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  • N.3 - Luglio-Settembre
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Libri

Ken Blanchard - John P. Carlos - Alan Raudolph

Le tre chiavi dell’empowerment. Come liberare il potenziale dei collaboratori ottenendo dei risultatati entusiasmanti

Franco Angeli editore, 2000, pagg. 208,Lire 38.000, (19,63 euro)


L’interessantissimo testo in esame costituisce la naturale quanto necessaria prosecuzione del discorso intrapreso dagli Autori nel primo libro dell’empowerment del 1996.
Partendo proprio dagli interrogativi che tale introduzione alla cultura dell’empowerment ha sollevato sia nei manager sia nei lavoratori, questo secondo volume propone una mappa in tre fasi che possa fungere da guida nel difficile viaggio che porta all’empowerment.

A tale scopo, si è reso opportuno integrare tre serie di concetti: le tre chiavi che conducono all’empowerment (mettere in comune le informazioni, creare autonomia attraverso i confini, i team prendono il posto della gerarchia); le tre fasi del processo di transizione (inizio ed orientamento del viaggio, cambiamento e andamento, adozione ed affiatamento dell’empowerment ) ed infine il concetto di Leadership si-tuazionale, metodo prezioso per i leader, nell’interazione individuale con i collaboratori, e per questi ultimi nei loro sforzi di self leadership.

Per comprendere il processo di cambiamento finalizzato all’attuazione dell’empowerment, occorre innanzitutto apprezzare le preoccupazioni che i collaboratori provano nelle diverse fasi del percorso.
Abbinando questa analisi al modello della leadership situazionale si otterrà un utile schema di riferimento che servirà ai leader ed ai gregari come guida operativa nello sforzo di avvicinamento all’empowerment.

Infatti, quando la condivisione delle informazioni avrà attivato il cambiamento, rafforzando il senso di titolarità e di responsabilità dei lavoratori su ciò che fanno, e la fiducia tra capi e collaboratori, è importante riconoscere l’energia di definire dei confini precisi per cominciare a creare autonomia.
La condivisione delle informazioni apre, dunque, la via al cambiamento, mentre la delimitazione dei confini fornisce la cornice di riferimento che permette di agire con autonomia.

Occorre, quindi, un meccanismo che utilizzi le interazioni umane per fornire la direzione ed il supporto che occorrono per usare al meglio e per affidare i talenti che le persone già posseggono e/o acquisiscono in futuro: i team autodiretti.
A questo punto, gli Autori, spostano la loro attenzione sulla seconda fase del viaggio verso l’empowerment, quella di “cambiamento e scoramento”, durante la quale spesso i team leader ed i tali mana-gement dell’azienda rinunciano a causa delle difficoltà e del senso di frustrazione che essa comporta.

Tale fase di cambiamento e scoramento è naturale ed altresì molto spiacevole per tutti coloro che ne restano coinvolti e, pertanto, occorre saper usare la diffusione delle informazioni e le azioni collegate per affrontare la situazione. Sebbene appaia paradossale, il miglior rimedio a tale scoramento, risulta la maggiore responsabilizzazione dei collaboratori attraverso l’ampliamento e l’approfondimento dei confini. Tale meccanismo funziona in quanto affronta direttamente la preoccupazione di fondo dei lavoratori, quella cioè di non essere anche gradualmente responsabilizzati e che i leader non siano sinceri o che temano l’intelligenza dei collaboratori responsabi-lizzati. I confini della nuova cultura di responsabilizzazione indurranno le persone a procedere verso l’empowerment anche se, per aver successo, esse devono detenere il rapporto dei team autonomi che continuano a svilupparsi.

Occorre, inoltre, esaminare la terza chiave del processo per capire come la sosti-tuzione della gerarchia con dei team autodiretti riesca, insieme all’apposizione dei confini ed alla condivisione delle informazioni, a guidare i collaboratori fuori dalla fase di scoramento.

