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Cerimonia di chiusura dell'anno accademico 2001 - 2002

Il 22 luglio 2003, alla presenza delle Autorità civili e militari, del Corpo Docente dell’Istituto e degli Ufficiali frequentatori, si è svolta la cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico 2002-2003. Hanno preso la parola il Comandante della Scuola, Gen. D. Leonardo Gallitelli e il Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri, Gen. C.A. Guido Bellini.

Cerimonia chiusura anno accademico 2002-2003


Relazione del Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri

Signor Comandante Generale,
anche a nome del personale della Scuola e di tutti gli ufficiali frequentatori, la ringrazio di aver voluto presenziare alla chiusura dell’anno accademico 2002-2003.
Un cordiale benvenuto a tutti i cortesi ospiti, con sentimenti di riconoscenza per la gradita testimonianza di attenzione al nostro Istituto.
L’odierna cerimonia supera senz’altro gli stretti confini della ritualità accademica. Essa rappresenta un significativo momento di proiezione dei nostri giovani ufficiali nella futura vita professionale, che si annuncia punteggiata da severi impegni e da straordinarie gratificazioni.
Nei loro confronti si spende oggi per intero il nostro impegno morale di educatori militari e professionali.
In questo anno accademico l’Istituto è stato frequentato da ben 971 ufficiali, per complessivi 9958 periodi didattici.
E pur sfidando l’aridità espositiva non voglio sottrarmi alla doverosa elencazione, almeno sintetica, dei corsi svolti nell’anno, per attestare il merito di un eccezionale corpo docente e per tributare il giusto riconoscimento all’infaticabile personale del quadro permanente che consente ogni giorno alla Scuola di adempiere alla sua importante missione.

Gen. D. Leonardo GallitelliQuesti i 27 corsi svolti:
- sei corsi annuali per la formazione di base, rivolti agli ufficiali subalterni di tutti i ruoli dell’Arma;
- due corsi di istituto, propedeutici al master universitario di secondo livello, per capitani prossimi al grado di maggiore;
- tre corsi tecnico-professionali per sottotenenti di complemento di prima nomina;
- tre corsi di aggiornamento, per ufficiali dei vari gradi, destinati ai Comandi di regione, provinciali, di reparto territoriale e compagnia territoriale;
- due sessioni informative e di aggiornamento per capi ufficio segreteria e personale degli stati maggiori dell’Arma;
- un corso di formazione per formatori, il primo del suo genere, rivolto ai docenti militari e agli ufficiali di inquadramento;
- due corsi informativi per ufficiali del ruolo tecnico-logistico provenienti da altre Forze armate;
- una sessione propedeutica per ufficiali dell’Arma frequentatori del 5° corso ISSMI;
- due corsi di informatica: uno per ufficiali e funzionari di polizia, frequentatori del corso di alta formazione presso la Scuola di Perfezionamento delle Forze di polizia, e l’altro per il personale del Quadro permanente della Scuola, incaricato della gestione della posta elettronica;
- due corsi di qualificazione per l’impiego di unità specializzate di polizia nelle operazioni di mantenimento della pace, con la partecipazione dei corpi di polizia a ordinamento militare dei Paesi aderenti alla F.I.E.P.;
- un corso Cepol per ufficiali e funzionari delle Forze di polizia europee, finalizzato alla gestione delle crisi non militari.

Una particolare menzione desidero riservare ai corsi tecnico-professionali per allievi ufficiali ausiliari in ferma prefissata. Il 1° corso, da poco concluso, ha consentito l’immissione nei reparti dei primi 76 ufficiali, 21 tenenti nel ruolo tecnico-logistico e 55 sottotenenti nel ruolo speciale. Il secondo corso è alla quinta settimana presso il distaccamento della Scuola in Velletri.
Si tratta di una formula di reclutamento volontario di estremo interesse addestrativo ed operativo, che sottolinea e rafforza gli stretti tradizionali vincoli tra Istituzione e società. Attraverso questo reclutamento l’Arma attinge dalla società pregiate risorse, arricchite spesso da significative esperienze professionali. I giovani ufficiali, a loro volta, divengono straordinari portatori dei nostri valori istituzionali, nei quattordici mesi di servizio attivo.

