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  • N.3 - Luglio-Settembre
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Libri

Pasquale Vincenzo Molinari
Umberto Papadia

Le misure di prevenzione

Giuffrè editore, II ed., 2002, pagg. 842, euro 61,97


L’opera costituisce un importante capitolo della collana “Legislazione penale speciale”, diretta da Giorgio Lattanzi e Ernesto Lupo. L’esposizione di giurisprudenza e di dottrina delle varie parti della materia penale speciale offre un quadro veramente esaustivo dei vari istituti giuridici e, soprattutto, fornisce una chiave di lettura delle norme aperta alle soluzioni applicative più soddisfacenti ed aderente alle esigenze di un diritto di polizia costituzionalmente orientato. Gli Autori passano al setaccio, articolo per articolo, la legge fondamentale sulle misure di prevenzione, l. 27 dicembre 1956, n. 1423, e le leggi integratrici, l. 3 agosto 1988, n. 327, recante norme in materia di misure di prevenzione personali, l. 24 luglio 1993, n. 256, recante modifica dell’istituto del soggiorno obbligato. A seguire, la legge fondamentale contro la mafia, l. 31 maggio 1965, n. 575, e le successive leggi antimafia, principalmente la l. 13 settembre 1982, n. 646, recante disposizioni in materia di misure di prevenzione di carattere patrimoniale, e la l. 19 marzo 1990, n. 55, recante nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso. Adeguato spazio di analisi viene dedicato anche alla legge recante disposizioni a tutela dell’ordine pubblico, la cosiddetta legge Reale, 22 maggio 1975, n. 152 e alla legge riguardante le misure di prevenzione personali in tema di violenza in occasione di manifestazioni sportive, l. 13 dicembre 1989, n. 401.


Francesco Caringella

Il diritto amministrativo

Simone editore, 2001, pagg. 1295, euro 46,48

Il testo di Caringella costituisce un vero e proprio manuale di diritto amministrativo completo in ogni sua parte. Le fonti, l’organizzazione, i soggetti, gli atti, i mezzi e i beni, i compiti e la giustizia amministrativa sono analizzati dall’Autore con abbondanza di riferimenti dottrinali e giurisprudenziali. Lo stile essenziale ed immediato rende il volume facilmente consultabile anche da chi per la prima volta si accosta a questa complessa materia. Ma anche chi è interessato ad approfondire argomenti specifici di diritto amministrativo trova nell’opera di Caringella numerosi spunti di riflessione e un punto di vista dottrinale aderente al moderno sviluppo della materia e costantemente orientato all’analisi delle soluzioni giurisprudenziali. Il percorso interpretativo del sistema amministrativo italiano, si dipana dalla funzione amministrativa, per poi immergersi nelle problematiche relative ai soggetti, con particolare riguardo al pubblico impiego, all’organizzazione amministrativa, all’attività della pubblica amministrazione (dove si possono trovare pagine importanti sul silenzio amministrativo, il procedimento e il diritto di accesso), all’oggetto dell’attività amministrativa, con particolare attenzione al tema della responsabilità, ai compiti (dove però non possiamo notare l’assenza, tra i tradizionali compiti di conservazione, di quelli consistenti nella difesa nazionale), sino alla giustizia amministrativa e alla riforma del processo amministrativo. Un’opera completa ed autorevole che certamente rappresenta uno dei migliori tentativi di sintesi, peraltro ben riuscito, della complessa materia amministrativa: un testo di riferimento importante per ogni operatore del diritto.


Ulisse Gobbi

Armi ed Armaioli nella Milano del XIX secolo

MFL, Milano, 2001, pagg. 222 e 80 tavole a colori fuori testo, euro 36,15

Ad una prima lettura il libro “Armi e Armaioli nella Milano del XIX secolo” di Ulisse Gobbi potrebbe apparire poco interessante se non per gli appassionati d’armi, trattandosi di un repertorio alfabetico di armaioli, commercianti, fabbriche ed inventori presenti nella Lombardia del 1800.
Ma non è così. Sfogliando pagina dopo pagina, il libro si presenta di un grande interesse grazie allo spaccato che offre della Lombardia nel XIX secolo e alla capacità di mettere in luce l’incredibile attività nel campo della produzione di armi.
L’attenzione è catturata dalla cura con la quale l’autore ha cercato di reperire informazioni su una notevolissima miriade di piccoli artigiani che hanno lavorato sotto la copertura dei nomi più grandi dell’epoca.
Tra questi ultimi non si possono non citare Carlo Maria Colombo, Agostino Marelli, nonché le vicende della Fabbrica d’Armi Lombarda e gli interessanti spunti di approfondimento offerti da alcuni di questi inventori-artigiani, tra i quali figurano anche alcuni militari.
Il tutto è sapientemente accompagnato da 80 tavole a colori fuori testo che arricchiscono notevolmente il libro e lo completano offrendo la possibilità di “gustare” con lo sguardo opere scomparse di grandi maestri artigiani.

