Menu
Mostra menu

4. Le possibili competenze di diversi livelli

La natura degli obiettivi, pertanto, calibra anche la entità ed il tipo di forze da impiegare nel settore delle investigazioni preventive, che, per la suddetta dimensione localistica, possono individuarsi: - nei Comandi Stazione Carabinieri, per la peculiare caratteristica di unità operativa elementare, estremamente aderente al territorio; - nei Commissariati di P.S. e nei Comandi di Compagnia Carabinieri, che, per livello ordinativo, possono più facilmente gestire la attività informativa sulla struttura e l’ambito di operatività criminale dei singoli clan; - nelle Questure - anche in relazione alle prerogative propositive del Questore -, nei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri, che, per la più estesa ricezione di materiale informativo e per le coresponsabilità della gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica, sono in grado di monitorare costantemente le dinamiche intercorrenti tra i sodalizi (alleanze, faide interne, conflittualità) in ragione, soprattutto, di un più aggiornato quadro di situazione, risultante dalla sintesi delle singole dinamiche locali. A titolo esemplificativo, una proposta di sorveglianza speciale può essere sviluppata come segue: - scelta degli obiettivi (soggetti proponendi) da parte del Comando di Compagnia, con definizione del fabbisogno informativo e assegnazione del compito ai Comandi di Stazione; - raccolta dei dati significativi da parte di un Comando Stazione ed inoltro al Comando Compagnia di una informativa preliminare; - elaborazione dei dati informativi da parte del Comando Compagnia, che integrerà la informativa preliminare con i dati posseduti e con gli accertamenti patrimoniali effettuabili in proprio, mediante la interrogazione delle Banche Dati; - stesura della proposta definitiva ed inoltro al P.M. competente; - redazione di apposita segnalazione, avendo cura di informare i Comandi superiori, la Questura, la Procura Nazionale Antimafia, la D.I.A. Naturalmente, ove si tratti di elaborare proposte nei confronti di soggetti indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso, emerge la presenza di altre competenze, che si fondano sulla specifica attitudine di determinati organismi investigativi ad operare nei confronti della criminalità organizzata, anche in ragione di un rilevante patrimonio informativo posseduto e di un quadro di situazione a livello strategico. Si tratta di unità la cui previsione è sancita dalla legge: difatti, l’art. 12 della L. 12 luglio 1991, n. 203(194), cristallizza, attraverso la previsione normativa, l’attività di organismi delle FF.PP. già ampiamente sperimentati nel contrasto alla criminalità di tipo mafioso.

La norma prevede difatti che, per assicurare il collegamento delle attività investigative sui delitti di criminalità organizzata, le amministrazioni interessate provvedono alla costituzione di servizi centrali ed interprovinciali della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza. Inoltre, in determinate regioni e per particolari esigenze, tali servizi possono essere costituiti secondo il modello interforze, assicurando la pari valorizzazione delle forze di polizia che vi partecipano. Entrambe le tipologie di servizi devono comunque garantire il coordinamento ai fini informativi, investigativi ed operativi; tale coordinamento, ove richiesto dalle esigenze, deve avvenire anche in rapporto agli altri organi o servizi di P.G. previsti dalla legge. Gli organismi di P.G. di cui al suddetto art. 12 sono: - il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato (S.C.O.); - il Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.) dell’ Arma dei Carabinieri; - il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza.

La possibilità di elaborare proposte di misure di prevenzione, da parte di tali organismi a competenza centralizzata, ipotizza una naturale interlocuzione con il Procuratore Nazionale Antimafia, titolare, come si è detto, di un autonomo potere propositivo dinanzi ai Tribunali competenti.

Approfondimenti

(194) -Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell’attività, amministrativa, risultante dalla conversione del Decreto legge 13 maggio 1991, n.152.