Quando, infine, il processo verso l’empowerment entra nella terza fase, quella di adozione ed affidamento, i nuovi valori, le nuove pratiche e i nuovi atteggiamenti cominciano ad essere permanente integrati. Il modello della leadership situazionale ci ricorda che in questa fase di sviluppo le persone saranno efficaci, ma contano sull’e-secuzione dei compiti e sono ancora bisognose di supporto per accrescere la fiducia in se stesse e consolidare le proprie capacità di empowerment.
Nel capitolo conclusivo, gli Autori concretizzano tutti gli argomenti trattati in precedenza in un piano d’azione finalizzato alla creazione dell’empowerment.

Magg. CC t.SG Alfonso Manzo.


Fabrizio Battistelli

Anatomia del nonnismo. Cause e misure di contrasto del mobbing militare

Franco Angeli Editore, 2000, pagg. 183, Lire 30.000 (15,49 euro)

Il manuale presenta una disamina sul fenomeno del nonnismo suddivisa in due parti, che curano rispettivamente gli aspetti sociologici e quelli giuridici, corredate da una bibliografia specifica. Questo libro prende le mosse da una ricerca italo-spagnola promossa dalla Commissione dell’Unione Europea nell’ambito del progetto Daphne su episodi di prevaricazione e violenza a danno di categorie vulnerabili.

La prima parte della pubblicazione definisce il nonnismo in termini sociali e ne illustra tre prospettive di analisi: la prima relativa all’approccio etnografico e storico della morfologia del nonnismo nei confronti del personale militare di leva negli anni ’70; la seconda esplora gli aspetti funzionali e strutturali del servizio militare in seno ad una istituzione militare in profondo mutamento per il superamento della coscrizione obbligatoria e l’orientamento verso una professionalizzazione delle FF.AA.; infine la terza prospettiva analizza la comunicazione istituzionale nel contesto specifico.

L’impatto dei mass-media nei confronti del fenomeno del nonnismo viene affrontato con particolare riferimento al biennio del 1998-99 dietro l’ondata emotiva esplosa in relazione ad episodi specifici molto gravi.

Infine le interpretazioni del nonnismo sono descritte alla luce dei risultati di inchieste conoscitive effettuate dalla Commissione per lo studio e la prevenzione del nonnismo e dal Centro informazioni famiglie dello SME.

La seconda parte contempla gli aspetti giuridici del fenomeno delineando le difficoltà a ricondurre il nonnismo in una unica fattispecie criminosa a fronte di atti normativi molteplici e di interferenze tra modalità sanzionatorie di natura disciplinare e penale.
Un adeguato spazio viene lasciato per l’analisi normativa di fattispecie penali di comportamenti violenti così come viene sancita dalla normativa codicistica speciale. Infine vengono illustrati, in seno alle prospettive di riforma, i progetti di legge per la modifica del codice penale militare e il disegno di legge del Consiglio dei Ministri del 17 marzo 2000 che propone di rafforzare la tutela penale nei confronti di comportamenti di prevaricazione riconducibili al fenomeno del nonnismo.

Gli autori delineano la complessità del fenomeno cogliendone i diversi aspetti e offrendo degli spunti di riflessione e di analisi rivolti sia agli addetti ai lavori che ad un pubblico non esperto del settore.

Ten. CC Barbara Vitale.


Alberto Bucci - Giovanni Ariollia

Manuale pratico del giudice unico nel processo penale. - Volume di aggiornamento.

Edizioni Cedam, 2000, pagg. 109, Lire 14.000 (7,23 euro)

Il lungo e tortuoso percorso della riforma del processo penale, iniziato con l’emanazione del D.Lgs. n. 51/1998 e della c.d. legge Carotti n. 479/1999, prosegue con la legge n. 144/2000 che modifica ed integra sia le precedenti legislazioni sia il codice di procedura penale .