Il quadro globale dei corsi che ho sommariamente esposto dà un’idea plastica dell’oneroso impegno didattico.
Un impegno che è l’essenza stessa della Scuola, tutta protesa a formare i futuri comandanti, a conferire loro le capacità di guidare il proprio personale, di aggiornare i moduli organizzativi, di semplificare e rendere sempre più efficaci le procedure e, non ultimo, di essere testimoni concreti del patrimonio etico dell’Arma dei Carabinieri.
Il punto di riferimento del nostro lavoro di educatori è la quotidianità dell’Arma; la quotidianità di ogni più piccola unità, della pattuglia come del singolo carabiniere di quartiere, sempre costellata di difficoltà, piccole o grandi, che segnano con forza la determinazione e l’efficienza della nostra azione, con continue prove di capacità professionale, coraggio, saggezza, straordinaria generosità.
Ebbene, se questi brevi tratti descrittivi possono dare una sia pur sintetica idea della multiforme disponibilità al servizio del carabiniere, risulta chiaro quale gravoso fardello assume il comandante che questa disponibilità deve vivificare e alimentare ogni giorno: non c’è altro mezzo che l’esempio dell’agire. Perché se la parola insegna, sono solo i fatti che trascinano e danno credibilità alle parole.
La Scuola, trasmettendo sapere ed esperienze, intende proprio offrire il modello per interpretare questo difficile ruolo senza tentennamenti, con autorevolezza, con pieno senso della responsabilità. Senso della responsabilità che, va ricordato, è sintesi speculare della tensione morale e del sapere.
Per questo, nel segno della più rigorosa continuità storica dell’Istituto e in stretta aderenza alle direttive del Comando Generale e alla memoria addestrativa del Comando delle Scuole, la Scuola si ripromette di perseguire due fondamentali obiettivi.

Il primo obiettivo è quello di far maturare il giovane cittadino nella cultura dell’Istituzione e di svilupparne il senso di appartenenza.
Il secondo obiettivo è quello di conferire, attraverso il sapere, la capacità di fare.
La programmazione didattica è perciò oggetto di costanti e profonde riflessioni.
In primo luogo, gli insegnamenti professionali sono stati caratterizzati da una più marcata interdisciplinarità con le materie universitarie. A tal fine è stata colta la duplice opportunità offerta dalla più significativa presenza dell’Arma nell’ordinamento dell’Accademia Militare di Modena e dalla introduzione delle lauree di base e specialistica, per fissare un armonico continuum didattico delle materie professionali, nel quinquennio Accademia - Scuola Ufficiali.
In secondo luogo, puntiamo ad integrare le indispensabili cognizioni giuridiche con la conoscenza della storia militare e della storia contemporanea e delle relazioni internazionali, discipline che contribuiscono alla corretta lettura della società, per interpretarne tempestivamente gli evoluti bisogni di sicurezza e per decifrare il terreno di coltura della delinquenza, in ogni sua manifestazione. è questo un indirizzo che sta maturando in tanti Atenei, per arginare con la storia e il pensiero filosofico l’aridità formativa che il pur indispensabile tecnicismo ineluttabilmente produce.
Accanto alla storia, si è valorizzata ulteriormente la psicologia applicata, sia per orientare i formatori nella difficile attività didattica, sia per approfondire, con questa specifica chiave interpretativa, attività professionali quali l’interrogatorio di testimoni e vittime o la mediazione nelle situazioni di crisi.
La rete Lan della Scuola, a sua volta, oltre a consentire l’inserimento on-line del materiale didattico elaborato dalle Cattedre, è pronta per lo svolgimento di Esercitazioni per Posti Comando, positivamente condotte per la prima volta nel corso Cepol, con l’attivazione contestuale di ben 5 livelli gerarchici.
Le abilità professionali sono state arricchite anche mediante esercitazioni tattiche e specifici periodi di istruzione di estremo interesse operativo presso lo Squadrone cacciatori di Vibo Valentia e la seconda brigata mobile, dove sono stati svolti, tra gli altri, moduli addestrativi concernenti la perlustrazione di aree fortemente compartimentate, i procedimenti d’azione nei servizi di ordine pubblico e le tecniche di protezione individuale.

