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Chiusura dell'anno accademico 2000-2001

Il 24 luglio 2001, alla presenza delle Autorità civili e militari, dei familiari, del Corpo Docente dell’Istituto e degli Ufficiali frequentatori, si è svolta la cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico 2000-2001. Hanno preso la parola il Comandante della Scuola, Gen. B. Giorgio Piccirillo e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Sergio Siracusa.

Relazione del Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri

Signor Comandante Generale,
signori Ufficiali,
gentili ospiti, a tutti il mio ringraziamento per aver voluto essere presenti in uno dei momenti più significativi della vita del nostro Istituto.
La chiusura di un anno accademico costituisce inevitabilmente un momento di bilanci e di riflessione, ma è al contempo l’occasione per guardare avanti e per delineare i contorni di un futuro che ci propone sfide nuove e sempre stimolanti.
Mai come quest’anno la Scuola Ufficiali si è trovata di fronte a istanze di cambiamento così radicali e così pressanti.
Da un lato il riordino che ha mutato l’intero assetto giuridico dell’Arma dei Carabinieri, dall’altro le profonde innovazioni normative riguardanti gli studi universitari.

giornamentoA proposito di quest’ultima tematica la Scuola ha vissuto da protagonista la complessa opera di analisi di una normativa completamente nuova anche per il mondo accademico ed ha contribuito a mettere a punto un iter di studi che costituisce sicuramente una delle interpretazioni più feconde della lettera ma soprattutto dello spirito della riforma universitaria.

Sono trascorse solo due settimane dalla stipula della convenzione fra l’università degli studi di Modena e Reggio Emilia e la Scuola Ufficiali per lo svolgimento dei corsi di laurea in scienze giuridiche ed è imminente il passo successivo relativo alla laurea specialistica in giurisprudenza.

Nell’ambito del quinquennio di studi previsto per la laurea in giurisprudenza è stato inserito armoniosamente un complesso di insegnamenti, sempre di tipo strettamente giuridico, orientato in modo mirato alla formazione degli ufficiali, valorizzando inoltre, come auspicato e previsto dalla norma, due elementi che costituivano già capisaldi nell’ambito delle conoscenze richieste ai futuri dirigenti dell’Arma: la conoscenza delle lingue straniere e l’informatica.

Nell’ambito della conoscenza delle lingue straniere sono state sviluppate modalità di preparazione sempre più aderenti alle esigenze professionali ed è stato aumentato del 50% il periodo trascorso all’estero dai corsisti, conseguendo risultati di grande soddisfazione.

In questo ambito sono allo studio progetti ancora più ambiziosi con la previsione dell’ampliamento dello studio obbligatorio ad una seconda lingua straniera.
Questa crescita vuole essere un contributo all’intensificazione dei contatti e degli scambi internazionali, con particolare attenzione al partenariato FIEP che si sta dimostrando sempre più interessante e fecondo.

La Scuola si propone quale porta aperta sull’Europa e sul mondo per preparare generazioni di ufficiali capaci di operare disinvoltamente in contesti internazionali affermando una professionalità solida e ben articolata.
Sotto il profilo dell’acquisizione di conoscenze informatiche sono stati sviluppati progetti di aggiornamento e approfondimento di grande respiro, sostenuti dalla capillare distribuzione di PC portatili per tutti i frequentatori e dalla imminente realizzazione di una rete locale per le esigenze sia gestionali sia addestrative.

I futuri ufficiali saranno preparati anche ad operare nel nuovo ambiente informativo S.D.I.
I nuovi mezzi di comunicazione costituiscono una delle frontiere di maggiore interesse professionale per l’Arma ed è quindi indispensabile che siano profuse grandi energie non solo materiali, ma soprattutto di personale, per garantire un adeguato livello di conoscenza in questo ambito.

Sono stati fatti interventi importanti anche sotto il profilo dell’organizzazione dell’attività di insegnamento, mirati a garantire una maggiore razionalità e spazi adeguati per l’approfondimento e la preparazione personale; anche queste innovazioni si sposano perfettamente con lo spirito della riforma universitaria che mette giustamente in risalto l’importanza di un’attenzione specifica al rapporto fra i momenti di didattica tradizionale e la necessaria rielaborazione personale.