L’esigenza di poter disporre di uno strumento che consentisse una lettura chiara e complessiva dell’intera ri-forma ha spinto gli Autori a produrre una nuova opera che costituisse una appendice di integrazione al loro Manuale pratico del giudice unico nel processo penale, già edito; peraltro, la limitata incidenza delle modifiche, introdotte dalla L. n.144/2000 ad alcuni settori del processo penale, ha permesso di non dover procedere all’intera rivisitazione dell’opera precedente.

Il saggio in questione, nella sua prima parte, segue una esposizione correlata alla successione delle argomentazioni così come riportate dal Manuale, citando i relativi riferimenti alle pagine corrispondenti e riportando le modifiche da inserire.
Tra le modifiche di maggior significato introdotte dal legislatore con la L. n. 144/2000, si segnalano quelle inerenti:

  • la disciplina dei termini di custodia cautelare nella fase del giudizio abbreviato, laddove oltre ad essere introdotto un autonomo termine di fase della custodia cautelare svincolato da quello maturato nel corso delle indagini preliminari, viene anche esteso l’istituto della sospensione dei termini di custodia cautelare in apposite previsioni;

  • i criteri di ripartizione della competenza tra tribunale in composizione collegiale e monocratica che, sostanzialmente, estendono la competenza del tribunale in composizione collegiale per effetto della sua cognizione in materia di delitti puniti con la pena della reclusione superiore nel massimo a 10 anni non solo nelle ipotesi consumate ma anche in quelle tentate;

  • le incompatibilità del giudice delle indagini preliminari, inquadrate in una previsione tesa a ridurre le ipotesi di incompatibilità nei giudici che abbiano concorso all’adozione di atti che non comportano valutazioni/pronunciamenti.

La seconda parte dell’opera è costituita da una utilissima e chiara “appendice legislativa”, realizzata mediante uno specchio che pone a diretto confronto gli articoli del codice di procedura penale tra vecchia e nuova formulazione, consentendo così al lettore di disporre di un quadro della situazione normativa visivamente apprezzabile.

In conclusione, gli Autori hanno compiuto un ulteriore sforzo, di pregevole e straordinaria valenza, per consentire agli operatori del diritto di meglio comprendere le realtà delle dinamiche processuali oggetto di riforma.

Magg. CC Gianni Cuneo.


Piero Luigi Vigna

Codice Penale, Codice di Procedura Penale (annotati). Norme Speciali.
- Settima edizione -

Laurus Robuffo, 2001, pagg. 2219, Lire 46.000 (23,76 euro)

In presenza di un ordinamento complesso ed articolato come il nostro, peraltro caratterizzato da una produzione legislativa copiosa e frequentemente scoordinata, da parte degli operatori di giu-stizia, è diffusa e vivamente sentita l’esigenza di disporre di strumenti operativi aggiornati, integrati e soprattutto di chiara e facile interpretazione.

Con il dichiarato e riuscito intento di rispondere adeguatamente alla citata esigenza l’Autore, Procuratore Nazionale Antimafia, ha realizzato la settima edizione dell’opera in esame che rappresenta una armoniosa combinazione tra la codicistica penale - processuale e la legislazione speciale di maggior interesse.

Il volume, strutturato sulla base dei tre distinti corpi normativi anzidetti, si distingue da un lato per la scrupolosa opera di aggiornamento dei testi effettuata e dall’altro per l’utilissima attività di raccordo ed integrazione svolta nell’ambito della successione delle norme verificatasi negli ultimi mesi della XIII Legislatura.

In particolare, il codice penale, oltre a contemplare le nuove fattispecie di reato introdotte dalla Legge 26 marzo 2001 n.128 (c.d. “Pacchetto Sicurezza”) inerenti il furto in abitazione ed il furto con strappo, reca delle complete annotazioni dalle quali è possibile rilevare, per ciascun reato, una serie di indicatori procedurali tra cui i soggetti attivi e passivi, l’oggetto giuridico tutelato e la procedibilità.

