinate e rafforzate le competenze dei singoli organi che costituiscono i pilastri dell’edificio europeo: Parlamento, Commissione e Consiglio europeo, nella considerazione che la forza propulsiva dell’Unione è rappresentata dall’equilibrio delle sue istituzioni e dal rispetto del principio di sussidiarietà, sintetizzato nella seguente espressione: si fa a livello più elevato (europeo) solo quello che non si riesce a fare a livello inferiore (nazionale), definendo le materie che passano della sovranità nazionale a quella comunitaria. Il testo di costituzione espresso dalla Convenzione, com’è noto, non è stato approvato dalla Conferenza intergovernativa. La mina sulla quale l’edificio immaginato dalla costituzione è crollato è stato il meccanismo di computo a maggioranza per le decisione da prendere in seno al Consiglio europeo. Tuttavia il lavoro della Convenzione, svoltosi nell’arco di tempo compreso tra il 28 febbraio 2002 e il 10 luglio 2003, rimarrà il riferimento irrinunciabile per i prossimi lavori in materia di elaborazione di una carta dei principi costituzionali. Per la prima volta nella storia, infatti, venticinque Nazioni, hanno deciso di mettersi sedute allo stesso tavolo per vedere se era possibile creare un stesso tetto 199 LIBRI costituzionale, stilando norme comuni e principi validi per tutti gli europei, ammontanti a quattrocento milioni di persone. Per questo motivo, si può infine affermare che la convenzione ha costituto un fatto storico, un unicum nel suo genere, composta com’era dai rappresentanti dei parlamenti nazionali, del Parlamento europeo, della Commissione, dei governi dei quindici Paesi che già fanno parte dell’UE e dei dieci che entreranno nel corso del 2004.

Magg. t.ISSMI Rosario Castello


Giuseppe Romeo
La guerra come destino? Palestinesi e israeliani a confronto
(Prefazione di Sergio Romano)
Rubbettino editore, 2003, pagg. 265, euro 14,00

L’Autore di questo libro, studioso del Mediterraneo, “l’isola infelice e teatro del perenne confronto araboisraeliano”, esamina secondo una prospettiva storicopolitica e con dovizia di particolari e di informazioni, tutte riportate in nota, la questione palestinese e più in generale l’atteggiamento delle democrazie occidentali con il mondo arabo, partendo dall’assunto che la pace in Medio- Oriente costituisce una priorità per la regione mediterranea e per gli equilibri interni della stessa comunità occidentale. Il piano di pace, la cosiddetta road map, presentato da Stati Uniti, Europa, Russia e Onu, sembra avviare lentamente verso prospettive di soluzione di questa conflittualità perenne. Da qui la validità del libro, definito da Sergio Romano “guida utile e intelligente” che consente al lettore di orientarsi nelle vicende degli ultimi anni per meglio comprendere gli sviluppi futuri della situazione. L’autore prioritariamente sottolinea la funzione di snodo politico e diplomatico svolta dalla dichiarazione di principio del settembre 1993, fortemente voluta dall’allora Presidente Clinton e dalla comunità internazionale, relativa al contestuale riconoscimento politico dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) da parte del governo Rabin e dell’esistenza dello Stato d’Israele da parte di Yasser Arafat e ripercorre poi gli avvenimenti recenti della contrapposizione arabo palestinese, influenzata fortemente dall’esplosione del terrorismo sciita, dalle correnti di opposizione all’interno della stessa OPL con l’isolamento del vecchio leader palestinese, dalle ripercussioni politiche della prima guerra del Golfo, dalla politica di “pacificazione” del Medio Oriente avviata da Bush-jr, dopo l’11 Settembre, con gli interventi statunitensi nell’Afghanistan talebano e nell’Iraq di Saddam Hussein che hanno cambiato gli equilibri della regione medio-orientale. L’autore, in ultima analisi, sottolinea la necessità di giungere ad una effettiva pace tra le parti in conflitto, pacificazione che sia il frutto consapevole e condiviso di una volontà comune espressa dalle parti che si confrontano e non imposta e gestita dall’“occidente euroamericano”. Quasi in termini pessimistici o per meglio dire realistici, l’autore conclude dicendo che la strada da percorrere per la soluzione definitiva del confronto palestinese israeliano è ancora lunga e “la rotta verso la pace rischia di dirigersi su una bonaccia più disastrosa della tempesta”, navigando a vista.