Sta infine per concludersi l’iter relativo ad un significativo incremento delle potenzialità dell’Istituto di Studi Professionali e Giuridico-militari, orientato a dare attuazione alla norma che affida a questa Scuola il delicato compito di essere centro studi pilota per l’Arma dei Carabinieri.

In questa ottica è stato fatto un significativo sforzo di produzione dottrinale che ha visto la realizzazione di numerosi testi di interesse giuridico e professionale pubblicati come supplementi alla Rassegna dell’Arma, periodico che si è affermato ormai come punto di riferimento scientifico e dottrinale, non solo all’interno dell’Istituzione, ma anche negli ambienti accademici.

Nel corso di quest’anno oltre ai circa 300 frequentatori dei corsi di formazione, si sono avvicendati alla scuola oltre 100 ufficiali del corso di Istituto, oltre 200 ufficiali di complemento, senza contare i frequentatori dei seminari d’aggiornamento per Comandanti Provinciali e di Gruppo, per Comandanti di Compagnia, per capi ufficio segreteria e personale degli alti comandi dell’Arma, per la formazione alle operazioni militari per il mantenimento della pace. Sono stati inoltre svolti numerosi convegni internazionali ed un’importante giornata di studi dedicata alla normativa concernente la competenza penale del giudice di pace.

La Scuola Ufficiali vive in modo dinamico l’evoluzione del contesto operativo ed istituzionale e continua a perseguire un processo evolutivo che, con la disponibilità di adeguate risorse materiali ed umane, le consenta di continuare un’ efficiente ed efficace opera di preparazione per i quadri dirigenti dell’Arma.

La mutata realtà del contesto formativo, la crescita del livello di base dei frequentatori e la complessità sempre maggiore delle materie di insegnamento hanno indotto a rivedere i profili professionali necessari per i diversi incarichi, allo scopo di rendere più funzionale a tutti i livelli il rapporto docente-discente, valorizzando la figura dell’ufficiale tutor, piuttosto che, più freddamente, di inquadramento.
E nel momento in cui l’Arma si è resa autonoma, ancora più pressante è la necessità di dare nuovo impulso alla macchina addestrativa, perché nuove realtà ci attendono, nuovi impegni con i quali ci dovremo confrontare per garantire all’Arma una classe di dirigenti preparata per compiti più complessi e più delicati.

La Scuola Ufficiali deve rappresentare per tutti motivo di vanto per il ruolo istituzionale che riveste e deve, quindi, essere impegno di tutti migliorarne le potenzialità e valorizzarne l’immagine.
Ci è di conforto in questo l’attenzione che Lei, signor Generale, e tutti i nostri superiori ci dedicano.

Solo con la disponibilità delle risorse migliori si potrà dare un risultato soddisfacente che funzionerà da moltiplicatore per una rivalutazione complessiva del settore addestrativo, con forme di automotivazione assolutamente necessarie per alimentare nei formatori i due requisiti per essi indispensabili oltre alla capacità professionale: la passione e l’orgoglio.

Per quanti oggi si trovano impegnati in questa meravigliosa sfida, e fra loro comprendo anche voi giovani frequentatori, l’anno che si chiude oggi è stato un anno di analisi, di progetti e di verifiche che stanno predisponendo l’Istituto ad un salto qualitativo notevole verso una formazione sempre più qualificata, concreta ed aderente alla realtà dell’Arma, in linea con il principio del sapere per saper fare.
Abbiamo fatto tesoro dei suggerimenti che ci venivano dalla vostra esperienza quotidiana sui banchi per proporvi nuove idee, nuove soluzioni organizzative che hanno conferito e conferiranno alla struttura snellezza e funzionalità, favorendo nel contempo una risposta didattica più performante e più ricca che scaturirà da programmi di insegnamento completamente rivisti in un’ottica di interdisciplinarietà e di riequilibrio degli spazi strettamente professionali.

Tutto ciò grazie anche ai vostri insegnanti.
Al corpo docente sia militare sia civile va, quindi, il mio sentito riconoscimento per il prezioso contributo di conoscenza e di umanità che ha saputo dare nel corso di questo anno accademico. L’attività di insegnamento costituisce il perno e il motore della Scuola e merita ogni attenzione, ogni cura ed ogni possibile agevolazione.
Un grato pensiero rivolgo al personale civile e militare del Quadro Permanente che ha fornito un decisivo contributo al funzionamento dell’Istituto.

