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Tavola rotonda tenuta il 20 marzo 2002 alla Scuola Ufficiali Carabinieri

REALTA' E PROSPETTIVE DEL DIRITTO MILITARE

TAVOLA ROTONDA TENUTA IL 20 MARZO 2002 ALLA SCUOLA UFFICIALI CARABINIERI

Prolusione del Comandante della Scuola Ufficiali, Gen. D. Giorgio Piccirillo

Ringrazio tutti i partecipanti a questa odierna tavola rotonda, per la disponibilità ancora una volta dimostrata nei confronti di questo Istituto di formazione e per la sensibilità culturale verso temi giuridici che - purtroppo - non sempre hanno suscitato l'attenzione degli studiosi del diritto, ma che dobbiamo necessariamente considerare essenziali per la vita e per l’attività di un’organizzazione militare.
Questa Tavola rotonda non è, e non vuole essere, il frutto di un estemporaneo ed occasionale interesse per una materia dai contorni non ben definiti, caratterizzata da una presenza accidentale e parziale nei corsi universitari, da un dibattito dottrinale quasi “domestico”, da un’elaborazione giurisprudenziale a metà strada tra scelte esclusive, attente alla specificità del settore, ed inclusive, orientate ad una omogeneizzazione intersettoriale. Il percorso del diritto militare all’interno di questa Scuola Ufficiali è quantomai significativo degli umori, delle speranze, dei concreti progetti nati attorno a questa materia. Da una trattazione frammentaria e in una forte prospettiva penalistica (e non possiamo dimenticare il pluridecennale insegnamento del diritto penale militare svolto in questa Scuola da docenti estremamente qualificati, a testimonianza di una particolare sensibilità culturale nello specifico ambito della magistratura militare) all’enucleazione di discipline specifiche di peculiare contenuto tecnico-giuridico e di alta valenza professionale.

È nato così, dopo una lenta maturazione, il diritto disciplinare militare che, nei programmi di insegnamento, dall’anno accademico ’95-’96, ha preso il posto della generica materia denominata “Regolamenti militari”. Più recentemente ha visto la luce - dall’anno accademico 1999/2000 - il diritto costituzionale militare, unitamente al diritto amministrativo militare, due materie che hanno ritagliato argomenti e tematiche da altri ambiti giuridici e dalla nostra onnicomprensiva tecnica professionale, sino all’istituzione di una specifica cattedra di diritto militare, attivata in questo anno accademico ed inserita organicamente nel dipendente Istituto di Studi professionali e giuridico-militari, dove costantemente dialoga con le altre cattedre e soprattutto con la neo-istituita Cattedra di arte militare e operazioni di mantenimento della pace.

Possiamo dire, quindi, che le vicende riguardanti il diritto militare, anche da noi sono relativamente recenti (mi permetto di affermare che sono paradossalmente recenti), alla luce di una disciplina antica di cui si è colto il singolo frammento, ma raramente un disegno unitario ed organico. Oggi, invece, è ormai ineludibile affrontare temi ed argomenti di diritto militare in un’ottica interdisciplinare, per la quale si può ricomporre un quadro d’insieme dove possono convivere e confrontarsi i concetti - solo per citarne qualcuno - di Costituzione della difesa (di cui siamo debitori a Giuseppe de Vergottini), di procedimenti amministrativi militari tipici e peculiari (come una recentissima opera ha doviziosamente illustrato), di diritto penale militare di guerra, ultimamente scongelato (consentitemi questo indiretto richiamo al pensiero di Vittorio Veutro) e riproposto per un’applicazione concreta, dopo opportune modificazioni legislative.

La Scuola si aspetta molto dal diritto militare, non solo all’interno dei processi formativi degli ufficiali frequentatori, sia al fine di incrementarne lo specifico bagaglio culturale e professionale, sia soprattutto per evidenziare l’importanza della prospettiva giuridica nella risoluzione delle innumerevoli problematiche operative: prospettiva particolarmente congeniale per l’ufficiale dei Carabinieri, avvezzo a svolgere il suo servizio istituzionale immerso in una complessa trama di norme giuridiche. Questo Istituto vuole anche incentivare la ricerca, l’elaborazione dottrinale e la sistemazione disciplinare, per realizzare prodotti utili agli operatori pratici nell’approccio alle infinite problematiche giuridico-militari, ed essere in questo modo di ausilio e di orientamento al servizio di un’organizzazione complessa, fondata sul determinante fattore umano.
In questo contesto e con questi intenti auspico che l’odierna Tavola rotonda possa costituire non solo un consuntivo di ciò che è stato fatto e detto in questo settore, ma soprattutto possa rappresentare un bilancio preventivo per indirizzare la ricerca, per porre all’attenzione ambiti di approfondimento, per suscitare spunti di riflessione e, non per ultimo, creare un’occasione di dialogo costante che possa continuare nel tempo ed essere foriero di risultati utili alla teoria e alla prassi.

Dopo queste brevi note consentitemi di esprimere un particolare ringraziamento a Sua Eccellenza Renato Maggiore, Tenente Generale Capo del Corpo in congedo della Giustizia Militare, già Procuratore Generale militare della Repubblica presso la Suprema Corte di Cassazione e professore universitario di Diritto penale militare presso le Università di Roma “La Sapienza” e di Palermo, autore di numerosissimi articoli, saggi, monografie e voci enciclopediche. Per tutti, mi permetto di citare “Diritto e Processo nell’ordinamento militare”, le “Lezioni di diritto e procedura penale militare”, le voci dell’Enciclopedia del diritto “Ordinamento giudiziario militare” e “Giurisdizione penale militare”. Inoltre non posso non accennare alla sua assidua collaborazione con la nostra Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, di cui cura la preziosissima rubrica (una vera rarità nel panorama editoriale italiano) di giurisprudenza militare e all’affetto - soprattutto - con cui da anni svolge con passione la sua attività di docente presso questa Scuola: ricordavamo, dal 1973. E proprio i docenti della Scuola abbiamo voluto come protagonisti di questa Tavola rotonda, perché la conoscenza reciproca, la possibilità di dialogare, il confronto anche critico sono essenziali per crescere insieme e migliorare la nostra attività didattica e culturale. Prego ora Sua Eccellenza Maggiore di assumere la presidenza di questa Tavola rotonda e introdurci nel vivo delle varie questioni.
Grazie.