Magg. t.ISSMI Rosario Castello


Luigi Cortellessa
(prefazione di Roberto Gervaso)
La leggenda di Ripa di Malpasso
Edizioni Enne, 2003, pagg. 237, euro 13,00

“La leggenda di Ripa di Malpasso” è, come l’autore stesso l’ha definito, un romanzo investigativo. È la storia di un ufficiale dei Carabinieri, Libero Serra, che, alla guida della Tenenza dei Carabinieri di un paesino dell’Alto Sannio, riapre le indagini sull’omicidio di una donna, avvenuto molti anni prima, intorno al quale è sorta una leggenda in cui si mescolano i colori dei luoghi e il carattere della gente del posto, il tutto condito con una buona dose di superstizione. È un romanzo piacevole e avvincente: le descrizioni degli ambienti sono accurate ed estremamente scrupolose; la caratterizzazione dei personaggi è acuta e brillante; i dialoghi sono vivaci e serrati, soprattutto quando connotano i personaggi più emblematici; la storia, man mano che le vicende si susseguono, si fa sempre più incalzante. Molto profonde sono le introspezioni di Libero Serra che denotano una grande conoscenza dell’animo umano. Sin dalle prime vicende del protagonista, che si tuffa in un’impresa ardua non tanto per la propria ambizione personale, ma per un profondo senso di giustizia e soprattutto per la volontà di “stare più vicino agli uomini”, trapela la grande passione che il nostro tenente ha per il proprio lavoro. Non solo, quindi, un romanzo investigativo, ma altresì “un romanzo professionale” che contribuisce non poco a caratterizzare la cultura professionale del “Carabiniere”: espressione di una profonda sensibilità umana e di grandi idealità.

Donatella Pigliacelli


Guido Melis
Le élites nella Storia dell’Italia Unita”
Cuen, 2003, pagg. 322, euro 18,00

Il libro raccoglie gli Atti del Convegno di studi «Le élites nella storia dell’Italia unita» svoltosi a Napoli dal 23 al 25 novembre 2000, con lo scopo di allargare la conoscenza e la diffusione del lavoro culturale e di ricerca condotto nell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa e di fornire un contributo da parte della Società per gli studi della storia delle istituzioni. Guido Melis, curatore del testo, nella sua introduzione mette in evidenza i diversi settori della ricerca utilizzati nell’analisi delle élites italiane e l’opportunità di effettuare una comparazione con alcuni settori delle élites europee, come, ad esempio, quella di Didier Musiedlak (Les Parlamentaires français et italiens dans les années Trente). A tale riguardo, particolare importanza riveste lo studio della scansione temporale dei processi di formazione delle élites, della frattura centro-periferia e del suo esito, e, infine, della “dimensione più o meno internazionale delle élites italiane”. I contributi presenti nel volume appaiono tutti di grande interesse e in grado di fornire un panorama ampio, che affronta l’evoluzione e le modifiche intervenute nei gruppi dirigenti della società dall’unità italiana sino all’Italia repubblicana. Sono analizzate numerose categorie di gruppi professionali e burocratici (I professionisti di M. Malatesta; Gli ufficiali di G. Rochat; I deputati di F. Cammarano, M.S. Piretti e V. Zappetti; il già ricordato lavoro sui parlamentari francesi e italiani di Musiedlak; I magistrati di G.C. Jocteau; I prefetti di G. Tosatti; I diplomatici di F. G. Orsini; I direttori generali di M. Giannetto; I giornalisti di A. Scotto di Luzio; Gli scienziati di G. Gemelli; Massoneria ed élites nell’Italia liberale di D.L. Caglioti; élites allo specchio: notabilato e repertori italiani di biografia corrente tra Otto e Novecento di V. Romani; Le élites amministrative in Germania dal Kaiserreich agli anni ’30 di C. Cornelißen e le élites pubbliche in Gran Bretagna 1792-1992 di E. Bigini) per le quali vengono delineati gli aspetti essenziali della composizione, con profili dell’evoluzione normativa e dei rapporti che esse hanno saputo creare tra loro, promuovendo, almeno in alcuni periodi della storia unitaria, una continua e utile osmosi tra politica, burocrazie ed élites emergenti In definitiva, la raccolta rappresenta un utile strumento per poter comprendere non solo l’evoluzione dello Stato e della società italiana, ma anche l’evoluzione di tali concetti, come i gruppi in questione li intendevano e volevano trasformarli.