Al Consiglio di Base di Rappresentanza il riconoscimento per la collaborazione attenta ed intelligente.
Ai corsisti che resteranno ancora presso di noi rinnovo l’esortazione a sfruttare appieno questo prezioso periodo per prepararsi seriamente, coltivando un’autodisciplina che sarà la più sicura risorsa nel futuro della loro vita militare.

A voi ufficiali allievi del 6° Corso Formativo, del 7° Corso di Perfezionamento e del 7° e 8° Corso Applicativo, che vi accingete a lasciare l’Istituto per iniziare ad operare nei reparti, rivolgo un invito pressante a fare tesoro di tutte le esperienze fin qui acquisite, perché possiate inserirvi nel modo più costruttivo nell’attività operativa.
Non considerate però questo periodo di formazione come esaustivo ai fini della vostra professionalità. È stata sicuramente una fase significativa e determinante della vostra vita, ma che si esaurirà inutilmente nel ricordo se non sarà alimentata costantemente dall’umile confronto con la realtà che vi circonda, dalla quale dovrete trarre costantemente insegnamento ed alla quale dovrete continuamente prepararvi ricercando l’aggiornamento e lo studio.

Gli esami non finiscono mai! E se un giorno sarete richiamati fra questi banchi, tornate riconoscenti per quello che la Scuola vi ha dato e potrà ancora darvi sicuramente in misura maggiore! E se a qualcuno di voi dovesse essere chiesto di tornare alla Scuola per dare il proprio contributo di pensiero e di professionalità, che accetti con orgoglio.

La responsabilità della formazione dei giovani è sempre esaltante ed appagante!
Siate di esempio per il vostro personale, ricordando che solo con l’esempio sarete veramente comandanti e potrete pretendere di essere rispettati e seguiti.
Non dimenticate infine che solo un’azione di comando veramente umana e rispettosa, come nella migliore tradizione dell’Arma, vi renderà capaci di mettere al servizio della sicurezza della comunità gli uomini e i mezzi che vi saranno affidati.
A tutti le migliori fortune e gli auguri più sinceri!

Chiedo al Signor Comandante Generale di dichiarare chiuso l’anno accademico 2000-2001.

Prolusione del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri

Rivolgo, anzitutto, un riconoscente saluto alle Autorità ed ai graditi ospiti intervenuti.
Essi con la loro presenza, danno ulteriore prestigio alla cerimonia odierna e ribadiscono l’affetto e la stima che nutrono nei riguardi dell’Arma.
Desidero ringraziare vivamente tutti gli insegnanti, civili e militari, che per voi Ufficiali frequentatori, come per chi vi ha preceduto in questa prestigiosa Scuola, sono stati maestri di vita oltre che di scienza.Vi hanno aiutato ad apprendere le nozioni fondamentali per l’esercizio della professione, ma vi hanno insegnato anche il valore della conoscenza, della modestia, dell’equilibrio e dell’attenzione alla propria ed altrui dignità, sostenendovi e spronandovi durante questo periodo che vi ha preparati a diventare professionisti della sicurezza e Comandanti di uomini.

Un Un vivissimo apprezzamento formulo a tutto il Quadro permanente della Scuola per la passione e la dedizione dimostrata, ancora una volta, nell’indirizzare l’addestramento dei corsi, ed al Comandante della Scuola che ha proficuamente posto energie e coinvolgente entusiasmo al servizio dell’Istituzione, nell’affrontare e risolvere, con visione lungimirante, le complesse problematiche connesse con la gestione di un istituto di tale levatura ed importanza, in fase di ulteriore crescita sul piano formativo e dell’elaborazione culturale.

Il mio saluto caloroso a voi Ufficiali Allievi. L’anno accademico si chiude e vi attende un periodo di meritato riposo al termine del quale, finalmente, alcuni di Voi, e mi riferisco agli Ufficiali del 7° corso di perfezionamento, del 37° e 38° corso applicativo e del 6° corso formativo per il Ruolo Tecnico, raggiungeranno i reparti di impiego dove potranno applicare, nella quotidiana attività, quanto è stato appreso in questa Scuola: siatene all’altezza!