Cap. CC Flavio Carbone


Ciro Paoletti

Gli italiani in armi. Cinque secoli di storia militare nazionale - 1494-2000

USSME, Roma, 2001, pagg. 815, euro 23,24

Il libro, nato dall’enorme sforzo dell’autore e dalla sensibilità dell’Ufficio Storico dell’Esercito di offrire un unico manuale di storia militare italiana attraverso cinque secoli e ricalcando analoghe iniziative straniere, offre una visione completa e accattivante degli avvenimenti nel loro svolgimento, garantendo l’ottima riuscita dei propositi iniziali.
La scrittura, piana e piacevole, alimenta l’attenzione e soddisfa, pagina dopo pagina, la curiosità e la sete di sapere del lettore che si può tranquillamente immergere nelle complessive 815 pagine con vivo interesse.
Nel concludere non ci si poteva non rifare alla prefazione del Professor Virgilio Ilari, secondo il quale l’opera “[…] offre, per la prima volta nella storiografia italiana, un quadro completo degli avvenimenti militari italiani dalla morte di Lorenzo il Magnifico in poi” e si presenta come “[…] un’apertura di strada, una sintesi delle vie già battute, un’indicazione di quelle ancora da esplorare, una chiave d’apertura della porta del confronto e di ulteriori studi”.
Ora non resta che seguire le indicazioni intraprendendo ulteriori studi nel campo della storia militare.
È da citare, infine, l’unica nota veramente negativa del volume, ovvero i minuscoli caratteri di stampa utilizzati dalla società appaltatrice del lavoro che possono creare un considerevole ostacolo anche al lettore più accanito, rischiando di limitare, in questo modo, la piena riuscita del lavoro.

Cap. CC Flavio Carbone


Mario Rigoni Stern

1915-1918 la guerra sugli altipiani

Neri Pozza Narrativa, II edizione, febbraio 2001, 2000, pagg. 640, euro 30,99

Il volume raccoglie numerosi brani tratti dai più avvincenti e controversi racconti del fronte italiano durante il primo conflitto mondiale. Questi attraversano tutto il periodo della guerra e passano dalla narrazione dei primissimi assalti degli Alpini, con banda in testa e tra lo stupore degli avversari, alla guerra combattuta dagli Arditi sulla fine del conflitto.
Va detto, subito e per fugare eventuali dubbi, che la cura con la quale sono stati scelti alcuni passi di varie opere, siano esse italiane, austriache o anche inglesi, offre un ampio panorama di vedute che riesce a dipingere uno scenario articolato e complesso, vissuto in modo diverso dai soldati e dai generali, dai militari e dai civili, dagli italiani e dagli austriaci. Tutto si confonde e quello che emerge è un forte senso della Patria che deve essere sentito non come contrapposizione tra due Nazioni, ma come parte di un mondo, sociale, politico, economico e, perché no, militare, sorto dalle braci di quel conflitto e dalle ceneri di quello successivo, decisamente più tragico, i quali tuttavia hanno permesso la nascita di un’Europa dei popoli e delle nazioni, in cui gli scontri sono contenuti sui campi da gioco e non su quelli di battaglia, oppure rivolti alla lotta tra la nostra moneta europea ed il biglietto verde statunitense.

Alcuni documenti ci presentano una visione del conflitto come l’ha elaborata George L. Mosse in una delle sue più famose opere “le guerre mondiali, dalla tragedia al mito dei caduti”, dove il nemico viene brutalizzato dalla necessità di affrontare una guerra come non era mai stata vissuta, mentre altri brani ci danno una descrizione degli uomini, dei loro sentimenti e delle loro paure rendendoli tangibili e concreti.
Completano il testo numerose ed interessanti immagini fotografiche della varie fasi e di luoghi interessati dal conflitto nonché uno stralcio di mappe dell’altopiano dei sette comuni, punto geografico di partenza nella nascita dell’antologia.
Il cammino scelto, a volte tragico ed altre eroico, mette in luce i vari aspetti e punti di vista di coloro i quali si sono confrontati sul fronte italiano, offrendo una visione completa e schietta dei quattro anni di una guerra terribile e inaspettata soprattutto per la sua spietatezza.
Questo percorso, secondo gli auspici del curatore, vuole contribuire nell’avvicinare il lettore ad un giudizio quanto più sereno e giusto di uno dei momenti più difficili di tutta l’umanità.
In conclusione, la lettura del testo vuole stimolare i lettori che non hanno vissuto i conflitti mondiali a riflettere sui valori preziosi che la Storia ha tramandato a noi, giovani figli di questa Patria, consacrando proprio con la “Grande Guerra” l’unità d’Italia.