Maggiore CC Flavio Carbone


Daniele Nepi
Agosto è il mese più crudele
Marsilio editore, 2003, pagg. 368, euro 16,00

Dieci giorni di vacanza, al “Franziskaner Kloster”, nel mese di agosto, tra la purezza, la vastità e la bellezza dell’Alto Adige, si trasformano, durante un’escursione in montagna turbata da un improvviso e spaventoso temporale, in una terribile tragedia: qualcuno che nella propria mente cela un istintivo desiderio di violenza, repellente ma attraente allo stesso tempo, realizza un’innata e mostruosa “voglia di uccidere”, cresciuta nel segreto della sua coscienza. Il primo di una serie di delitti. Tutto si evolve nel modo più sereno, le relazioni tra le quattro coppie di amici non più giovanissimi in vacanza, gli altri ospiti e i gestori dell’albergo si plasmano dando vita ad un illusorio equilibrio, ma la vicenda si complica, le tracce si confondono e la familiarità venutasi a creare tra i vari protagonisti cede, riportando alla luce antichi e nuovi rancori, in un vortice affatto impietoso. Il caso è affidato al Maresciallo dei Carabinieri Talenti e al Pubblico Ministero Islenghi, i quali daranno vita a innumerevoli indagini e interrogatori. Ad una ad una, però, le piste seguite si perdono nella nebbia di un’incertezza senza soluzione, mentre al primo si aggiunge un secondo omicidio. Quando finalmente si arriverà all’imprevedibile soluzione, la tensione della suspence è diventata quasi insopportabile. I dialoghi che si intrecciano nel racconto tra i protagonisti sono interminabili, gli argomenti trattati sono molteplici: dall’arte al sesso, dalla religione alla menzogna. In questo giallo, l’autore rapisce l’attenzione del lettore, trasformando il racconto in un’indagine precisa e pungente della società in cui viviamo e delle contraddizioni che la rendono inspiegabile e inquieta, mettendo in evidenza la difficoltà nel comprendere la personalità di chi ha commesso un delitto e riuscire ad identificarlo in base al suo comportamento. Gli stati di eccitamento maniacali si manifestano, il più delle volte, in tempi brevi, il soggetto ne è letteralmente sconvolto, ma dopo aver perseguito il suo obiettivo torna ad un’esistenza normale pur vivendo con la consapevolezza del crimine che ha compiuto. Daniele Nepi vive a Firenze. Laureato in giurisprudenza, ha svariati lavori alle spalle tra cui design, consulenze legali, grafica, pubblicità ed è direttore del sito www.futuart.com, una sognante Storia dell’arte futura. Da alcuni anni si dedica alla scrittura a tempo pieno e ha al suo attivo tre libri.

Mar. Ca. Alessio Rumori


Claudio Camarca
I santi innocenti
Baldini & Castoldi editore, 1998, pagg. 208, euro 6,00