Applicatevi con rigore, andate alla radice dei problemi, affrontate ogni questione con generosità d’animo, altruismo e sensibilità, rammentando che ognuno dei vostri collaboratori rappresenta una preziosa risorsa per l’Arma dei Carabinieri e fornisce un contributo essenziale al servizio che l’Istituzione offre alla Patria. Soltanto così la vostra autorità di Comandanti sarà arricchita e rafforzata dal carisma riconosciuto a chi assume le proprie decisioni con consapevole responsabilità e rigorosa equità. E i vostri uomini sapranno ricompensarvi, offrendovi il loro affetto, la loro esperienza, la loro fedeltà specie nei momenti più difficili, quando la tradizionale compattezza della nostra Istituzione diventa il vero valore aggiunto.

Sarete così Comandanti di uomini valorosi e generosi, per i quali rappresenterete l’esempio da seguire: impegnatevi, pertanto, al meglio delle vostre possibilità, sfruttando appieno la preparazione che vi è stata data in questa Scuola, consapevoli, però, che sarà l’esperienza diretta di comando a dare spessore a quanto appreso nel lungo ciclo formativo.

Per l’Istituzione, la formazione accurata del personale ed, in particolare, dei propri quadri direttivi costituisce, da sempre, un obiettivo di fondamentale importanza. L’Arma ha provveduto così ad adeguarsi alla recente riforma universitaria stipulando, come ha ricordato il Comandante della Scuola, con l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia una convenzione per il conseguimento della laurea di primo livello in Scienze Giuridiche al termine dei primi tre anni di formazione ed avviandosi a definire analoga convenzione con altra Università di Roma per far conseguire, agli Ufficiali del Ruolo Normale, la laurea in Giurisprudenza, a conclusione del quinquennio formativo.

È stato, altresì, rimodulato il corso d’Istituto per Capitani, teso ad affinare la preparazione culturale, giuridica e tecnico-professionale degli ufficiali, conferendo loro migliori capacità per l’assolvimento delle successive, delicate funzioni superiori. A partire dal prossimo anno accademico, inoltre, sarà attivato, in una nuova configurazione, alla luce dei recenti provvedimenti legislativi di riforma dell’Arma, il corso per gli ufficiali del Ruolo Tecnico-Logistico, con la previsione di percorsi formativi attagliati a ciascuna delle singole specialità.

Sul piano didattico, presso la Scuola è già stata attivata la cattedra di “Informatica” e a breve, saranno attivate anche quelle di “Arte Militare e delle Operazioni di Mantenimento della Pace” e di “Diritto Militare”.
Si vuole, in sostanza, porre gli ufficiali nelle migliori condizioni per affrontare una realtà operativa che ci vede costantemente impegnati al servizio dei cittadini e delle istituzioni dello Stato, come anche i recenti avvenimenti legati al Vertice internazionale del G-8 di Genova hanno dimostrato.

A tutti gli Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri effettivi, in ferma quadriennale ed ausiliari, che hanno operato a Genova e in tante altre località connesse con il G8 con impegno, sacrificio, entusiasmo, abnegazione e professionalità a fianco delle altre Forze di Polizia, va l’affettuoso compiacimento e il ringraziamento di tutti noi.

L’Arma, quella che troverete una volta usciti da questo Istituto, è in evoluzione, totalmente coinvolta in un corale ed intenso impegno per dare attuazione agli importantissimi provvedimenti di riordino e per conseguire, così, gli obiettivi prefissati di sempre maggiore efficienza, economicità e professionalità in tutti i settori funzionali.

Sono, infatti, previsti sostanziali interventi sulla sua struttura al fine di renderla più rispondente alle molteplici esigenze operative da soddisfare, sia nell’area della Difesa sia in quella della Sicurezza. Le recenti innovazioni legislative, oltre a ribadire il valore irrinunciabile della militarità quale presupposto culturale della peculiare professionalità del Carabiniere, hanno segnato un passaggio cruciale nella vita dell’Istituzione, che viene a delinearsi come un’organizzazione moderna, proiettata a fornire un servizio sempre più efficace a favore del cittadino. La puntualizzazione dei compiti militari dell’Arma ed il riconoscimento dell’efficacia del suo contributo in ragione della peculiare duplice natura di forza militare e di polizia, determinano una crescita continua del suo impegno nelle missioni internazionali di sostegno alla pace. In particolare attraverso le MSU - Multinational Specialized Units che, grazie al valore ed all’efficacia dimostrata sul campo dai Carabinieri, in breve tempo si sono guadagnate il plauso della comunità internazionale oltre che l’apprezzamento e la fiducia delle autorità e delle popolazioni locali. A tal proposito ricordo che, in atto, l’Arma è presente, con oltre 1.000 Carabinieri, in Bosnia, Kosovo, Albania e Macedonia nei Balcani oltre che in Palestina ed Eritrea.