Questi gli indirizzi salienti dell’attività della Scuola che, va precisato, è sempre ed essenzialmente centrata sull’uomo, sulla formazione della figura dell’ufficiale e sullo sviluppo della sua naturale vocazione di comandante, obbedendo ad un preciso modello di umanità e professionalità, che vuole comandanti preparati, autorevoli e tutori della dignità della persona.
Voi, ufficiali del 9° corso di perfezionamento, dell’8° corso formativo e del 41° e 42° corso applicativo, tra pochi giorni sarete impegnati nel servizio istituzionale.
Sappiate utilizzare il patrimonio culturale e professionale acquisito, arricchitelo continuamente con le novità che il progresso scientifico e dottrinale vi proporrà negli anni a venire. E, soprattutto, curatelo con l’umiltà di chi ritiene di non sapere ed è costantemente proteso a conoscere.
La forza dei valori vi sosterrà nelle decisioni difficili.
Il sapere vi permetterà di essere partecipi delle attività di ogni giorno, non come semplici spettatori, ma quali protagonisti, quali autentici costruttori di una realtà sociale giusta e ordinata, ruolo cui la vostra funzione vi obbliga.
Siate sempre disponibili a dare; e allora troverete chi sarà sempre pronto ad ascoltarvi, chi guarderà a voi come a un modello esemplare, chi vi obbedirà con l’entusiasmo e l’orgoglio di essere guidato dal “suo” comandante, perché - ricordate - coloro che comandano sono al servizio di coloro ai quali sembrano comandare.
Carissimi Ufficiali. Vi conosco personalmente. Vi confermo oggi la stima e la fiducia che in altre occasioni vi ho già espresso. Sono sicuro che farete bene. Sono sicuro che saprete compiere fino in fondo l’alta missione che oggi l’Arma vi affida.
Con queste certezze e con l’affetto di comandante, vi auguro di cuore ogni migliore fortuna.
Chiedo ora al Signor Comandante Generale di dichiarare chiuso l’anno accademico 2002-2003 della Scuola Ufficiali Carabinieri.


Intervento del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

La presenza delle numerose autorità intervenute a questa cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2002 - 2003 testimonia l’attenzione che noi dedichiamo a questo momento.
A tutti il mio più sincero ringraziamento ed, in particolare, l’omaggio mio e dell’Arma per aver onorato, con la loro partecipazione, questo giorno.
Gen. C.A. Guido BelliniOggi, nel massimo Istituto di formazione dell’Arma dei Carabinieri, è celebrata la chiusura dell’anno accademico: un evento importante della vita della Scuola Ufficiali che, successivo alla inaugurazione, avvenuta il 15 gennaio u.s., segna il termine del percorso didattico e tecnico-professionale per il quale voi tutti, Ufficiali Allievi, vi siete applicati con impegno ed abnegazione.
La conclusione degli studi svolti e dell’addestramento fin qui eseguito ha il significato del conseguimento di un rilevante traguardo, teso ad aggiungere alla vostra preparazione competenze culturali e militari reputate necessarie per permettere il completo svolgimento delle delicate attribuzioni, nel rispetto del giuramento prestato di fedeltà alla Repubblica.
Noi siamo sicuri, Ufficiali del 9° Corso di Perfezionamento, del 181° e 182° Corso di Applicazione, del 41° e 42° Corso Applicativo, nonché dell’8° Corso Formativo, che ognuno di voi svolgerà appieno il proprio dovere, con disciplina ed onore.

Lo zelo intellettuale, pertanto, che avete dimostrato nel contesto dei diversificati studi effettuati, ha permesso a ciascuno di voi di mettersi alla prova, allargare gli orizzonti della mente e prepararsi ad affrontare, subito per chi è destinato ai reparti d’impiego e, successivamente, per gli altri, la realtà della vita professionale che vi attende all’interno della nostra Istituzione.
Ma non dovrà essere ritenuto né esaustivo, né conclusivo! Il continuo aggiornamento costituirà la differenza fra chi dimostrerà di essere adeguato ai tempi futuri e chi da questi verrà inesorabilmente superato; in sintesi: tra chi potrà essere serio ed aggiornato comandante e chi non sarà in grado di esserlo.
Sono sicuro che il magnifico corpo accademico qui presente, dedicandovi ogni risorsa scientifica ed umana, ha stimolato ognuno di voi nel desiderio del necessario affinamento culturale, così come, nel loro campo, gli Ufficiali insegnanti di materie tecnico-professionali che, prescelti tra i migliori perché preposti a questo delicato compito, contribuiscono a prepararvi per poter svolgere una attività complessa e, nello stesso tempo, sensibile.
A tutti, indistintamente, il mio grazie, ed, in particolare, a quei Professori cui, a testimonianza del loro prolungato esercizio didattico in questo Istituto, verranno successivamente consegnati degli attestati di benemerenza, quale giusto riconoscimento per la collaborazione svolta e l’impegno profuso nella preparazione dei molti Ufficiali che si sono avvicendati e che, oggi, sono parte integrante della nostra Arma, in tutte le sue componenti.