“Ad ogni modo, se li vuoi conquistare, se vuoi entrargli nel cuore, baciali in bocca. Non pensare alle malattie. Non ti succede niente. Baciali. Le bambine ci stanno subito. Schiudono le labbra e ci mettono la lingua in mezzo. Se tu rispondi, ce li hai in pugno”. La pedofilia è una realtà, purtroppo, drammaticamente attuale, lo sfruttamento sessuale dei bambini, i quali sono usati in maniera strumentale, spesso da membri delle loro stesse famiglie, è un fenomeno agevolato da una diffusa indifferenza e dalla dilagante mercificazione di tutto, esseri umani compresi; un turpe traffico, con basi in tutta Italia e diramazioni internazionali. “Il libro inchiesta sulla pedofilia nel mondo” di Claudio Camarca, descrive dall’interno l’orrido mondo dei pedofili, un ambiente assolutamente chiuso verso l’esterno. Nella rete esistono siti che hanno per protagonisti esclusivamente dei minorenni; è da qui che l’autore, fingendosi pedofilo, ha cercato e preso contatti in Internet con l’aiuto di due amici esperti informatici e, all’interno della rete, tra fotografie, video e racconti scioccanti, man mano che proseguiva la discesa nell’oscuro mondo del “vizio”, ha compreso in quale assurda bestialità si stava addentrando. Alcuni pedofili sembrano essere alla ricerca non solo dei propri oggetti del desiderio ma anche di uno scambio di pareri, di un sentimento di fratellanza. Insegnanti di scuola, professori di ginnastica, istruttori di nuoto, fotografi, sacerdoti e ancora impresari e coreografi, dentro questi abiti spesso si nasconde il pedofilo, un caso clinico, un orco sposato con figli che telefona a casa tutte le sere, che si fa raccontare dai bambini la giornata a scuola e dalla moglie se si è ricordata di pagare il bollo scaduto della macchina, che protesta per i prezzi rincarati. Questo mostro si fa organizzare viaggi nei paesi dell’Est europeo, nel sudest asiatico, in Brasile a caccia di bambini e bambine di quindici anni e anche meno, ancora troppo piccoli perché siano reperiti “ovunque”, i suoi stupri e le sue violenze continueranno per tutta la durata del suo “viaggio di lavoro”, finché trascorrerà l’ultimo giorno a comprare regali per la famiglia. “Poi tornerà qui da noi e si addormenterà. Andrà in letargo. Fino l’anno successivo”. Il viaggio dell’autore continua verso i luoghi classici del turismo sessuale: lì i “predatori” saziano la loro massima aspirazione, in quella cosmogonia pedofila dove la ferita è ancora più devastante. L’esigenza di tornare a proporre questa lettura, a più di cinque anni dalla sua 4^ edizione, è stata dettata dalla necessità di sensibilizzare maggiormente il lettore nei confronti di un fenomeno sempre attuale ed in crescita esponenziale; una realtà che agli occhi della gente è fin troppo nascosta, dove la cultura dominante ha preferito fingere che il lato oscuro dell’uomo non coinvolgesse i bambini, eppure “le fiabe quando si sanno leggere, comunicano che la vita è pericolosa”. Per leggere e comprendere quest’interessante libro ci vuole maturità. Spiegare la ragione per cui un uomo abusa dell’innocenza di piccole creature per la propria malsana soddisfazione, è estremamente difficile, a meno di non essere uno di loro. Per questo, per capirne il senso, o il non senso, la cosa migliore da fare è creare certe situazioni ed immergervisi come ne è stato costretto lo scrittore. Questa è stata l’esperienza di Claudio Camarca e tutto è stato raccontato nell’unico modo appropriato, con un piccolo consiglio nel finale: “se qualcuno ha dei figli, che li vizi. Dia loro tutto ciò che chiedono. Anche di più. Sbaciucchiateli. Abbracciateli. Fate le smorfie e le boccacce. Fate i cretini. Perché, quel sorriso di ricompensa che avrete in cambio è il regalo più bello che gli possiate mai fare”. In ultima analisi la terza sezione penale della cassazione con sentenza n. 43135, ha sancito che la pedofilia, di per sé, non esclude né attenua la capacità di intendere e volere. In sostanza, non è una malattia mentale in virtù della quale i pedofili possono ottenere sconti di pena - tramite la concessione delle attenuanti per la diminuita capacità psichica - sostenendo che la loro volontà era offuscata, o scemata, nel momento dell’abuso sessuale sui minori.