Cap. CC Flavio Carbone


Enrico Cernigoi, Roberto Lenardon Paolo Pozzato, (tavole a colori di Fabio Pinazza)

Soldati dell’Impero. La struttura e l’organizzazione dell’Esercito della Monarchia Asburgica

Itinera progetti, 2002, pagg. 213, euro 29,50

Il libro, scritto a più mani, è composto da due parti principali: il testo e le tavole a colori. La prima parte, realizzata sulla base di una attenta ricerca di fonti in numerosi archivi, è impreziosita da numerose fotografie che ritraggono militari e mezzi degli eserciti asburgici e che contribuiscono ad integrare la lettura così ricca ed interessante con le immagini di un tempo.
L’intento dichiarato degli autori non è solamente quello di analizzare e far conoscere gli eserciti della monarchia asburgica, ma di diffondere una lezione di storia che serva a edificare un futuro di integrazione e di pacifica convivenza tra popoli.
Il testo ripercorre tutte le tappe degli ordinamenti dell’Imperiale e Regio Esercito Comune, dell’Imperiale e Regio Esercito austriaco e del Regio Esercito ungherese.
È effettivamente piacevole ed interessante sfogliare il libro; la scelta di seguire un percorso narrativo organizzato per Armi, Corpi e specialità delle Forze terrestri asburgiche offre un’estrema chiarezza dell’evoluzione dei Corpi, garantendo una visione ampia e estremamente comprensibile. Ciò a dispetto delle numerose modifiche ordinative che gli eserciti asburgici hanno subito tra l’inizio del XX secolo e la fine del primo conflitto mondiale.
La seconda parte del libro è articolata in 42 tavole a colori che, riprendendo da alcune fotografie la posa dei militari, fornisce un’attenta e puntuale descrizione delle uniformi, delle buffetterie e delle armi che li hanno accompagnati sui fronti della prima guerra mondiale.
Infine, si concorda con gli autori, che hanno effettuato numerosi sopralluoghi sul comprensorio Hermada- Faiti, in moltissime parti rimasto integro nella sua archeologica bellica, nell’auspicare un recupero turistico-archeologico di tali località, al fine di valorizzare siti che più di ottant’anni or sono furono teatro di uno dei più sanguinosi scontri tra popoli.

Cap. CC Flavio Carbone


Stella Duffy

Calendar girl

Marsilio editori, 2002, pagg. 222, euro 12.50

Tra le autrici di romanzi noir della nuova generazione, Stella Duffy rappresenta una delle migliori novità.
La scrittrice inglese ha già pubblicato quattro romanzi che vedono protagonista l’investigatrice privata londinese Saz Martin. Calendar girl, che è il primo, introduce il lettore in un mondo quasi completamente al femminile. La trama, infatti, si snoda attraverso le storie raccontate in parallelo di due donne, entrambe accomunate da una terza figura femminile. I due racconti si dipanano alternandosi regolarmente nei capitoli lungo un percorso che alla fine porterà l’investigatrice Saz e la cabarettista Maggie ad incontrarsi in un drammatico epilogo (molto cinematografico) in cui le due vicende si congiungono e gli interrogativi che man mano avevano incuriosito il lettore vengono soddisfatti.