La mia stima, infine, rivolgo al Quadro Permanente della Scuola per la perizia evidenziata nel coordinamento delle numerose attività a favore dei corsi che si sono svolti durante l’anno accademico 2002-2003.
Complimenti, inoltre, a voi tutti, Ufficiali Allievi, per i risultati ottenuti, la serietà e l’impegno dimostrato.
Voi rappresentate il futuro prossimo dell’Arma, il “core business”, il migliore investimento, perché, è bene rammentarlo, essa è una organizzazione di persone e, come ci ricorda Jean Bodin, “non esistono altre ricchezze al di fuori degli uomini”!
Gli Ufficiali del 9° Corso di Perfezionamento, del 41° e 42° Corso Applicativo e dell’8° Corso Formativo, che raggiungeranno i reparti d’impiego, dovranno dimostrare di saper apprendere anche “sul campo”, senza dimenticare gli insegnamenti appresi nei pregressi anni di formazione e specializzazione.
è, infatti, proprio qui la differenza fra chi trae solo dalla pratica la propria preparazione e chi, con questa, perfeziona un “background” culturale e professionale, tanto da diventare autorevole Ufficiale.
Ricordate, inoltre, che l’Arma è fortemente impegnata, a seguito della emanazione dei noti provvedimenti di legge sul riordino, nel completamento della riorganizzazione tecnica, logistica, amministrativa.
Il miglioramento delle capacità operative dell’Istituzione nel contesto del sistema difesa, in quello della sicurezza, l’evoluzione organizzativa nel settore logistico-amministrativo ed il perfezionamento del sistema di comando e controllo sono obiettivi per il conseguimento dei quali sono impegnate notevoli risorse. In particolare, cito sommariamente i provvedimenti ordinativi intervenuti recentemente e più significativi nel settore addestrativo, territoriale, mobile e speciale:

- creazione del Centro di Psicologia Applicata per la Formazione;
- costituzione, a decorrere dal 30 luglio p.v., della Brigata Scuole Appuntati e Carabinieri di Benevento, del distaccamento Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata presso il 1° Reggimento Allievi Marescialli di Velletri;
- realizzazione del Battaglione Allievi Ufficiali dei Carabinieri presso l’Accademia Militare di Modena;
- configurazione ordinativa dei Raggruppamenti TLA.
Non solo! Anche nuovi procedimenti d’azione, nuove filosofie di impiego ed adeguate realizzazioni tecnologiche, fra le quali elenco solo le più importanti:
- l’impiego del Carabiniere di quartiere come procedura operativa per interpretare la polizia di prossimità;
- il sostegno logistico areale, realizzato tramite i Raggruppamenti TLA;
- le innovazioni tecnologiche per implementare una catena di comando e controllo agile, flessibile, efficiente;
- le preliminari esigenze, in termini di preparazione tecnico-giuridica (“ius in bello”, relazioni internazionali, rapporti geopolitici) nonché, linguistiche, da soddisfare a premessa della apprezzata conduzione delle “peace support operations” tramite le MSU.

Nella nuova esperienza che vi attende, Ufficiali Allievi, siate interpreti corretti del processo di ineludibile rinnovamento che interessa l’Arma, cogliendone le copiose potenzialità, sia nelle procedure funzionali, sia nelle applicazioni informatiche, utili strumenti di un cambiamento che consentirà di ottenere risultati con maggiore efficienza, efficacia ed economicità.
Consideratevi, inoltre, parte di questa evoluzione, stimolate i vostri collaboratori a comprenderne le migliori possibilità, affinate e perfezionate la conoscenza delle lingue estere e, soprattutto, accettate i costi, ma anche le gratificazioni, di una “formazione permanente” che vi consentirà di poter svolgere, con sicurezza, gli impegnativi compiti devoluti in ogni comparto dell’Arma nel quale sarete destinati, il cui sinergico contributo permette all’Istituzione di essere perfettamente adeguata ai tempi.
Agli Ufficiali Allievi del 181° e 182° Corso di Applicazione che, a conclusione della pausa estiva, riprenderanno, presso questo Istituto, i rigorosi studi, l’invito ad approfittare di questo momento per ritemprarsi e poter, quindi, affrontare il nuovo anno accademico con rinnovato slancio.
La Scuola Ufficiali Carabinieri, attraverso il continuo confronto con altri istituti paritetici militari e civili, nazionali ed esteri, è impegnata, da sempre e con successo, nell’aggiornamento costante della metodologia didattica per consentire ad ognuno di voi l’ottimizzazione dell’apprendimento, così da permettere la vostra maturazione culturale, intellettuale e tecnica.
Nel concludere, vi rammento, cari giovani Ufficiali, che, nell’opera “Ars Amatoria”, Ovidio ci ricorda che “artifices qui facit usus adest”: è l’esperienza che rende artisti!
Ebbene: a voi l’augurio perché il futuro vi renda protagonisti ed autorevoli “artisti” di una professione ricca di prestigio e di sacrifici, di soddisfazioni e di privazioni.
A tutti… buona fortuna!!!