Ancora, attraverso incisivi interventi sulla struttura, sono state delineate soluzioni organizzative e funzionali che razionalizzano l’impiego delle risorse disponibili e semplificano le procedure. L’obiettivo è valorizzare e potenziare lo strumento operativo riorganizzando il sostegno tecnico, logistico ed amministrativo e conferendo spiccate caratterizzazioni funzionali ai vari livelli gerarchici, per evitare duplicazioni di attività. Si intende, così, liberare risorse a favore dei reparti territoriali, impegnati nella primaria attività di controllo del territorio. Per il miglioramento di tale attività, l’Arma, esaltando ulteriormente il suo modello organizzativo, incentrato su una capillare presenza sul territorio dei suoi presidi, ed in particolare delle Stazioni Carabinieri che, da sempre, realizzano un dispositivo di “prossimità”, ha previsto di intensificare numero e visibilità dei servizi esterni, anche mediante nuove modalità organizzative quali l’impiego di un solo militare, sia a piedi che su automezzo. Lo scopo è quello di realizzare, in ambito locale, un sistema integrato che renda ancor più efficace ed aderente alle varie realtà operative il servizio offerto.

Sforzi significativi l’Arma sta anche sostenendo sul piano degli aggiornamenti tecnologici, al fine di migliorare, in ogni settore, il rapporto tra i Carabinieri e la popolazione.
In tale direzione vanno i provvedimenti finalizzati al completamento dell’assegnazione alle Stazioni di strumenti ad altissima tecnologia per ottimizzare l’impiego delle risorse e ad ultimare i programmi di informatizzazione, ricorrendo anche alle rilevanti potenzialità fornite dalle reti Intranet-Internet.

La piena realizzazione del modello impone, però, un’impegnativa partecipazione culturale oltre che organizzativa: la “prossimità” non deve essere soltanto una presenza più visibile e continuativa, ma deve assurgere a principio che ispiri la pianificazione dei servizi e, soprattutto, ne animi la realizzazione, conferendogli il necessario carattere di orientamento al cittadino.

Giovani Ufficiali Allievi!
Avete scelto una professione impegnativa, non priva di difficoltà, rinunce e sacrifici, che assorbirà severamente tutte le vostre energie mentali e fisiche. Affrontate questi impegni con serenità ed umiltà, ponendo al servizio dei cittadini la vostra intelligenza, la vostra preparazione e la vostra generosità.

Siate fieri di appartenere all’Arma, un’Istituzione fortemente legata alle sue tradizioni ma che si impegna, ancor di più oggi, a sostenere la cultura della legalità, una sfida importante per proiettarsi nel futuro con fiducioso ottimismo.
State per addentrarvi in una complessa ma avvincente realtà; state per divenire, anche voi, protagonisti della vita e della storia dell’Arma.

Agli Ufficiali del 37° e 38° corso applicativo, molti dei quali provenienti dai marescialli, voglio dire che ho molto apprezzato la loro propensione a misurarsi in ulteriori sfide, nel ricercare nuove e più coinvolgenti responsabilità. Determinazione confermata, peraltro, dall’impegno posto nel seguire le attività addestrative.
Ai Tenenti del 6° corso formativo del Ruolo Tecnico, tra i quali per la prima volta sono compresi due Ufficiali donne, esprimo il mio apprezzamento per la serietà e la competenza professionale palesati durante l’attività formativa; serietà e competenza che, sono certo, porranno da domani al servizio dell’Arma e del Paese.
A Voi Ufficiali del 179° e 180° corso di applicazione, che dovete ancora completare il previsto iter addestrativo, auguro un sereno periodo di riposo che possa ritemprarvi nel corpo e nello spirito e porvi in condizione di riprendere gli studi con rinnovato vigore.

A tutti, buona fortuna e buone vacanze.