Per quanto attiene al codice di procedura penale, questo presenta le modifiche introdotte dall’intera riforma del processo penale (Leggi n. 479/1999 e n. 144/2000), la disciplina sulle investigazioni difensive (L. n.397/2000) e le novelle apportate dalla Legge n.128/2001, tra le quali di particolare interesse risultano le integrazioni degli artt. 327-348-354 c.p.p., inerenti al rapporto tra Pubblico Ministero e Polizia Giudiziaria (maggiori poteri conferiti alla p.g. in tema di indagini “autonome”).

La parte dell’Opera dedicata alle Norme Speciali è preceduta da un efficace specchio di consultazione che classifica le varie fonti legislative secondo il criterio delle materie dalle stesse disciplinate, rendendo così agevole e sollecita l’attività di individuazione delle norme d’interesse; in tale area tematica si segnala la presenza della materia relativa al Coordinamento delle Forze di Polizia ed al loro “riordino” (L. 31 marzo 2000 n. 78).

Il testo, in sintesi, rappresenta un validissimo ed aggiornato strumento di lavoro capace di offrire all’operatore una guida chiara per interpretare ed applicare gli istituti in esso contenuti.

Magg. CC. Gianni Cuneo.


Michael Rakow

Curare il cavallo con l’omeopatia

Calderini Edagricole, 2001, pagg. 216, Lire 44.000 (22,72 euro)

La Il livello di civiltà di una società evoluta si riscontra anche nel rapporto intercorrente tra il mondo umano e quello animale ed in particolare nel rispetto e nelle cure che il primo rivolge in favore dei secondi, i quali in tale rapporto certamente necessitano di aiuti e comprensioni da parte dell’essere umano.
Nell’ambito di questa considerazione a carattere ampio e generale, il volume realizzato dal Dr. Rakow, medico veterinario tedesco specializzato nelle cure omeopatiche, costituisce un interessante veicolo mediatico per diffondere la cultura dell’interesse allo stato di salute del più nobile dei quadrupedi: il cavallo.
La cura del cavallo mediante l’utilizzo del metodo terapeutico dell’omeopatia rappresenta il focus del-l’opera di Rakow ed è indirizzata non solo al comparto veterinario ma anche ai proprietari dei cavalli di qualsiasi genealogia, razza ed impiego.
L’Autore, tramite la sua creazione, si propone da un lato di informare circa le possibilità curative offerte dalle terapie omeopatiche applicate al cavallo e dall’altro di intensificare lo scambio di osservazioni – comunicazioni tra i proprietari degli animali ed i veterinari.
Il testo, articolato su otto capitoli comprensivi di un’appendice finale, tratta preliminarmente dei principi fondamentali della pratica omeopatica e, ponendola a raffronto con la terapia convenzionale, ne definisce gli scopi ed i limiti.
Ciascun capitolo è dedicato alla descrizione di malattie specifiche del cavallo e di queste vengono illustrate in maniera pervasiva le relative sintomatologie al duplice fine di effettuare una corretta anamnesi e di individuare il rimedio adeguato ; in merito giova rilevare che all’inizio di ogni capitolo viene for-mulata una serie di do-mande e risposte che con-sente di rilevare con maggior preci-sione i sintomi della patologia in atto.
In aggiunta alle patologie più ricorrenti, vi è un capitolo interamente dedicato ai c.d. disturbi comportamentali del cavallo, disturbi che nei tempi più recenti acquisiscono sempre più rilevanza, specie se questi si verificano nei confronti del cavallo sportivo poiché incidono negativamente sotto il profilo delle prestazioni.
In conclusione, il libro in argomento è da considerarsi un vero e proprio manuale operativo messo a disposizione degli amanti del cavallo non per sostituire la figura del veterinario, bensì per cooperare validamente con esso nell’applicazione delle cure omeopatiche ad un unico scopo: curare e guarire il nostro amico cavallo nel migliore dei modi consentiti.

Magg. CC. Gianni Cuneo