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Editoriale

Copertina del numero

Copertina della Rassegna dell'Arma - N. 2 - Aprile - Giugno 2001



Il panorama internazionale offre sempre aggiornati spunti di riflessione e suscita costantemente la nostra attenzione editoriale. Non si può ormai  prescindere da un quadro di riferimento sovranazionale che condiziona sempre più scelte normative, amministrative ed operative che si consumano all’interno dei singoli Stati.
In questo contesto, così complesso e foriero di sviluppi rapidi e talvolta imprevedibili, presentiamo una serie di articoli tutti ispirati - in un certo qual modo - a conciliare la prospettiva internazionale con le esigenze conoscitive e pragmatiche che scaturiscono da una realtà quotidiana particolarmente stimolante e spesso convulsa.

Il Trattato di Nizza rappresenta una tappa fondamentale nell’opera di costruzione di una politica di difesa comune europea e non può non influenzare scelte istituzionali e giuridiche che si riverbereranno nel processo di integrazione comunitaria. Su questo tema proponiamo uno studio approfondito che, nel ripercorrere il lungo e tormentato cammino della difesa comune europea, delinea le prospettive future dell’Unione.
Il contesto europeo, d’altra parte, è solo un modello formale di sviluppo delle relazioni internazionali, valido ed efficace nel ristretto ambito continentale. Un interessante articolo ci introduce nel tema della soggettività internazionale e degli strumenti giuridici di regolazione dei rapporti internazionali che, in un quadro mondiale quanto mai instabile e frammentato, tentano di fornire una risposta immediata e programmatica ai numerosi problemi suscitati dalle relazioni interstatuali.

Sempre in una prospettiva internazionale, presentiamo un articolo che illustra alcune fattispecie criminose introdotte dai codici penali russo e sloveno. Siamo sicuramente nel campo del diritto comparato, in un settore quanto mai specialistico, e spesso trascurato, come il diritto penale militare che, sul versante nazionale, da tempo ormai attende soluzioni legislative adeguate alle moderne esigenze di tutela dell’ordinamento militare. Gli spunti di riflessione, offerti dai codici penali presi in considerazione, suggeriscono scelte tecnico-giuridiche che possono trovare valida applicazione anche nel nostro sistema normativo.

Passando ad un altro campo di interessi, la recente legge sulle indagini difensive è oggetto di un’ampia, dettagliata e quanto mai esauriente disamina che non trascura alcun aspetto, sostanziale e processuale, di una normativa che cambierà non solo le procedure, ma lo stesso modello culturale delle attività investigative. Per la polizia giudiziaria si tratta di un rinnovato impegno al rigore, al rispetto dei diritti umani e ad una professionalità sempre più intrisa di cognizioni tecniche specialistiche e di profonda cultura generale.

La repressione delle frodi comunitarie costituisce il tema centrale di una serie di considerazioni tra diritto penale e diritto comunitario. L’analisi del fenomeno, non disgiunta da un attento esame dei testi legislativi di riferimento, pone all’attenzione del lettore la necessità di un’idonea e urgente attività di contrasto.
Per concludere, un argomento non molto spesso esplorato(1), ma particolarmente delicato perché coinvolge importanti implicazioni sull’efficacia e la funzionalità delle strutture di comando e controllo nelle situazioni eccezionali e di emergenza. Una buona architettura decisionale è certamente la chiave strategica per la gestione e la risoluzione di ogni tipo di crisi.

Gen. B. Giorgio Piccirillo

(1) Dobbiamo rimandare il nostro paziente lettore al n. 3 del 1997, dove può consultare l'articolo -Alcune considerazioni sulle situazioni di crisi- del colonnello Antonio Girone.