Sin dall’inizio è chiaro il carattere trasgressivo delle vicende che si intrecciano e solo chi si è sempre tenuto distante da argomenti quasi sempre confinati al “politicamente scorretto”, come l’omosessualità femminile, troverà forse imbarazzante la lettura ma, superati anacronistici pregiudizi, l’appassionato del genere noir avrà modo di apprezzare la suspense creata da un stile raffinato e brillante, descrizioni e dialoghi molto veloci e diretti che invogliano alla lettura tutta d’un fiato, come si trattasse della visione di un bel giallo cinematografico.
Parrebbe agevole, secondo una chiave di lettura poco attenta e abbastanza sbrigativa, attribuire all’autrice uno squilibrio narrativo dovuto alla rappresentazione prevalentemente e quasi univocamente positiva delle diverse figure femminili del romanzo, ma una lettura più attenta svela anche l’intento della Duffy di bilanciare l’esigenza narrativa di attribuire la parte di protagonista negativo ad un uomo con le altre due figure maschili del racconto che per diversi motivi si trovano all’interno di questo universo al femminile: uno è alla ricerca della donna al centro della storia (darà l’incarico di trovarla a Saz Martin), l’altro è un amico di Maggie sempre sincero e disponibile ad aiutare, come le altre sue amiche.
Sostanzialmente un bel libro, fuori dai normali binari entro i quali siamo abituati a vedere ambientati i racconti di questo genere, i cui capitoli si possono tranquillamente scoprire uno dopo l’altro nell’arco di un pomeriggio o di una sera.

S. Ten. CC Moreno Castrati


Domenico Cacopardo

Cadenze d’inganno

Marsilio editori, 2002, pagg. 213, euro 14

Il mondo giudiziario romano, gli ambienti del Tribunale di Piazzale Clodio e del quartiere Prati, i luoghi ed i locali frequentati da magistrati e avvocati della Capitale fanno da sfondo a questo giallo il cui protagonista è il sostituto procuratore della Repubblica Italo Agrò.
I nomi di due noti bar di Via Sabotino e Via Ferrari, citati nel racconto, suggeriscono al lettore l’impressione di un accentuato - seppur ipotetico - realismo dei fatti. Per chi recensisce, l’impressione di riassaporare sensazioni e atmosfere già vissute è maggiore per i trascorsi personali nel comando territoriale di zona.

Il libro di cui si tratta narra il secondo caso del dottor Agrò, questa volta impegnato a districare un misterioso caso di omicidio i cui indizi, gradualmente, portano ad avvicinare il delitto a due altre uccisioni, una delle quali compiuta all’estero: un caso di omicidio diventa il caso di tre omicidi, compiuti tra uno scandalo di mazzette su forniture militari e una storia di oscuri rapporti con ambienti mafiosi. Nel tutto, alte sfere militari, servizi segreti e supposte note personalità, che seguono le indagini attenti ai giri di valzer della politica e a non scuotere gli equilibri istituzionali tra i poteri, fanno assumere alla vicenda una connotazione storica tipica dei primi anni ’90 (anche se le date del libro la ravvicinano parecchio ai nostri giorni) che taluno, ottimisticamente, valuterà ormai ben lontana dalla realtà socio-politica attuale.

Ma i paragoni storici che sorgono spontanei dalla lettura, positivi o negativi che siano, stimolano a riflettere e suggeriscono conclusioni e valutazioni che, anche se in astratto e su argomenti di pura fantasia, portano il lettore (secondo la mia opinione) a confermare o riacquistare (a seconda delle esperienze personali) fiducia nell’attività della magistratura.
Il particolare movimento armonico musicale che costituisce il titolo del libro è l’indizio principale per mezzo del quale Agrò giungerà alla soluzione, dopo aver appreso che la cadenza d’inganno, o cadenza evitata, si basa sull’imprevedibilità di tale concetto melodico.

Con una forma misurata e gradevole per il lettore, lungo tutto il racconto, l’Autore - magistrato anch’egli - tratteggia accuratamente la figura del sostituto procuratore Agrò, del quale rivela grandi qualità di intuizione e di caparbietà, non nascondendone, pur’anche, difetti e debolezze di cui però il personaggio è ben conscio; proprio questa consapevolezza, quasi un’ammissione interiore, guiderà l’inquirente nel dipanare i fili e riunirli in un unico caso, accorgendosi in tempo dell’ambiguità di una presenza femminile che aveva fatto leva proprio su uno dei suoi punti deboli, ma che, innegabilmente, è uno degli argomenti a cui molti uomini prestano il fianco: il richiamo irresistibile del fascino femminile.
Indubbiamente un pregevole romanzo, ricco di situazioni e personaggi ben inseriti nella trama e facilmente distinguibili nei ruoli e nella descrizione soggettiva; lo stile narrativo è sempre scorrevole ed induce ad una lettura attenta e con poche pause: tutto quello che è desiderabile in un bel giallo. In coda al romanzo un post scriptum dell’Autore lascia la porta aperta per un seguito delle inchieste del dottor Italo Agrò che mi auguro possa essere presto in libreria.

S. Ten. CC Moreno Castrati